| Fabrizio
Pozzoli |
Devastazione di sculture
alla stazione di corsico (segn. di R. Boldorini)
Milano, 8 Gennaio
2002
Il giorno 3
Gennaio 2002 mi è giunta la telefonata che mai avrei voluto ricevere.
Mi si comunicava
che il processo di distruzione delle sculture, donate dal sottoscritto
alla Stazione ferroviaria di Corsico, iniziato nel mese di Ottobre 2001,
era finalmente giunto a termine, con buona pace degli ignoti
devastatori.
Il primo episodio
di questa irrispettosa serie di spiacevoli eventi risale infatti allo
scorso Autunno, con il furto di una delle suddette sculture da me realizzate
e dislocate, in collaborazione con lAssociazione culturale Gheroarté,
sulla banchina della Stazione FS di Corsico.
Nellarco
di un breve periodo ho potuto constatare che una seconda scultura era
stata deformata da calci ad opera di ignoti.
Infine, nella
notte di Capodanno da poco trascorsa, tre delle ultime quattro opere restanti
hanno subito la furia di questi fantomatici devastatori, fino alla definitiva
distruzione.
Questo ennesimo
episodio di malcostume ha prodotto in me come immediata reazione una emblematica
duplicità di sentimenti. Da un lato, infatti, sono stato colto
da delusione e rabbia profonde; dallaltro mi sono sentito quasi
incredulo, per non dire addirittura soddisfatto, per quanto le suddette
sculture avessero avuto tutto sommato una buona durata, considerando il
grado medio di civiltà del paese in cui viviamo.
Ciò non
toglie che il dubbio che fino a qualche tempo fa mi bisbigliava nella
mente, in questi giorni si sia drammaticamente trasformato in corposa
convinzione: i cittadini italiani non sono affatto pronti ad ospitare
iniziative di questo tipo.
A tal proposito,
mi sento in dovere di ringraziare la civiltà di quella parte di
popolazione di Corsico che sin dal primo episodio di vandalismo ha apertamente
manifestato il proprio dispiacere e la propria delusione per il fallimento
del progetto di recupero dellarea della Stazione, esortandomi in
più di una occasione a non desistere.
La risposta
definitiva mi sento di esprimerla soltanto ora: No, grazie.
Così,
come spesso accade, linciviltà di pochi va a discapito di
tutti.
Questo fatto
accade in contemporanea con la distruzione, a Rozzano, dellopera
del Maestro Pomodoro. Leco e lentità degli eventi non
sono certo paragonabili, ma ritengo possano esserlo il dolore e la disillusione
nel cuore di chi quelle opere le aveva create.
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