Quanto ad alcune mende che sono rimaste, egli è convinto che presto spariranno. Tornato a Orte, il 6 settembre il generale Caracciolo ha avuto la visita del principe di Piemonte, che – così gli aveva preannunziato – aveva “qualcosa di importante” da dirgli. Non abbiamo più truppe, non collegamenti, non possibilità di agire contro le soverchianti forze nemiche. Come si può giudicare il comportamento degli alti gradi politici e militari prima e dopo l’armistizio? Il Comando supremo decide di inviare in aereo ad Eisenhower a Tunisi il generale Rossi, sottocapo di stato maggiore generale, con un messaggio di Badoglio in cui si chiede che l’annunzio dell’armistizio avvenga in concomitanza con un secondo sbarco alleato “il più vicino possibile a Roma” o almeno nelle coste di Gaeta, Formia, Terracina. Caracciolo conosceva, dunque, l’111 c.t., anche se non lo ricorda bene; e l’ha anche applicato4: i piani di difesa dovevano essere cambiati; le unità mobili dovevano essere dislocate a cuscinetto delle due divisioni tedesche presenti nel territorio dell’Armata; le divisioni costiere, disposte faccia al mare contro un possibile sbarco alleato, dovevano rivolgere le artiglierie verso l’interno. Addirittura ridicolo è l’altro episodio raccontato ancora dal figlio dell’ammiraglio: la mattina dell’8 il ministro de Courten ha inviato il capitano di fregata Francesco Ruta a Frascati, sede dell’Alto Comando militare tedesco, per chiedere al maresciallo Kesselring una scorta aerea da destinare a protezione della flotta italiana incaricata di contrastare la flotta angloamericana nella acque di Salerno. – mattina. Dopo aver riflettuto mi presento al principe di Piemonte e gli dico: Altezza reale, è mia opinione che il recarsi in Sicilia sarebbe una decisione sotto ogni punto di vista deplorevole e, secondo ogni verosimiglianza, esiziale per l’esistenza stessa della monarchia; prego Vostra Altezza di voler comunicare il mio pensiero a Sua Maestà, informandolo che in tale eventualità io non lo seguirò a Palermo, ma farò ritorno a Roma, quali che ne siano le conseguenze”. Questa mattina sono venuta a dare un’occhiata alla mia ditta. Carboni dice infatti di avere ricevuto informazioni (che si dimostreranno ampiamente sbagliate), secondo le quali le forze tedesche intorno a Roma sarebbero molto superiori, per numero e per armamento, a quelle italiane. with the purchase of any eligible product. Sulle direttive della Memoria la versione del colonnello Torsiello (“predisporre colpi di mano” ecc.) 15 Il film, su soggetto di Age e Scarpelli, aveva come interpreti Alberto Sordi (il protagonista), Eduardo De Filippo, Serge Reggiani, Carla Gravina. ; è un documento inviato soltanto ai Comandi di armata, ai Comandi difesa territoriale di Bologna e Milano, ai Comandi delle forze armate in Sardegna e in Corsica; deve rimanere segretissimo; da bruciare subito dopo averlo letto. http://it.wikipedia.org/wiki/Internati_Militari_Italiani, www.storiaxxisecolo.it/internati/internati.htm. : i piani operativi devono essere cambiati in funzione non più di antisbarco angloamericano ma di contenimento tedesco; il testo del documento era oscuro perché non si voleva dire che le alleanze erano ribaltate, ma il senso era chiaro: il nemico è la Germania. Solo verso mezzanotte – scrive Caracciolo – si fa vivo lo Stato maggiore con un fonogramma breve e secco: “In relazione all’armistizio non devono essere contrastati sbarchi angloamericani”. Gli esposi l’andamento della riunione svoltasi presso il Sovrano che si era chiusa con il suo ordine di eseguire fedelmente le dure clausole armistiziali; gli accennai dell’incontro avuto con il capo di stato maggiore generale e dell’esistenza di un documento (il Memorandum di Quebec) dal quale risultava essere questa la via per dare possibilità di vita e di ripresa al popolo italiano . Il generale Ambrosio si consulta col generale Giacomo Carboni, Capo del Servizio informazioni militari (SIM) e comandante del Corpo motorizzato preposto alla difesa di Roma, e lo avverte di fare ascoltare le trasmissioni radio della Bbc: il giorno dell’armistizio sarà segnalato convenzionalmente con una trasmissione di musica verdiana e con una conversazione sull’attività nazista in Argentina; un terzo segnale il bombardamento aereo del quartier generale tedesco a Frascati (Oberbefehlhaber Süd, OBS). Al Quirinale si riunisce quello che verrà chiamato Consiglio della corona. FREE expedited delivery and up to 50% off RRP on select top books. 5 Per la Memoria 44 op si veda la giornata del 2 settembre. Ecco, qui sotto, questa specie di calendario, che mette in sconcertante evidenza la collezione di decisioni avventate o contraddittorie, di leggerezze, di sciocche furberie, di improvvisazioni, di pressappochismi, di insipienze, di incertezze, anche di atti di viltà, che hanno caratterizzato la dirigenza politico-militare di quei giorni e hanno portato al generale disastro che ha provocato tanti lutti e macerie. In abito civile lui lo è già: un doppio petto blu.2. Non si è incontrato e non si incontrerà col generale Taylor. – notte. Nel suo scritto il generale Caracciolo scrive “andate”, ma non dice dove. La sede è nella bella villa Torrigiani, col suo grande parco, al limite del popolare quartiere di San Frediano, a sud dell’Arno. Da Roma giunge la notizia che i tedeschi hanno attaccato. – sera. In conseguenza dovevo partire entro il più breve termine di tempo per Pescara. Quelli che verranno chiamati i “quarantacinque giorni” di Badoglio, le dichiarazioni, i proclami, i documenti, gli interventi militari contro le manifestazioni pubbliche, tutti gli atti del governo dopo il 25 luglio hanno avuto una comune permanente ragione: la preoccupazione che la rottura dell’alleanza con la Germania potesse portare a immediate rappresaglie, cioè arresti, deportazioni, bombardamenti; insomma l’ossessione della segretezza per paura dei tedeschi. Quasi 90 mila militari moriranno da oggi in poi e 123 mila civili, di cui 42 mila per attacchi aerei18; le ultime bombe saranno sganciate nei pressi di Udine il 1o maggio del 1945, solo poche ore prima del cessate il fuoco in Italia. C’è in giro un’aria di sgomento che innamora: si parla di fame, di carestia, di guerra vicina, la vera guerra, di depredazioni furti e peggio! A Frascati la notizia era già conosciuta e Kesselring risponde: “La comunicazione non mi sorprende. Il generale Ambrosio riceve i documenti partiti da Cassibile, li fa tradurre e li consegna a Badoglio. Proviamo allora a riepilogare i fatti, mettendoli in ordine. Il colonnello Torsiello propone due spiegazioni8. “Entrano nel mio ufficio pallidi e silenziosi” scriverà il generale1.”Espongo loro qual è la situazione. 3 Si veda ancora la testimonianza di Sergio Lepri. Al momento opportuno arriverà loro l’ordine “Attuare misure ordine pubblico Promemoria n.1”. I destinatari hanno preso buona nota del contenuto? Gli equipaggi erano pieni di fede ed entusiasmo. La flotta da battaglia comincia a uscire dal porto della Spezia per dirigersi verso il porto di Bona in Algeria; domani alle 9.30 sarà intercettata da una formazione navale che la scorterà fino a Malta. Al termine della conversazione, il re sottolineò di nuovo la decisione di continuare fino alla fine la lotta a fianco della Germania, con la quale l’Italia è legata per la vita e per la morte. Così il generale Caracciolo conclude il suo racconto e così, più o meno, finiscono le altre armate: la seconda a Susak in Croazia, la quarta a Sospel in Provenza, la settima a Potenza, l’ottava a Padova e così i Comandi in Sardegna e in Corsica. – Un lungo racconto sui rapporti fra lo Stato maggiore della marina (ammiraglio de Courten) e l’ammiraglio Bergamini dal 3 al 9 settembre è sul sito di Pagine di Difesa. Ma di chi è stata la responsabilità di lasciare Roma? Il ministro della marina De Courten trasmette un promemoria allo Stato maggiore generale, confermando l’opportunità che il grosso della flotta si trasferisca dalla Spezia e da Genova alla Maddalena invece che a Malta; suggerisce anche di proporre agli Alleati l’impiego delle tre corazzate italiane, con i propri equipaggi, nella guerra contro il Giappone nel Pacifico. Il Comando alleato sospende l’imbarco della 82a divisione aviotrasportata americana su 135 aerei da trasporto pronti negli aeroporti della Sicilia e richiama 62 aerei, con a bordo i paracadutisti, che erano già in volo per l’operazione Giant Two e per lo sbarco su Roma. 6) Gli operai italiani i quali si mettono volontariamente a disposizione dei servizi tedeschi saranno trattati secondo i principii tedeschi e pagati secondo le tariffe tedesche. Artiglieria nel Pacifico. La prima: Badoglio non voleva che fossero gli italiani i primi ad aprire le ostilità. Dice anche che “l’idea di considerare i tedeschi come nemici non giunge ancora fino in basso e, dove giunge, incute paura”. – 21.30. Perciò la mattina del 7 de Courten portò al Comando Supremo – e volle essere accompagnato da me per testimonianza – una vibrante protesta scritta per essere stata tenuta la Marina completamente all’oscuro di trattative che così direttamente la riguardavano”. Per la presa di conoscenza della Memoria da parte del generale Caracciolo, il racconto qui riferito è del colonnello Mario Torsiello ed è pubblicato nel numero 3, marzo 1952, della “Rivista militare“, organo del Ministero della difesa-esercito. Il generale Rossi sarà ricevuto alle 19 da Eisenhower, che definirà, oltre che superate nel tempo, assurde e irreali le richieste, che avrebbero comportato uno sforzo di mezzi navali ormai tutti impegnati nello sbarco a Salerno. Un’altra versione è del generale Francesco Rossi che nel settembre 1943 era sottocapo di stato maggiore dell’esercito (stava quindi con Torsiello): “interrompere a qualunque costo, anche con attacchi in forza ai reparti germanici di protezione, le ferrovie e le principali rotabili alpine”; “agire con grandi unità e raggruppamenti mobili contro le truppe tedesche, a cavallo delle linee di comunicazione”7; “raggruppare il maggior quantitativo possibile delle rimanenti truppe in posizioni centrali e opportune”; “passare a un’azione organizzata d’insieme, appena chiarita la situazione”. “Convocai immediatamente presso di me il Sottocapo di Stato maggiore, il Segre­tario generale e il Capo gabinetto (rispettivamente ammiragli Sansonetti e Ferre­ri e il capitano di vascello Aliprandi) che pernottavano al Ministero; diedi ordine al primo di assumere la direzione dello Stato maggiore ed al secondo quella del ministero, con la direttiva di applicare integralmente le clausole di armistizio e di mantenere integre e compatte le rispettive organizzazioni. È un altro segno che fa dubitare dell’attenzione con cui fu letto, e poi ricordato, il documento, subito distrutto. Sono 450 navi da guerra, tra cui quattro corazzate e sette portaerei, con centomila soldati inglesi e settantamila americani che sbarcheranno nella Piana del Sele, a sud di Salerno.****. Guariglia ribatte: ‘Protesto contro la parola tradimento’. Nel pomeriggio – scrive Caracciolo – “arriva la notizia che Livorno e Grosseto sono in mano tedesca; poi che è caduta Piombino. Il telegramma di Castellano genera perplessità al Comando supremo: l’impossibilità di dare un preavviso di 24 ore potrebbe significare che la proclamazione dell’armistizio è stata fissata prima di 24 ore, cioè domani 8; e comunque l’invito di Eisenhower a preparare d’urgenza la partenza del re non si concilia con la previsione che l’armistizio venga proclamato il 12, cioè fra cinque giorni. Insieme al generale Rossi parte anche il generale Taylor. La mattina del 9 nei vari palazzi del potere, a Roma e dintorni, non c’era più nessuno; o scappati col re e Badoglio o scappati a casa. Alle 06.30 partii da Roma per raggiungere Sua Maestà il Re”. Abbiamo chiuso in fretta, per evitare maggiori emozioni ho preso un tram che mi portasse vicino a casa senza passare da piazza San Marco, in questo primo momento abbiamo paura di loro e forse la paura non è infondata. Bergamini garantisce la decisione della flotta di “combattere fino all’estremo delle possibilità” e conferma la buona collaborazione con l’aeronautica tedesca. L’armistizio è accettato. Il Capo di Stato Maggiore Generale mi confermò l’ordine esplicito di Sua Maestà, dicendomi di lasciare agli Organi di comando centrali il compito di emanare ordini ancora necessari. Domanda: con quale rapidità le direttive della memoria 44 op sono state trasmesse dai Comandi d’armata ai Comandi di corpo d’armata e da questi ai Comandi di divisione e da questi ai reparti dipendenti? – 01.00. Lo Stato maggiore della marina informa il Comando supremo, lo Stato maggiore dell’aeronautica e il Comando dell’aeronautica tedesca che la flotta angloamericana di sbarco si sta avvicinando alla costa salernitana. Unable to add item to Wish List. L’Italia non capitolerà mai. Come sempre accade quando gli avvenimenti assumono una certa tragicità, tutti siamo oltremodo impressionati; anche l’Ada ha dovuto ricredersi della fugace gioia del primo momento e con­venire che è peggiore il rimedio del male. Troppo lontano! Centotrenta “fortezze volanti” bombardano Frascati, sede del Quartier generale del maresciallo Kesseling, che riesce a scampare al diluvio di 400 tonnellate di bombe. E poi: “La 44 op dichiarava che quando si manifestassero atti di ostilità tedesca noi dovevamo senz’altro reagire; non solo difenderci ma passare a provvedimenti offensivi. Cominciamo a guardarli con un po’ di timore. Vero è che di questo si è parlato nelle varie giornate – il 3, il 6, l’8, il 9 e il 10 – ma comunque l’autore ha deciso di compilare una cronologia di questi giorni, facendo tesoro di un ricco saggio, accompagnato da una particolareggiata e fotografica documentazione, apparso, a firma di Francesco Mattesini, sui numeri di giugno e settembre 1993 del “Bollettino d’archivio“, periodico trimestrale dell’Ufficio storico della marina militare. Avrei però preferito, come soldato, una maggiore lealtà”. Per quanto riguarda la situazione in Italia, egli sperava che il governo del Reich si sarebbe convinto nel frattempo della buona volontà e della fedeltà del governo Badoglio e dell’esercito Italiano e che la fiduciosa collaborazione militare avrebbe dato i suoi frutti. Io andrò a Roma. Per l’Italia si veda il rapporto “Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45” fatto dall’Istituto centrale di statistica nel 1957: Un manifesto con la data di oggi, firmato maresciallo Kesselring, sarà affisso domani sui muri delle case: “1) Il territorio dell’Italia a me sottoposto è dichiarato territorio di guerra. A Orte il Comando dell’Armata si era trasferito da Viterbo una diecina di giorni prima. Che pena però. A Firenze c’è un battaglione di bersaglieri e uno di paracadutisti; poi il personale dei magazzini e dei depositi. Dopo un’ora di discussioni si decide di inviare un messaggio firmato Badoglio al generale Castellano a Tunisi perché lo consegni ad Eisenhower: è necessario rinviare l’operazione Giant Two e quindi anche la proclamazione dell’armistizio. Ottavo fatto. – ore 17.30. Io risposi: ‘Questo è tradimento alla parola data’. Non so che cosa ci riserverà l’avvenire a noi e a voi. Oltre al re, dieci i presenti: Badoglio, Guariglia (ministro degli esteri), Ambrosio, il duca Acquarone (Ministro della Real casa), Sorice, Sandalli, de Courten, Carboni, De Stefanis (vicecapo dello Stato maggiore dell’esercito, al posto di Roatta), il maggiore Marchesi (aiutante di Ambrosio). Un testo simile è ridicolo, più che inutile dopo la firma dell’armistizio; e il generale Caracciolo fa evidentemente confusione. – mattina. Quinto fatto. Ci sarà pure qualcuno che comandi, nella capitale; se non è lo Stato maggiore, sarà il ministero della guerra o un altro ministero. – 12.30. Dopo il comunicato dell’armistizio il fonogramma previsto non fu diramato e continuò a non esserlo perché – racconta il colonnello Torsiello – il capo del governo Badoglio rispose negativamente alla richiesta del Comando supremo (Ambrosio), al quale il Capo di stato maggiore (Roatta) aveva chiesto l’autorizzazione a diramarlo. Addio quinta Armata”. Gli accennai pure che l’armistizio prevedeva il trasferimento della flotta in zone controllate dagli anglo-americani oltre Bona (Capo Bon, Algeria) con misure di sicurezza, ma con il rispetto dell’onore militare; gli dissi di prepararsi a partire per La Maddalena dove gli avrei fatto trovare il testo esatto delle clausole armistiziali nonché le istruzioni per gli ulteriori movimenti. Il generale Roatta chiede al generale Ambrosio di essere autorizzato a far partire il previsto e già pronto fonogramma ai Comandi di armata per l’attuazione della Memoria 44 op. – 04.30. Un ufficiale dello Stato Maggiore legge un breve testo: “Ad atti di forza rispondere con atti di forza”. Secondo fatto. Continua il dibattito favorevole a rimettere in discussione l’armistizio; a un certo punto Marchesi legge il telegramma di Eisenhower delle 16.45 in risposta al telegramma di Badoglio ( “Nessuna vostra futura azione potrebbe più ridarci alcuna fiducia nella vostra buonafede e ne conseguirebbe di conseguenza la dissoluzione del vostro governo e della vostra nazione”).

Come Si Imposta Un Passcode Iphone, Cedo Ambulatorio Veterinario, Il Colpo Del Cane Wikipedia, Vangelo 12 Dicembre 2020, Servizi Alla Strada Login, Rocky 4 Film Completo Parte 2, Piano Di Volo Online, Importanza Della Voce, Guida Didattica Arte E Immagine Scuola Primaria Pdf, Jankto Statistiche Fantacalcio 2019,