Atrocità e assassinii per la maggior gloria di Dio
Quelli aerei condotti a schiantarsi sulle torri gemelle di Manhattan e del
Pentagono non mi fanno dormire e mi hanno tolto la voglia lavorare divertendomi.
Non che nel mondo mancassero motivi di angoscia, ma questi ultimi fatti , inimmaginabili
e atroci, mi hanno reso inquieto per via della mia fede cristiana, frutto di
una scommessa pascaliana. Ho paura di perdere. Forse dovrò ripensare
la mia fede.
Gli assassini dirottatori credevano in Dio. Eccome. Sostenevano che l'America
è l'Impero del Male perché ,in quanto patria del capitalismo e
del liberismo , è la causa delle ingiustizie e delle guerre. L'America
è il Grande Satana. E le stragi apocalittiche dell'11 settembre sono
la manifestazione e il trionfo di Dio. E' quello che dice a grandi lettere,
questa mattina, un popolare quotidiano pakistano (Kainat): "Il giudizio
divino si è abbattuto sugli U.S.A. Le distruzioni sono un segnale di
Dio".
- Ma per fortuna io sono cristiano - E' quanto mi balza alla mente e al cuore
, nel desiderio di placare la mia angoscia. Appartengo alla religione dell'Amore
e della fratellanza. Deus caritas est .
Questa rassicurazione però non mi è di conforto perché
anche nel nome del Dio cristiano si sono perpetrati massacri, i più atroci
della storia . E non c'è bisogno di risalire a Carlo Magno ( che per
di più è stato fatto Beato) o alle Crociate, alla caccia alle
streghe, alla strage di S.Bartolomeo
. Il percorso dell'umanità,
dopo Cristo, è costellato da guerre di religione, fino ai nostri giorni.
E' parte fondamentale dell'insegnamento della Chiesa
l'affermare che la nostra patria è il Cielo e che qui ci siamo soltanto
di passaggio . Tutto è proiettato nell'aldilà . Più soffriremo
di qua ,meglio staremo di là: è stato, questo, il leit-motif di
tutti gli sfruttatori e dispensatori di oppio di ogni tempo. Il Santo dei Santi,
il poverello d'Assisi, soleva dire: tanto è il bene che aspetto che ogni
pena mi pare diletto . E la mistica S.Teresa D'Avila: muoio per non poter morire.
Fuor della vita è il termine del lungo tuo martir
leva all'eterno un candido pensier d'offerta e muori, fa dire il Manzoni alle
sue eroine.
Lo stesso Vangelo sentenzia: chi disprezza la propria vità la salverà.
Se la logica ha un senso, ci troviamo di fronte all'esaltazione della morte
fisica.
Insomma, o la nostra vita ha un valore autonomo, intrinseco indipendentemente
dal nostro credo religioso o non debbono meravigliarci più di tanto i
delitti, le carneficine
perchè quello che veramente conta è
quanto ci attende dopo la morte. Morx et vita duello conflixere mirando: Dux
vitae, mortuus, regnat vivus
Diventa del tutto inutile invocare la democrazia e la tolleranza perché
la fede, qualsiasi fede, è basata su certezze indiscutibili e indimostrabili,
quindi non può esserci, contemporaneamente, fede e democrazia.
Le fedi sono tutte intolleranti per loro natura. Non possono alimentarsi del
dubbio ed essere avvalorati dal consenso dei più.
Da questo turbinare di pensieri e di emozioni confuse mi par di concludere:
è la certezza di possedere il Vero e il Buono che porta all'intolleranza.
In forza del perseguimento di questo Vero e Buono, tutto diventa lecito. Anche
l'omicidio, anche lo sfruttamento, anche il massacro.
Di qui il mio smarrimento.
L'unica possibilità di salvezza che intravedo per il mio essere cristiano,
è di dare valore ad ogni aspetto - materiale e intellettuale - della
vita sulla terra, fino al punto di renderla la premessa nella quale è
già tutta inglobata la vita futura, la vita dell'aldilà. Se siamo
figli di Dio, hic et nunc
ci appartiene una vita degna del Padre. Per conseguire questo obiettivo è
doveroso impegnarci e lottare. E allora il Cristianesimo diventa sinonimo di
Rivoluzione, e non soltanto delle coscienze. Ma ho tanti dubbi e interrogativi.
Mi aiuti chi può.
Felice Scipioni
P.S. Ritorno ora dalla Messa domenicale officiata, nella Basilica della Quercia
(Vt), dal Vescovo emerito di Albano Mons. Dante Bernini, un maestro di vita
al quale sono legato da profonda stima e amicizia. Ero ansioso di ascoltare
la sua parola sugli accadimenti esecrabili di questi giorni. All'omelia il Vescovo
ha gridato: I signori della guerra (chiara allusione a Bush) non hanno il diritto
di invocare Dio. Ma subito dopo i coristi delle "Scolae cantorum"di
Colleferro e Pomezia , presenti nella Basilica, hanno intonato il canto del
Sanctus ripetendo per tre volte SANTO E' IL SIGNORE DIO DEGLI ESERCITI. E poi
i cantori, il popolo di Dio me compreso, tutti insieme, ci siamo incolonnati
per ricevere l'Eucaristia.
Signore, continuo a non capirci più nulla.