Non ci sono parole
per descrivere tutto quello che è accaduto a Genova e le
sensazioni provate, sono ancora molto agitato, avvilito, shockato, e cercherò
di
raccontare lecose con un po' di ordine, ma capisco che oggi la cosa è
molto
difficile, non sarà un racconto chiaro, ma vorrei che vi passasse tutto
il
mio dolore ed il mio sgomento.
Vi scrivo perchè penso che sia un mio dovere di testimone
accontare le cose viste e quelle che i miei amici hanno vissuto in questa vera
e
propria guerra di Genova.
Sono partito per Genova con gli altri ragazzi e ragazze del
CA G8veneziano (Coordinamento Anti G8), circa una trentina di persone. Abbiamo
preso il treno mercoledì 18 speciale delle tute bianche (alcune
centinaia di persone) e siamo arrivati a Genova di sera verso le 2000. Abbiamo
deciso
di andare a dormire a SCiorba, in un campeggio allestito ad hoc
dall'organizzazione che ci aveva destinati lì; un po' fuori mano, ma
lo abbiamo
preferito allo stadio Carlini dove erano ospitati i centri sociali per evitare
eventuali possibili casini.
Siamo partiti allegri, certo un po' preoccupati per il masiccio
dispiegamento di polizia, però con molta voglia di cambiare
questo mondo, di poter urlare e dimostrare che un altro mondo è possibile
Ciò che è accaduto a Genova è di una gravità impressionante,
non esistono parole per descrivere il clima di terrore che le forze
dell'ordine (dell'ordine????) hanno creato tra le migliaia di persone
tranquille persone che si erano recate a Genova pedr dire no a questa
gloibalizzazione.
La manifestazione di giovedì 19 (quella in difesa dei
migranti)si era svolta in modo pacifico, serano, allegro: all'urlo di "mutande,
mutande" i pochi cittadini rimasti in città sventolavano la biancheria
di casa,
irridendo a quello stupido ordine di berlusconi e solidarizzando con noi,
con la nostra pacifica lotta.
Venerdì 20, invece, si è visto il vero volto delle forze
armate: hanno lasciato liberi i Black Bloc (poche centinaia di persone),
facendoli scorazzare per la città, quasi scortandoli e permettendogli
di
raggiunere le manifestazioni dei pacifisti, per poi seminare terrore tra le
persone inermi, incredule per ciò che stava accadendo.
Io ero in piazza Manin, una piazza da cui era partita la
mamnifestazione della rete di Lilliput (il massimo del pacifismo e della non
violenza) che aveva "assediato" con un sit in una parte della zonarossa.
Il sit in era praticamente finito e le persone, (donne,
bambini, migliaia di persone con le mani dipinte di bianco per dire che noi
avevamo
le mani pulite, che rifiutavano con fermezza la violenza) tornavano
verso la piazza alla spicciolata.
Ad un certo punto una decina di ragazzi del Black block si sono
fatti avanti, ed abbiamo creato un blocco pacifico, per impedirgli di
andare nella strada da dove stavano tornando gli altri manifestanti, per
impedirgli di portare la violenza nei luoghi che noi avevamo scelto per
manifestare. Paradossalmente stavamo noi difendendo la zona rossa, stavamo
difendendo la nostra natura di persone non violente, difendevamo con la
fermezza di chi vuole combattere il G8 con determinazione, ma senza la
violenza. Era una bellissima immagine vedere 100-150 persone con le mani
bianche alzate di fronte alla strada che portava alla zona rossa,
respingere passivamente questi ragazzi e la cultura (?) che portano con
loro.
La situazione sembrava relativamente tranquilla, non avevamo
informazioni degli scontri che c'erasno nelle altre zone dellacittà,
tutto
sembrava andare peril vers giusto, visto che i BB si erano fermati e
restavano una sparuta minoranza (10-15).
Poi, in pochi attimi, la devastazione.
HO visto del fumo in fondo alla piazza, poi sono arrivati una
quantità enorme di lacrimogeni. I BB che sembravano pochi si sono
moltiplicati fino a sembrare essere 100-200, sono filtrati agevolmente tra le
nostre mani bianche alzate, le nostre menti stordite. In una frazione di
secondo, quindi, i lacrimogeni, il loro passaggio, e tra il fumo la
visione dei celerini che ci caricavano a manganellate! noi, ragazze e
ragazzi, signore, signori, tutte persone con le mani alzate, pitutrate di bianco,
noi! non hanno seguito i BB.
Si sono accaniti su di noi.
Io, con altre persone mi ero rifugiato su un lato della strada
dove c'era una scanso per un portone. Il fumo dei lacrimogeni era
densissimo, non si respirava, gli occhi lacrimavano, il naso grondava; ho fatto
in
tempo a dare un po' di acqua e limone a un mio amico, per respirare
attraverso la bandana, o una maglietta. Poi, ci siamo stretti verso il
portone. Stefano era ad un metro da me, è stato preso a manganellate,
così come
Gianni.
Io, le persone intorno a me, tutti eravamo impauriti; alcuni
avevano attacchi di panico: perchè Tutto questo, perchè????
Due mie amiche mi hanno raccontato di aver visto un celerino
che aveva messo lo scarpone sul petto di una ragazzina di 16 anni, tenendola
a
terra, picchiandola con il manganello e urlano "sei una puttana! stai
zitta troia!!!!".
Capite?
Capite cosa significa questo?
Ci hanno fatto uscire dallo scanso, minacciandoci con i
manganelli ci hanno intimato di metterci verso il muro con le mani alzate, di
non
parlare, di stare fermi.
Urlavano.
Un ragazzo era aterra grondante di sangue e non permettevano a
nessuno di avvicinarsi per soccorrerlo, per alcuni minuti quello è dovuto
stare là, solo. L'ambulanza è arrivata dopo circa 10 minuti.
Un'altra reagrazza era a terra e due signore sono riuscite a
tirarla su, a
farla appoggiare verso il muro.
Queste due signore, entrambe sulla sessentina, erano tutte e
due con la
testa sanguinante; una di questa era un medico e cercava di
calmare le persone in difficoltà. HO dato una mia maglietta (quelle con
scritto voi G8 e noi 6000000000 di persone) per tamponare le ferite, ho quindi
saputo che uina di loro è parlamentare di PRC, si chiama elettra.
Siamo stati 10 minuti circa in piedi , appoggiati al muro, coni
polizziotti che urlavano davanti; nel frattempo erano arrivati alcuni
raggazzi/e inglesi, anche lor malmenati, con un responsabile che gli
rassicurava e gli diceva come comportarsi (sedersi dove diceva la polizia, stare
immobili, non parlare con loro).
Durante quei 10 minuti ho crcato di mantenere lacalma e
dirassicurare le persone che ci stavano a fianco, di unirci , di stare vicino.
C'era una raggazza che aveva visto picchiare le sue amiche eche non le
trovava più; sono stato con lei e poi l'ho portata dove c'erano i nostri
amici, finchè non si calmava. Capite?
Purtroppo le cose le ho scritte in fretta, mancano ancora mille
altre cose da dire. Ad esempio delle camionette dela polizia da cui
scendevanpo i polizziotti per manganellare personreehce sempèlicemente
camminavano verso il loro campeggio. O degli insulti che gli stessi tutori
dell'ordine rivbolgevano in corsa alle ragazze ( ).
Capite?
Dopo gli scontri ci siamo rifugiati in alto, su una collina
vicino ad un castello. Abbiamo appreso dell'uccisione del ragazzo genovese.
Quel giorno, così come il giorno dopo abbiamo sempreragionato
in questi termini: come posiamo raggiungere il campeggio (o il corteo,
oppure la sede del GSF) in modo sicuro, senza essere presi e pestati
gratuitamente dalla polizia????
Capite?
Abbiamo dovuto raccogliere informazioni diverse per scegliere
che percorso fare per ragginugere la sede del GSF, e da là per andare
il
campèeggio ci veniva detto di non alontanarcvi da soli e nemmeno in gruppo,
perchè nessuno poteva garantire per la nostra incolumità. Siamo
andati al
campeggio solo quando era stato organizzato un apposito servizio navetta
concordato col sindaco e la prefettura.
Capite?
Domani continuerò raccontandovi di Genova distrutta,
dell'ultima grande manfiestazione (+ di 200000 persone) e del continuo clima
di
terrore che c'era.
Restano moltissime domande.
Perchè non siamo stati difesi? la polizia sapeva benissimo
dove i BB stavano anandando, li controllava con gli elicotteri. Perchè
non si sono messi tra noi e loro? perchè non ci hanno protett? perchè
ci
hanno colpito? Terrorizzato? Chi gli ha detto di farlo?
Capite?
Capite che tutto quello che hanno fatto a noi lo hanno fatto
anche a voi?
Un abbraccio. SASHA
PS: forse martedì cisaranno delle manifestazionbid iprotesta in
tutta
Italia. Io ci sarò. Vi prego di raccontare a tutti ciò che
è
successo, voi
sapete e capite
SASHA RAICEVICH
Dipartimento di Scienze Ambientali
Università Ca' Foscari di Venezia
Campo della Celestia - Castello 2737B
30122 VENEZIA (ITALY)