Non sono un interventista, come non lo è il magistrato Quatrano,
sono un pacifista, come lo è il magistrato Quatrano,
sono un uomo di sinistra, come è (mi pare) il magistrato Quatrano.
Ho orrore della guerra, come (spero) tutte le persone civili.
Le vittime di un missile israeliano mi procurano una stretta al cuore
tanto quanto quelle di una bomba palestinese.
Però se piango la tragica fine di quasi settemila persone negli U.S.A.,
tra le quali credo di poter affermare che vi saranno stati uomini e donne
di parecchie razze e religioni, tra cui anche quella islamica, non mi va di
sentirmi dire: <<Ingiusto! Avresti dovuto piangere con altrettanta
partecipazione emotiva anche le vittime dell' embargo contro l' Iraq!>>.
L' ho fatto. Come l' ho fatto per le vittime del dittatore Pinochet, del regime
militare argentino o dei civili bombardati nell' ex Jugoslavia.
Se i servizi segreti e meno segreti degli U.S.A. hanno finanziato chi gli si è poi
ritorto contro, questo non mi impedisce di sentirmi straziato per le
migliaia di vittime del WTC, di Washington e della Pensylvania,
e di urlare il mio dolore a tutti. E senza che qualcuno mi debba indicare chi
è più "meritevole del mio dolore". E poi mi dica, Dottor Quatrano,
lei pensa che gli addetti alle pulizie di un grattacielo di N.Y. siano ricchi?
Certo, più fortunati di chi vive nella più completa indigenza in Iraq,
ma non per questo meno meritevoli di rimpianto. E, onestamente,
non mi piace che queste mie sensazioni vengano chiamate "codina
adesione ai sentimenti pubblicizzati in televisione": non credo che lei,
come nessun altro, possa permettersi di giudicare i sentimenti, soprattutto
di cordoglio, di chicchessia. Piuttosto direi che lei, stando a quanto afferma,
classifichi i morti in categorie "più o meno meritevoli del pubblico cordoglio".
In merito alla disobbedienza, non credo che sia questo il caso di "offesa alla libertà
di altri popoli o mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Io,
onestamente spero, più che nella punizione di chi ha commesso crimini
tanto orrendi, pur legittima, anzi dovuta, che venga messo in condizioni
di non nuocere chi semina il terrore. Ed in questo, purtroppo, ho
effettivamente molti dubbi...

Paolo Mazzotta