Rimettiamo TUTTE le decisioni in seno all'O.N.U. (di Raffaele Calafiore)
Quello che è successo in questi giorni supera ogni macabra immaginazione.
Le vittime sono tante, tantissime. E' orrendo! Ma non aggiungiamo morte a morte,
tragedia a tragedia. I venti di guerra, forti e taglienti che in questi giorni
si sentono ululare nel silenzio della tragedia, i desideri di vendetta non devono
prevalere. Nessuno puo' farsi giustizia da solo, in nessun luogo ed in nessuna
situazione. La giustizia deve essere sempre un qualcosa a cui aspirare, e che
deve venire dal di sopra delle parti. NOn permettiamo a nessuna nazione di dichiarare
guerre "personali" a nessuno e meno che mai una guerra tra civiltà.
Esiste un organismo internazionali, ed anche se negli ultimi anni si è
lavorato al suo indebolimento, oggi credo sia arrivato il momento di fortificarlo,
e restituirgli gli adeguati poteri. Qualunque decisione, deve essere rimessa
all'ONU. E che siano sagge decisioni.
Da troppo tempo siamo abituati alla soggiogazione della politica alla finanza,
gli interessi delle nazioni legate agli interessi delle multinazionali, ahime'
troppe volte distanti dai bisogni della gente. E quello che sta succedendo oggi,
dopo la tragedia, dopo le migliaia di morti innocenti, sotto la spinta dell'emozione
e del dolore, dell'orrore e della voglia di vendetta, non puo' e non deve essre
motivo per creare i presupposti di uno scontro tra civiltà. Perchè
si, alla fine questa sembra la strada imboccata.
Da troppi anni il mondo è ferito da guerre piu' o meno dichiarate, piu'
o meno taciute. Da troppo tempo si armano gruppi ribelli, che combattono contro
questo o quello, spinti e finanziati da paesi altri, ed in questo gli USA forse
sono stati maestri, per ritrovarsi poi, quegli stessi gruppi, ed in qualche
caso addirittura stati, da "amici" a nemici dichiarati. Mi viene da
pensare all'IRAQ, armato ed addestrato dagli stessi americani all'epoca dello
scontro con l'IRAN, e poi "rivoltatisi" contro. E non dimentichiamo
le ingerenze dei contras in Nicaragua o degli stessi TALEBAN, appoggiati dal
PAKISTAN, col beneplacido americano, già all'epoca dell'invasione dell'AFGHANISTAN,
quando il loro insediamento rappresentava una diga contro il comunosmo e l'espansione
dell'allora URSS, ed oggi eletti a nemico numero uno, causa di tutti i mali
di questa terra, personificati nella figura di OSAMA BIN LADEN che, nonostante
la sua dichiarata estraneità ai fatti americani, dichiarazione passata
da tutte le agenzie di stampa, pur farneticando nei suoi proclami, continua
ad essere additato IL NEMICO PER ECCELLENZA, con tutto il suo carico simbolico,
facendoci dimenticare i nemici veri dell'umanita, quelli che generano il substrato,
l'humus vero della violenza e del terrorismo senza fine. I nomi??? Certo! Si
chiamano FAME, MISERIA, CARESTIA, DISUGUAGLIANZA SOCIALE, GUERRE, INIQUA DISTRIBUZIONE
DELLA RICCHEZZA, NEGAZIONE DEL DIRITTO DI ESISTERE DI INTERI POPOLI, RAZZISMO,
POLITICHE GUERRAFONDAIE DELLE NAZIONI......eccoli nomi!
A sentire le dichiarazioni di guerra di questi giorni, mi vengono i brividi.
Guerra, ma a chi? Si sganceranno ancora boimbe e missili su città inermi,
abitate da civili con la scusa di colpire obiettivi stategici militari del nemico,
dei terroristi. E intanto loro, i terroristi, seppure qualcuno perirà,
nella logica, nel pensiero sopravviveranno come zombie, ed avremo solo ottenuto
qualche altro centinaio o forse migliaio di vite spezzate. E ancora piu' fame,
piu' carestia .... e allora gli odii, i desideri di vendetta faranno nuovi proseliti
e ci ritroveremo da qualche altra parte, ancora morti e dispersi e feriti. Altre
vite stroncate. Persone fatte di affeti, lavoro, relazioni ...cancellati ognuno
nella loro evoluzione, annientati nella loro esistenza. NO signori, il prezzo
credo sia troppo altro. Troppo alto per tutto.
I colpevoli di quello che è successo vanno cercati, vanno perseguiti,
vanno arrestati e condannati, ma di questo solo e solamente un organismo super
partes puo' occuparsene. E' arrivato il momento di restiuire all'ONU pieni poteri
delle sue funzioni, e alle nazioni tutte, in concerto, il potere delle decisioni.
E' arrivato il momento del coraggio. E coraggio non è dichiarare guerra,
il coraggio oggi è quello di dichiarare la pace. LA PACE VERA
E dopo le tante parole riversate in questi giorni, NON strumentalizzare questa
vicenda con tutto il suo carico di tragedia e di lati oscuri, col coraggio di
lavorare per far luce laddove esiste ombra, a far emergere ed arrestare i veri
colpevoli e lavorare concretamente alla pace, pace come bene e diritto di tutti,
è sicuramente il modo migliore per non offendere ancora oltre le migliaia
di vittime che ancora giacciono sotto le macerie.
raffaele calafiore