Marcetta di cielito lindo
.è lo squillo di un telefonino.
Lui, sguardo da ragioniere, giacca e cravattino stretto, occhiali di plastica
nera , grandi con vetro bianco sul suo faccino tondo e piccolo. Come esile era
tutta la sua figura.
La la lala
la la lalalala
.
Guardando il display
per un attimo si rabbuia nel volto poi
- pronto
si ciao -
- ma dove sei e mezz'ora che sono qui ad aspettarti
ma dove sei ? cosa
è questo rumore in sottofondo? -
- Niente, aspetta ti spiego
- con voce accomodante lui, quasi succube
- Spiegarmi? Spiegarmi cosa? Mi lasci ad aspettare per mezz'ora e
e meno
male che sono arrivato in ritardo altrimenti, era un'ora che aspettavo. Ma non
mi hai detto cosa è questo rumore. E questo fischio
ma
ma
sembra un treno. MI DICI DOVE SEIIII???? -
Lui allontanando l'apparecchio dall'orecchio
guardandosi intorno, cercando
quasi di nascondersi a quelle domande ed allo sguardo degli astanti, in quell'angusto
spazio affollato
- si cara
vedi
.non so come dirti
Ero alla stazione cercavo la
rivista che compro ogni settimana ma c'era un sacco di polizia e carabinieri
e c'erano un sacco di giovani, quelli un po' stravaganti - sussurrando all'apparecchio
- e
-
- E cosa???? Ma mi dici dove sei? Che c'entrano i giovani, la polizia
e
questo rumore? Mi dici dove sei? -
- Vedi, non è cosi' semplice. C'erano tanti giovani, ma anche tanta gente
molto piu' grande, erano diversi ma sembravano stare tutti insieme, e c'era
la polizia. Io mi sono trovato a passare proprio quando
quando si spingevano.
Non ho capito che gioco fosse, ma si spingevano tutti quanti, e pure a me spingevano
e spingevano -
- Si, tutto quello che vuoi, ma è lecito sapere dove sei? POSSO SAPERE
DOVE SEI, PERCHE' NON SEI QUI? -
- Ti prego, non ti arrabbiare. Non urlare, lo sai, mi dispiace sentirti urlare
- con voce remissiva. Intanto nello spazio angusto le orecchie si tendono a
quella discussione. I sorrisetti di derisione sembrano diventare sempre più
dei sorrisi di sostegno. La dinamica di quella telefonata, svela la dinamica
di quel rapporto.
- Non sono li
non sono li, perché
perché sono qui.
Ma non è colpa mia! -
- Ma lì dove? SI PUO' SAPERE? -
- TI HO DETTO
scusascusa non volevo urlare
ma vedi , quando è
cominciata quel spingi spingi, sentivo qualcuno che diceva TRENI SPECIALI, e
qualche altro urlava Genova Genova. Ho pensato ad una partita. Forse i poliziotti
parteggiavano per una squadra e gli altri per un'altra. Poi ho sentito parlare
di GI OTTO e dicevo che strano, i tifosi che si mettono a parlare del pittore
Giotto che poi non è nemmeno un contemporaneo ma poi subito dopo ho pensato
che fosse un giocatore
e allora ho capito
mi sembrava. Poi ho pensato
che quel giornale che compro ogni settimana, quello che poi ti prendi tu, alla
fine non ha mai parlato di questo GIOTTO, ne del pittore, ne' del giocatore.
Ho provato a chiedere timidamente a qualcuno, sai un poco mi vergognavo, non
avendo seguito il campionato non sapevo nemmeno questo GIOTTO con quale squadra
giocasse
e quella, quella a cui ho chiesto, prima si è messa a ridere
ma poi mi ha detto che UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE, oltre GIOTTO
.ma poi
non c'e' stato tempo per continuare
la polizia spingeva questi giovani,
gli stessi che qualche volta vediamo dalla macchina quando passiamo per piazza
CAIOPONZO e che ci sembrano cosi' strani
ma poi da vicino lo sai che sembrano
proprio diversi
quasi normali -
- Ma sei impazzito? Vieni subito qui. IO TI STO ASPETTANDO DA UN SACCO DI TEMPO.
E STO SPENDENDO ANCHE UN SACCO DI SOLDI COL TELEFONINO. Ma quindi sei su un
treno . E dove stai andando? Sei impazzito? -
- No, io non sto andando da nessuna parte. Vedi quando è cominciato lo
spingi spingi, tutti sono saliti su un treno. Nella folla, nel tran tran hanno
trascinato anche me. Poi hanno chiuso le porte e il treno è partito -
- Partito? E dove stai andando? E senza dirmi niente? Ma come, adesso mi nascondi
anche le cose? Basta
non ce la faccio piu'. Vieni subito qui -
- E come faccio? Mica dipende da me ? mica posso fermare il treno? -
- Fai qualcosa , quello che vuoi ma vieni SUBITO QUI! -
VIENISUBITOQUI VIENISUBITOQUI VIENISUBITOQUI. Gli rimbalza nella mente. Ormai
nello scompartimento tutti seguono quella telefonata. Guardano il telefonino
abbassarsi dall'orecchio e lo sguardo smarrito. Qualcuno gli sussurra
UN
ALTRO MONDO E' POSSIBILE
vienisubitoqui
..unaltromondoèpossibile
.
riprende il telefono, nuovamente all'orecchio per ascoltare
- ma come non mi rispondi nemmeno? E dove saresti diretto?
- Cara, non lo so, forse a vedere GIOTTO, una mostra di pittura o una partita
di calcio
ma vedi sono qui nello scompartimento, non conosco nessuno ma
comincio a sentirli un poco piu' amici. E mi fanno anche meno schifo
coi capelli lunghi, i capelli rasati, colorati, i ferri nel naso e l'ombelico
fuori, mi fanno meno schifo di quando li vediamo dalla macchina a p.zza Caioponzo.
E poi dicono che un'altro mondo è possibile e visto che sono qui
vorrei
vederlo quest'altro mondo. -
- Ma il tuo posto è qui
vicino a me. Sono io il tuo mondo. E' questo
il tuo mondo - comincia lei isterica piu' che mai
- Si è vero. Sei tu il mio mondo. Ma QUI DICONO CHE UN ALTRO MONDO è
POSSIBILE
POSSIBILE - aggiunge lui sempre piu' rilassato, e sorridente
e rilassato. E sempre piu' raccoglie i sorrisi
- Se no vieni IMMEDIATAMENTE ti lascio. TI LASCIO -
- Ma
.cara
cara
. -
- TI LASCIO TI LASCIO - lei sempre piu' isterica
- Ma
MA SI!
per il momento sono qui - diventando poco a poco un'altra
persona, altra dall'idiota di poco prima - e poi, se un altro mondo è
possibile, è possibile un'altra fidanzata. E se si puo' cambiare la fidanzata,
forse un altro MONDO E' DAVVERO POSSIBILE. Vado con questi pazzi con la pancia
fuori e i capelli disordinati. Vado a vedere dove comincia questo nuovo mondo
-
Dal corridoio una voce gli fa eco E' QUI. E' già iniziato! Averlo immaginato,
averlo comunicato, averlo socializzato
è un po' averlo creato. Un
nuovo mondo e' possibile.
L'idiota sorride, la comunicazione cade. Un applauso si alza.
Nel buio sfreccia un lungo treno
(erreci)