Lo squillo…il viaggio…

Marcetta di cielito lindo….è lo squillo di un telefonino.
Lui, sguardo da ragioniere, giacca e cravattino stretto, occhiali di plastica nera , grandi con vetro bianco sul suo faccino tondo e piccolo. Come esile era tutta la sua figura.
La la lala…la la lalalala….
Guardando il display…per un attimo si rabbuia nel volto poi…
- pronto…si ciao -
- ma dove sei e mezz'ora che sono qui ad aspettarti…ma dove sei ? cosa è questo rumore in sottofondo? -
- Niente, aspetta ti spiego… - con voce accomodante lui, quasi succube
- Spiegarmi? Spiegarmi cosa? Mi lasci ad aspettare per mezz'ora e… e meno male che sono arrivato in ritardo altrimenti, era un'ora che aspettavo. Ma non mi hai detto cosa è questo rumore. E questo fischio…ma …ma sembra un treno. MI DICI DOVE SEIIII???? -
Lui allontanando l'apparecchio dall'orecchio…guardandosi intorno, cercando quasi di nascondersi a quelle domande ed allo sguardo degli astanti, in quell'angusto spazio affollato…
- si cara…vedi….non so come dirti…Ero alla stazione cercavo la rivista che compro ogni settimana ma c'era un sacco di polizia e carabinieri e c'erano un sacco di giovani, quelli un po' stravaganti - sussurrando all'apparecchio - e…… -
- E cosa???? Ma mi dici dove sei? Che c'entrano i giovani, la polizia…e questo rumore? Mi dici dove sei? -
- Vedi, non è cosi' semplice. C'erano tanti giovani, ma anche tanta gente molto piu' grande, erano diversi ma sembravano stare tutti insieme, e c'era la polizia. Io mi sono trovato a passare proprio quando …quando si spingevano. Non ho capito che gioco fosse, ma si spingevano tutti quanti, e pure a me spingevano e spingevano -
- Si, tutto quello che vuoi, ma è lecito sapere dove sei? POSSO SAPERE DOVE SEI, PERCHE' NON SEI QUI? -
- Ti prego, non ti arrabbiare. Non urlare, lo sai, mi dispiace sentirti urlare - con voce remissiva. Intanto nello spazio angusto le orecchie si tendono a quella discussione. I sorrisetti di derisione sembrano diventare sempre più dei sorrisi di sostegno. La dinamica di quella telefonata, svela la dinamica di quel rapporto.
- Non sono li…non sono li, perché … perché sono qui. Ma non è colpa mia! -
- Ma lì dove? SI PUO' SAPERE? -
- TI HO DETTO…scusascusa non volevo urlare… ma vedi , quando è cominciata quel spingi spingi, sentivo qualcuno che diceva TRENI SPECIALI, e qualche altro urlava Genova Genova. Ho pensato ad una partita. Forse i poliziotti parteggiavano per una squadra e gli altri per un'altra. Poi ho sentito parlare di GI OTTO e dicevo che strano, i tifosi che si mettono a parlare del pittore Giotto che poi non è nemmeno un contemporaneo ma poi subito dopo ho pensato che fosse un giocatore…e allora ho capito…mi sembrava. Poi ho pensato che quel giornale che compro ogni settimana, quello che poi ti prendi tu, alla fine non ha mai parlato di questo GIOTTO, ne del pittore, ne' del giocatore. Ho provato a chiedere timidamente a qualcuno, sai un poco mi vergognavo, non avendo seguito il campionato non sapevo nemmeno questo GIOTTO con quale squadra giocasse…e quella, quella a cui ho chiesto, prima si è messa a ridere ma poi mi ha detto che UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE, oltre GIOTTO….ma poi non c'e' stato tempo per continuare…la polizia spingeva questi giovani, gli stessi che qualche volta vediamo dalla macchina quando passiamo per piazza CAIOPONZO e che ci sembrano cosi' strani…ma poi da vicino lo sai che sembrano proprio diversi…quasi normali -
- Ma sei impazzito? Vieni subito qui. IO TI STO ASPETTANDO DA UN SACCO DI TEMPO. E STO SPENDENDO ANCHE UN SACCO DI SOLDI COL TELEFONINO. Ma quindi sei su un treno . E dove stai andando? Sei impazzito? -
- No, io non sto andando da nessuna parte. Vedi quando è cominciato lo spingi spingi, tutti sono saliti su un treno. Nella folla, nel tran tran hanno trascinato anche me. Poi hanno chiuso le porte e il treno è partito -
- Partito? E dove stai andando? E senza dirmi niente? Ma come, adesso mi nascondi anche le cose? Basta…non ce la faccio piu'. Vieni subito qui -
- E come faccio? Mica dipende da me ? mica posso fermare il treno? -
- Fai qualcosa , quello che vuoi ma vieni SUBITO QUI! -
VIENISUBITOQUI VIENISUBITOQUI VIENISUBITOQUI. Gli rimbalza nella mente. Ormai nello scompartimento tutti seguono quella telefonata. Guardano il telefonino abbassarsi dall'orecchio e lo sguardo smarrito. Qualcuno gli sussurra…UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE…vienisubitoqui…..unaltromondoèpossibile…. riprende il telefono, nuovamente all'orecchio per ascoltare
- ma come non mi rispondi nemmeno? E dove saresti diretto?
- Cara, non lo so, forse a vedere GIOTTO, una mostra di pittura o una partita di calcio…ma vedi sono qui nello scompartimento, non conosco nessuno ma … comincio a sentirli un poco piu' amici. E mi fanno anche meno schifo coi capelli lunghi, i capelli rasati, colorati, i ferri nel naso e l'ombelico fuori, mi fanno meno schifo di quando li vediamo dalla macchina a p.zza Caioponzo. E poi dicono che un'altro mondo è possibile e visto che sono qui…vorrei vederlo quest'altro mondo. -
- Ma il tuo posto è qui…vicino a me. Sono io il tuo mondo. E' questo il tuo mondo - comincia lei isterica piu' che mai
- Si è vero. Sei tu il mio mondo. Ma QUI DICONO CHE UN ALTRO MONDO è POSSIBILE…POSSIBILE - aggiunge lui sempre piu' rilassato, e sorridente e rilassato. E sempre piu' raccoglie i sorrisi
- Se no vieni IMMEDIATAMENTE ti lascio. TI LASCIO -
- Ma ….cara…cara…. -
- TI LASCIO TI LASCIO - lei sempre piu' isterica
- Ma …MA SI!…per il momento sono qui - diventando poco a poco un'altra persona, altra dall'idiota di poco prima - e poi, se un altro mondo è possibile, è possibile un'altra fidanzata. E se si puo' cambiare la fidanzata, forse un altro MONDO E' DAVVERO POSSIBILE. Vado con questi pazzi con la pancia fuori e i capelli disordinati. Vado a vedere dove comincia questo nuovo mondo -
Dal corridoio una voce gli fa eco E' QUI. E' già iniziato! Averlo immaginato, averlo comunicato, averlo socializzato…è un po' averlo creato. Un nuovo mondo e' possibile.
L'idiota sorride, la comunicazione cade. Un applauso si alza.
Nel buio sfreccia un lungo treno
(erreci)