mercoledì 21 novembre 2001 ore 12
Conferenza stampa al laboratorio occupato SKA
venerdi' 23 novembre 2001 ore 11
CORTEO
concentramento Piazzale Tecchio
Egregio Presidente,
le scriviamo la presente che speriamo leggerà.
Siamo disoccupati, precari, studenti, attivisti di una rete Campana che da
circa un anno cerca di dare spazio ad una nuova domanda politica
collettiva, quella delle donne e degli uomini che chiedono un'alternativa
radicale ai guasti del neoliberismo su scala mondiale e locale : a Seattle,
a Kabul, a Napoli.
Ha fatto un gran rumore quando, annunciando la nostra pesenza venedì,
la
abbiamo definita "presidente di guerra". Perché !? Non crediamo
di averle
mancato di rispetto...
Ci han spiegato in tanti, e lei per primo, che questa é proprio una guerra,
una guerra giusta contro il terrore...
Noi, che ci siamo mobilitati per le vittime delle "Due Torri", siamo
d'accordo a metà : siamo convinti che sia una guerra, molto meno che
sia
giusta. Non riusciamoci a toglierci dalla testa che sia il petrolio il vero
motivo per cui 70.000 Cluster-Bombs (di cui 50.000 giacciono inesplose...)
siano state sganciate su uno dei paesi più poveri dl mondo. Insomma é
ancora
"Blood for Oil" lo scambio più gettonato del libero mercato.
E come noi, secondo quei sondaggi tanto cari al presidente del consiglio,
la pensano più della metà degli italiani.
Crediamo che lei, da presidente di tutti, avrebbe dovuto rappresentare
anche noi o almeno ricordarsi di quell'art.11 che sembra appartenere ormai
ad un'altra Costituzione.
Eppure ha preferito farsi presidente di una parte e profeta di una nuova
retorica nazionalista. E' sicuro di avere agito nel giusto !?
Ci creda, non siamo anti-italiani, siamo piuttosto cittadini del mondo.
Crediamo nel rispetto delle culture e nel valore della diversità quando
però
si rende disponibile all'incontro e alla contaminazione, non quando cerca di
imporre i suoi interessi con la forza e con la guerra.
Ci ha chieso di mettere il tricolore in ogni casa : qualcuno di noi una
casa non ce l'ha ed altri pensano che sarebbe piuttosto preferibile almeno
un reddito in ogni casa.
Non le sarà sfuggito che viene a Napoli nel ventunesimo anniversario
di un
terribile terremoto. Quel terremoto continua a squassare le viscere sociali
della nostra città, nell'eredità della speculazione, nel 60% di
disoccupazione giovanile, nelle facce degli sfollati anche per un semplice
temporale.
E' un terremoto che non appassiona i media : un ceto intellettuale troppo
pigro per avere a che fare con la città reale ha criminalizzato e deriso
quelle lotte organizzate di disoccupati e precari che sono anzitutto una
via di dignità.
Comunque non ci ha ancora perduti.
Lei che ha dichiarato "battaglia ad ogni fondamentalismo", l'aspettiamo
allo scontro con il fondamentalismo più duro, pronto a scatenare le guerre
e il terrore...
Lo conoscono bene i signori di Confindustria che pure tanto ha frequentato:
é il fondamentalismo del profitto contro l'umanità !
A questo fondamentalismo vorremmo contrapporre un' alternativa di pace, di
solidarietà, di giustizia ed equità sociale, perchè siamo
convinti che solo
attraverso questa alternativa sia possibile fermare e ridurre spazi e
consensi alle diverse forme di integralismo e fanatismo diffusi nel mondo.
La guerra, da parte sua, non ha mai risolto i conflitti nel mondo, anzi li
ha sempre amplificati e moltiplicati. Che "la guerra è il mezzo
più barbaro
e efficace per risolvere i conflitti" non lo diciamo solo noi ma finanche
Papa Giovanni Paolo II.
I miliziani del generale Dostum (il re dell'eroina che in materia di
violazione dei diritti umani non è secondo a nessuno, nemmeno ai Talebani)
hanno conquistato Kabul, ma c'è poco da rallegrarsi: hanno raso al suolo
interi villaggi e città, hanno fatto dell'Afghanistan un deserto di macerie
e distruzioni e questo deserto oggi lo chiamano pace.
Speriamo che sull'onda della "vittoria", a nessuno venga in mente
di
sconfiggere definitivamente la camorra, bombardando e radendo al suolo la
città di Napoli.
Intanto Bush ha una lista di 60 paesi che "appoggiano" il terrorismo:
speriamo che l'autoproclamato sceriffo del mondo non riservi lo stesso
trattamento agli 59 paesi.
Per concludere, Egregio Presidente, le ricordiamo che a Napoli alle ore 11
del 23 novembre partirà da Piazzale Tecchio un corteo che avrà
come
obiettivo una contestazione pacifica nei Suoi confronti per i motivi fin qui
esposti.
Noi Crediamo non solo che la libertà di manifestare e dissentire è
un
diritto inviolabile, ma anche e soprattutto che la possibilità di
manifestare anche contro il governo e le autorità nazionali sia un elemento
discriminante per un paese democratico: per alcuni esponenti del
centro-destra questo diritto oggi dovrebbe venir meno per coloro i quali
dissentono e contestano la linea guerrafondaia impressa dal presidente
Berlusconi.
Noi, invece saremo in piazza, per contestarLa ma anche per difendere e
rilanciare quegli spazi di democrazia che i nostri padri partigiani hanno
conquistato, combattendo anche contro quei "ragazzi di Salò"
che lei oggi
vorrebbe "sdoganare". I partigiani presero le armi per conquistare
la
libertà, i "Suoi" ragazzi di Salò contro la libertà,
per difendere un regime
totalitario e fascista.
Venerdì scenderemo in piazza e la nostra presenza, la nostra contestazione,
sarà anche un segnale forte contro le tentazioni autoritarie dei "ragazzi
di
Salò" oggi al governo.
Ci dicono che "in tempo di guerra" non bisogna disturbare il manovratore:
ma
questa guerra non ci appartiene e per questo la diserteremo.
C con osservanza
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