Un incubo: testimonianza di Gianfranco Mura

Ciao a tutti. Chi mi ha scritto è Gianfranco Mura, fotografo che esporrà (e che ha già esposto lo scorso anno) al Festival di Berchidda.
Paolo Fresu



Carissime/i,
uno dei tanti racconti di Genova, scritto da un Verde di Roma.

Genova odissea 2001
Da oggi la Turchia e più vicina alla comunità europea nell'applicazione dei
diritti umani .Io pacifico manifestane che per sfuggire agli scontri, con
altre decine di persone ragazze e ragazzi appena diplomati, signore e
signori di * età tutti pacifisti ci eravamo rifugiati in un portone. Una
signora di Genova gentilmente ci aveva aperto. mentre la guardia di finanza
ci puntava i fucili a dosso. Eravamo tutti tranquillamente seduti sulle
scale in questo portone aspettando solo la fine degli scontri per poter
uscire e tornare alle rispettive case , quando siamo stati assaltati
brutalmente da polizia e finanza. Noi sempre con le mani in alto in segno di
resa, siamo stati fatti uscire ed ammucchiati su un marciapiedi in
ginocchio. La consegna di documenti è avvenuta sotto continue minacce e
insulti. Per i meno svelti ad obbedire manganellate gratuite. Caricati sui
cellulari e portati all'identificazione nella zona del porto mentre ragazze
19enni in lacrime, minacciate da poliziotti in attesa che le persone
uscissero dai cellulari per pestarli, rapida perquisizione sequestro di
portafogli telefonini marsupi zaini bandiere. Le mani sono state legate con
fascette, noi siamo stati sbattuti per terra . Il tutto sempre condito da
insulti e minacce. Trasferiti in un Lager alla periferia di Genova dove è
iniziata la vera odissea. Ad aspettare che noi uscissimo dal pullman,
cordoni di polizia per scaraventarli giù dal pullman a calci, picchiarli,
insultarli sputargli. Dopo questa gentile accoglienza venivamo portati in
enormi e spoglie celle. Venivamo sbattuti faccia al muro, spogliati e
perquisiti, tolto tutto lacci cinte braccialetti, fazzoletti occhiali da
vista (tanto per vedere il muro non servivano).Siamo stati costretti a stare
attaccati al muto a braccia alte e gambe divaricate per decine di ore. Per
chi faceva domande tipo volere vedere un avvocato o un giudice o chiedeva
acqua, botte per chi era nero botte, chi, invece voleva andare in bagno vi
veniva portato e poi riempito di botte.
Ogni tanto arrivavano torme di poliziotti in divisa od in borghese che
sceglievano persone a caso da insultare o picchiare, o le costringevano a
cantare giovinezza , ad urlare viva il duce viva la polizia. Nel mio caso,
avevo un distintivo della Roma ho dovuto urlare forza Lazio!!
I poliziotti dichiaravano che era finalmente finito il governo comunista e
che con il loro governo di destra potevano fare tutto ciò che volevano senza
limiti, senza applicare i diritti costituzionali o di base del uomo, negando
a chi stava male l'acqua o le medicine per poi portali in infermeria solo
quando questi stremati crollavano a terra per mancanza di forze.
Per fortuna ad un certo punto sono arrivati i Carabiniere e in particolare
un tenente che forse capiva la situazione dei disperati, (Un ragazzo di
Genova preso a 100 metri da casa solo perché negro o un fotografo
accreditato di un giornale locale (di destra) in lacrime preso solo perché
faceva il suo lavoro e tanti altri grandi e piccoli presi solo perché si
trovavano li a Genova).
Il tenente ha ordinato di non aprire più le celle se non su suo ordine, e
permettere che ci si potesse riposare e perdere le medicine. Dopo ore di
questo trattamento senza cibo ne acqua finalmente i giovani carabinieri di
leva ci hanno, anche dato un bottiglia da * litro per 15-20 persone che ogni
tanto ci riempivano e ci permettevano per 2-3 minuti di sederci e riposare.
Quindi dopo 16-14 ore finemente identificati foto impronte ecc. siamo
tornati ad esistere siamo usciti dallo status di "desaparesitos"
Durante la notte visita al lager di Bolzaneto da parte di un alto esponente
del governo forse un ministro che veniva a congratularsi con gli aguzzini.
Impossibile pensare solo di poterlo guardare.
Dopo la visita del ministro sono tornati i poliziotti che ci hanno tutti
ammassati in un cella per pestarci gratuitamente ed insultarci se solo si
provava ad fare una domanda, costringendoci a cantare canzoni fasciste, ci
dicevano e al infinito popolo di Seattle ordine e disciplina. Un ragazzo
francese tenuto per tutto il tempo in mutande al muro al freddo o sdraiato
sul pavimento picchiato di tanto in tanto perché non capiva l'italiano
portato via scalzo ammanettato pestato. Io avevo visto una scena simili in
Tunisia mai avrei pensato di rivederla in un paese della Comunità Europea
(il mio paese) dove sono i diritti del uomo?
Alla fine ci hanno preparato per il carcere. Non vedovo l'ora di arrivarci
ma prima le ultime umiliazioni. Ci dicevano oramai siete dei carcerati non
avete diritti mi hanno fatto spogliare nudo infreddolito faccia muro. Mi
hanno detto che avevo troppi effetti personali. Una sciarpa di seta e cotone
è un straccio che è stato buttato nella spazzatura insieme all bandiera dei
verdi ,un ciondolo d'argento, penne carte personali e altre cose che non gli
andava di riportare nel verbale. Riportato in cella buttato mi hanno fatto
inginocchiare, mi hanno preso a calci ,ad un certo punto arriva un
poliziotto con le forbici che mi sbatte la testa al muro. I sui colleghi gli
chiedono :"che fai gli tagli i capelli" lui risponde che no mi stava
tagliando solo il cappuccio della felpa che tanto fa caldo .Finita l'
identificazione di tutti, ammanettati e trascinati sul pullman come cani Io
stavo vicino ad uno studente svizzero e due ragazzi francesi terrorizzati.
Ho provato a chiedere che fine avesse fatto il mio zaino la risposta e stata
che non si sapeva.
Ci hanno portato al carcere di Alessandria prima di entrare uscendo dal
pullman il solito pestaggio.
Siamo stati mesi in una cella poi di nuovo identificati ,finalmente le
guardie carcerari dopo i primi minuti di durezza si sono rese conto con chi
veramente avevano a che fare: no i terribili anarchici violenti annunciati
ma poveri disperati. Ci hanno chiesto che cosa ci avessero fatto i
poliziotti e cercavano di calmare e rassicurare i più terrorizzati.
Finalmente ho potuto riavere i mie occhiali da vista ed i fazzoletti per il
naso.
Ci hanno portato in una cella per due, con i letti mi sono potuto finalmente
sdraiare e riposare. Un pasto, che mi e sembrato buonissimo, penso per la
fame. Sono andato in bagno, finalmente senza paura, mi sono potuto lavare i
denti e la faccia. Chi aveva problemi è stato portato in infermeria e curato
.A me per un momento e sembrato un albergo e non un carcere ,rispetto al
lager da dove venivo: si potevano fare domande e avere risposte, ci hanno
detto che sarebbero venuti gli avvocati chi era nudo è stato vestito dal
cappellano del carcere ,persona squisita. Si era tornati un uno stato di
diritto. Ho finalmente visto un avvocato che mi a rassicurato . Mi ha detto
che si trattava di una questione di qualche giorno e che ci avrebbero
liberato. Oramai mi ero rassegnato a passare la notte in gabbia . Mi avevano
portato un libro, quando sono arrivati rappresentati dei verdi e
rifondazione che finalmente avevano saputo dove eravamo e nel giro di poche
ore ci hanno scarcerato.I secondini che si erano preoccupati di avvertire la
famigli di alcune persone di zona per farli venire a prendere. Ci hanno
restituito i pochi effetti personali sopravvissuti alla perquisizioni
precedente. Io sono rimasto con il solo portafoglio e una borraccia. Cosi
siamo finalmente usciti da carcere
Con i cellulari sopravvissuti abbiamo telefonato a casa per avvisare che
eravamo finalmente liberi. Fuori ad attenderci c'erano dei volontari di
Alessandria che avevano saputo che uscivano . Tra noi "Galeotti"ci siamo
scambiato i numeri abbiamo chiesto ai carabinieri di guardia quale reati
fossero quelli a noi imputati: il 337 e 339. Ci hanno risposto resistenza
all'arresto aggravate da associazione. Finalmente sapevamo di cosa ci
accusavano. Ad alcune persone le imputazioni erano diverse e fantasiose, si
erano divertiti a scrivere. Poi i volontari hanno accompagnato alla stazione
chi voleva io ho rimediato un passaggio in auto dal mio compagno di cella
genovese al quale era venuta la madre a prenderlo. Mi hanno lasciato alla
stazione alle 2.30. Li c'erano dei milanesi che mi hanno raccontato di altri
massacri , in particolar modo di quello della notte prima nella scuola .ho
rincontrato il francese finalmente in carcere lo avevano rivestito cercava
di tornare a Nizza .Alle 6.09 ho preso un treno Roma ho fatto il biglietto a
bordo (per fortuna avevo con me abbastanza soldi) senza prenotazione dovevo
trovarmi un posto dove dormire e un paio di volte mi sono dovuto spostare
perché arrivava l'assegnatario a svegliarmi poi 11.30 di lunedì finemente a
Roma a casa