Altri flash dal corteo
Il monaco buddista, le magliette "studenti e lavoratori uniti nella lotta",
il Pkk applauditissimo, un gruppo di russi, madre e figlio che portano un filo
della biancheria con i panni stesi. Lo striscione viola delle donne denuncia
che "Al ristorante G8 mangiano in pochi ma paghiamo tutti". Quasi
in partenza, c'è un applauso scrosciante, che dura dalle 17,04 alle 17,07.
Cosa è successo di così importante? Bovè? Vandana Shiva?
I migranti? No, è che in via Eugenio Ravaso qualcuno ha steso dal suo
balcone un bellissimo bucato, alla faccia del nano che si crede re. Dovè
la testa o la coda in mezzo nessuno lo sa. Chi è di Genova e dunque fa
meglio i conti dice convinto: 2m,olti più di 50 mila". Su alcuni
portoni si legge "No al ghetto e al muro della vergogna" a firma del
Forum delle associazioni del centro storico. Verso le 18,50 la polizia rischia
di farla grossa. Una ragazza s'affaccia con una pistola ad acqua (un "liquidator"
per l'esattezza) e indirizza un getto verso un cellulare. Due agenti in borghese
la trascinano via per il collo. Per 4-5 minuti latensione è alle stelle.
Poi le pettorine gialle dell'organizzazione riescono a far rilasciare la ragazza.
Più su, dalle 19 alle 19,30 almeno, tutti i container della vergogna
sulla strada che scende al mare diventano un enorme taamburo su cui tutti battono
il titmo e perfino il palcoscenico per un gruppo di pink, uomini con parrucche
rosse e abiti femminili che ballano e cantano sul ritmo di "Nessuno mi
può giudicare".
(fonte: www.carta.org)