21 luglio
Entriamo in Genova con due pullman organizzati dall'Aosta Social Forum
(sia l'ingresso in città senza problemi, sia il fatto di aver organizzato
ben 2
mezzi sono gran belle notizie).
Di Legambiente siamo in 4, poi persone di tutte le appartenze politiche
ed
associative, dai 16 ai 60 anni.
Parcheggiato allo Stadio Marassi, ci siamo diretti, con una passeggiata
di
qualche chilometro verso la piazza di partenza della manifestazione. La
giornata era fresca, ventilata e splendida. Per nostra fortuna, come
avremmo scoperto più tardi, ci siamo fermati sul lungomare qualche centinaio
di
metri prima del punto di partenza dei manifestanti.
Per un paio d'ore siamo rimasti affascinati a guardare i gruppi, tra i
quali anche quello giallo di Legambiente, sfilare ordinatamente con slogan e
trovate di simpatia, scambi di volantini in un clima di allegria. Tanti
i
gruppi stranieri, soprattutto Greci e Francesi. Prevalente la matrice di
sinistra, e comunista in particolare, tra i gruppi politici. Poi
sindacati, rete Lilliput (tantissime le loro magliette divise in diversi gruppi).
Oltre a Mani Tese non ho invece visto gruppi di ispirazione cattolica, anche
se
sono convinto che ce ne fossero. La stampa parla di 200.000 manifestanti;
potrebbero essere stati anche di più...
A un certo punto vedo un giovane, fuori dai gruppi, passare con un
martinetto (un martello di quelli per spaccare i vetri) in mano,
malcelato sotto un panno. Mi guardo intorno per vedere se ci sono poliziotti,
ma mi
rendo conto che da quando abbiamo lasciato i pullman non ne abbiamo più
visti. Inizio ad osservare le persone che si muovono fuori dai gruppi
organizzati in sfilata e di tanto in tanto vedo qualche giovane (al
massimo in coppia) passare con casco o con bastoni o spranghe, con la testa
totalmente assente rispetto a quello che il corteo sta facendo. Mi
pervade una grande rabbia. Sandro, uno dei nostri, mi comunica pieno di
soddisfazione di non ricordare una manifestazione così bella e imponente:
gli suggerisco di aspettare a trarre le conclusioni.
Stanchi di star fermi a guardare ci inseriamo nella fiumana di gente che
compone il corteo, anche perchè arriva qualcuno ad avvisarci che
in piazza
Sturla, punto di partenza della manifestazione, ci sono degli scontri.
Dopo un'ora di marcia sul lungomare, iniziano ad arrivare le notizie che
anche alla testa del corteo ci sono scontri con la polizia. Non ce n'è
bisogno: da soli vediamo gli elicotteri della polizia che volteggiano
sempre più vicini mentre ci avviciniamo, e i fumi, bianchi dei lacrimogeni
e neri
delle plastiche bruciate, sono sempre più prossimi. Il nervosismo
sale.
I gruppi si rinserrano e si chiudono in modo da non fare entrare estranei.
La confusione è grande e elicotteri continuano a passarci sopra
con grande
frastuono.
D'improvviso, per evitare di finire nella mischia, il corteo scarta sulla
destra e si infila in una via in modo da aggirare il luogo degli scontri
di Corso Marconi e rientrare su Corso Torino, verso Piazza Galileo Ferraris,
meta finale della manifestazione.
Adesso le strade sono più piccole e il corteo le occupa interamente.
Ai fili di tanti balconi sventolano mutande, salutate con grandi applausi.
Ma qui iniziano i guai. Giovani bastardi (scusate il termine ma non so
descrivere diversamente questa teste vuote che per caso sono in una
manifestazione piuttosto che allo stadio o in una rissa da discoteca:
chissà se hanno percepito una qualche differenza...), più o meno
vestiti di nero
si infilano tra i gruppi per spostarsi di corsa tra le strade facendosi scudo
di noi. Il corteo, migliaia di persone, si unisce nel coro "VIA, VIA".
Questi scappano (disinteressati come prima alle nostre mosse). Ma dopo
qualche istante eccone altri passare... Di polizia nemmeno l'ombra... e
poi altri ancora...
Arrivati alla curva, in un incrocio, per riimmetterci sul viale centrale,
eccoci presi in mezzo:
le forze dell'ordine da una parte, a 100 metri, e tra noi e loro gli
animali dei Black Block....
La polizia fa numerose cariche ad ognuna delle quali spezza il corteo nel
punto in cui questo affronta la curva. I lacrimogeni vengono sparati in
mezzo a noi, creando momenti di panico:
fortunatamente alcuni gruppi (tra cui ho visto distinguersi
l'organizzazione di quelli di rifondazione comunista) fanno freno a possibili
fughe senza
quartiere che avrebbero rappresentato un pericolo enorme (oltre a persone
anzione e giovanissimi c'erano anche disabili su sedie a rotelle!)
Mentre il corteo avanza, la polizia continua ad incalzare, sparando
lacrimogeni e (suppongo) caricando. Dall'interno del corteo tutti ci
chiediamo da che parte stanno Polizia e Carabinieri. Nonostante tutto la
manifestazione termina in piazza Ferraris dove siamo invitati dagli
organizzatori a raggiungere i nostri mezzi: alle nostre spalle i fumi si
avvicinano sempre più e gli elicotteri sopra Genova rendono la distanza
tra noi e gli scontri. Non c'è tempo per discorsi. Tutti percepiamo la
gravità
della situazione. Tutti siamo venuti a manifestare pacificamente. Nulla
abbiamo a che spartire con i gruppi di violenti.
Le cariche comunque continuano fin quasi al parcheggio dove siamo
costretti a chiuderci nel pullman per evitare il fumo dei lacrimogeni.
Perchè i violenti non sono stati isolati prima?
Ma da che parte stava la polizia? Lo dico con rabbia, con la rabbia di
uno
che quella divisa l'ha indossata effettuando addirittura le scorte al Maxiprocesso
alla
mafia a Palermo.....
Ho paura che questo sia il segnale di un mutato clima politico...
Una manifestazione che era ricca di contenuti, anzi, ricchissima è
stata
ridotta ad una questione di ordine pubblico: chi ne aveva interesse? Io
una risposta non fatico a trovarla!
22 luglio
Oggi a pranzo, per vedere cosa avevano il coraggio di dire, ho guardato
il
TG4.
Disgustoso! Per fortuna il TG3, poco dopo, affronta gli argomenti con
maggior realismo e correttezza! Sono stato a Genova, e grazie a tutto
quello che ho visto con i miei occhi posso dire di nutrire fortissimi dubbi
su
quello che la Polizia dice di aver trovato nella sede del Genoa Social
Forum. Le forze dell'Ordine non sono nè stupide nè incapaci.
Più semplicemente ricevono ed eseguono ordini.
Spero ci siano magistrati in gamba e ancora sufficientemente liberi per
indagare su quanto successo in questi giorni. E non mi riferisco
certamente al giovane ucciso venerdì, sul quale non capisco e non voglio
capire
quest'ipocrita farsa buonista di politici e media.
Prima di concludere vi chiedo di copiare e inoltrare a chi volete questa
mail (la parte seria: l'altra, oltretutto, me l'hanno già spedita
amici),
perchè non circolino solo le voci ufficiali su quanto accaduto a
Genova e
si sappia che i "casseurs" SONO STATI lasciati liberi di agire perchè
così
faceva comodo.
Per chiudere vi allego quanto trovato questa mattina sul sito di Carta,
settimanale che in forma cartacea ho scoperto da poche settimane e che
vale la pena di comprare e sostenere (ad Aosta se lo riuscite a trovare...!)
Alcune fotografie fatte da noi (da Giorgio) sono visitabili sul sito
www.retealernative.org
Saluti a tutti
Paolo Fedi
fedi@yeur.net