cari amici vicini e lontani ...... di Giorgio Tacconi



Cari amici vicini e lontani e cari sconosciuti, permettemi di dire qualcosa a seguito dell'e-mail in oggetto, ricevuta oggi, che si aggiunge ad altre simili a ribadire (oltre alla potenza globalizzante di Internt) questo "Genova per noi ..." disco per l'estate 2001 che non mi piace, nè come parole nè come arrangiamento musicale nè come interpreti. Essendo digiuno da un pezzo a "intervenire", vi chiedo di perdonare, se siete schematici, la prolissità del mio messaggio, se siete prolissi, la sua schematicità, mentre discuterò con piacere su tutte le contraddizioni che vorrete trovarvi (sennò che gusto c'è?).
Dunque:
1) Lasciamo stare il Cile di Pinochet, altrimenti al prossimo casino bisognerà scomodare l'Olocausto, e poi resta solo il Diluvio Universale.
2) Dopo Gotegorg, si aspettava il peggio a Genova, tanto che si parlava apertamente del probabile morto, secondo la ferrea (ottusa) logica dell'escalation della protesta e della repressione. Ma tutti insieme appassionatamente nella bocca del leone!
3) Berlusconi non è il diavolo ma fa la politica del diavolo e non è certo il solo e il primo. Eppure, dopo due incontri, Angioletto (lapsus non freudiano) dichiarava: "il governo è un interlocutore". Complimenti!
4) All'anti G8 militante non si sono presentati i cattolici e i sindacati. Nessun suggerimento?
5) Le tute bianche (sembra il coro dello Zecchino d'oro) hanno allietato per giorni i telespettatori con prove di confronto fisico, patetiche per gli addetti ai lavori, inquitanti per le famiglie.
6) Cesarino (altro lapsus non freudiano) ha ripetutamente parlato di "dichiarazione di guerra", senza peraltro prepararsi ad affrontarla. Premio "Benito Mussolini" alla comunicazione di massa.
7) Ah, già, i contenuti: no alla globalizzazione. Mi ricorda tanto no all'imperialismo, sarà un'impressione. Forse la differenza sta nel fatto che ora nessuno sa chi/che cosa è il nemico, nemmeno il nemico. E allora eccotelo scodellato in mondovisione: il G8! Ma l'unico vero nemico è sempre lo stesso: il tempo. Che fare per fermarlo? O non è meglio viverlo, capirlo? Purtroppo ...
8) I vent'anni sono nemici della vita e reclamano sempre sacrifici umani. Quel povero ragazzo con l'estintore, politicamente ingestibile, televisivamente perfetto, è una nuova vittima della sua età. Ci vorrebbe silenzio, e invece giù a gridare "assassini" e a dire che è vivo. E' morto, è morto ... Sono altri che non muoiono mai.
9) Angioletto, Bertinotto e Cesarino (l'ABC dell'eterno ritorno), non sono nati ieri e vivono da tempo arringando, scandendo parole d'ordine, lanciando ultimatum, agitando le mani, strabuzzando gli occhi, sdegnandosi e leggendo comunicati. Sanno cosa può succedere in piazza quando non c'è il controllo. Sanno cosa dire prima e dopo, cercando la telecamera. Sanno anche addormentarsi tutte le notti, stanchi ma felici di aver contribuito, nel loro piccolo, all'equivoco generale delle cui conseguenze nessuno risponderà mai.
10) La piazza: perchè? Perchè camminare urlando? Perchè questo rito inutile, faticoso, pericoloso, che allontana gli altri e fa sembrare marziani quelli che vi partecipano? Voglia di stare insieme, di contarsi? Esibizionismo? Amore per l'aria aperta, per l'azione. Ma quale azione? Se non succede niente, ti fanno un titolo e una foto, magari in prima. Se succede qualcosa ...
11) Le forze dell'ordine, si sa, servono a governare il disordine, lo riducono, lo aumentano, lo usano, secondo circorstanze e interessi momentanei, tattici, generali, strategici, interni o esterni alla loro struttura, ma comunque mai dichiarati. Dopo il primo giorno di scontri (con morto), le carte erano scoperte, il gioco andava cambiato. Perchè insistere su quel terreno? Dopo le testimonianze contenute nel messaggio, l'indicazione doveva essere: via dalla zona gialla, via da Genova. Tutto questo perchè parliamo di persone adulte, responsabili, non di bambini. Tutto questo perchè non vogliamo fare il "loro" gioco, o no?
12) La violenza delle forze del disordine è stata eccezionale, per gli standard italiani. L'irruzione al GSF è inspiegabile se non con la necessità di eliminare prove e testimonianze delle precedenti violenze. Ma forse c'era un obiettivo più vasto, in tutta l'operazione sul campo: quello di dire a una generazione (e ai loro genitori): non si replicherà il '68. Non c'è più voglia, nel governo e nella società, di stare a vedere come va a finire: lo sappiamo già; quindi giù botte subito, così almeno le anime belle la prossima volta se ne staranno a casa, le altre saranno blandite e bastonate nella direzione del ghetto dei centri sociali (già pronti da tempo).
13) Infiltrati tedeschi che parlano in questura (a chi? e come gli rispondono?), mano libera ai black blok, inquitanti scenari che riconducono alla cara vecchia strategia della tensione. Ma qui ci sono centinaia di adolescenti di diversi paesi, non dieci bombaroli. E Shroeder (o come cavolo si scrive) che fa? e il simpaticissimo Tony Blair? e lo scaltro Asnar? A casa loro, 'sti blackblokisti, dove vivono? Una congiura europea per scagliare i black blokkers contro ABC? Peccato che in questo caso gli USA non centrino, era meglio quando le bombe le metteva la CIA.
14) Che fare? E no! Questa volta mi va di pensare a cosa NON fare:
- non improvvisare quello che non si è capaci fare,
- non inventarsi un nemico,
- non credere al governo e alla polizia quando ti dicono che ti vogliono bene,
- non ripetere gli errori commessi,
- non dare ai portavoce la possibilità di portarsi via la tua voce,
- non dare fiammiferi a persone vestite di nero che parlano tedesco,
- non smettere di richiedere la verità sui fatti di Genova,
- non credere alle verità sui fatti di Genova,
- non pensare che tutto questo c'entri con la globalizzazione.

Grazie dell'attenzione,

Giorgio

----- Original Message -----
From: Stefano Agnoletto <mailto:agnoletto@.............t>
To: Undisclosed-Recipient:; <mailto:Undisclosed-Recipient:;>
Sent: Sunday, July 22, 2001 5:52 PM
Subject: Io ero a Genova. Quante menzogne....

Cari amici,
allora io ero a Genova. Io ho visto.

Non date retta ai giornali ed ai telegiornali.
E' stata una cosa pazzesca, un massacro.
E' difficile raccontare cio' che e' avventuto tra venerdi' e sabato.
Per farlo mi aiuto con quello che ho visto io e quello che hanno visto altri carissimi amici presenti a Genova.
Vi prego di avere la pazienza di leggere e' veramente la cronaca di un incubo che difficilmente sentirete sui grandi mass media.
1. Io arrivo Giovedi' a Genova dopo la festosa manifestazionedei migranti, 50.000 persone. Ci sono i campi di raccolta, siamo tantissimi. Migliaia di persone assolutamente pacifiche, un clima meraviglioso (vi ricordate i campi scout?) si discuteva si cantava si stava bene insieme.
Scout e militanti, volontari e professionisti e venerdi' mattina iniziamo le piazze tematiche in una citta' blindata:le varie associazioni si troveranno sparse nella citta' per fare un assedio festoso con danze, performance e slogan alla famosa linea rossa.
A questo punto sul lungo mare arriva il famoso blak blok, alcuni di loro vengono visti parlare con la polizia, altri direttamente escono dalle loro fila.Parlano soprattutto tedesco.
Iniziano a sfasciare tutto. Polizia e carabinieri stanno fermi. I Black block cercano di infilarsi nel corteo dei lavoratori aderenti ai COBAS e altri sindacati, di cui picchiano uno dei leader, vengono respinti a fatica.
Poi i black blok puntano sulla prima piazza tematica (centri sociali), piombano armati fino ai denti.
La polizia li insegue, i manifestanti si trovano attaccati prima dai black e poi dalla polizia che a quel punto inzia le cariche violentissime.
I Black se ne vanno e piombano sulla piazza dove c'era la rete di Lilliput (commercio equo, gruppi cattolici di base, Mani Tese..ecc.). La gente facendo resistenza pacifica cerca di allontanarli. La polizia insegue: carica la piazza. La gente alza le mani grida pace! Volano lacrimogeni manganellate. Ci sono feriti. I Black se ne vanno e continuano a distruggere la città...
300-400 del Black Bloc vagano per Genova, chi li guida conosce perfetttamente la citta': il loro percorso di distruzione punta a raggiungere tutte le piazze tematiche dove ci sono le iniziative del movimento.. E' impressionante.
Si muovono militarmente, si infiltrano, i capi gridano ordini, gli altri agiscono. E a ruota arrivano polizia e carabinieri
Intanto nella piazza tematica dove c'e' l'ARCI e l'Associazione Attac ecc.:
tutto va bene, nel primo pomeriggio si decide di andarsene dal confine con la linea rossa fino ad allora assediata con canti, scenette, ecc.
La gente sfolla verso Piazza Dante, la polizia improvvisamente lancia lacrimogeni alle spalle,. Fuggi fuggi generale.
Gli ospedali si riempiono di feriti. Molti pero' non vanno a farsi medicare in ospedale: la polizia ferma tutti quelli che ci arrivano.
E' sera. La gente e' sconvolta, molti inziano a essere presi dalla rabbia.
Dei black improvvisamente non si ha piu' notizia.
Alla cittadella dove c'e' il ritrovo del Genoa Social Forum saremo diecimila.E' arrivata la notizia della morte del ragazzo.
C'e' paura, i racconti di pestaggi violentissimi si moltiplicano.
Ragazzi e suore che piangono. C'e' un sacco di gente ferita. Un anziano che piange con una benda in testa, è un pensionato metalmeccanico.
C'e' Don Gallo della Comunita' di San Benedetto. C'e' la mamma leader delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina, quelle che da anni cercano notizie dei loro figli desaparecidos: dice che e' sconvolta per quello che ha visto con i suoi occhi, gli ricordano troppo l'Argentina della dittatura: non pensava fosse possibile in Italia Intervengono mio fratello, Luca Casarini delle tute bianche e Bertinotti (l'unico politico che ha avuto il coraggio di correre ) calmano tutti: ragazzi non uscite in piccoli gruppi, non accettate la sfida della violenza.
Si decide che la risposta sara' la grande manifestazione del giorno dopo, saremo in tantissimi, pacificamente contro tutte le provocazioni e le violenze di black block e forze dell'ordine.
Il senatore Malabarba racconta che e' stato in questura. Ha trovato strani personaggi vestiti da manifestanti, parlano tedesco ed altre lingue straniere. Confabulano con la polizia e poi escono dalla questura.
Scoppia improvvisamente un incendio in una banca vicino alla cittadella.
Gli elicotteri ci sono sopra: per piu' di 40 minuti non arriva ne' pompieri ne' niente.
Di notte uno dei campi dove siamo a dormire, il Carlini, viene circondato dalla polizia. Entrate a perquisire, fate quello che volete. La gente piange: implorano di non essere ancora caricati. La polizia entra: nel campo non trova niente.
2. Sabato: la grande manifestazione, siamo veramente una moltitudine.
Il corteo parte, ci sono mille colori. Gente di tutto il mondo. Tutte le associazioni, il volontariato, i contadini, i metalmeccanici, i curdi, ....ecc. Canti, danze, mille bandiere.
Piazzale Kennedy. Non ci sono scontri. Non c'e' niente.
Sbucano i black Block La polizia improvvisamente, senza alcun motivo, spacca in due l'enorme manifestazione. . Si scatena la guerra. Cariche dovunque, manganellate. Sono impazziti. La polizia carica i metalmeccanici della FIOM, i giovani di Rifondazione. Iniziano inseguimenti per tutta Genova. Chi rimane solo è inseguito, picchiato. Decine di persone testimoniano
di inseguimenti e pestaggi solo perche' riconosciuti come manifestanti.
E' picchiato dalla polizia un giornalista del Sunday Times (sul numero di oggi racconta la sua avventura...) In un punto tranquillo della manifestazione, sul lungomare, improvvisamente da un tetto vengono sparati lacrimogeni che creano panico. Usano gas irritanti, producono dermatiti, non fanno respirare.
I Black Bloc? compaiono e scompaiono, nessuno li ferma. Attaccano un ragazzo di Rifondazione. Gli spaccano la bandiera e lo picchiano. Attaccano a pietrate i portavoce del Genoa Social Forum. Spaccano vetrine ed incendiano.
Sono armati fino ai denti: ma come ci sono arrivati nella Genova blindatissima?
La testa della grande manifestazione è tranquilla, il Genoa Social Forum fa l'appello di defluire con calma, di non girare da soli per la citta'.
Veniamo indirizzati verso Marassi dove ci sono i pulman di quelli arrivati la mattina. Siamo fermi li'. Non si puo' andare avanti: a piazzale Kennedy e' guerra. Siamo in tanti fermi, seduti per terra. Improvvisamente partono i lacrimogeni. Fuggi fuggi generale. Si cerca di tornare verso la cittadella del Genoa Social Forum: passano camionette della polizia da dove urlano: vi ammazzeremo tutti! La seconda parte del corteo non arriverà mai alla piazza dove era prevista la conclusione. Tutte le persone vengono caricate indistintamente sul lungo mare. Chi riesce scappa nei vicoli verso la collina, dove si scatena una vera e propria caccia all'uomo.
Sabato notte, la manifestazione era ormai finita da alcune ore, la polizia irrompe nella Sede stampa del Genoa Social Forum. Picchiano tutti con una violenza impressionante. In particolare sono interessati alla documentazione
(testimonianze, video, foto...ecc.) che raccontano quello avvenuto tra venerdi' e sabato: sono molti attenti a distruggere tutto. Vengono distrutti tutti i PC e tutto il materiale che trovano, viene arrestato l'avvocato che coordina il gruppo di avvocati presenti a Genova. Viene distrutto o portato via anche tutto il materiale che gli avvocati avevano raccolto per
difendere le persone arrestate. Adesso non si sa piu' neanche quante sono e quali sono le accuse.
Durante la perquisizione, fatta senza alcun mandato, a parlamentari, avvocati, giornalisti e medici e'impedito di entrare.
Le famose armi comparse oggi in conferenza stampa ieri non si sono viste....rimangono i feriti e gli arrestati.
Del black blok non si sa piu' niente.
Vi assicuro, due giorni da incubo: black block e forze dell'ordine hanno fatto un massacro e volevano farlo.
Poliziotti e carabinieri erano stati montati in modo pazzesco, fin da venerdi' mattina urlavano e insultavano..
Gli hanno veramente lavato il cervello.
E poi oggi a sentire televisioni e leggere giornali: Dio mio sembra proprio un regime: dove hanno scritto la verita'
che tutti noi che eravamo li' abbiamo visto? Divento poi matto a pensare che alcuni potranno ancora pensare:
"voi contestatori, dite le solite cazzate..."
Non fatevi imbrogliare, abbiate il coraggio di mettere in discussione i vostri convincimenti sulle meravigliose forze dell'ordine italiane e sugli apparati democratici del nostro Stato.
A Genova veramente e' avvenuto qualcosa di pazzesco. Hanno inaugurato il nuovo governo....
Un'altra piccola cosa: sul giovane ammazzato. La sapete la prima versione della questura prima che comparissero i video? ammazzato da un sasso lanciato da altri manifestanti.......
Se pensate che molta della documentazione raccolta da testimoni e' stata distrutta dopo l'irruzione alla sede del Genoa Social Forum di questa notte....ci rimangono le "sicure" versioni delle forze dell'ordine...
Meditate e per favore fate girare, stampate, parlate, c'e' bisogno di raccontare la verita'. A vostri amici, parenti, colleghi di lavoro.
Vi prego non voltatevi dall'altra parte.
grazie
Stefano

P.S. Mio fratello e' distrutto, mi ha detto: è pazzesco, sembra di
essere nell' America Latina negli anni 70.
Forse neanche lui aveva capito fino in fondo con chi aveva a che fare e
che governo e responsabili delle forze dell'ordine potessero arrivare
a tanto.