APPELLO AI MEDIA di Marta D.
Innanzitutto, con questa, voglio esprimere tutto il mio cordoglio a
quanti, in seguito agli attentati in America, sono stati colpiti dal
lutto.
La tragedia di questi giorni deve indurci ad una riflessione.
Soprattutto dopo che l'entita' del disastro è sempre piu' chiara, per
l'enorme numero di vittime innocenti e le dichiarazioni diffuse di
guerra. Guerra, guerra nel senso vero del termine, ma dichiarata a chi?
In questa ridda di voci, indagini, conferme e smentite, dolore e voglia
di vendetta, prostrazione e bisogno di riscatto, non vorrei che
qualcuno potesse strumentalizzare la tragedia, laddove non c'e'
chiarezza, con campagne di criminalizzazione contro questo o contro
quello. In questo momento bisogna avere i nervi saldi e tanta lucidità,
ma anche tanta voglia di fare realmente chiarezza, buttare luce in
tutte quelle zone d'ombra che in questi giorni stanno apparendo in
tutta la loro chiarezza, e mi si perdoni il gioco di parole. Mi
riferisco al ruolo dei servizi segreti americani in primo luogo, e
quelli degli altri paesi, alle loro maglie larghe, troppo larghe per
una "rete" che dovrebbe garantire l'ordine e la sicurezza delle nazioni
e dei cittadini.
Il mondo, cosi come lo abbiamo vissuto fino al 11/09/2001 era pieno di
razzismi ed ingiustizie. Non vorrei che in qualche modo, dopo gli
attentati, questo razzismo venga nuovamente alimentato, in una
direzione o l'altra e strumentalmente ricercati i colpevoli solo e
solamente in una direzione. Di fomentare gli odi non c'e' alcun
bisogno, gia' nascono da se all'interno delle congiunture negative
delle nostre società, nella perdita dei valori, nei momenti di crisi.
Quello che oggi serve è fare chiarezza, una vera chiarezza sulle
responsabilità materiale degli assassini, sui mandanti, sui
fianccheggiatori, ma anche una chiarezza verso coloro che con dolo,
possono strumentalizzare l'accaduto per questo o quel fine. Ed il fine
potrebbe essere una risoluzione finale a tutti i costi: LA GUERRA.
In questo frangente, in questo contesto che mi sento di rivolgere un
appello ai media, a tutti coloro che lavorano con l'informazione, di
continuare onestamente il proprio lavoro, farlo fino in fondo, dare
l'anima per contribuire a diffondere le informazioni e la conoscenza
verso le persone , che hanno tutti in egual misura diritto di essere
informati, ma di non prestarsi, in alcun modo a linee di partito,
ideologia o altro tipo di interesse.
Il momento è grave, la confusione è gia' tanta, continuare a confondere
BIN LADEN con l'Islam, i taleban con i palestinesi, la jhad con i
curdi, e via dicendo in un unico calderone, puo' generare ulteriore
confusione nella genta, affranta dal dolore e smarrita nei riferimenti.
E la confusione non porta assolutamente a nulla. Oggi non c'e' bisogno
di eleggere un nemico a tutti i costi, e sottolineo a tutti i costi ma
c'e' bisogno di capire, trovare i colpevoli veri e punirli, ma bisogna
anche trovare le cause di tanto odio, e intervenire su quelle, per una
diversa giustizia mondiale, e per una piu' equa ripartizione delle
ricchezze, affinchè tragedie come queste non si abbiano a ripetere.
Credo siano questi i punti su cui indagare e fare pressione, ed in
questo, gli organi di stampa hanno una responsabilita' oggi piu' grande
rispetto a ieri. NOn si puo' essere di parte in questa situazione,non
si possono avallare teorie che restano solo teorie senza riscontri, ma
fare una corretta e sincera informazione. E' in ballo la sopravvivenza
di tanti, di tutti, dinanzi allo spettro della prima guerra del XXI
secolo.
M.D.