Sostanzialmente, ai fini della pensione, licenziarti o farti licenziare non cambia pressoché nulla. L’azienda interviene con un licenziamento soltanto nell’ipotesi in cui il lavoratore voglia restare in servizio. Se l’Inps, nel calcolo pensione, si discosta dal calcolo certificato, dopo aver verificato gli errori si provvede a fare ricorso. Tornando al lavoro subordinato e alla presentazione delle dimissioni per ricevere la pensione, ci si chiede quanto debba essere lunga la “pausa” lavorativa, ossia quanto tempo deve trascorrere dalle dimissioni (o dal licenziamento) alla riassunzione. Non vuoi rischiare di licenziarti senza aver diritto alla pensione, quindi vuoi avere la certezza assoluta del diritto al trattamento? Una volta liquidato l’assegno dall’Inps, il pensionato può serenamente iniziare un’altra attività lavorativa (o proseguire nella stessa attività dopo essere stato riassunto): nel 2008 [4], tra l’altro, sono stati aboliti i limiti di cumulo esistenti tra la pensione e i redditi derivanti dall’attività lavorativa, relativamente alle pensioni dirette, cioè di vecchiaia o di anzianità e anticipata, se non integrate o con maggiorazioni. 26 del d.lgs. Di conseguenza, la “pausa lavorativa”, per evitare il rischio di rigetto della domanda di pensione, deve protrarsi almeno sino alla data di decorrenza della pensione stessa. Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. Le finestre di attesa restano ancora per particolari tipi di prestazione, come la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, o la pensione di vecchiaia anticipata. Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. Deve però considerare che non maturando contributi utili alla pensione dovrebbe versare volontari a copertura del periodo compreso tra le sue dimissioni e il raggiungimento dei requisiti a marzo 2023. Dimissioni per andare in pensione: lavoratori autonomi e parasubordinati Questo, perché le regole di calcolo della pensione sono, a seconda della gestione, differenti e complesse, dunque l’istituto esegue i calcoli “per bene” solo nel momento in cui gli si chiede di liquidare la pensione. Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. Per questi lavoratori la prima decorrenza utile della pensione prescinde dalla data di presentazione della domanda e coincide con il giorno successivo alla maturazione dei … E se dopo che mi dimetto scopro di non aver diritto alla pensione? Sia per la pensione di anzianità con Opzione Donna, che per altre tipologie di trattamento d’anzianità, che per la pensione anticipata o di vecchiaia, è comunque necessario inviare le dimissioni al datore di lavoro prima della liquidazione dell’assegno (con il dovuto preavviso, che cambia a seconda del contratto): l’Inps, difatti, non liquida la pensione, se il lavoratore non risulta cessato almeno un giorno prima della … Come precisato dal Ministero dell’Istruzione, “in presenza di istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, … le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc. Hai finalmente maturato i requisiti per la pensione, e adesso non vedi l’ora di terminare l’attività lavorativa: già, ma come si fa? L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. I ratei spettano, invece, dal momento in cui cessa l’attività lavorativa. Ma che cosa fare se non si ha la certezza del diritto a pensione? Non ti piace l’incertezza? Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Hai già presentato le dimissioni online? Non vuoi rischiare di licenziarti senza aver diritto alla pensione, quindi vuoi avere la certezza assoluta del diritto al trattamento? Tornando al lavoro subordinato e alla presentazione delle dimissioni per ricevere la pensione, ci si chiede quanto debba essere lunga la “pausa” lavorativa, ossia quanto tempo deve trascorrere dalle dimissioni (o dal licenziamento) alla riassunzione. Pensione 2019, dimissioni da lavoro: erogazione assegno La decorrenza della pensione, ossia la liquidazione del primo assegno pensionistico, varia in … Buon pomeriggio, ho 59 anni e sono un ferroviere di RFI - Rete Ferroviaria Italiana ed ho maturato 42 e 10 mesi il 12/07/2020, dopo avere dato le dimissioni volontarie il 04/06/2020 con data decorrenza di primo giorno di pensione il 01/11/2020 e successivamente presentato domanda di Pensione di Anzianità/Anticipata il 03/08/2020 il tutto fatto tramite patronato, mi è stato risposto da … Nel caso in esame la cessazione dal servizio è avvenuta per “dimissioni” pertanto il TFS non può essere liquidato prima dei 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Quest’obbligo, in particolare, è stato introdotto dal decreto Amato [2], ed è stato esteso alle pensioni liquidate con il sistema contributivo dalla legge Dini [3]. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. In un momento cruciale come quello del pensionamento è normale farsi tante domande: l’informazione pubblica, sull’argomento, è piuttosto carente. Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2021. | © Riproduzione riservata n° 351 del 28 aprile 1998. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. La lettera di dimissioni deve essere inviata tramite raccomandata A/R o consegnata a mano all’Ufficio Accettazione della Sede Centrale dell’ente, la quale provvederà ad apporre il timbro di ricezione, necessario affinchè le dimissio… Inoltre, la maggior parte dei servizi non sono attendibili, o addirittura non prevedono, le situazioni particolari: lavoratori sport e spettacolo, lavoratori agricoli, calcolo per lavoratori part time al di sotto del minimale, periodi di Naspi, Cig o Cigs da neutralizzare, cumulo, totalizzazione, ricongiunzione…. Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. Prima di tutto, la novità è che per andare in pensione dal 1° settembre 2021 il personale della scuola potrà presentare domanda esclusivamente online entro il 7 dicembre 2020. Dal 12 marzo 2016, a seguito delle riforme introdotte con l’art. Cerchiamo di fare chiarezza. Questo, perché le regole di calcolo della pensione sono, a seconda della gestione, differenti e complesse, dunque l’istituto esegue i calcoli “per bene” solo nel momento in cui gli si chiede di liquidare la pensione. Nel 2016, è poi intervenuta la già citata sentenza della Cassazione [1] a far chiarezza sull’argomento: secondo la Cassazione, il momento a cui far riferimento per la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato è quello della decorrenza della pensione. In pratica, per ricevere la pensione il dipendente deve essere licenziato, o dimettersi. Non rileva se la riassunzione avvenga presso lo stesso o un diverso datore di lavoro, come già chiarito. In parole semplici, se l’interessato ha due rapporti di lavoro dipendente, deve presentare le dimissioni per entrambi, a prescindere dalla gestione previdenziale presso cui ha maturato la pensione. In pochi sanno, ad esempio, che si può avere la certezza del diritto alla pensione chiedendo l’apposita certificazione all’Inps. In parole semplici, se l’interessato ha due rapporti di lavoro dipendente, deve presentare le dimissioni per entrambi, a prescindere dalla gestione previdenziale presso cui ha maturato la pensione. Su questo punto l’INPS, ma anche la … Di conseguenza, la “pausa lavorativa”, per evitare il rischio di rigetto della domanda di pensione, deve protrarsi almeno sino alla data di decorrenza della pensione stessa. Potrà fare domanda di pensione circa un mese prima del raggiungimento dei requisiti. Hai scoperto di non aver diritto alla pensione e hai già presentato le dimissioni? Solitamente non c’è bisogno di redigere una lettera a mano libera, perchè Amministrazione predispone un apposito modello da compilare. Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. Matteo Prioschi su ilsole24ore.com Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. Il primo aspetto da chiarire quando stai per andare in pensione è: quando devo dimettermi per ricevere l’assegno pensionistico. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. La Legge 28 giugno 2012, n. 92 (Riforma del mercato del lavoro), in vigore dal 18 luglio 2012, definisce all’art. Come funziona il licenziamento prima della pensione: quando dare le dimissioni, quando è liquidato il trattamento. ). Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? E se dopo che mi dimetto scopro di non aver diritto alla pensione? In questi casi, l’unica alternativa è affidarsi a servizi o professionisti specializzati, perché effettuino uno studio previdenziale completo e certificato (con costi che possono arrivare anche a un migliaio di euro). Cerchiamo di fare chiarezza. I ratei spettano, invece, dal momento in cui cessa l’attività lavorativa. Se intendi dimetterti da un pubblico impiego, devi comunicarlo con una lettera scritta alla tua amministrazione di appartenenza. Le dimissini vanno presentate sia all'Inps che alla propria azienda. Puoi chiedere all’Inps la certificazione del diritto alla pensione: con questa certificazione, l’Inps attesta che tu hai maturato il diritto al pensionamento. In particolare, la comunicazione deve av… Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. ... La procedura per effettuare il primo accesso con SPID è più semplice perché sarà sufficiente registrare la propria identità digitale sul portale e … Come si presenta domanda di pensione all’Inps e procedure per dimissioni: preavviso necessario per tutti, tempi e calcolo ferie e permessi . In base alla storica circolare Inps sull’argomento [5], si possono prospettare due ipotesi differenti: L’Inps, comunque, per evitare finte dimissioni e finte riassunzioni al solo scopo di conseguire la pensione, verifica l’esistenza dei documenti che provano che la cessazione è reale: invio delle comunicazioni obbligatorie ai servizi per l’impiego, liquidazione delle spettanze di fine rapporto come Tfr, ratei mensilità aggiuntive, ratei ferie e permessi non goduti, etc. Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzione e la totalizzazione. Si devono presentare le dimissioni volontarie? Le dimissioni sono un atto unilaterale (che quindi non necessita che il datore di lavoro sia consenziente) del lavoratore con il quale questi comunica al datore di lavoro che non intende proseguire il rapporto di lavoro. Mentre, per i rapporti instaurati prima del 2008, si dovranno indicare alcuni dati del datore, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o PEC. Inoltre, la maggior parte dei servizi non sono attendibili, o addirittura non prevedono, le situazioni particolari: lavoratori sport e spettacolo, lavoratori agricoli, calcolo per lavoratori part time al di sotto del minimale, periodi di Naspi, Cig o Cigs da neutralizzare, cumulo, totalizzazione, ricongiunzione…. Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio (e l’eventuale richiesta di pensione più part-time) per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) è fissata al 7 dicembre 2020. con poche, semplici mosse puoi conoscere l'intero pacchetto di welfare che fa al caso tuo. Hai scoperto di non aver diritto alla pensione e hai già presentato le dimissioni? In ogni caso, per liquidare la prestazione, l’Inps verifica che l’attività sia cessata al momento della decorrenza della pensione: in pratica, l’Inps verifica che non sia in atto un rapporto di lavoro subordinato al momento dell’accesso alla pensione. Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Dimissioni volontarie del rapporto di lavoro – le ultime novità La telematica entra anche nelle procedure per i lavoratori che intendano dimettersi dal loro posto di lavoro, la carta non sarà più utilizzabile. se il lavoratore continua a lavorare presso la stessa azienda, ossia viene riassunto subito dopo la cessazione del contratto, è necessario almeno un giorno di interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 2 gennaio); nel caso in cui, invece, intervenga un nuovo rapporto con un’azienda diversa, non è necessaria alcuna interruzione (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 1° gennaio). Nel 2016, è poi intervenuta la già citata sentenza della Cassazione [1] a far chiarezza sull’argomento: secondo la Cassazione, il momento a cui far riferimento per la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato è quello della decorrenza della pensione. Come licenziarsi prima della pensione? le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc.). Sarebbe mia intenzione interrompere quanto prima il rapporto di lavoro e accedere alla pensione con quota 100. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti, Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Quando si presentano le dimissioni volontarie per il pensionamento è necessario tenere presente che si è obbligati a dare un periodo di preavviso al proprio datore di lavoro. Potrà dare le dimissioni ma deve raggiungere prima i 42 anni e 10 mesi di contribuzione utile per la pensione anticipata. In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? Si devono presentare le dimissioni volontarie? Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. Puoi verificare l’importo della pensione utilizzando il servizio Inps La mia pensione o tramite patronato. 5) certamente si, può procedere al versamento dei contributi volontari che le mancano al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi necessari per accedere alla pensione. In pochi sanno, ad esempio, che si può avere la certezza del diritto alla pensione chiedendo l’apposita certificazione all’Inps. >Cosa sono >Il preavviso e le dimissioni per giusta causa >Le dimissioni in bianco >Modalità telematica per le dimissioni a partire dal 12 marzo 2016 . 151/2015, non è più sufficiente che il lavoratore comunichi al datore di lavoro le proprie dimissioni. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. Non rileva se la riassunzione avvenga presso lo stesso o un diverso datore di lavoro, come già chiarito. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. In pratica, per ricevere la pensione il dipendente deve essere licenziato, o dimettersi. E quando si presentano le dimissioni volontarie? Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. 4, comma 17 e seguenti, le procedure da seguire ai fini della convalida della risoluzione consensuale o delle dimissioni volontarie dei lavoratori dipendenti, ivi compresi i lavoratori domestici. Si passerà poi a selezionare la tipologia di comunicazione (dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca) con la data di trasmissione (marca temporale). Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. In base a quanto chiarito dalla Cassazione [1], perché il lavoratore dipendente possa ricevere la pensione di vecchiaia, o la pensione di anzianità o anticipata, è necessario che termini l’attività sino alla decorrenza della pensione. Alcuni Sindacati hanno chiesto una proroga ma ad oggi il Ministero non modificato la data di entrata in vigore del provvedimento di legge. A – dimissioni senza aver maturato il diritto a pensione Al Dirigente Scolastico Oggetto: Domanda di dimissioni dal servizio a decorrere dal 1/9/2011 ai sensi art. La nuova normativa prevede infatti che le dimissioni si possano considerare efficaci solo laddove venga completata anche una nuova procedura telematica, introdotta per consentire al dipendente di comunicare la propria decisione e tutelerarsi così da eventuali costrizioni o forzature. Fino a quel momento, quindi, direi che non le conviene dare le dimissioni, perché come detto il rischio che la sua domanda non venga accolta esiste. La decorrenza della pensione anticipata, considerando che la riforma Fornero [6] ha abolito le vecchie finestre che intercorrevano tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione, avviene il mese successivo rispetto a quello in cui è inviata la domanda di pensione, posta la cessazione dell’attività lavorativa. Dal 12 marzo 2016 il lavoratore deve comunicare le proprie dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo attraverso una nuova procedura online, introdotta dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Fai attenzione, però: gli importi ottenuti con la generalità di questi servizi sono in genere attendibili (negli elaborati, a scanso di equivoci, appare la dicitura: “le stime non sono garantite- la presente relazione non ha natura di certificazione”), ma possono subire degli scostamenti, tanto più alti quanto più sei distante dalla data del pensionamento. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. In base alla storica circolare Inps sull’argomento [5], si possono prospettare due ipotesi differenti: L’Inps, comunque, per evitare finte dimissioni e finte riassunzioni al solo scopo di conseguire la pensione, verifica l’esistenza dei documenti che provano che la cessazione è reale: invio delle comunicazioni obbligatorie ai servizi per l’impiego, liquidazione delle spettanze di fine rapporto come Tfr, ratei mensilità aggiuntive, ratei ferie e permessi non goduti, etc. O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? Come licenziarsi prima della pensione? ... non sarà più possibile cessare alla fine dell’anno scolastico 2020/2021 per dimissioni volontarie. Pensione anticipata quota 41 con dimissioni consensuali: cosa accade? Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzionee la totalizzazione. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione. Hai già presentato le dimissioni online? Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Sostanzialmente, ai fini della pensione, licenziarti o farti licenziare non cambia pressoché nulla. Prima di andare in pensione vi è l’obbligo di presentare le dimissioni: come previsto dalla Legge Amato 1992, e ribadito dalla Legge Dini del 1995, infatti, per l’accesso alla pensione vige l’obbligo di cessare l’attività lavorativa subordinata. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. di Patrizia Del Pidio , pubblicato il 21 Agosto 2018 alle ore 15:36 L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. 1 del D.P.R. Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. L’adesione all’ APe volontaria non solo non rappresenta richiesta di pensionamento ma non rende nemmeno necessarie le dimissioni. Perché sorga il diritto alla pensione, la cessazione deve riguardare tutti i rapporti di lavoro subordinati e non può limitarsi a quello per cui sono stati versati i contributi alla gestione che liquida la prestazione. Una volta liquidato l’assegno dall’Inps, il pensionato può serenamente iniziare un’altra attività lavorativa (o proseguire nella stessa attività dopo essere stato riassunto): nel 2008 [4], tra l’altro, sono stati aboliti i limiti di cumulo esistenti tra la pensione e i redditi derivanti dall’attività lavorativa, relativamente alle pensioni dirette, cioè di vecchiaia o di anzianità e anticipata, se non integrate o con maggiorazioni. Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Per quanto riguarda la sua azienda deve informarsi, però, prima di quanto preavviso obbligatorio deve dare al suo datore di lavoro per capire quanto tempo prima deve presentare le dimissioni volontarie che devono essere valide dalla fine di febbraio 2021 (poichè dal 1 marzo dello stesso anno avrà diritto alla pensione). Stampa 1/2016. Pensione scuola: istruzioni per le dimissioni online. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, anche questa, come la pensione anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, posta la cessazione dell’attività lavorativa: in pratica, se l’attività lavorativa non è terminata ma l’età pensionabile è stata compiuta, non spettano ratei arretrati. In ogni caso, per liquidare la prestazione, l’Inps verifica che l’attività sia cessata al momento della decorrenza della pensione: in pratica, l’Inps verifica che non sia in atto un rapporto di lavoro subordinato al momento dell’accesso alla pensione. L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? Accedi a mio welfare con il tuo account social preferito. Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. Perché sorga il diritto alla pensione, la cessazione deve riguardare tutti i rapporti di lavoro subordinati e non può limitarsi a quello per cui sono stati versati i contributi alla gestione che liquida la prestazione. Dimissioni e domanda di pensione, non si può tornare indietro a cura di FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO Gentilissimo esperto, sono un … Non ti piace l’incertezza? Copyright © 2015 - Miowelfare srl - Codice fiscale e p.iva 02558770901. Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. In un momento cruciale come quello del pensionamento è normale farsi tante domande: l’informazione pubblica, sull’argomento, è piuttosto carente. La cessazione, in tal caso, deve naturalmente durare fino alla decorrenza della pensione, vale a dire fino all’erogazione del primo assegno pensionistico. E se scopro che la pensione è più bassa di quello che mi aspettavo? In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. Mancano quasi due anni alla fine della sperimentazione di quota 100, ma ci sono ancora soluzioni che consentono di accede.. se il lavoratore continua a lavorare presso la stessa azienda, ossia viene riassunto subito dopo la cessazione del contratto, è necessario almeno un giorno di interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 2 gennaio); nel caso in cui, invece, intervenga un nuovo rapporto con un’azienda diversa, non è necessaria alcuna interruzione (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 1° gennaio). Ma andiamo con ordine e vediamo sinteticamente passaggi operativi da seguire per non in correre in errori. Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? Fai attenzione, però: gli importi ottenuti con la generalità di questi servizi sono in genere attendibili (negli elaborati, a scanso di equivoci, appare la dicitura: “le stime non sono garantite- la presente relazione non ha natura di certificazione”), ma possono subire degli scostamenti, tanto più alti quanto più sei distante dalla data del pensionamento. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione.