Qualcuno propose di dedicare il tracciato al pilota canadese, che però rifiutò l'omaggio. [56] Il presidente dell'ACI, Filippo Carpi de Resmini, ribadì la scelta del suo ente per far disputare il gran premio a Monza, accusando Ecclestone di voler gestire in proprio il Gran Premio d'Italia. Al giro 39, poco prima di metà gara, Villeneuve si avvicinò al doppiaggio di Clay Regazzoni. Alan Jones vinse (terza vittoria consecutiva per l'australiano, quarta per la Williams) davanti a Scheckter, Laffite, Nelson Piquet che ottenne i primi punti della carriera, Ickx e Mass. La pista però presentava dei tratti scivolosi. La classifica vedeva primo Jones, seguito da Villeneuve, Jabouille, Pironi, Rosberg, Scheckter, Jarier e Laffite. [51], La Race of Champions, che avrebbe dovuto svolgersi il 18 marzo, ma venne posticipata al 15 aprile, per la neve che colpì il circuito britannico. Peterson aveva delle fratture agli arti inferiori ma è ancora cosciente, e venne estratto a fatica da ciò che restava della sua vettura mentre Vittorio Brambilla, colpito al capo da uno pneumatico perso da qualche vettura, venne trasportato all'ospedale privo di coscienza in condizioni critiche, mentre un altro pilota, Hans-Joachim Stuck, rimase anch'egli colpito da una ruota impazzita, ma senza gravi conseguenze. (Legenda) (risultati in grassetto indicano la pole position, risultati in corsivo indicano il giro veloce). Il pilota della Scuderia Ferrari precedette Jody Scheckter, Carlos Reutemann, Riccardo Patrese, Patrick Depailler e Derek Daly, per la prima volta a punti. La testa venne prese da Gilles Villeneuve, davanti ad Alan Jones; Jody Scheckter, che partiva in ottava fila, scelse una traiettoria esterna alla prima curva per evitare collisioni, ma uscì di pista, rientrando in fondo al gruppo. René Arnoux, secondo, conquistò il secondo podio consecutivo, mentre Jean-Pierre Jarier, terzo, conquistò il terzo e ultimo podio della carriera in F1. La gara vedeva così in testa Mario Andretti, seguito da Ronnie Peterson, James Hunt, John Watson, Alan Jones e Jody Scheckter. Il poleman Mario Andretti mantenne la prima posizione, mentre Niki Lauda superò il compagno di scuderia Watson; al giro due Watson venne passato anche da Riccardo Patrese e, al giro seguente, dall'altra Lotus di Ronnie Peterson. La tenuta del Gran Premio di Long Beach veniva messa in dubbio dalle perdite che gli organizzatori avevano subito nelle prime due edizioni. [41] Lees aveva tentato, senza successo, di qualificarsi al Gran Premio di Gran Bretagna 1978 con l'Ensign. Jarier fu però costretto al ritiro al giro 55, per la mancanza di carburante. Derek Daly, quarto, andò in testacoda mentre Piquet, dopo aver segnato il primo gpv della carriera, quando era all'inseguimento di John Watson, fu costretto al ritiro per un guasto alle sospensioni, a cinque tornate dal termine. Mario Andretti scattò bene però, alla prima chicane, commise un errore che consentì a Ronnie Peterson di prendere il comando della gara. Una leggera pioggia colpì il tracciato poco prima della partenza, ma senza provocare particolari problemi alle vetture. Infine decisero di affidare la questione alla FOCA.[58]. La stagione 1968 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 19ª ad assegnare il Campionato Piloti e l'11ª ad assegnare il Campionato Costruttori. Hunt conservò la testa fino al sesto giro, quando venne passato da Andretti. La stagione 1972 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 23° ad assegnare il Campionato Piloti e la 15° ad assegnare il Campionato Costruttori. Simili sorpassi vennero compiuti da Rosberg e Scheckter ai danni di Didier Pironi tra il dodicesimo e diciassettesimo giro. Il Gran Premio del Canada venne anticipato a domenica 8 ottobre, dalla precedente data di lunedì 9 ottobre, per ragioni televisive. Al via, la testa della gara venne presa da Patrick Depailler, che precedeva Jacques Laffite, Gilles Villeneuve, Carlos Reutemann, Jody Scheckter e Mario Andretti. The series is owned by Liberty Media, an American mass media company controlled by its founder and chairman John C. Malone, through its wholly owned subsidiary, the Formula One Group. 245 relazioni. La Ferrari era già cliente della Michelin per le vetture granturismo. Arnoux fu il protagonista dei primi giri: passò Jones al terzo giro, poi Niki Lauda, poi Jean-Pierre Jarier al giro 7 e Nelson Piquet dopo altri quattro giri, portandosi così in quarta posizione, dietro a Jody Scheckter. Tre giri dopo Scheckter passò anche Villeneuve e si trovò in zona punti, dietro a Laffite. Entravano così in zona punti Gilles Villeneuve e Jochen Mass; al giro 36 il tedesco però venne scavalcato da Jody Scheckter che, con gomme nuove, era tornato competitivo. La gara sudamericana fu però in dubbio per problemi finanziari. A Long Beach si rivide per l’Interscope Racing, già presente nelle gare nordamericane del 1977, con una Shadow DN9. Dopo il cambio gomme di Villeneuve, dietro a Peterson, nella classifica reale, si trovava Niki Lauda, che però andò a sbattere e fu costretto al ritiro. La Tokyo Broadcasting System chiese allora di poter riportare la gara a ottobre, ma senza successo. Jones passò Andretti al giro 21. Negli ultimi giri Villeneuve, ancora in lizza per il mondiale, non attaccò Scheckter, che così vinse per la decima, e ultima, volta nel mondiale. Ora la classifica vedeva in testa Jarier, seguito da Gilles Villeneuve, Jody Scheckter, Alan Jones, Carlos Reutemann, Riccardo Patrese e Derek Daly. Questa possibilità però non si concretizzò. Al decimo giro Peterson passò anche Riccardo Patrese, ma poco dopo fu costretto a fermarsi per una foratura; rientrò sedicesimo. Durante il fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna 1977 la Wolf aveva annunciato la volontà di costruire un motore in proprio, vista la non fiducia nei motori forniti dalla Cosworth. La sede del team venne posta a Milton Keynes. Gilles Villeneuve partì bene e passa primo alla prima curva davanti al poleman Jean-Pierre Jabouille, Jody Scheckter, Nelson Piquet, Jean-Pierre Jarier e Niki Lauda; male invece iniziò René Arnoux, partito dalla prima fila, che al termine del primo giro era nono. [9] La casa statunitense si giustificò affermando che il passaggio della Ferrari alla Michelin aveva elevato il livello tecnico delle coperture, tanto che la casa avrebbe voluto limitare la fornitura a soli tre o quattro team. La Federacion Italiana pide la no puntuabilidad del G. P. U.S.A. Brambilla e Surtees, divorzio quasi sicuro, In sostituzione di Lauda nel GP del Canada, In sostituzione di Ronnie Peterson, deceduto, In sostituzione di James Hunt per quattro Gran Premi, Solicitud para retrasar el G.P. Al via fu Mario Andretti a scattare meglio di tutti, mettendo in fila Ronnie Peterson, Jody Scheckter, Alan Jones (partito sesto), Lauda e Riccardo Patrese (partito quinto). Negli ultimi giri il canadese tentò di avvicinarsi a Jones, ma senza successo. Mass perse diverse posizioni a causa di una sosta ai box e, al giro 54, anche Gilles Villeneuve fu costretto all'abbandono per un problema alla trasmissione. La Theodore Racing poi non prese parte alla trasferta nordamericana della F1, così come la BS Fabrication e la Sachs. Canada F-1: ¡Lauda abandona la competicion! In merito agli abbinamenti commerciali, la First National City Bank, decise di limitare il suo piano di sponsorizzazioni all'America; per tale ragione terminò l'appoggio alla Tyrrell. Andretti vince il suo primo titolo con la fenomenale Lotus 79. Mario Andretti era però penalizzato dalla poca benzina rimastagli, così venne passato da Ronnie Peterson. Ora era in testa di nuovo Scheckter, davanti a Gilles Villeneuve, Jacques Laffite, Jabouille, Regazzoni e Lauda. [12] Arturo Merzario affermò di sperare, per la sua vettura, di ottenere un propulsore dall'Alfa Romeo, che già riforniva la Brabham. Solo un giro e Jarier fu costretto ad abbandonare con una sospensione rotta. Ora la classifica vedeva Reutemann primo, seguito da Alan Jones, Jean-Pierre Jabouille, Jody Scheckter, Patrick Tambay ed Emerson Fittipaldi. Nel gran premio seguente, in Canada, la Tyrrell affidò una terza vettura a Derek Daly, già impiegato in Austria, sulla quale venne montata una telecamera. Per il giudice, l'Arrows, per non perdere i privilegi derivanti dal fare parte della Formula One Constructors Association presentò nel Gran Premio del Brasile 1978 una monoposto basata su 179 piani dei 422 totali necessari per progettare una vettura di F1. La stagione 1977 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 28ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 20ª ad assegnare il Campionato Costruttori. La regola invece consentiva ancora la partecipazione di piloti "privati".[56]. Alla seconda partenza Gilles Villeneuve prese un buon vantaggio sul pilota di casa che era seguito da Jean-Pierre Jabouille mentre Jarier scavalcò Niki Lauda; perse invece diverse posizioni Jacques Laffite, autore di una partenza pessima. Niki Lauda tamponò Jody Scheckter, finendo così contro le barriere mentre Riccardo Patrese, nel tentativo di passare James Hunt, toccò la vettura del britannico. Al 34º giro un rimontante Jacques Laffite passò prima Villeneuve alla Woodcote e, al giro 36 anche Scheckter. Nel dopo gara Lauda accusò Giacomelli di averlo ostacolato. L'Alfa tornò nel campionato utilizzando la struttura dell'Autodelta, nome ufficiale della scuderia al mondiale. Prima del GP di Svezia la Theodore Racing abbandonò, almeno temporaneamente il mondiale, vista la scarsa competitività della propria monoposto. La classifica vedeva in testa Reutemann, seguito da Villeneuve, Andretti, Jones, Lauda, Hunt e Jean-Pierre Jabouille, autore di una bella serie di sorpassi. Dal Gran Premio del Brasile l'Arrows schierò Riccardo Patrese, impiegato l'anno prima dalla Shadow. Dalle retrovie stava rinvenendo Patrick Depailler che passò John Watson e Jean-Pierre Jabouille, mentre Patrese riusciva ad accodarsi alla coppia Scheckter-Lauda. [22] Ambrosio, nel corso del campionato 1977, aveva espresso la volontà trasformare la Shadow in una scuderia italiana con sede a Torino,[23] e la stessa Arrows era stata inizialmente presentata come Ambrosio Racing Team. Vengono sommati i punti delle prime due vetture giunte al traguardo, per ciascun costruttore. Vennero poi ampliate parti della pista, come la prima chicane, e molte vie di fuga, sia alla Curva Grande che alle Lesmo. L'austriaco mancava dal Gran Premio di Gran Bretagna 1977, corso con una Hesketh. [49], Il 22 maggio venne annunciato l'annullamento del Gran Premio di Svezia, a seguito della decisione della FISA di non considerarlo più valido quale prova iridata, a causa del ritardo degli organizzatori nel fornire le garanzie economiche previste. Quando mancavano 5 giri al termine Andretti passò Villeneuve, tagliando il traguardo davanti al canadese; in classifica i due, penalizzati, erano effettivamente solo sesto e settimo. Nelle retrovie era autore di un buon recupero Gilles Villeneuve, che già dopo pochi giri, si era riportato in quinta posizione. Il Gran Premio d'Italia venne premiato per la prima volta col Race Promoters' Trophy , quale gran premio meglio organizzato nella stagione. Continuava anche la rincorsa di Depailler: passò Andretti al giro 24 e Lauda al giro 26. Scheckter controllò il ritorno del ticinese e vinse per la nona volta in carriera. [7] Nel Gran Premio del Canada, infine, la Brabham abbandonò i motori dell'Alfa Romeo e tornò a utilizzare il tradizionale Ford Cosworth DFV. Jones passò Scheckter al termine del primo giro. Anche la Frank Williams tornò a costruire in proprio il telaio, dopo che la Frank Williams Racing Cars era stata ceduta a Walter Wolf nel 1976. Patrese minacciò di adire a vie legali qualora non fosse stato reintegrato fra gli iscritti.[42]. [44] Non venne confermato Brett Lunger all'Ensign, mentre Nelson Piquet venne schierato sulla terza Brabham ufficiale. Anche Piquet però fu costretto ad abbandonare la gara a due tornate dal termine per un problema al motore. In soli due giri, l'australiano guadagnò 3,1 secondi. La stagione 1974 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 25ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 17ª ad assegnare il Campionato Costruttori. La stagione 1976 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 27ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 19ª ad assegnare il Campionato Costruttori. Sempre in Sudafrica si rivide un'altra casa francese, la Renault. Non vi furono novità tra i circuiti e le gare previste dal mondiale. Anche la Ligier passò a due vetture: a Jacques Laffite venne affiancato Patrick Depailler, impegnato nel 1978 con la Tyrrell. All'Ensign il francese Patrick Gaillard prese il posto di Derek Daly, che aveva rotto il contratto con la casa inglese. Leoni era impegnato in una gara della F2 giapponese. [24], Agli inizi di marzo la Shadow accusò l'Arrows di spionaggio industriale e, in pratica, di aver copiato la Shadow DN9 per la creazione dell'Arrows FA1. Al quinto passaggio Andretti si riprese la testa della corsa. È iniziata il 13 maggio e terminata il 3 settembre, dopo 7 gare, sei disputate in Europa e, in aggiunta, la 500 Miglia di Indianapolis, corsa da piloti americani sotto il Regolamento della AAA e della USAC. Nel Gran Premio del Sudafrica esordì la Martini, costruttore francese che aveva una grossa esperienza nelle serie minori: nel 1975 e 1977 suoi telai avevano vinto la Formula 2 europea. La rincorsa di Laffite si concluse al giro 11, quando passò a condurre. Il sudafricano fu però costretto a una sosta ai box per cambiare gli pneumatici che lo fece ripiombare nelle parti arretrate della classifica. Vinse Jacques Laffite (che conquistava nuovamente vittoria, pole e gpv come in Argentina) davanti al compagno Patrick Depailler: questa fu la prima e unica doppietta della Ligier. Al via Clay Regazzoni prese la testa della gara, seguito da Alan Jones e Jean-Pierre Jabouille, ma venne passato da entrambi nel corso del primo giro. Questo fu anche il primo gran premio vinto per una vettura gommata Michelin. Il nordirlandese perse così diverse posizioni. Due giri dopo John Watson, mentre era secondo, fu autore di un lungo, che permise a Jody Scheckter di prendergli la posizione. Non erano però stabiliti criteri precisi nella scelta dei piloti da ammettere alle prove, e si lasciava il compito agli organizzatori dei singoli gran premi. Il nuovo regolamento obbligava le scuderie iscritte al mondiale a partecipare a tutte le gare previste dal calendario. È iniziata il 21 gennaio e terminata il 7 ottobre, dopo 15 gare, una in meno della stagione precedente. [74], Il Gunnar Nilsson Memorial Trophy, inizialmente inserito nel calendario degli appuntamenti non validi per il mondiale non venne sanzionato dalla FIA come un gran premio, e per tale ragione si decise di trasformarla in una gara a cronometro. Grazie a Patrese, sesto, l'Arrows conquistò il suo primo punto iridato. [60] Ecclestone annunciò anche la possibilità che un gran premio potessere essere disputato nell'Est Europa, localizzato probabilmente in Unione Sovietica. Bleekemolen aveva tentato, senza successo, di qualificarsi con una March della RAM Racing/F&S Properties nell'edizione 1977 del gran premio. La Race of Champions fu valida anche come terza prova di questo campionato. Vinse Jody Scheckter davanti a Jacques Laffite, Didier Pironi, Carlos Reutemann e Riccardo Patrese. I punti erano attribuiti con il seguente metodo: 9 al primo classificato, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. La Surtees assunse Rupert Keegan, impegnato con la Hesketh nel 1977, per far coppia con Brambilla. All'inizio dell'ultimo giro Patrick Depailler godeva ancora di buon vantaggio su Peterson. L'australiano ottenne così il primo podio per la Williams da quando era rientrata come costruttore. La Brabham divenne così la sola scuderia a non essere fornita dalla Ford Cosworth ma dall'Alfa Romeo, sempre tenendo conto che la Ferrari e la Renault costruivano in proprio il propulsore. La pioggia arrivò venti minuti prima della partenza costringendo i piloti a montare gomme da bagnato. Il canadese cercò di passare subito prima di una chicane: vi fu un'incomprensione, tanto che l'anteriore destra della Ferrari colpì la posteriore sinistra della Shadow; la vettura di Villeneuve venne lanciata contro il muretto, sfiorando il casco di Regazzoni. El G.P. Davanti intanto John Watson subiva dei problemi al suo propulsore. Al giro 27 Scheckter venne passato anche da Alan Jones. La classifica vedeva perciò primo Jones, seguito dal duo della Ligier, poi Jody Scheckter, James Hunt, Jean-Pierre Jarier e Didier Pironi. Anche per Scheckter si profilavano dei problemi con le coperture tanto che al 53º giro decise di fermarsi per sostituirle. Tambay e Lauda furono costretti al ritiro. La Martini saltò il GP di Long Beach e quello di Monaco per meglio preparare la vettura. Nell'agosto del 1977 venne resa nota una prima bozza di calendario per la stagione 1978. Dal Gran Premio di Francia Arturo Merzario tornò al volante della sua vettura, ormai ristabilito, e così fece anche Héctor Rebaque, che presentò nuovamente la sua Lotus 79 privata. John Watson scattò bene ma, già nel primo giro, Mario Andretti passò e condurre davanti al nordirlandese. Villeneuve venne passato da Patrese al giro 14, prima di essere passato anche da Jacques Laffite e Ronnie Peterson. Cheever, con el "Theodore-Ralt" en los dos primeros G.P. Jacques Laffite perse inoltre tre posizioni a favore delle due Ferrari e Carlos Reutemann. Al giro 33 Piquet passò Villeneuve per la quinta posizione. Jody Scheckter, grazie a degli pneumatici ancora in buono stato, ridusse il gap su Jacques Laffite, tanto da passare in testa al giro 53. Terzo era Arnoux che perse in pochi giri due posizioni fino a quando fu richiamato per cambiare le gomme. Gilles Villeneuve scattò al via molto bene, portandosi in testa davanti a Alan Jones, Clay Regazzoni, Nelson Piquet, Didier Pironi e Jacques Laffite. L'altra vettura, a Monza guidata da Gimax, fu invece affidata a René Arnoux, che aveva corso parte della stagione con la Martini, ed era rimasto libero dopo il ritiro della scuderia francese. A metà gara la Ferrari stava conducendo con tranquillità il gran premio quando, al giro 21, il motore di Gilles Villeneuve improvvisamente ruppe un pistone e, così, Jones, si ritrovò dietro a Reutemann, staccato di 35 secondi. La casa britannica, che aveva esordito nel Gran Premio di Gran Bretagna 1970 come costruttore autonomo, con lo stesso John Surtees alla guida, aveva ottenuto, in nove stagioni, 2 podi, tre giri veloci e 53 punti. Tambay scontava un problema con gli pneumatici. Dietro fu comunque secondo Depailler e terzo Watson. Il motore sarebbe stato turbo, come quello introdotto dalla Renault. [29], Nel corso del fine settimana del Gran Premio del Canada 1978 Clay Regazzoni annunciò il suo passaggio alla Williams per la stagione. Alla nuova partenza Gilles Villeneuve e Mario Andretti anticiparono lo starter (che indugiò nel dare il semaforo verde) e guidavano il gruppo seguiti ora da Jean-Pierre Jabouille, Niki Lauda, Carlos Reutemann e Alan Jones. Mario Andretti iniziò ad attaccare Patrick Depailler: i due lottarono per la quarta posizione a lungo, con la Lotus capace di passare nella parte mista e la Ligier che continua a ripassare nel rettilineo. Negli ultimi tre giri i due piloti dettero vita a un intenso duello fatto di sorpassi e controsorpassi, con la Ferrari più veloce nel misto e la Renault che recuperava sul breve rettilineo. Si trovò così al comando John Watson, seguito da Patrick Depailler, Niki Lauda, Mario Andretti, Jody Scheckter e Alan Jones. Al termine del primo giro comandava perciò Jones, seguito da Jabouille, Regazzoni, Piquet, Niki Lauda e Mario Andretti. La gara registrò l'esordio per Bobby Rahal, con la Wolf che per la prima volta schierò due monoposto ufficiali. [61], La Commissione Sportiva Internazionale fissò a Zandvoort, durante il fine settimana del Gran Premio d'Olanda 1978, una riunione per la decisione definitiva in merito alla regolarità dei vari accorgimenti aerodinamici presentati dalle scuderie di F1 negli ultimi tempi. Ancora un giro e Jabouille fu capace di conquistare la seconda posizione. Watson commise un errore, uscendo di pista, e perdendo così due posizioni, a vantaggio di Lauda e Peterson. Al sesto giro Andretti tentò di passare Watson ma i due si toccarono: Watson fu costretto al ritiro per la rottura di una sospensione, mentre Andretti si girò e perse innumerevoli posizioni. Al giro 46 Laffite terminò la gara per incidente, mentre Tambay fu costretto a una sosta ai box per il cambio degli pneumatici. Campionato mondiale costruttori di Formula 1 Il campionato mondiale costruttori di Formula 1 (in inglese Formula One World Constructors' Championship, abbreviato WCC) viene attribuito ufficialmente dalla Federazione Internazionale dell'Automobile ed è determinato da un particolare sistema di punteggio, che nel corso degli anni è variato, basato sui risultati ottenuti in ogni Gran Premio. Due giri dopo Jean-Pierre Jabouille, che era secondo, fu costretto a una sosta ai box, per cambiare gli pneumatici, e sprofondare così nelle retrovie. A Long Beach l'irlandese Derek Daly sostituì Eddie Cheever all'Hesketh, dopo aver già preso parte anche al BRDC Int. [58] L'Italia ospitò così per la prima volta una gara non valida per il campionato, dal Gran Premio Repubblica Italiana, corso nel 1972, sul Circuito di Vallelunga.