Le Opere più importanti di Annibale Carracci Tra le opere più importanti: I mangiafagioli (1584-1585) alla Galleria Colonna di Roma. Lo stile sterile manierista precedente ha avuto il suo recupero ora nella pittura barocca nei primi anni del XVI secolo, riuscendo in una originale sintesi delle molte scuole. Significativa a questo riguardo è la realizzazione da parte di Annibale dei disegni[37] per una coppa d'argento che riscosse notevole ammirazione, ovvero la stesura da parte sua dei disegni utilizzati per la tessitura di paramenti sacri per conto del cardinale Odoardo[38]. Anche la fondamentale monografia di Donald Posner (1971), benché testo per molti versi ancora imprescindibile per lo studio di Annibale Carracci, avallò (e consolidò) questa concezione[78]. In sostanza, questo punto di vista degradò l'opera del Carracci alla sola fusione di stili diversi, negandogli vera capacità creativa[75]. Anni durante i quali, a Roma, opere come gli affreschi della Galleria Farnese o il Ciclo di san Matteo della Cappella Contarelli segneranno per i secoli a venire la pittura d'Italia e d'Europa. Annibalefu il più innovativo dei tre. Annibale Carracci was born in Bologna, and in all likelihood was first apprenticed within his family. Furono allievi e collaboratori di Annibale Carracci (ma anche di suo fratello e di suo cugino) pittori che si riveleranno tra i migliori artisti del XVII secolo. Stato mentale che in termini moderni ha fatto pensare ad una grave sindrome depressiva[66]. Probabilmente questa invenzione parte dalla ricerca fisionomica, cui Annibale in particolare si dedicò soprattutto agli inizi della sua attività, in cui venne inserito l'elemento burlesco e comico[65]. L'opera in cui si conclama questa nuova fase della parabola artistica del più giovane dei Carracci è la Madonna in trono col Bambino e santi (opera anch'essa realizzata per Reggio Emilia e ora nella Gemäldegalerie di Dresda) che mostra una forte vicinanza con il Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria del Caliari (1575 circa), ora conservato presso le Gallerie dell'Accademia a Venezia. La fama di tali affreschi monumentali valse ad Annibale l’invito del cardinale Odoardo Farnese per la decorazione del piano nobile di Palazzo Farnese a Roma. Degno di menzione tra i collaboratori minori del Carracci appare anche Antonio Maria Panico (anch'egli bolognese). Fu, della sua famiglia, l'ingegno più fecondo e più vivo. L'apprezzamento dei disegni di Annibale fu costante presso collezionisti e intenditori. Tra i primi si può menzionare la Susanna e i Vecchioni della Galleria Doria Pamphilj, prevalentemente ritenuta una copia del Domenichino, ma da alcuni studiosi attribuita ad Annibale, o una Adorazione dei Pastori (National Gallery of Scotland), egualmente incerta tra l'autografia di Annibale o la copia dello Zampieri[83]. In questa stessa chiave, anche il luogo comune di un Annibale Carracci in tutto antitetico all'altro gigante della pittura italiana del primo Seicento, Michelangelo Merisi, inizia ad essere oggetto di rivisitazione critica, cogliendosi tra i due maestri – pur tra le evidenti e profonde differenze di stili, di interessi artistici e di traiettorie umane e creative – anche punti di contatto e reciproche influenze, percepibli soprattutto durante l'iniziale soggiorno romano di entrambi che fu quasi contemporaneo[81]. Il naturalismo di questo dipinto, così spontaneo nella raffigurazione della bertuccia che giocherella coi capelli di un giovane divertito, ha indotto parte della critica verso una assegnazione ad Annibale Carracci pittore bolognese che sin dai suoi esordi si contraddistinse per una tendenza a rappresentare scene tratte dal mondo reale a lui contemporaneo; si ricordano in tal senso alcune sue opere celebri come il … In 1587–88, Annibale is known to have had travelled to Parma and then Venice, where he joined his brother Agostino. Il programma originario per la decorazione del palazzo dei Farnese, come ci informa una lettera del cardinale Odoardo a suo fratello Ranuccio, duca di Parma, avrebbe dovuto riguardare la celebrazione del valore militare di Alessandro Farnese, padre di entrambi e valente condottiero, copertosi di gloria nelle Fiandre alla guida delle armate imperiali. Sulla patologia di Annibale Carracci si veda Rudolf e Margot Wittkower, In particolare, il compenso che Odoardo diede ad Annibale per gli affreschi della Galleria fu incredibilmente esiguo, pari a soli 500 scudi. La prima opera certa di Annibale Carracci è una pala d'altare raffigurante la Crocifissione e santi dipinta per la chiesa bolognese di San Nicolò (attualmente nella chiesa di Santa Maria della Carità), e risale, per l'appunto, al 1583. Collaboratore meno dotato di questi maestri ma a lungo vicino ad Annibale fu Innocenzo Tacconi. “La bottega del macellaio”: si tratta di una pittura di genere, dove è ripresa la tendenza fiamminga. L'innovazione di Annibale sta nel raggiungimento di un equilibrio tra la natura e l'uomo che la abita e la trasforma evitando al tempo stesso che gli elementi paesistici si limitino a fare da mero sfondo a soggetti di altro genere[49]. Quali che fossero le ragioni della melanconia di Annibale, questo stato patologico influì sulla sua ultima produzione che si fece più rara e, in alcuni casi disomogenea, per il frequente ricorso ad aiuti, anche se, più complessivamente, l'esatta cronologia delle ultime opere del Carracci è ancora oggetto di molti dubbi e incertezze[66]. Annibale nasce a Bologna nel 1560 e vive in questa città gran parte della sua vita, prima del trasferimento a Roma.. Ma Annibale è anche un pittore itinerante e nel corso del tempo si alimenta in lui il desiderio di osservare e studiare i suoi illustri predecessori. I nomi più noti di questa scuola sono: Guido Reni, Sisto Badalocchio, Giovanni Lanfranco, Francesco Albani, il Domenichino. In questo magistrale dipinto Annibale fonde l'eredità correggesca, richiamando nuovamente il Compianto Del Bono, con un vigore dei corpi e un nitore di disegno prettamente romani. Based on the prolific and masterful frescoes by the Carracci in Bologna, Annibale was recommended by the Duke of Parma, Ranuccio I Farnese, to his brother, the Cardinal Odoardo Farnese, who wished to decorate the piano nobile of the cavernous Roman Palazzo Farnese. Impresa disegnativa di Annibale particolarmente conosciuta è quella de Le Arti di Bologna, per la quale creò una serie di disegni che descrivono il lavoro per strada degli artigiani e dei venditori ambulanti della sua città natale[63]. Con Caravaggio e Rubens, pose le basi per la nascita della pittura barocca, di cui fu uno dei padri nobili[2]. Significativa testimonianza della sostanziale improduttività di Annibale determinata dal deterioramento della sua salute si rinviene in uno scambio epistolare del 1605 tra Odoardo Farnese e il duca di Modena Cesare d'Este. Oltre a soddisfare le esigenze celebrative di Odorado, con la decorazione del palazzo, e quelle devozionali, con le opere di carattere religioso, Annibale attese ad esaudirne anche i desideri figurativi più strettamente privati. Die Malereireform der Carracci, Idea. Così non avvenne, dal momento che Annibale non completò mai questo dipinto. All'influenza sui ritratti di Freud della produzione del Carracci è stata dedicata la mostra Painting from Life: Carracci Freud, svoltasi a Londra nel 2012 con il patrocinio della Dulwich Picture Gallery[55]. Nella composizione, probabilmente a sua volta derivata dalla Madonna del sacco di Andrea del Sarto, Annibale cala nell'episodio sacro anche un momento di tenera umanità. L'attività ritrattistica di Annibale è strettamente associata alla sua continua ricerca del vero: l'intento dell'artista fu quello di restituire la reale fisionomia della persona effigiata, senza alcun abbellimento o enfatizzazione del ruolo sociale di questa. Non è la sua prima opera in assoluto[5] e fu oggetto di vivaci critiche da parte dell'ambiente artistico bolognese per il realismo e la semplicità con cui Annibale raffigurò la Passione di Cristo[6]. Il suo realismo è causato da un’osservazione molto attenta del quotidiano e dalla volontà di fissarlo sulla tela senza allusioni nascoste. Ambizione frustrata da Clemente VIII che si limitò a conferirgli solo l'evanescente titolo di protettore di quel regno[42]. Secondo Denis Mahon l’Elemosina di san Rocco è un testo di capitale importanza per la nascente pittura barocca: «the first great multifigured composition of the baroque» la definisce lo storico inglese. Tra queste si segnala in particolare una grande Crocifissione con san Francesco e sant'Antonio da Padova (National Gallery of Ireland)[73]. La tradizione della pittura rinascimentale italiana e gli artisti del Rinascimento come Raffaello, Michelangelo, Correggio, Tiziano e Veronese sono tutti pittori che hanno avuto un’influenza considerevole sull’opera del Carracci, nel suo uso dei colori. In 1582, Annibale, his brother Agostino and his cousin Ludovico Carracci opened a painters' studio, initially called by some the Academy of the Desiderosi (desirous of fame and learning) and subsequently the Incamminati (progressives; literally "of those opening a new way"). Solo in tempi relativamente vicini, anche riprendendo un'intuizione di Roberto Longhi formulata già nel 1934[79], si è andata delineando una valutazione critica più matura dell'opera del più giovane dei Carracci. 305 x 210 Chiesa di Santa Maria della Carità Bologna. Anzi, aprendo le porte ad una nuova era della storia dell'arte: il barocco. This is a part of the Wikipedia article used under the Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 Unported License (CC-BY-SA). Il progredire degli studi, tuttavia, sta dimostrando che altre fonti, sinora, forse, sottovalutate (tra le quali in particolare la Felsina Pittrice del Malvasia, ma anche molti inventari secenteschi) hanno consentito di rintracciare quadri di Annibale mai menzionati dal biografo romano. Proprio nel sovrapporta, Annibale realizza un'opera mirabile quale il Cristo e la Samaritana (oggi nella Pinacoteca di Brera). In 1592, he painted an Assumption for the Bonasoni chapel in San Francesco. E in questo anticipò Rembrandt, che anch'egli ci ha lasciato innumerevoli autoritratti[51]. Altro importante rapporto di committenza romano, diverso dai Farnese, fu quello con gli Aldobrandini, per i quali Annibale dipinse diverse opere come una Incoronazione della Vergine[45] (1600 circa), ora Metropolitan Museum of Art, di New York - dipinto che nella composizione su due livelli e nella disposizione semicircolare della schiera angelica cita la raffaellesca Disputa del Sacramento - e il Domine, quo vadis? Il Posner, tuttavia, pur ammettendo che il Panico possa aver goduto dei consigli di Annibale Carracci per la realizzazione di queste opere, esclude che vi sia stato un diretto intervento del maestro; cfr. Negli anni a seguire e sino al suo trasferimento a Roma la pittura veneta sarà per Annibale un determinante punto di riferimento. MDCLXXIV/ ARTE MEA VIVIT NATURA, ET VIVIT IN ARTE/ MENS DECUS ET NOMEN, COETERA MORTIS ERANT». Nel Cristo in Gloria con santi ed Odoardo Farnese[40] (Galleria Palatina), sant’Edoardo, patrono e primo re d'Inghilterra, presenta il Farnese al Redentore. Dello stesso anno è la Resurrezione di Cristo, opera di definitivo approdo alla maturità[21] che si segnala anche per la maestria con la quale è raffigurato il gruppo dei soldati romani a guardia del sepolcro, in parte dormienti in parte stupefatti dall'evento, nel dipingere i quali Annibale dà un notevole saggio di abilità compositiva e di padronanza degli scorci[22]. Fu uno dei primi artisti a dare risalto al paesaggio, ponendolo in primo piano rispetto al soggetto rappresentato; come nel suo capolavoro Paesaggio con la … Tra le testimonianze più celebri dell'attività di Annibale in questo genere vi è un foglio di caricature (talvolta attribuito ad Agostino Carracci), datato intorno al 1595 (British Museum), in cui compaiono i volti di uomini e donne dalle fattezze deformate e grottesche. La fonte iconografica utilizzata è, in gran parte, da rintracciarsi nelle Metamorfosi di Ovidio[33], ma il compiuto significato allegorico del ciclo non è ancora del tutto svelato se non per la generale celebrazione della forza dell'amore che tutto condiziona (l’omnia vincit amor virgiliano), compreso il destino degli dèi[34][35]. In tal modo, però, si obliterava la forte tensione al vivo da cui, a Bologna, anche Annibale era partito e che egli perseguì con decisione, specie negli anni antecedenti al suo trasferimento a Roma[75]. È stato ritenuto che l'inclinazione di Annibale per il vero e la sua ripulsa per l'artificiosità tardomanieristica gli abbiano fornito un rilevante e naturale atout per intercettare lo spirito dei tempi e imporsi sull'establishment artistico locale che, condizionato da tanti anni di "errori e perversità" (per dirla con le parole del Paleotti), non dimostrò la stessa capacità. Il catalogo delle opere di Annibale Carracci, quindi, verosimilmente non può dirsi ancora definitivo, non potendosi affatto escludere, con il miglioramento dello sfruttamento di fonti sinora sottoutilizzate, possibili nuove aggiunte[82]. L'opera ci è nota quasi per intero tramite le stampe che ne trasse l'incisore parigino Simon Guillain (1618 - 1658), edite in volume nel 1646. Annibale Carracci, Il mangiafagioli, 1583-84. Annibale Carracci 1584 – 1585 ca. Al termine di questa parabola il più giovane dei Carracci è uno dei pittori più richiesti e apprezzati nel panorama artistico bolognese (ed emiliano in genere). A questo periodo[9], forse appartiene anche un altro dipinto di genere: il celebre Mangiafagioli (Roma, Palazzo Colonna) che, forse, raffigura Zanni, nota maschera della Commedia dell'arte[10]. Si tratta di due rilevanti esempi dell'approccio naturalistico al ritratto di Annibale Carracci. In questa chiave, benché il lungo, definitivo, soggiorno a Roma ne abbia naturalmente influenzato e arricchito lo stile, minor credito ha l'idea di una drastica cesura tra Bologna e Roma, anche perché, come gli studi più recenti stanno acquisendo, il trasferimento nella città dei papi non significò affatto l'abbandono, da parte di Annibale, dei suoi modelli settentrionali, né, almeno in parte, della sua ricerca realista. La prima di queste, nel 1584, è la decorazione ad affresco di Palazzo Fava, a Bologna. Intorno al 1588 la pittura di Annibale vira in modo deciso verso il gusto pittorico veneziano e in special modo in direzione di Paolo Veronese. Donald Posner, Utilizzato poi come prologo delle sue fortunatissime, Episodio eloquente della fortuna, non solo italiana, degli affreschi farnesiani nel corso del Seicento, è il progetto, caldeggiato dal, Hans Tietze, «Annibale Carraccis Galerie im Palazzo Farnese und seine römische Werkstatte», in, Secondo Posner gli ultimi influssi padani, e correggeschi in particolare, si coglierebbero solo nelle opere eseguite nei primissimi tempi del soggiorno romano e segnatamente nel, Roberto Longhi, «Momenti della pittura bolognese», in. Di fondamentale importanza nello sviluppo della sua carriera furono i rapporti con il cugino Ludovico e il fratello Agostino – entrambi dotatissimi pittori – con i quali, agli esordi, tenne bottega comune e con cui collaborò, a più riprese, anche in seguito. Infatti, ponendosi in linea di continuità con l'antica visione belloriana, questo primo processo di rivalutazione individuò nell'Annibale Carracci "romano" il capofila della corrente classicista della pittura barocca italiana, antitetica alla corrente verista, il cui fondatore è Caravaggio. Annibale Carracci, in gioventù frequentò molto tale pittura della quale è nota anche un’altra sua opera intitolata Bottega del Macellaio o Grande macelleria del 1585 conservata presso la … Palazzo dell'Archiginnasio; Catalogo critico delle opere, The drawings of the Carracci in the collection of Her Majesty the Queen at Windsor Castle, ECA - Catalogo on-line del patrimonio artistico degli Estensi sparso per i musei del mondo, Pietà con i santi Chiara, Francesco e Maria Maddalena, Cristo in Gloria con santi ed Odoardo Farnese, San Diego di Alcalà presenta il figlio di Juan de Herrera a Gesù, Ritratto di monsignor Giovanni Battista Agucchi, Scheda del dipinto sul sito della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, Scheda e galleria fotografica della Galleria Farnese sul Sito dell'Ambasciata di Francia in Italia (che ha sede in Palazzo Farnese), Scheda del disegno sul sito del Metropolitan Museum of Art di New York, Scheda del dipinto sul sito del Polo Museale Fiorentino, Scheda del dipinto sul sito Metropolitan Museum of Art di New York, Scheda del dipinto sul sito della National Gallery di Londra, Scheda dell'incisione sul sito del British Museum di Londra, Scheda del dipinto sul sito della Fondazione Federico Zeri, Scheda del dipinto sul sito dell'associazione dei curatori d'arte dei musei del Nord-Passo di Calais, Vite de' pittori, scultori et architetti moderni, Madonna col Bambino in trono e i santi Giovannino, Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria, Assunzione della Vergine (Cappella Cerasi), Pietà con san Francesco e Maria Maddalena, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Annibale_Carracci&oldid=117263790, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Quest'ultima è probabilmente il modello seguito da Guido Reni per il volto della madre in fuga (sulla destra del dipinto) nella sua Strage degli innocenti. Al gran Pittor, che porse spesso a i morti color senso vivace, Morte ogni senso ogni color ha tolto: ben tu sapresti or forse farne un altro, Natura, eguale a quello, s'avessi il suo pennello». Di quest'opera, tuttavia, manca ogni elemento che ne consenta una datazione anche solo di massima e alcuni storici – in particolare Silvia Ginzburg – ipotizzano che l'opera possa appartenere ad una fase più matura di Annibale Carracci. Il primo ambiente, il Camerino Farnese, è senza dubbio opera di Annibale, mentre è discusso se Agostino abbia preso parte o meno a questa impresa decorativa. In che termini, però, è alle opere di questi anni che “si devono le sorti della pittura romana del Seicento”? La biografia di Carracci, le opere, la mostra d'arte di Carracci a Bologna. Negli ultimi anni della sua vita Annibale, ormai malato e poco attivo, si avvarrà molto del loro notevole talento. Nel prelato nell'angolo inferiore destro del foglio del British si ipotizza possa individuarsi una caricatura di Giovanni Battista Agucchi. La carriera di Annibale Carracci fu significativamente legata al rapporto con il fratello e il cugino. Catalogo della mostra Bologna 1986, Gli amori degli dei: nuove indagini sulla Galleria Farnese, L'opera completa di Annibale Carracci, con prefazione di Patrick J. Cooney, Annibale Carracci in Bologna: visible reality in art after the Council of Trent, Annibale Carracci: A Study in the reform of Italian Painting around 1590, Mostra dei Carracci, 1 settembre-25 novembre 1956, Bologna. Programma, quindi, in linea di continuità con la celebrazione dei fasti della casata, avviata dal Salviati e completata da Taddeo Zuccari nel sesto decennio del XVI secolo[29]. Annibale Carracci la vita e le opere Annibale Carracci fu un artista nato a Bologna e attivo nella seconda metà del Cinquecento, fondatore dell’Accademia degli Incamminati insieme al cugino Ludovico e al fratello Agostino. Un esempio è la Diana e Atteone di Bruxelles, la cui attribuzione all'uno o all'altro dei fratelli è oggetto di pareri diversi[86]. Benché si tratti di un pittore oggi poco noto, le fonti su Annibale (Bellori e Malvasia) gli dedicano un certo spazio. Tavola, quest'ultima, che per il forte aggetto prospettico della figura di Cristo (nella posa del braccio destro, nella croce scorciata in profondità, nell'incedere del passo) - che occupa scultoreamente lo spazio pittorico -, è probabilmente frutto di una riflessione del Carracci sulle tele di Caravaggio della Cappella Cerasi, nelle quali il Merisi eccelse anche nella resa tridimensionale degli episodi raffigurati[47]. Proprio all'arte incisoria, il Carracci dedicò alcune delle poche opere certamente collocabili durante il periodo della sua infermità (dal 1605 in poi). Nella città Annibale ebbe un primo breve soggiorno nel 1594, forse per perfezionare gli accordi con il cardinal Farnese e farsi un'idea del luogo in cui avrebbe dovuto operare.