E l’Aeronautica e la Marina? Il generale Ambrosio riceve i documenti partiti da Cassibile, li fa tradurre e li consegna a Badoglio. Il terzo avvertimento convenzionale era il bombardamento di Frascati, avvenuto alle 12. De Courten comprese la reazione di Bergamini , che era più che giustificata da parte di chi non era a conoscenza dei fatti che lo toccavano invece direttamente. Esse compiranno il loro dovere solamente se impediranno ogni atto di sabotaggio e di resistenza passiva contro le misure tedesche e se collaboreranno in modo esemplare con gli uffici tedeschi”. Thaon de Revel consiglia di “obbedire lealmente” agli ordini di “Sua Maestà”. Firenze è in mano ai tedeschi. Nola, 11 settembre 1943. *FREE* shipping on eligible orders. Ma come? È l’ultima telefonata che il colonnello De Carli fa a Caracciolo. Questa mattina sono venuta a dare un’occhiata alla mia ditta. Addirittura ridicolo è l’altro episodio raccontato ancora dal figlio dell’ammiraglio: la mattina dell’8 il ministro de Courten ha inviato il capitano di fregata Francesco Ruta a Frascati, sede dell’Alto Comando militare tedesco, per chiedere al maresciallo Kesselring una scorta aerea da destinare a protezione della flotta italiana incaricata di contrastare la flotta angloamericana nella acque di Salerno. 3 Si veda ancora la testimonianza di Sergio Lepri. Dà ordini qua e là, poi trova che “ogni sforzo cade nel vuoto”; poi, “per non cadere nelle mani” dei tedeschi, pensa che la cosa migliore sia di trasferire a Firenze in fretta e furia il Comando dell’Armata. Nei prossimi decenni gli storici cercheranno di capire che cosa è successo dopo il 25 luglio e soprattutto in questi primi giorni di settembre e di spiegare le cause di un enorme disastro nazionale, il più grave nella storia dell’Italia: non solo ottocentomila famiglie che a lungo trepideranno per la sorte dei loro figli o padri o mariti, ma ancora paura, sangue e lutti, per venti mesi; un’Italia che diventa campo di battaglia di due eserciti contrapposti, angloamericani e tedeschi, e in più una guerra civile fra italiani e italiani. Addio quinta Armata”. Il governo Badoglio pare che sia rifugiato a Palermo. 5 Per la Memoria 44 op si veda la giornata del 2 settembre. Primo fatto L’Ordine 111 c.t., cioè il documento più importante, è arrivato sicuramente per tempo. Lo scrive Pier Paolo Bergamini: a suo padre il ministro De Courten comunicò la decisione che la flotta partisse nella mattinata del giorno dopo (l’8) per arrivare “di sorpresa” nel golfo di Salerno all’alba del 9 e così affrontare gli angloamericani nella fase più delicata dello sbarco. Stamani alle 9 una loro delegazione si è presentata chiedendo armi, che sapevano essere numerose negli scantinati della villa; erano pronti – hanno detto – a difendere armati la città. Non lo nego, un certo tuffo al cuore l’ho avuto, anche perché, consapevole dei conflitti avvenuti nelle altre città, mi aspettavo qualcosa di simile anche a Firenze. Il ministro della marina de Courten invia il capitano di fregata Virginio Rusca al Park hotel di Frascati , sede dell’OBS, per concordare le norma d’impiego della scorta aerea tedesca da assegnare come protezione della flotta italiana in procinto di partire dalla Spezia e da Genova per contrastare lo sbarco angloamericano a Salerno. Hitler ricerca la Chiesa. Il sottocapo ammiraglio Sansonetti gli spiega, sempre per telefono criptato, che l’ordine di essere pronti in due ore è stato dato in relazione all’avvistamento in prossimità delle coste salernitane della flotta angloamericana di sbarco; aggiunge che è confermata la protezione aerea di venti aerei tedeschi e dieci italiani. Di lì a poco anche i soldati butteranno il grigioverde e si metteranno in borghese per non esser presi dai tedeschi, che con un carro armato sono a qualche centinaio di metri. “Essi hanno attaccato” scrive Caracciolo, “dunque noi possiamo e dobbiamo reagire”. Ottocentomila militari vengono fatti prigionieri dai tedeschi e trasportati nei campi di lavoro in Germania. Massimiliano said: Grazie a tutti coloro i quali pubblicheranno delle recensioni, anche negative, perché tutte aiutano. Per tutta la scorsa notte e stamani al centralino telefonico del Comando dell’armata sono arrivati tantissime richieste di istruzioni e di ordini. vor 9 Stunden | 0 Ansicht. La Sicilia e la Resistenza E Caracciolo reagisce: ordina al comandante del presidio di Viterbo di impedire l’occupazione del campo di aviazione; ordina al comandante militare della stazione di Orte di fermare un treno tedesco carico di carburante; ordina al secondo corpo d’armata di “tenere” Livorno; ordine al sedicesimo corpo d’armata di “tenere” la Spezia (ma la piazza è già in mano delle divisioni tedesche 65 e 305); ordina di “tenere” Tarquinia; ordina di resistere ai tedeschi che minacciano di bombardare Orvieto; ordina di “tenere” Civitavecchia e la ferrovia che porta a Roma. La mattina del 9 nei vari palazzi del potere, a Roma e dintorni, non c’era più nessuno; o scappati col re e Badoglio o scappati a casa. – 12.00. “1) Il 1 settembre 1943 ebbe luogo un colloquio tra il ministro degli affari esteri, Guariglia, e l’incaricato d’affari germanico ministro plenipotenziario dott. La divisione Ravenna, stanca della campagna di Russia, un terzo delle forze in licenza, priva di artiglieria, non si sa più se esista ancora. – 13.00. – 19.15. Da palazzo Vidoni, sede del Comando supremo, dove hanno passato la notte, non ritenendo sicuro il Quirinale, il re, la regina, il principe Umberto lasciano Roma per recarsi a Pescara. 20 Nel numero 4 della “Rivista militare“, luglio 1945. T&Cs apply. Il libro contiene anche una rassegna degli scritti sulla Resistenza e sul ruolo della Sicilia. Instead, our system considers things like how recent a review is and if the reviewer bought the item on Amazon. Nel cortile della villa Torrigiani si sono intanto raccolti gli ufficiali inferiori, i sottoufficiali, il personale di truppa, i piantoni, gli scritturali, i telegrafisti al completo. La strage rimossa. Non abbiamo più truppe, non collegamenti, non possibilità di agire contro le soverchianti forze nemiche. 6 In “Come arrivammo all’armistizio”, Garzanti, 1945. Il principe, che era anche il comandante del Gruppo armate sud, è arrivato a Orte, ha parlato con lui, non gli ha detto “qualcosa di importante” e poi se ne è andato, accennando a un nuovo incontro il giorno dopo, sempre per dirgli “qualcosa”. – 22.00. Dopo aver riflettuto mi presento al principe di Piemonte e gli dico: Altezza reale, è mia opinione che il recarsi in Sicilia sarebbe una decisione sotto ogni punto di vista deplorevole e, secondo ogni verosimiglianza, esiziale per l’esistenza stessa della monarchia; prego Vostra Altezza di voler comunicare il mio pensiero a Sua Maestà, informandolo che in tale eventualità io non lo seguirò a Palermo, ma farò ritorno a Roma, quali che ne siano le conseguenze”. Feci ordinare che l’incro­ciatore leggero “Scipione” da Taranto, una corvetta da Brindisi ed una corvetta da Pola partissero al più presto, convergendo alla massima velocità per Pescara, dove avrei impartito loro dirette disposizioni. Guariglia ribatte: ‘Protesto contro la parola tradimento’. Le premesse della nuova situazione erano chiare nell’Ordine 111 c.t. “4) L’8 settembre il rappresentante della Germania, ministro plenipotenziario dott. lo sono nervosa, tutto mi dà noia. – 18.15. Nelle sue Memorie l’ammiraglio de Courten racconta che nel pomeriggio del 9, all’aeroporto di Pescara, in attesa che il “Baionetta” arrivasse in porto (e invece arrivò a Ortona), qualcuno propose di trasferirsi in aereo a Palermo: “Non mi sfugge che la partenza da Roma e il tentativo di mantenere in vita un embrione di direzione autonoma dello stato possono avere un significato e una giustificazione, purché lo spostamento si arresti in un lembo di terra libera, non ancora occupato dagli angloamericani; ma che il trasferimento in località che gli Alleati hanno conquistato durante la guerra e nella quale è già instaurata la loro autorità politica e militare costituisca un gravissimo errore. – ore 17.30. – notte. Tutti sono comunque invitati a mantenere il segreto. La Memoria 44 op prescriveva che l’applicazione delle disposizioni sarebbe dovuta avvenire in seguito a un ordine dello Stato maggiore da emanarsi con un fonogramma contenente la formula convenzionale “attuare misure ordine pubblico Memoria 44 op” oppure “di iniziativa dei comandanti in posto in relazione alla situazione contingente”. – 12.30. – 17.50. Nient’altro. Su incarico del generale Silvio Rossi, Capo dell’Ufficio operazioni dello Stato maggiore generale, il tenente colonnello Dogliani si reca a Frascati per comunicare a voce al maresciallo Kesselring la conclusione dell’armistizio. – Nelle sue Memorie (“Le memorie dell’ammiraglio de Courten (1943-1946)”, Roma, Ufficio storico della marina militare, 1993), così de Courten racconta i suoi incontri con l’ammiraglio Bergamini. Il generale Castellano ha ricevuto il messaggio di Badoglio (partito da Roma con molte ore di ritardo) e risponde che il proposto rinvio dell’annunzio dell’armistizio verrebbe considerato da Eisenhower una grave mancanza nel mantenere gli impegni e avrebbe conseguenze disastrose per l’avvenire dell’Italia. Sport a Tripoli. Taylor, Gardiner e Carboni si recano nella villa del maresciallo in via Bruxelles col tenente Raimondo Lanza come interprete. Disorientato, il generale Taylor chiede di parlare col capo del governo Badoglio. Taylor e Gardiner sono ricevuti dal maggiore Marchesi, aiutante di Ambrosio, che li accompagna in una sala dove è imbandita una cena. Perché? Ma di chi è stata la responsabilità di lasciare Roma? 76 likes. 11 Settembre 1683 - Trailer (Italian) HD. Già il 26 luglio, a meno di ventiquattro ore dall’arresto di Mussolini, Hitler ha riunito i suoi più stretti collaboratori nella sua “tana del lupo” a Rastenburg e ha proposto l’arresto del re, di Badoglio e anche del principe Umberto, quello che lui chiamava il “bambino”. Anche la Lombardia e l’Emilia sono totalmente occupate”. Ordini di questo tipo sono parecchi, ma il generale ammette alla fine, senza spiegarne la ragione, che “ogni tentativo è vano” e che “ogni sforzo cade nel vuoto”. Tutti tornano disarmati, avviliti, stanchi con un gran sgomento nel cuore. Lo informa che le sue truppe hanno già presidiato le porte della città, le piazze principali, i ponti sull’Arno. Riepiloghiamo i fatti e mettiamoli in ordine. Avrei però preferito, come soldato, una maggiore lealtà”. “Convocai immediatamente presso di me il Sottocapo di Stato maggiore, il Segre­tario generale e il Capo gabinetto (rispettivamente ammiragli Sansonetti e Ferre­ri e il capitano di vascello Aliprandi) che pernottavano al Ministero; diedi ordine al primo di assumere la direzione dello Stato maggiore ed al secondo quella del ministero, con la direttiva di applicare integralmente le clausole di armistizio e di mantenere integre e compatte le rispettive organizzazioni. Intorno all’una arriva da Roma non un fonogramma ma una telefonata, come racconta il colonnello Mario Torsiello. Forse il generale Caracciolo non si è ricordato di quest’ultima avvertenza, contenuta in un documento che gli è stato letto ma non consegnato; e sicuramente la frase di Badoglio non fornisce autorità di decisione a chi paventa di prendere decisioni. – sera. e della Memoria 44 op sono stati bruciati dopo essere stati letti. Io risposi: ‘Questo è tradimento alla parola data’. Come si è arrivati a questa squallida conclusione? Badoglio è un bravo, vecchio soldato, a cui riuscirà certamente di arrestare come si deve la pressione delle sinistre, le quali dopo venti anni di esclusione dalla vita nazionale, credono venuta di nuovo la loro era. Feci presente che ritenevo la mia presenza necessaria a Roma per perfezionare l’emanazione degli ordini relativi all’ap­plicazione dell’armistizio. È solo la ripetizione dell’ambiguo comunicato di Badoglio “la forze italiane in ogni luogo reagiranno ad eventuali attacchi”? – 04.30. Nel corso della notte fra l’8 e il 9, di fronte “a una bufera di richieste telefoniche” – scrive ancora Torsiello – “il Capo di Stato maggiore dell’esercito (Roatta) decise di sua iniziativa la diramazione telefonica ai comandanti o ai capi di stato maggiore dei Comandi che avevano ricevuto la Memoria 44 op” di un fonogramma, che però non conteneva il testo convenzionale (“attuare misure ordine pubblico Memoria 44 op”), cioè il testo che era stato vietato da Badoglio, ma la frase “ad atti di forza reagire con atti di forza”. Continua il dibattito favorevole a rimettere in discussione l’armistizio; a un certo punto Marchesi legge il telegramma di Eisenhower delle 16.45 in risposta al telegramma di Badoglio ( “Nessuna vostra futura azione potrebbe più ridarci alcuna fiducia nella vostra buonafede e ne conseguirebbe di conseguenza la dissoluzione del vostro governo e della vostra nazione”). – Un lungo racconto sui rapporti fra lo Stato maggiore della marina (ammiraglio de Courten) e l’ammiraglio Bergamini dal 3 al 9 settembre è sul sito di Pagine di Difesa. Può darsi che la versione più esatta sia quella del colonnello Torsiello, che il documento ha battuto a macchina; ma l’esistenza di versioni differenti conferma l’incertezza sui modi in cui le direttive sono state trasmesse. Come è potuto accadere? Cerchiamo di mettere in casa delle provviste di quel poco che si trova. 49 likes. Il maggiore Luigi Marchesi, addetto allo Stato maggiore dell’esercito e persona di fiducia di Ambrosio, parte da Cassibile, dove ha assistito alla firma dell’armistizio, per tornare in aereo a Roma. Il giorno dopo, ad Anagni, dove era il Comando del Gruppo armate sud, Caracciolo si è incontrato di nuovo col principe e poi col capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Roatta. Dopo il colloquio con Eisenhower il generale Castellano telegrafa a Roma allo Stato maggiore generale: Eisenhower prega il re di “tenersi subito pronto a partire data assoluta imminenza operazioni”; e poi “il giorno X sarà reso noto prima di mezzogiorno”. Il rappresentante germanico comunicava telegraficamente lo stesso giorno quanto segue: ‘Durante il mio colloquio odierno Guariglia dichiarò: il governo Badoglio è deciso a non capitolare e di continuare la guerra al fianco della Germania. – mattina. September 11 At 7:00 German air strikes damaged the Majorana battery and put the Navy radio station out of action. Tutti, no. Ecco, qui sotto, questa specie di calendario, che mette in sconcertante evidenza la collezione di decisioni avventate o contraddittorie, di leggerezze, di sciocche furberie, di improvvisazioni, di pressappochismi, di insipienze, di incertezze, anche di atti di viltà, che hanno caratterizzato la dirigenza politico-militare di quei giorni e hanno portato al generale disastro che ha provocato tanti lutti e macerie. Il 2 di settembre è partita dallo Stato maggiore dell’esercito con gli stessi indirizzi la Memoria 44 op. A Firenze il Comando dell’Armata è arrivato, bene o male, nelle prime ore di ieri: e ora, a Firenze, bisogna difendere la città. 12 Sul “Baionetta“, oltre a Ambrosio, di generali ne salirono otto: Rossi del Comando supremo; Roatta, De Stefanis, Mariotti, Utili, Zanussi, Aliberti, Di Raimondo dello Stato maggiore dell’esercito, 13 Così racconta il generale Caracciolo nel suo saggio; vedi nota 1. Ma noi combatteremo e non capitoleremo mai’. Per la mia anima patriottica questo sarebbe andato bene anche per Firenze, ma forse è meglio così. – notte. – notte. Ma nessuno dei capi li ha ricevuti. A British colonel arrived and immediately met Campioni, who once more asked for diversionary actions, and for fighters to oppose the Luftwaffe . Il ministro de Courten riceve l’ammiraglio Bergamini, al quale chiede assicurazioni che la flotta sia pronta ad uscire “per combattere nelle acque del Tirreno la sua ultima battaglia”. Domande: i documenti dell’Ordine 111 c.t. 9 In “Come arrivammo all’armistizio“; già citato. Prima di partire da Roma per seguire il re (così è scritto in AUSE, Stato Maggiore Generale Ufficio Operazioni 20 settembre 1944, “Ordini emanati dalle Supreme Autorità Militari in relazione alla conclusione dell’Armistizio con le Nazioni Unite”, Difesa di Roma, Raccoglitore n. 2997/A, cartella n. 2) il generale Ambrosio, su suggerimento del generale Roatta, decide di non difendere Roma, “affinché non sia compiuto nessun atto ostile contro i tedeschi” e addirittura si oppone alla proposta avanzata dal Capo Ufficio Telecomunicazioni del Comando Supremo “di interrompere le comunicazioni a filo con la Germania”, perché ciò può significare “un aperto atto di ostilità”. – 05.00. È una spiegazione plausibile: Badoglio non vuole assumersi responsabilità. E lui?? È insomma una incredibile sceneggiata, che comincia con “le guerra continua” nel comunicato del 25 luglio e finisce alle 17.45 dell’8 settembre, quando, due ore prima del comunicato letto da Badoglio alla radio, il generale Roatta risponde all’incaricato d’affari tedesco Rudolf Rahn che la notizia dell’armistizio trasmessa dall’agenzia Reuter “è una sfacciata menzogna della propaganda inglese”. Ma quale giustificazione ha la fuga delle più alte autorità dello stato, civili e militari, che avevano tutte lasciato i posti in cui dovevano esercitare le responsabilità di comando cui erano state deputate? Per tutta la notte fra l’8 e il 9 da Orte si fanno diecine di tentativi per mettersi in contatto telefonico col centro, a Monterotondo col Comando di stato maggiore dell’esercito, a Anagni col Comando del Gruppo Armate sud, a Roma col Ministero della guerra. Il ministro della marina De Courten trasmette un promemoria allo Stato maggiore generale, confermando l’opportunità che il grosso della flotta si trasferisca dalla Spezia e da Genova alla Maddalena invece che a Malta; suggerisce anche di proporre agli Alleati l’impiego delle tre corazzate italiane, con i propri equipaggi, nella guerra contro il Giappone nel Pacifico. Sempre nelle sue Memorie l’ammiraglio de Courten scrive: “Alle 04.00 del 9 settembre il Capo di Stato Maggiore Generale (Ambrosio) mi comunicò telefonicamente che, in considerazione della situazione militare creatasi intorno a Roma, dove grossi reparti tedeschi stavano dirigendo verso la capitale, Sua Maestà il Re aveva stabilito di partire immediatamente per Pescara, dando l’ordine che i Capi di Stato Maggiore lo raggiungessero al più presto colà. – sera. – I morti militari dopo l’armistizio includono 5.927 schierati con gli alleati, 17.166 partigiani e 13.000 della Repubblica Sociale. Si sarebbero potuti evitare questi tragici eventi? Il rappresentante della Germania comunicava in proposito: ‘Il Generale Ambrosio si è lamentato che da parte tedesca non gli venga più espressa la fiducia che corrisponderebbe al cameratismo italo-tedesco. – 01.10. C’è una frase, all’inizio, che spiega molte cose; è il tenente (Sordi) che telefona: “Signor colonnello, accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani! Mi pregava di impiegare la mia influenza presso le autorità germaniche, perché avvenisse uno scambio di idee amichevoli più intenso. 7 In “Come arrivammo all’armistizio“, già citato. Al termine della conversazione, il re sottolineò di nuovo la decisione di continuare fino alla fine la lotta a fianco della Germania, con la quale l’Italia è legata per la vita e per la morte. Comincia l’operazione “Avalanche”. Siamo a stamani 11. Spellature al dorso e qualche foro. La sede è nella bella villa Torrigiani, col suo grande parco, al limite del popolare quartiere di San Frediano, a sud dell’Arno. L’esercito si sfascia, in Italia, in Francia, nei Balcani, in Grecia. E ‘ presente il generale Eisenhower.*. Egli segue attentamente i combattimenti al fronte orientale, ammira lo spirito delle truppe tedesche, la loro tradizione militare, organizzazione e armamento che purtroppo l’esercito italiano non ha mai raggiunto. 17 I militari disarmati e catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre furono 1.007.000. Toussaint non risponderà e abbasserà la cornetta del telefono: subito dopo il SIM intercetterà una sua comunicazione telefonica a Berlino: “La parola d’onore di Roatta era una parola d’onore italiana”. Finalmente. 4 Si veda la giornata del 10 agosto e ancora la testimonianza di Sergio Lepri. Nessuna speranza di ricevere posta: ordine tassativo di proibizione per la corrispondenza privata, ordine del comando tedesco, niente da fare! Lo Stato maggiore della marina ordina la partenza da Genova e dalla Spezia dei cacciatorpediniere Vivaldi e Da Noli, fissandone l’arrivo a Civitavecchia alle 8.00 di domani 9. A palazzo Caprara arriva il generale Mario Carboni, comandante del Corpo motorizzato di stanza a Roma, che dovrebbe guidare da parte italiana l’operazione di aviosbarco. 11 In una lettera inviata dopo la fine della guerra al ministro della difesa Emilio Taviani, l’ammiraglio Luigi Sansonetti, che l’8 settembre era sottocapo di stato maggiore della marina (Capo era l’ammiraglio de Courten, che era anche ministro della marina) scrive: “Che si trattasse di un’armistizio fu comunicato al ministro e capo di stato maggiore della marina – sotto il vincolo del più assoluto segreto, anche verso di me, suo diretto collaboratore – soltanto la sera del 3, quando invece l’armistizio era già stato firmato. Anche l’ammiraglio de Courten non ritiene “opportuno mettere subito in funzione il Promemoria n. 1 del Comando Supremo” (che poi verrà diramato alle ore 07.15), “per evitare iniziative ostili contro i tedeschi”. After viewing product detail pages, look here to find an easy way to navigate back to pages you are interested in. Rientrato da Roma alla Spezia, l’ammiraglio Bergamini si reca sulla corazzata Roma, dove è stato trasferito il Comando della flotta, e viene informato dell’ordine trasmesso alle 10 dallo Stato maggiore della marina.. – 13.30. Tornato a Orte, il 6 settembre il generale Caracciolo ha avuto la visita del principe di Piemonte, che – così gli aveva preannunziato – aveva “qualcosa di importante” da dirgli. Nola, 11 settembre 1943. Soltanto alle 12.30 dell’8 l’ammiraglio Bergamini ebbe la revoca dell’ordine, in base alle clausole dell’armistizio; un armistizio di cui venne a sapere soltanto con l’annuncio di radio Algeri alle 17.30 del pomeriggio e poi col comunicato letto alla radio da Badoglio poco prima delle 20. Dopo un’ora di discussioni si decide di inviare un messaggio firmato Badoglio al generale Castellano a Tunisi perché lo consegni ad Eisenhower: è necessario rinviare l’operazione Giant Two e quindi anche la proclamazione dell’armistizio. Il generale Mario Caracciolo di Feroleto ha convocato nel suo ufficio i generali e gli ufficiali superiori. Certo è stato impressionante lo stesso, qua in centro non ne sapevano niente, verso le 11 di questa mattina mia sorella mi ha telefonato dicendomi di andare subito a casa perché i Tedeschi erano in piazza San Marco al Comando. Radio Londra trasmette, con un comunicato della Reuter, la notizia che il governo italiano ha firmato l’armistizio. Ho messo un lucchetto alla porta, fa poco ma io sono più tranquilla. Ai primi di settembre, scrive il colonnello Torsiello20, “le forze tedesche sono tutte concentrate, in atteggiamento di attesa”. Per motivi di segretezza nessuna di queste informazioni e nessuna comunicazione sulla gravità del momento viene trasmessa agli ammiragli imbarcati e non presenti alla riunione. I paracadutisti tedeschi della 2a divisione, provenienti da Pratica di Mare, occupano Ostia e Fiumicino. La seduta è chiusa. e accenna invece a possibili colpi di mano dei tedeschi per “impadronirsi del governo e della Casa reale”. Per radio torna a farsi udire l’inno dei fascisti, si affacciano un po’ titubanti per riprendere potere all’ombra della protezione tedesca. – mattina. La strage rimossa. Il Comando supremo invia un messaggio “riservato personale” ai Capi di stato maggiore dell’esercito, della marina e dell’aeronautica e per conoscenza al Comando tedesco a Frascati (Kesselring) per informarli che la presenza di grossi convogli a nord di Palermo e al largo della Tunisia fa prevedere un imminente sbarco in Italia centromeridionale; quindi: “Siano prese conseguenti misure”. Il nuovo testo, trasmesso, fra le 0.50 e l’1.35, dice: “Ad atti di forza reagire con atti di forza”.***. There was an error retrieving your Wish Lists. Poi il silenzio. – 22.00. http://it.wikipedia.org/wiki/Internati_Militari_Italiani, www.storiaxxisecolo.it/internati/internati.htm. In mattinata finalmente un contatto telefonico. Chissà qual è la verità! Per la presa di conoscenza della Memoria da parte del generale Caracciolo, il racconto qui riferito è del colonnello Mario Torsiello ed è pubblicato nel numero 3, marzo 1952, della “Rivista militare“, organo del Ministero della difesa-esercito. È una giornata magnifica, è vero che nel venire a piedi per non passare dal centro sono caduta (benedette scarpacce) e ho tutto un ginocchio rovinato, ma questo è niente. Al momento opportuno arriverà loro l’ordine “Attuare misure ordine pubblico Promemoria n.1”. Circa duecentomila riuscirono a scappare. Così il 7. Please try again. È però in partenza anche la divisione tedesca, dislocata intorno al lago di Bolsena; già dalla sera prima ha cominciato a muoversi verso sud in pieno assetto di guerra. Sulla banchine del porto di Ortona c’erano, l’altro ieri notte, decine di generali con borse e valigie, per imbarcarsi col re e scappare12. Le pagine del diario sono fra le tante raccolte da Patrizia Gabrielli, docente di storia contemporanea nell’università di Siena, in “Scenari di guerra, parole di donne”, pubblicato dal Mulino nel 2007. I destinatari hanno preso buona nota del contenuto? 9) È proibita fino a nuovo ordine la corrispondenza privata. Domanda: si può capire l’opportunità di non far cadere il re nelle mani dei tedeschi (“non voglio far la fine del re dei Belgi” sembra abbia detto Vittorio Emanuele); e si può accettare la sua fuga in territorio libero dai tedeschi come un atto che risulterà utile per garantire davanti agli Alleati la continuità dello stato italiano. Io, uno dei capi di grado più elevato dell’esercito italiano; io, che avevo ricevuto l’incarico di difendere uno dei due punti più importanti d’Italia, apprendo così una decisione grave, che mette l’esercito, improvvisamente, senza preparativi, nella più difficile situazione”. Abbiamo chiuso in fretta, per evitare maggiori emozioni ho preso un tram che mi portasse vicino a casa senza passare da piazza San Marco, in questo primo momento abbiamo paura di loro e forse la paura non è infondata. Artiglieria nel Pacifico. Melden. A cui si aggiungono personali comportamenti: insipienza, stoltezza, superficialità, pressappochismo, anche viltà. Alle sette del mattino un ufficiale di servizio riesce a mettersi in contatto con un ufficiale dello Stato maggiore a Monterotondo; è proprio lui, il colonnello Torsiello, che ripete – sempre secondo Caracciolo – la solita frase: “Attuare la 44 op se i tedeschi compiono atti di forza”. Io andrò a Roma. Badoglio telegrafa a Eisenhower per spiegare che il suo mancato annuncio dell’armistizio all’ora fissata (18.30) dipende dal ritardo con cui è arrivato (alle 16.45) il suo telegramma e dall’assenza di due dei tre segnali convenzionali che dovevano avvertire del giorno X; il servizio sull’attività nazista in Argentina (in realtà non trasmesso dalla Bbc) e un programma di musica di Verdi (in realtà trasmesso, ascoltato dal Servizio informazioni, ma non comunicato da Carboni al Comando supremo). L’Italia non capitolerà mai. Your recently viewed items and featured recommendations, Select the department you want to search in. – 09.30. L’episodio raccontato da Pier Paolo Bergamini e più sopra riferito è incredibile: il Capo della marina militare, l’ammiraglio Bergamini, riceve dal ministro della marina il 7, quattro giorni dopo la firma dell’armistizio, l’ordine di far partire la flotta l’indomani per contrastare lo sbarco angloamericano a Salerno. L'11 settembre 1943, tre giorni dopo l'8 settembre, a Nola, i nazisti hanno fucilato alcuni ufficiali dell'esercito italiano, e tra essi c'era il capitano palermitano Mario De Manuele. Il piano, denominato “Schwarz”, è stato poi abbandonato, sostituito dal piano “Eiche” per la liberazione di Mussolini. E lui?? Als Nächstes. Ho continuato a scrivere in questi giorni con una infinitesima speranza che qualcosa possa arrivare ma capisco che sono vane illusioni. Il ministro de Courten riceve dal generale Ambrosio una copia in inglese del così chiamato Memoriale Dick. Ottavo fatto. Rahn. Tutti a casa, come dirà nel 1960 un film di Luigi Comencini?15 Tutti, no. Carboni risponde che così presto non è in condizioni di dare all’operazione Giant Two l’aiuto tattico e logistico richiesto e chiede quindi che l’aviosbarco venga rinviato e così anche la proclamazione dell’armistizio. – pomeriggio. Monumento caduti Battaglia del Quadraro 8/11 settembre 1943, Roma. – 04.00. 10 In “Le forze navali da battaglia e l’armistizio” nel supplemento della “Rivista marittima” del gennaio 2002. Tutti a casa, allora? È la prima strage operata dai nazisti subito dopo la firma dell'armistizio ma è un evento dimenticato, che non si trova nelle pagine dei libri che raccontano la storia di quegli anni. È arrivata un’auto con una grande bandiera bianca spiegata; poi, un po’ dopo, altre auto e poi autoblinde e poi carri armati. Da radio Algeri: “Qui il generale Dwight Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate. – 18.10. – mattina. 5) Sono deciso a mantenere la calma e la disciplina e a sostenere le autorità competenti con tutti i mezzi per assicurare alla popolazione il nutrimento. Gli storici, in genere, sono cauti nell’esprimere giudizi e questo non è un libro di storia ma di cronache.