INTERVENTI ALLA TAVOLA ROTONDA ORGANIZZATA
DA WWW.NONSOLOPAROLE.COM IL 17 FEBBRAIO 2001 A GALASSIA GUTENBERG A NAPOLI
SUL TEMA: INTERNET: INSIDIE E POTENZIALITA' DELLA RETE NEL COMUNICARE E NEL
FARE LETTERATURA
Intervengono:
Paolo Buccieri, antropologo collabora all'università di Roma Tre
(DAMS)
Claudio D'Aquino, giornalista, responsabile della sezione Arte e Cultura
de IL DENARO
Sergio Gandrus, redattore nonsoloparole.com
Marco Lombardi, giornalista
Margherita Merone, scrittrice
Romolo Runcini, sociologo della letteratura
Modera l'incontro Luciano Scateni, giornalista RAI
Trascrizione a cura di Ciro Riccardo
SCATENI
SCATENI
Devo necessariamente raccontarvi quanto mi è successo nei giorni scorsi.
Mi dispiace di coinvolgervi in una mia questione personale, ma non posso farne
a meno.
Ero in Rai, davanti al mio computer, c'era il monitor acceso, è passato
un mio collega, lo ha guardato, e ha avuto una serie di espressioni: prima lo
sbigottimento, poi lo smarrimento, poi la deprecazione, poi il disgusto, poi
il disprezzo.
A mia volta ho fatto una serie di espressioni che accompagnavano questi atteggiamenti.
E mi sono interrogato: ma che sta succedendo?
Sul monitor c'era un numero: 4.0. Dico, ma sarà questo il numero che
ha impressionato tanto questo mio collega. E lui mi ha detto: "si è
questo numero". Come fai a non vergognarti? E io mi sono vergognato, anche
se inconsapevolmente, per un attimo. Ho dunque chiamato subito il numero del
pronto soccorso informatico della Rai.
Sono venuti dei tecnici che a loro volta hanno fatto delle espressioni esattamente
come quelle del mio collega. Si sono messi alacremente al lavoro, e finalmente
sul monitor è comparso 5.0, anziché 4.0. E tutti sono diventati
improvvisamente allegri, sorridenti, gai, generosi. Insomma la salvezza!
Sapete di che cosa si trattava? - di Explorer. Io avevo un Explorer 4.0, ed
era una vergogna inaudita. Con il 5.0 le cose finalmente si sono rimesse a posto.
Tutti erano contenti! Io finalmente mi ero liberato di questa vergogna colossale.
Ma devo anche dirvi che stavo sentendo, un attimo fa, il racconto, bellissimo,
di chi ancora scrive i suoi libri sui quaderni. Una cosa straordinaria!
Però, mi dispiace per Lei, ma devo dire anche che io avevo scritto un
libro, oltre dieci anni fa, con molta fatica; poi ne avevo scritti altri quattro,
sempre di getto, perché i giornalisti hanno questa sorta di estemporaneità
nella scrittura. Ebbene, sono rimasti lì per dieci anni, sono diventati
libri quando, finalmente, ho dialogato con il computer. È successo, cioè,
che queste cose che erano tormentate, perché la macchina da scrivere
è sì uno straordinario strumento, però quando si sono fatte
tre correzioni in un rigo, poi la quarta era faticosa da digerire. Allora ho
imparato ad usare il computer. E mi sono accorto che con il computer si accarezza
la scrittura. È strana questa cosa, però mi colpisce molto: io
accarezzo la scrittura; voglio dire, con questo, che gli interventi possibili
sul testo sono facilitati.
C'è un momento tragico per chi scrive, quando ci si siede, o ci si sedeva, davanti alla scrivania con un quaderno oppure davanti alla macchina per scrivere... La pagina bianca è una cosa terrificante, esattamente come la tela per un pittore. E' un non segno che bisogna riempire. E dall'esordio di questo segno dipende in gran parte il futuro, il percorso di questa operazione mentale. Quando ci si sforza di trovare un buon esordio funziona sostanzialmente la razionalità. Si cerca di razionalizzare. Io devo raccontare, per esempio, di questa serata e un esordio possibile sarebbe: "stiamo parlando di un sito internet che nasce per la scrittura". È un esordio. Però è banale. A me non piace. Allora ne cerco un altro, e mi sforzo, e più cerco di razionalizzare questa operazione e meno viene. Poi succede che, guardando fuori dalla finestra, passa un uccello strano, oppure una nuvola vola..., e si accende di nuovo il rapporto con la fantasia, con la creatività. E improvvisamente la mano va sul quaderno, oppure sulla macchina per scrivere, oppure sul computer e viene fuori il miglior esordio possibile di quell'idea.
Questa cosa straordinaria con il computer si enfatizza. Per esempio, quando
noi facciamo un servizio televisivo, ci dicono deve durare un minuto e mezzo.
Allora la cattiva abitudine dei giornalisti, che provengono quasi sempre dalla
cosiddetta carta stampata, è quella di riempire di parole esattamente
tutti i secondi che sono concessi, che è esattamente il contrario di
un articolo televisivo. Perché un articolo televisivo è fatto
di immagini piuttosto che di parole, le quali hanno molto più forza,
nel nostro caso, che non le parole. Ebbene, quando si lavora al computer (e
noi abbiamo un sistema che trasforma il numero delle parole in secondi), per
cui quando siamo arrivati a novanta secondi diciamo che abbiamo finito l'articolo.
In realtà, se ci pensiamo un attimo, e ci lavoriamo su, ci accorgiamo
che se invece di scrivere 26 righe ne scriviamo 13 va molto meglio. E questo
è possibile solo con il computer, mentre è tutt'altro l'effetto
del foglio di carta con le parole cose stampate su.
Questo voglio dire per riconciliarmi con il computer, che intanto mi ha fatto
vergognare per quel 4.0 terrificante che mi ha colpito nel vivo, e poi per dire
che stiamo per annunciare la nascita di un sito che forse non coinvolge più
Lei, forse non coinvolge neanche più me, ma sicuramente coinvolgerà
tutte le generazioni che vengono dopo Lei, e dopo me.
È un evento. Ed è un evento al quale assistiamo con grande interesse.
Per saperne di più diamo subito la parola a Sergio Gandrus che ci presenta
questo sito.
GANDRUS
Buonasera e grazie per essere intervenuti qui stasera a questo dibattito promosso
dal nostro portale Nonsoloparole.com È un portale che vive e, si spera,
vivrà dell'apporto dei suoi frequentatori. L'uso di questo portale è
semplicissimo. Chi vorrà semplicemente navigare all'interno del sito,
potrà entrare in una delle rubriche e accedere ai racconti, ai messaggi,
alle opinioni che gli altri navigatori lasceranno man mano. Se, invece, il navigatore
vorrà lasciare un suo contributo, potrà, dopo una iscrizione,
avere una password per entrare nella pagina dove potrà lasciare il suo
racconto, la sua opinione, il suo messaggio, o sotto forma di un file oppure
digitando direttamente nella form che comparirà.
I vari racconti, o messaggi, opinioni che ci verranno recapitati, saranno
inseriti nelle varie rubriche che abbiamo allestito. Nel caso in cui si tratti
di un racconto erotico noi inseriremo il racconto nella nostra rubrica di racconti
erotici: erosenonsoloeros. Nel caso in cui invece il navigatore vorrà
partecipare al nostro racconto collettivo, allora verrà inserito nella
rubrica novelainfinitanovela, dove ogni navigatore può scrivere una parte
di un racconto. Noi della redazione abbiamo scritto l'incipit, le restanti parti
spetteranno ovviamente ai navigatori. Un'altra rubrica del nostro portale è
racconti a rotelle, dove si racconta l'handicap visto dalla parte di chi lo
vive; quindi crediamo di avere un punto di vista abbastanza originale. Altra
rubrica è Testimonianze dalla camera oscura, dove viene descritto la
tensione del momento creativo dello scrittore. In questa prima fase del sito,
che è una fase di lancio, abbiamo scritto delle testimonianze di scrittori
famosi, da Hermann Hesse a Elio Vittorini, che ci parlano attraverso i loro
scritti della tensione del momento creativo, e quindi raccogliamo delle citazioni
sul mestiere di scrivere.
Ci sono anche delle rubriche un po' più frivole, tipo nonsoloviaggi.
Qui il navigatore potrà lasciare le impressioni di un viaggio, sia reale
sia immaginario che ha fatto oppure che vorrebbe fare. Abbiamo la rubrica dello
sfogatoio dove, senza censura, metteremo tutto quello che il navigatore vorrà
dire per uno sfogo personale e gridarlo al mondo di internet. Hoqualcosadadiremanonsocosa
rappresenta la parte del portale che riguarda la comunicazione. In questo caso
non vera e propria letteratura, ma messaggi come le scritte sui muri che rappresentano
comunque uno specchio della società in cui viviamo. In questa prima fase
abbiamo messo, per esempio, le scritte del periodo fascista, le scritte del
maggio francese del '68. Ovviamente aspettiamo i contributi dei navigatori.
Nonsoloparole si chiama così perché comunicazione non è solo quella scritta, comunicazione significa anche immagine. Nella rubrica Nonsoloimmagini abbiamo ospitato le foto di fotografi affermati, come la mostra Tangosilentetango di Raffaele Calafiore che è stata presentata di recente. All'interno del sito abbiamo ospitato anche la galleria fotografica di Nigmafotografi. Non saranno solo professionisti, ovviamente, i bene accetti in questa rubrica, anche il navigatore che vorrà comunque dare il suo apporto sarà bene accetto.
Abbiamo detto Nonsoloparole, come nonsoloimmagini, anche la musica infatti avrà un ruolo importante nel sito. Cercheremo di aprire una finestra verso il mondo della musica grazie alla collaborazione di artisti famosi, come il qui presente Toni Cercola.
Nonsoloparole promuoverà anche l'interazione fra i nostri navigatori, tramite un forum di discussione su argomenti proposti sia dalla redazione di nonsoloparole, sia dai navigatori stessi. Avremo anche una chat-line in cui i navigatori si potranno scambiare impressioni sulla letteratura, sulla comunicazione ma anche su tutto quello che gli pare.
Completa il sito Hanno detto di noi che accoglierà la rassegna stampa, speriamo benevola, dei giornalisti. Recensendo che riporterà tutte le recensioni dei libri che abbiamo letto, oppure delle mostre, dei film degli spettacoli che ci hanno particolarmente impressionato, o che ci hanno comunque suscitato un'emozione tale da renderla pubblica. Taccuino di bordo rappresenterà le voci di dentro, ossia tutto quello che stato il percorso che ci ha condotto alla costituzione di questo portale verrà riportato in questa rubrica e reso pubblico.
Vorrei concludere anticipandovi che abbiamo intenzione di lanciare un concorso di idee. Sappiamo che gli scrittori non famosi (e non ricchi) hanno difficoltà nel vedere pubblicati i loro lavori. Noi vorremmo -ed è questo forse il fine ultimo di Nonsoloparole- diventare una casa editrice o comunque diventare un riferimento per le piccole case editrici. Tramite il concorso noi selezioneremo racconti brevi e scritti lunghi I racconti ritenuti meritevole di pubblicazione saranno pubblicati sul nostro sito, e potranno essere scaricati sotto forma di e-book. Nell'archivio, infine, metteremo tutti i profili di coloro che hanno dato contributi, oltre i profili di quelli della redazione. Speriamo così che esso agevoli il contatto tra le case editrici e gli scrittori che vorranno essere noti. - Grazie.
SCATENI
Introducendo questo incontro, parlavo con un po' di autoironia di questa vergogna
per avere un vecchio Explorer al posto di quello più recente. Ma devo
dirvi che io, in questi giorni, ho occasioni di parlare più volte di
un problema a tutti voi noto, la cosiddetta globalizzazione. Essa riguarda sicuramente
anche l'informatica, riguarda anche viaggiare su internet, l'accesso a questo
strumento straordinario. Io vi prego di riflettere soltanto un attimo ad un
aspetto della globalizzazione, per quanto riguarda l'informatica.
Un tempo una delle piaghe sociali era certamente l'analfabetismo. Ma in quell'epoca,
pure sfortunata per tante persone, chi voleva però superare questo handicap,
aveva qualche possibilità. Andava per esempio alle scuole serali e, se
aveva buona volontà, recuperava. Non voglio arrivare all'estremo di quel
pastorello sardo che, pascolando le sue pecore, vide volare un piccolo pezzetto
di giornale e da lì è risalito alla scrittura, alla lettura ed
è diventato poi docente di filologia all'Università di Milano.
Si tratta sicuramente di un'eccezione. C'era, tuttavia, la possibilità
di recuperare.
Ma il dramma del nostro tempo è che con questo sistema, di cui diremo
tutto il bene possibile, perché non voglio denigrarlo, c'è un
problema serissimo: non c'è più possibilità di recupero.
Io ho fatto un'esperienza. Sono andato in alcune scuole e ho chiesto ai ragazzi:
"Nelle vostre case c'è il computer?" Le risposte erano mediamente
che c'erano tre computer su trenta famiglie. Tre su trenta. Questo crea una
divaricazione, un handicap irrecuperabile. Per cui con la velocità di
aggiornamento delle tecnologie, dei sistemi, delle possibilità infinite
di navigare, ci sarà chi sarà tagliato completamente fuori dal
sistema. E quel tipo di analfabetismo non sarà più recuperabile.
Io credo che convenga riflettere un attimo su questa faccenda e cercare, se
possibile, dei correttivi.
Detto questo andiamo avanti. Scusate, era una parentesi, ma cui tengo molto.
Adesso c'è un mio collega che interverrà. È Claudio D'Aquino
da cui ho ricevuto appena il graditissimo omaggio di un suo libro di poesie
appena uscito, si chiama: Acqua, risacche, brume e un po' di vento che leggerò
con grande attenzione.
D'AQUINO
Vorrei innanzitutto dire che sono un po' imbarazzato, perché in occasione
della presentazione di un sito internet farò un po' la parte dell'invitato
a pranzo che critica la cucina.
Mi collego ad alcune cose che ha detto Luciano. Parliamo naturalmente di Internet,
quando i quattro quinti dell'umanità è ancora alle prese con la
fornitura d'acqua e di elettrificazione. E però io vedo anche un altro
pericolo, oltre a quello che ha descritto Luciano. Gli ultimi miei dodici anni
sono stati equamente divisi tra l'insegnamento in un professionale e il lavoro
in un giornale, dove sto facendo nuovamente l'insegnante. Nel senso che teniamo
delle "Lezioni di giornalismo", come le chiamiamo forse un po' presuntuosamente.
Ma abbiamo percepito che i nostri collaboratori avevano serie difficoltà,
anche se ottimamente informati, a utilizzare la scrittura con tutti gli ingredienti
del caso. Tutti ingredienti che la generazione di Romolo Runcini e anche la
nostra (che è intermedia) ha avuto la possibilità di incamerare,
perché viene dalla cultura tipografica, perché viene dal libro.
E quindi io sono un po', diciamo così, preoccupato. Voglio rappresentare
brevemente qualche elemento di preoccupazione, perché sono convinto che,
quando pure i popoli primitivi o i giovani non alfabetizzati dal libro si affacciano
a un sistema più evoluto, più moderno, lo fanno saltando completamente
tutta una fase, che è quella della sequenza. Voi vedete che un home page
è organizzata in modo che tutto insieme viene rappresentato. Non c'è
un indice. L'indice appartiene al libro. È una delle cose che rappresentano
il portato di questa modernità. Siamo passati dalla sequenza alla simultaneità.
E i giovani sono già, direttamente, nella simultaneità, non nella
sequenza.
Ora io ho visto un film, che si chiama Castaway. Racconta di un personaggio
che in seguito ad un ammaraggio approda malavventurosamente su un isola del
Pacifico. Qui si deve arrangiare per sopravvivere quattro anni. Sopravvivere
anche alla solitudine, e inventa un espediente molto simpatico: quello di parlare
con un pallone da volleyball che gli arriva portato dalla risacca. Si deve arrangiare,
ma lui è un manager, è uno che è un grande dirigente di
un'azienda di spedizioni e riesce prima a vincere la sua battaglia con il tempo,
perché ogni pacco deve essere spedito e deve essere inoltrato in un tempo
determinato; e poi vince la sua battaglia con lo spazio. Quando è sull'isola,
naufrago, quando è novello Robinson Crusoe, ha tutto il tempo che vuole
(quello che gli mancava prima) e però ha uno spazio sterminato che non
più riesce a gestire perché non riesce a superare la barriere
corallina con il suo canotto mezzo sgonfio. Eppure questo uomo, avendo dentro
di se tutto quello che gli serve per organizzare una sopravvivenza, non naufraga
e riesce a tornare.
Il problema che io vorrei porre è che, molto probabilmente, un giovane
che non arriva a internet attrezzato, infrastrutturato da quella che era la
cultura di Gutenberg, può anche navigare, però rischia molto probabilmente
il naufragio, ed è un naufragio senza ritorno. Purtroppo è senza
ritorno.
La soluzione, quale potrebbe essere? Di andare a scuola non più con il
libro, potrebbe essere non comprare più il vocabolario e l'enciclopedia.
Potrebbe essere che il giovane ci vada con un portatile e si possa collegare
a internet. Ma il problema è utilizzare portatile e internet come estensione,
come protesi della macchina da scrivere, della posta a cavallo e anche dell'Enciclopedia
degli illuministi. E quindi il punto sul quale io vorrei soffermare l'attenzione
è che molto probabilmente i migliori utilizzatori del sito o di internet
sono quelli, Luciano, che vengono dal libro.
Vorrei soltanto leggere una breve citazione da Nicolas Negroponte, un americano,
uno dei massimi esperti del digitale che già nel 1995 scriveva Essere
digitale. Egli dice: "i sistemi multimediali interattivi lasciano poco
spazio all'immaginazione". Ed è uno che sta sull'altra sponda. Non
è uno che, come Runcini, scrive ancora con la stilografica.
Come in un film di Hollywood, - e non a caso Mac Luhan ha definito il cinema
uno dei media più caldi, che meno hanno bisogno di una partecipazione,
perché tutto è già abbastanza definito-, la narrazione
multimediale fornisce rappresentazioni così precise che all'occhio della
mente rimane sempre meno da fare. "La parola scritta, invece, -è
proprio Negroponte che parla- suscita immagini ed evoca metafore che traggono
molto del loro significato dall'immaginazione e dalle esperienze del lettore".
Quando leggete un romanzo siete voi che date al testo buona parte del suono,
del colore e del movimento. Io tem