Proverbi rivisti.
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo, ma
dimagrisce l' OPERAIO.
Racconti
Era un sabato grigio ed assonnato. Una mosca vagava
nell'aria pigra e senza meta, finché si posò sul volto
di Glauca e la svegliò. Glauca si alzò con propositi
assassini e brandì un lenzuolo per darle la caccia.
Glauca, chi era costei? Una ragazza piena di fantasia,
immersa in un nubilato sereno, mitigato dalla
compagnia di un grosso cane di nome Bismark, un
mastino dall'aspetto feroce con le orecchie appuntite,
che a volte servivano anche come porta-appunti.
Prima colazione con uno yogurth per lei e chili due di
carne macinata.per il cane. Uscirono diretti verso il
parco.
Bismark passò in rassegna tutti i platani del viale
per le consuete necessità fisiologiche. Annusò poi
incuriosito una graziosa merdaccia a cono di gelato,
anzi più esattamente a chiocciola arabescata in stile
arabo-normanno, sembrava apprezzarne il valore
artistico: era rude, ma aveva una sua sensibilità.
Incontrarono un pittore calvo all'opera davanti ad uno
specchio: sapeva dipingersi sul cranio delle splendide
parrucche a tempera. Ella trasalì e poi sorrise
garbatamente e passò oltre.
Arrivò a casa di un'amica alquanto intellettuale, che
leggeva di tutto, perfino la mano, i ching ed i fondi
di caffè.
Aveva scritto un trattato di botanica sui fiori e le
farfalle e lo aveva intitolato: "Come diventare
orgasmiche". Era andato a ruba.
Era un tipo raffinato come il petrolio, anche se il
lavandino del suo secchiaio non digeriva l'odore di
cipolla e lo eruttava inesorabilmente.
"Finisco di truccarmi. Anche l'occhio vuole la sua
parte." - disse, mettendosi l'ombretto sulle palpebre.
"Allora che si fa?"
"Potremmo andare per vernici a vedere una mostra di
non-quadri d'avanguardia."
"Noo! E se andassimo. per miracoli? Ho qui un articolo
fresco, fresco di giornale e di giornata, un paesotto
qua vicino a portata di macchina, ottimo per un
week-end, guarda un po' che foto esoteriche, eh?"
"Oh! Bismark sta annusando, pare senta odore di
incenso, di viole e santità; bene, mi sento già molto
più buona."
"Miracolo!" - pensò Glauca, ma evitò di dirlo.
"E poi, c'è pure una festa di paese: il 'suzezza
day'."
"Oh! Stupendo: sacro e profano."
Un raggio di sole spuntò sul terrazzo e l'euforbia
vista con un po' di fantasia e con una buona lente
d'ingrandimento, poteva sembrare un grande cactus in
un deserto messicano.
Partirono in allegria, ma il sereno non doveva durare
a lungo ed alle prime piogge torride ritornarono
velocemente in città.
Finirono la serata in un locale di periferia,
spettatrici di un tragico varietà: le ballerine non
più giovanissime scricchiolavano spaventosamente
sinistre, il comico fu fischiato senza pietà, tanto
che pianse a lungo, allagando il palcoscenico di
legno, molti coristi caddero imprecando ed uno di essi
rimase a bocca aperta con mandibole bloccate.
Per fortuna c'era un abile idraulico in sala e riuscì
a riassestarlo fra gli applausi del pubblico,
richieste di bis e d'indirizzo. Subito circondato
dalle ammiratrici, stava per essere dilaniato, quando
intervenne Bismark a salvarlo e le nostre ragazze lo
rimorchiarono con simpatia.
E così quel sabato grigio, a tratti nero, regalò un
finale a sorpresa effervescente e meritevole di
entrare nella teca dei ricordi.
Graziella Poluzzi (Bologna)