Il paradosso americano
di Pancrazio De Amicis
Ormai da diversi decenni, com’è noto in tutto il mondo e anche
fuori, Gli Stati Uniti rappresentano il bene in lotta contro il male. Questa
missione ha però generato una sorta di paradosso che suscita qualche
apprensione: per portare pace e democrazia in ogni angolo del pianeta, infatti,
l’industria militare è diventata uno dei settori trainanti dell’economia
americana. Ora, noi sappiamo da fonti più che attendibili come il bene
sia destinato ad avere il sopravvento sul male. La sua irresistibile marcia
negli ultimi duemila anni, d’altronde, è lì a dimostrarlo.
Non si capisce, per inciso, la caparbia ottusità di chi non se ne rende
conto e si ostina a schierarsi col male. Piccoli misteri della storia a parte,
comunque, gli Stati Uniti sono per logica conseguenza di quanto detto i vincitori
in fieri di tutte le guerre ancora da venire.
Il paradosso, tuttavia, sopravvive alle future vittorie, e anzi è destinato
ad acuirsi col passare del tempo. Giorno verrà in cui bene e male si
troveranno di fronte per lo scontro finale. Le guerre e le dittature nel mondo
sono tante, ma non infinite. Arriverà il momento in cui sull’ultima
trincea sventolerà bandiera bianca e l’ultimo dittatore sarà
impacchettato e spedito in gattabuia, e anche il più scalcagnato paese
africano avrà la sua pacifica e moderna democrazia. Per quanto i massimi
esperti delle umane cose, al di qua come al di là del Gange, si siano
fatti beffe dei “Profeti disarmati”, una volta eliminato il male,
i profeti armati, troppo armati in questo caso, si troveranno di fronte un
avversario forse meno motivato del nemico storico, ma non meno insidioso:
la crisi economica. Un amministratore oculato andrebbe variando i suoi investimenti
man mano che va saturandosi il settore in cui opera. Negli Stati Uniti invece
accade l’esatto contrario. All’aumento delle guerre vinte fa seguito
l’incremento delle spese militari. L’uomo della strada, avvezzo
a preoccuparsi del proprio domani, rimane interdetto davanti alla baldanzosa
tranquillità dei presidenti cow-boy, e si domanda che ne sarà
dell’economia americana quando verrà meno anche dal più
sperduto angolo del pianeta la domanda di democrazia. Abituato a prevedere,
e a constatare, il peggio, immagina la grande potenza andare incontro al tracollo
finanziario.
Se però nessuno dubita della vocazione al bene della nazione americana,
sappiamo pure che business is business. Un’altra spiegazione in effetti
è possibile, e cioè che il paradosso sia solo apparente. Ciò
non vuol dire che le fabbriche di armi siano virtuali, ma, più semplicemente,
che il paradosso ci appare tale a causa della prospettiva ristretta con cui
si guarda il fenomeno. Il discorso cambierebbe subito infatti se si scoprisse
che è previsto l’arrivo da altri mondi di una domanda di democrazia
ancora maggiore di quella finora registrata sulla terra. Allora il quadro
acquisterebbe quella logica di cui allo stato attuale è privo. Noi
ovviamente non sappiamo quali siano gli ordinamenti politici degli extraterrestri,
ma molti elementi, non ultimi l’intensa attività della Nasa e
le frenetiche anticipazioni di Hollywood, ci fanno sospettare che dittatori
sanguinari imperversino nella via Lattea, e che quelle che abbiamo visto fino
a oggi sono state solo allenamenti: le guerre vere sono ancora di là
da venire.
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