Appunti sulle letterature sommerse e ... lontane - Quarta parte
di Marcello Tucci

Letteratura cinese - Prima parte

Nel panorama mondiale della letteratura quella cinese è forse la più antica di cui ne abbiamo notizia. Se si tiene conto delle prime trascrizioni divinatorie, ovverosia di quei testi trascritti e tramandati per tradizione, dove sono menzionate profezie ed auspici, cui si aggiungono testi che narrano le gesta dei primi imperatori con le loro conseguenti dinastie, abbiamo già un corpus letterario di grande valore descrittivo e affabulatorio. Molti di quei testi sono risalenti al 12° secolo avanti Cristo ed aveva nei filosofi e storici del tempo i suoi più insigni rappresentanti. Nel corso del tempo furono proprio i libri con contenuto morale ad occupare il posto degli annali storici soprammenzionati. Tra i più conosciuti e giunti fino a noi vorrei ricordare ‘ I Ching’: cinque libri classici aventi per temi la storia, la poesia, le mutazioni, le stagioni e i riti. In questo libro, che ai più può rammentare un testo per ‘leggere’ il futuro, vi è raccolta e condensata tutta la sapienza del popolo cinese. Questo testo sembra preoccuparsi dell’aspetto causale e accidentale degli eventi e di come questi agiscono sul percorso individuale dell’uomo. Va tenuto in gran conto e non sottovalutato un libro oracolare come questo, di cui lo stesso Carl Gustav Jung ne intuisce la forza come strumento per sondare l’animo umano.
Gli esagrammi che compongono l’I Ching sembrano coincidere con il momento che un singolo individuo sta vivendo, dandone un quadro d’insieme originato dall’interpretazione di segni provenienti da monete lanciate su di un tavolo.
In ogni modo da testi come questi prende corpo un tipo di letteratura, che con i suoi filosofi, sacerdoti, bonzi e poeti sembra voler narrare ed insegnare un approccio etico alla vita, alla sua unicità. Così facendo si vuole invogliare gli uomini a vivere in armonia con l’universo intero di cui, essendone una piccolissima parte, bisogna sapere interagirvi.
Con il passare dei secoli, il clima attorno ai molti letterati si fa via via più aspro; addirittura nel periodo della dinastia Ming quest’arte non è più tenuta in gran conto.
E’ questo un periodo lungo di oltre tre secoli in cui la letteratura, la poesia e la filosofia conosce un periodo di stasi, ridotte ad un puro esercizio retorico e formale che mal sopporta nuove tendenze.
Bisogna dunque attendere la fine del diciottesimo secolo e i primi del novecento, che coincide con il periodo Ch’ing, per rivedere fiorire nuove esperienze artistiche e sperimentazioni letterarie, sia nella poesia sia nel romanzo popolare.
In questo frangente che si protrae fino a tutti gli anni trenta arrivano in Cina le prime traduzioni dei romanzi classici occidentali. In verità queste traduzioni avevano la caratteristica di presentare i detti romanzi in maniera difforme e completamente stravolta dall’originale. Dunque una sorta di reinterpretazione, anche se riscritti in una mirabile prosa tutta cinese, secondo le esigenze di consumo del pubblico del tempo.
Tuttavia questo modo di fare portò sia gli scrittori sia i lettori cinesi ad uscire dagli stretti confini della loro tradizione millenaria. Fu questo un periodo di grande fermento letterario ma anche d’innovazione nei costumi del tempo. Per gli addetti ai lavori questo periodo fu salutato come una vera rivoluzione culturale.
Nascono in questi anni numerose riviste e giornali dove si concentrò la gran massa d’intellettuali dell’epoca, dando vita ad una sorta di lega di scrittori innovatori e progressisti. I giovani artisti abbracciano le idee marxiste attirando una forte ondata di repressione e censura, accusati di essere banditi della cultura molti di questi saranno arrestati. La contingenza storica del momento farà in modo che questi nuovi scrittori insieme ai nazionalisti facciano fronte comune contro l’invasione giapponese. Tuttavia già dal 1945 si riaprirà una frattura tra politici ed intellettuali che a stento sarà ricomposta con l’avvento al potere di Mao-Tse Tung che negli anni sessanta inaugurerà una nuova rivoluzione culturale.
Per avere un quadro d’insieme sugli scrittori e letterati cinesi dobbiamo precisare che molti di loro, pur non appartenendo all’ideale comunista e né militando nei partiti, simpatizzerà per le idee innovatrici del socialismo.
Tra i più conosciuti citerò Lu Shun, che con i suoi romanzi e racconti miranti a significare la realtà circostante ed il modello di vita delle classi più deboli, sarà soprannominato il Gorkj cinese. A far parte di questa nutrita schiera non possono mancare autori come Kuo Mo-jo, Mao tuen, ed il più conosciuto in occidente Pa Chin. Quest’ultimo famoso per il suo romanzo Famiglia, in cui si descrive la lotta tra la vecchia e la nuova generazione, stanca dei soliti cliché e tradizioni soffocanti. La competizione tra le due diverse generazioni sarà il tema principale per la famosa ‘rivoluzione culturale’ voluta fortemente dal ‘gran timoniere’ Mao.
Abbiamo visto dunque che molti scrittori, con la loro arte, si adoperarono per un diverso e nuovo modo di esprimersi e comunicare, in aperto contrasto con il passato. Con il passare del tempo altri romanzieri, dopo gli anni della ‘rivoluzione dei cento fiori’, criticheranno con le loro opere il nuovo apparato statale socialista, oramai burocratizzato. In questo modo andranno ad infoltire quel crescente gruppo di dissidenti che negli anni di Tien an Men pagarono di persona per il proprio impegno critico.

La letteratura cinese 2°parte

Abbiamo visto dunque che molti scrittori, con la loro arte, si adoperarono per un diverso e nuovo modo di esprimersi e comunicare, in aperto contrasto con il passato. Con il passare del tempo altri romanzieri, dopo gli anni della ‘rivoluzione dei cento fiori’, criticheranno con le loro opere il nuovo apparato statale oramai burocratizzato. In questo modo andranno ad infoltire quel crescente gruppo di dissidenti, che negli anni di Tienan’men, pagarono di persona per il proprio impegno critico.
Tra queste figure spicca per il suo stile narrativo lo scrittore Acheng, tra i principali esponenti del ‘muro della democrazia’. Nei suoi romanzi prende di mira la società ‘rivoluzionaria’ cinese nel periodo degli anni sessanta, impegnata a colpi di dottrine dogmatiche ad inquadrare le moderne generazioni nel nuovo corso dello stato.
Conosciuto ed apprezzato per la sua trilogia dei Re che comprende Il re degli scacchi, Il re degli alberi ed Il re dei bambini, Acheng affronta il tema delle rieducazioni dei giovani voluta dai vertici del partito unico. Molti furono i giovani ed intellettuali che in quegli anni furono mandati nelle campagne per essere rieducati dai contadini poveri, con lo scopo ultimo di essere inquadrati ideologicamente secondo le esigenze del momento. Tale era la diffidenza nei confronti degli studenti e degli scrittori, che minacciavano di sovvertire il sistema statale, che si pensò bene di costringerli ad una vita severa colma di privazioni. In questo modo si voleva annichilire la dignità individuale di ognuno ed essere così al servizio di un’unica causa comune. Da questa esperienza lo scrittore Acheng trarrà spunto per i suoi romanzi, in cui cerca di liberare l’uomo dalle dottrine imposte dall’alto, per una ricerca individuale della conoscenza e della libertà. Nel primo romanzo della trilogia, si tenta un recupero delle tradizioni filosofiche antiche, per unire la ricerca propria delle nuove generazioni con la saggezza del passato, al di fuori d’ogni recinto politico. Gli scacchi sono la metafora di questa ricerca, ed in più rappresentano il confronto con i sapienti del passato. Il protagonista vuole per questo misurarsi in nuove sfide che, possano di volta in volta, migliorare il proprio percorso individuale verso la propria liberazione e la propria dignità. Nell’ultimo libro della trilogia, qui il protagonista Lao Gar, un maestro inviato dal partito per educare i bambini, si ribella agli ordini ed ai programmi prestabiliti. Il novello maestro invita i bambini a raccontare le proprie esperienze ed esprimere i propri punti di vista con le loro parole, di là dagli schemi imposti, cercando di recuperare quella irrinunciabile autenticità che viene dalla realtà e dalla quotidianità di ognuno. Con il suo stile limpido e sereno Acheng sembra essere in grado di opporsi alla rigida burocrazia del periodo, mostrando la strada ai nuovi scrittori che dagli anni ottanta caratterizzeranno quel periodo di fermenti fino ai giorni di Tien’anmen.
L’affermazione della propria persona, della propria dignità, la volontà di sapersi ribellare agli ordini superiori saranno i temi portanti della dissidenza degli anni settanta-ottanta. In questo solco dopo Acheng altri scrittori tratteranno questo tema e per questo motivo non si può dimenticare La moglie di Wan va in tribunale di Chen Yuanbin. Questo racconto lungo, reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Zhang Yi Mou con il titolo La storia di Qiu Ju, narra la storia di una donna testarda che da sola affronterà un alto burocrate del partito, reo di aver offeso il marito di quest’ultima. La donna prende coscienza della sua forza e trascinerà in tribunale il potente e arrogante di turno, nel nome del rispetto dell’individuo che non si piega alla volontà del potere. Si legge chiaramente una feroce critica all’apparato dello stato che non tiene conto del singolo individuo, con cui finalmente è costretto ad un serrato confronto.
Di tutt’altra fattura è la scrittura della Can Xue, qui le storie che si snodano sono decontestualizzate dalla società in cui l’autrice si trova e si muove. Nei dodici racconti che danno vita a Dialoghi in cielo si apre un universo fantastico ed onirico; i personaggi si muovono come fantasmi portando con sé il male di vivere. Qui la letteratura sembra essersi liberata dal bisogno di svincolarsi dagli obblighi superiori, non tesa a sviluppare un dissenso ed una critica ma un andare altrove verso una narrazione libera che affronti i molti temi dell’esistenza umana.
Lo stesso possiamo dire di Gu Hua e del suo La morte del re dei serpenti, dove si muovono personaggi fantastici a metà strada tra i folletti dei boschi ed il mondo irriverente degli studenti e giovani arrabbiati cinesi che sanno mettere in gioco se stessi sfottendo il potere costituito. Qui la politica ed il dissenso mutua il linguaggio della favola e della letteratura fantastica. Lo scrittore, in maniera burlesca, mette a nudo le miserie derivate dalla rivoluzione culturale e del suo tentativo di irriggimentare le generazioni nuove ai bisogni del regime. Di segno opposto è Il tè dell’oblio dove gli anni duri delle rieducazioni sono narrati in maniera cruda senza tuttavia cedere all’autocommiserazione. L’autrice Yang Jiang all’epoca dei fatti era una studiosa di letteratura, ed in quel periodo stava lavorando alla traduzione del Don Chisciotte. Questo suo impegno intellettuale è mal visto dalle autorità che la sottoporranno in seguito ad una serie d’umiliazioni. La sua professione di ricercatrice e studiosa d’improvviso diviene una colpa ed in questo libro racconta quegli anni di rieducazione conosciuti come gli anni dei ‘tre anti’ ovverosia ‘abbassare i pantaloni agli intellettuali per tagliare loro la coda’. Tuttavia l’autrice ci dice, che pur rifiutando il nuovo corso del sistema politico vigente e nonostante l’imbarbarimento della politica, mai bisogna cadere nel disimpegno e nel qualunquismo, ma altresì vigilare e restare lucidi con ironia ma anche con umiltà per smascherare ‘il vestito nuovo dell’imperatore’.
Sono molti gli scrittori appartenenti alla generazione della ‘letterature delle ferite’che con i loro romanzi e racconti hanno narrato quei duri anni del nuovo corso cinese. Han Shaogong appartiene a questo foltissimo gruppo contribuendo con numerosi romanzi a puntare il dito nella direzione dei ciechi funzionari del potere. Il suo più conosciuto lavoro editoriale è senza dubbio Pa Pa Pa, dove egli descrive la Cina più profonda, quella del sud che maggiormente viveva le ristrettezze economiche, e dove il suo personaggio principale Bingzai diviene il simbolo del malcontento di quegli anni. Per l’appunto l’eroe del libro è un disadattato mentale che sa solo dire Pa Pa a significare lo stato confusionale dei giovani di quegli anni travolti dai furiosi eventi, e la sua ‘diversità’ lo farà prendere di mira dalle autorità che in lui coglie un che d’anormale e pernicioso.
Con Mogli e Concubine di Su Tong ci troviamo nella Cina del nord, il romanzo è ambientato in epoca prerivoluzionaria con il vecchio sistema feudale. Qui il personaggio principale è Songlian costretta ad abbandonare gli studi per essere stata promessa come quarta moglie al signorotto del villaggio. La ragazza sarà costretta a vivere nel castello, dove si svolge per intero l’azione del romanzo, obbligata a guadagnarsi di volta in volta i favori del suo signore, che ogni sera sceglierà di passare la notte con chi meglio saprà blandirlo o sedurlo.
Questo stato di cose renderà Songlian incapace di adattarsi a questo sistema arcaico e a questo continuo teatrino serale che ogni sera infliggerà alle non scelte una sorta d’umiliazione e prostrazione. A causa della sua sensibilità o per il suo passato di studentessa che l’ha resa consapevole dello stato in cui si trova, la follia s’impadronirà di lei conducendola fino al suicidio.
Da questo romanzo è stato tratto il celebre film Lanterne rosse del regista Zhang Yi Mou, che saprà rendere giustizia all’intreccio narrativo di quest’opera, che con garbo e forza mostra il cocente problema della condizione della donna.
Concludo con un ultimo romanzo, portato anche questo con successo sugli schermi sempre dal solito Zhang Yi Mou, dove maggiormente si ha una visione d’insieme della Cina contemporanea. In Sorgo rosso di Mo Yan si ha un grandioso affresco del periodo che va dagli anni venti fino a tutti gli anni settanta. Si parte appunto dagli anni del banditismo, per continuare con l’invasione giapponese, la rivoluzione e gli anni della seconda rivoluzione culturale. Mo Yan ci descrive questi anni con una narrazione sanguigna e densa che ci rimanda ai narratori latinoamericani. I suoi personaggi sono ‘anime sperdute’ delle immense province e campagne cinesi, a volte attori principali ed a volte travolti dai numerosi eventi che hanno velocemente segnato il paese ed il corso d’intere generazioni.

Mo Yan Sorgo rosso edizioni Theoria 1994 £ 35.000
Su Tong Mogli e concubine edizioni Theoria 1992 £ 19.000
Han Shaogong Pa Pa Pa edizioni Theoria 1992 £ 22.000
Yang Jiang Il tè dell’oblio edizioni Einaudi 1994 £ 10.000
Can Xue Dialoghi in cielo edizioni Theoria 1991 £ 18.000
Gu Hua La morte del Re dei serpenti edizioni e\o 1988 £ 18.000
Chen Yuanbin La moglie di Wan va in tribunale edizioni Theoria 1992 £ 10.000
Acheng Il re degli scacchi- Il re degli alberi-Il re dei bambini edizioni Theoria 1991 £ 26.000

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