"Chinato il picciol capo intelligente,
donna non sol ma torna musa all' arte."
(Contessa Lara)

LETTERATURA AL FEMMINILE
di Francesca Santucci


La letteratura delle donne, elaborata sin dall'antichità con tematiche e moduli espressivi propri, è stata sempre considerata minore solo perché non copiosa e divulgata come quella maschile. Effettivamente il numero delle scrittrici è stato inferiore a quello degli scrittori, ma solo perché alle donne sono stati impediti la piena espressione e l'accesso alla cultura, essendo relegate alla vita tra le pareti domestiche; già nel dodicesimo secolo Christine de Pizan aveva rilevato l'esclusione della donna dal sapere e ed aveva criticato chi impediva la loro istruzione.
La tradizione letteraria maschile si è imposta, dunque, solo per la mancanza di una corrispondente tradizione letteraria femminile, determinata dal divieto ad accedere alle fonti del sapere. Se poi sia lecito o meno parlare di una letteratura femminile contrapposta a quella maschile è tema ancora troppo controverso, anche se è pur vero che, nel corso dei secoli, le donne sono riuscite ad elaborare pagine nelle quali dar voce al proprio modo specifico di sentire e vivere la realtà e l'interiorità.
Fattori storici, ambientali, di costume, contingenze esterne, hanno dunque ostacolato l'espressione letteraria, ed anche artistica, delle donne ma, guardando attentamente al passato, da Saffo fino ai giorni nostri, non mancano testimonianze della produzione femminile che solo nel ventesimo secolo, quando la piena emancipazione ha consentito la libera espressione del loro spirito creativo, è riuscita ad estrinsecarsi compiutamente; superato il muro che impediva di esprimersi in modo completo, oggi la scrittura femminile s'impone in pienezza e creatività.
Nonostante l'esclusione, voci autorevoli di donne si sono, dunque, affermate con energia, trasformandosi da "oggetti" letterari ad autrici, da muse ispiratrici a cantori, riuscendo a liberare compiutamente la loro sensibilità ed imponendosi, come Saffo, Nosside, Maria di Francia, Christine de Pizan, Compiuta Donzella, Isabella di Morra, Vittoria Colonna, Gaspara Stampa, Emily Dickinson, Elizabeth Barrett Browning, le sorelle Brönte, Sylvia Plath.
Ma di cosa hanno scritto le donne? Di solitudine, di affetti familiari, di vita domestica, d'interiorità in generale, soprattutto d'amore, declinato in infinite sfumature e varietà, dal desiderio all'incontro, dall'attesa all'inganno, dalla gelosia alla delusione, e poi il turbamento, l'assenza, la passione, il tradimento, perché da sempre amore e donna si legano in inscindibile connubio.
Scrittrici e poetesse, cortigiane e nobildonne, ascete e dame, timide e fragili, trionfanti e pioniere, liriche, elegiache, struggenti, appassionate, impegnate, languide, decadenti, in varietà di stili, temi e contenuti, hanno saputo imporre o sussurrare la loro voce la cui eco ci arriva dal passato con immutato fascino.


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