Cari tutti.... da Babbo Natale
di Eleonora Bellini
Carissimi
tutti,
lo scorso anno vi scrissi in ritardo. Ricordate? Ero talmente irritato per
le pubblicità che utilizzavano impunemente per i propri fini il mio
vecchio faccione ed il mio vestitone rosso che più rosso non si può,
da non essere riuscito a prendere la penna in mano fino alla festa dell'Epifania.
Ritrovai la pace soltanto presso Kabul, nell'ospedale di Gino Strada (Paradosso?
Mica tanto!) e con me c'era anche la signora Befana, reduce da vagabondaggi
altrettanto angosciati quanto i miei.
Dove andrò quest'anno? Non lo so. La voglia di restarmene qua chiuso
nella mia catapecchia di legno vischio e marzapane è tanta. Tuttavia,
lo so, ci sono sempre moltissimi bambini che mi aspettano e ce ne sono ancora
di più che non sanno nemmeno che io esista, se no mi aspetterebbero
anche loro, eccome!
Intanto che rimugino sul da farsi leggiucchio qua e là le pagine di
un giornalino che mi è arrivato dal Nonara Center Onlus, rimugino e
leggiucchio, leggiucchio e rimugino e mi indigno, rimugino leggiucchio mi
indigno e mi deprimo. Perché? Rendetevene conto personalmente pure
voi:
- Nyamurenza, Burundi: vi è una diffusa povertà, specie tra
le vedove con figli, per le quali IL DONO DI UNA ZAPPA E DI 30 CHILI DI FAGIOLI
da semente costituisce davvero l'unico mezzo per procurarsi il cibo tutto
l'anno.
- Mohespur, Bangladesh: I RAGAZZI COLTIVANO UN TERRENO della scuola per alimentare
la mensa.
- N'zaji-Lunda Norte, Angola: i contadini rientrati dopo anni non possono
disboscare per seminare. Occorrerebbe loro UN KIT (ZAPPA, MACHETE, LIMA) che
costituisce uno strumento indispensabile per riprendere a coltivare la terra.
Il kit costa 12 euro. E chi ce li ha?
- Baixa de Arara, Brasile: le autorità hanno spostato forzosamente
decine di famiglie dai loro campi verso una zona semiarida. I missionari locali
hanno deciso di aiutarle costituendo una cooperativa per l'allevamento di
pecore. Ma le pecore si devono ancora comperare.
E con questo basta. Che cosa pensate che debba fare? Devo andare a sorvolare
qualcuno dei luoghi suddetti, quest'anno? O devo sorvolare prioritariamente
le case dei cassintegrati FIAT? O devo mettermi a letto a piangere fin da
oggi per almeno un mese e mezzo? Vi confesso che la terza soluzione è
quella che mi attira di più.
Però continua a risuonarmi all'orecchio una strofa di una canzone che
mi insegnò un tempo il mio amico padre Ernesto: "Se ti senti ormai
stanco/ e sembra difficile andar/ tu vai tracciando un cammino/ un altro ti
seguirà..." E mentre il canto si ripete incessante in sordina,
mi cade l'occhio sulla frase di un altro padre, Mario, che nemmeno so chi
sia: "Se siamo in due a sognare, può darsi che molti ci vengano
dietro" (...Condividete il mio sgomento nel considerare che un vecchio
vecchissimo e irriducibile laico come me, per trovare la forza di alzarsi
dal letto stamattina si deve aggrappare nientemeno che alle voci di due preti?
Boh!). Grazie ai benefici di questa terapia musico - vocale mi alzo e vado.
Trovo le renne già scalpitano impetuose sul sentiero di neve e, se
il senescente visus non mi inganna, scorgo avvicinarsi a razzo tra le nuvole
la scopa volante della signora Befana, dall'anno scorso mia preziosa compagna
di avventure. Certo, è vizza
e
bruttina come
sempre,
ma vi vuole tanto bene. E ve ne voglio anch'io, tantissimo, più di
una slitta piena. Cercatelo tra i ciocchi del camino e fatene buon uso.
Il sempre vostro affezionatissimo Babbo Natale.
Polo Nord, verso la metà del mese di dicembre 2002, di buon mattino.
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