VENTO DI TERRA E IL CUORE DI VINCENZO MARRA
Regia: Vincenzo Marra
Sceneggiatura: Vincenzo Marra
Fotografia: Mario Amura
Montaggio: Luca Benedetti
Genere: drammatico
Distribuzione: Mikado
Nazionalità: Italia 2004
Durata: 90'
Interpreti: (Vincenzo) Vincenzo Pacilli, (Marina) Giovanna Ribera, (Bruno) Edoardo
Melone, (Antonietta) Vincenza Modica
Premi: miglior film nella sezione "Orizzonti" alla 61a Mostra del
Cinema di Venezia (2004)
Un giovane regista napoletano, vincitore del premio Solinas con la sceneggiatura
Giorno per giorno, aiuto regia di Marco Bechis (Garage Olimpo) e Mario Martone
(Teatro di guerra), che è sempre stato indissolubilmente legato alla
sua terra di origine, alle sue vicende paradossali, al suo palcoscenico perverso
e incomprensibile. Marra si è dedicato ad un lento e interminabile lavoro
di catalogazione di vite, di personaggi e di situazioni in contesti difficili:
Napoli, la sua periferia, la famiglia di fronte al disgregarsi irreversibile
del proprio ruolo tradizionale e sociale, il rapporto del titanico dell’uomo
solo con la propria gigantesca morale.
Dopo un entusiasmante esordio al lungometraggio con la pellicola Tornando a
casa, Marra partecipa a Venezia con un’opera interessante e richiosa.
Vento di terra è un film chiaro, sintetico e complesso. Estremamente
reale. Si tratta di un percorso ossessivo di osservazione, un ansioso desiderio
di raccontare la vita di un sacrificato del sud, un migrante per dovere. Uno
dei tanti giovani che dalla immobile e desolante periferia di Secondigliano
viene automaticamente costretto a fuggire la malavita locale per conservare
intatta la dignità della propria famiglia e per inseguire il sogno di
un’esistenza normale.
Lo specchio delle viscontiane migrazioni forzate degli anni cinquanta del sud
povero e malato dentro verso una vita più dignitosa si riflettono nelle
scelte di Enzo che a sedici anni perde suo padre e che a tanti anni di distanza
è costretto a fare la stessa scelta: lasciare la propria terra spoglia
di possibilità e scegliere, come la maggior parte dei giovani del meridione,
la via della vita militare, pericolosa, ma sicura.
La storia è la base di partenza per denunciare la vicenda dell’uranio
impoverito e le sue tragiche conseguenza nei soldati partiti volontari nella
guerra del Kosovo.
L’occhio del regista analizza con severa determinazione i passi, le evoluzioni,
le tragedie, del proprio personaggio. Un nobile affresco di sacrificio e di
dignità. Un novello Prometeo che non rinuncia mai a lottare. Vincenzo
Marra sta ancora pedinando il proprio carnevalesco inferno metropolitano.