La stanza del figlio

di Nanni Moretti

La tranquilla città di Ancona e gli interni di una famiglia agiata, perbene e progressista fanno da sfondo alla vicenda dell’ultimo film di Nanni Moretti. L’attore-regista impersona uno psicoanalista di successo che predica bene e razzola male. Ai suoi pazienti, tormentati da varie fissazioni, consiglia di tenere verso la vita un atteggiamento rilassato, di riscoprire le virtù dell’ozio; mentre egli stesso, tenendo il successo tra i valori primari, male accetta che suo figlio Andrea manchi della competitività necessaria per vincere a tennis.

La perdita improvvisa del figlio, vittima di un incidente, sconvolge i ritmi e le certezze della famiglia. Il protagonista non riesce più ad essere distaccato nei confronti dei pazienti, soprattutto verso Oscar (Silvio Orlando) cui egli, per una serie di fatali circostanze, imputa la responsabilità della morte del figlio.

Oscar guarisce dall’idea ossessiva del suicidio quando, scopertosi malato di cancro, dovrà aggrapparsi alla vita. Anche lo psicanalista e la sua famiglia ritrovano, attraverso il dolore del lutto, un nuovo senso della vita. Grazie anche all’intervento di Arianna, un’insospettata fidanzatina di Andrea.

Il tono della narrazione è intelligentemente sottile, alterna sapientemente umorismo e drammaticità, guadagnandosi così per tutta la durata l’attenzione dello spettatore.

Ciro Riccardo