Il Signore degli Anelli. La Compagnia dell'Anello


Titolo originale: Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring.
Regia: Peter Jackson.
Scen.: J.R.R. Tolkien, Frances Walsh.
Inter.: Elijah Wood, Alan Howard, Noel Appleby, Billy Boyd, Ian McKellen, Liv Tyler.
Paese: New Zealand/USA.
Anno: 2001.

di Valeria Pica

È cominciata la saga!
Affrontare il mondo complesso e affascinante costruito da Tolkien per tentare una traslazione cinematografica è sicuramente un'impresa ardua. Prima che Peter Jackson s'imbarcasse in questa avventura nell'avventura, erano state tentate alcune trasposizioni, ma la tecnologia esistente negli anni Sessanta e Settanta non permetteva certo di realizzare i personaggi e le ambientazioni descritte da Tolkien. I Beatles volevano portarlo sullo schermo, con Paul come Frodo, George nel ruolo di Gandalf, Ringo in quello di Sam e John come Gollum e provarono a coinvolgere nel progetto Stanley Kubrick. John Boorman, nei primi anni Settanta, voleva condensare la trilogia in un solo film, ma la United Artists rifiutò la sua sceneggiatura di 700 pagine, pagandolo comunque 3 milioni di dollari per l'impegno. Nel 1978, poi, Ralph Bakshi progettò due film d'animazione, ma fallì nell'impresa terminando solo la prima parte (distribuita dalla Warner).
Per quel che concerne l'adattamento realizzato da Jackson ci sorgono alcuni dubbi, ed è opportuno dividere le sensazioni di chi ha letto la trilogia e di chi ancora non si apprestato a vivere questa esperienza. I primi avranno avuto l'impressione che, più che di una trasposizione, si tratti soltanto del promo, una sorta di "Bignami" del testo (anche perché dalle 1359 pagine della saga - comprese le appendici - si è passati alle 138 della sceneggiatura).Per questo motivo sono state modificate molte vicende: la più clamorosa è senz'altro il ruolo di Arwen, principessa degli Elfi, interpretata da Liv Tyler. Nel testo la sua figura non è centrale - come si intuisce, invece, vedendo il film - e la scena sentimentale fra lei ed Aragorn (Viggo Mortensen) è una deludente scelta promozionale.
Inoltre, nella pellicola c'è una grande omissione, dovuta alla compressione dei primi capitoli del Primo Libro; infatti, il personaggio di Tom Bombadil non è mai citato e sono abbozzati alcuni passaggi che potrebbero chiarire vicende che si verificheranno in seguito, anche nei successivi Libri. Inoltre, l'atmosfera godereccia e scanzonata degli Hobbit non è stata sottolineata a sufficienza e le continue ballate e composizioni canore di Bilbo (Ian Holm) sono state eliminate. Per questo motivo, gli spettatori che appartengono al secondo gruppo, avranno probabilmente delle difficoltà a seguire la storia. Ci sembra che Jackson abbia realizzato il film supponendo che tutti avessero letto preventivamente la trilogia, per cui alcuni passaggi potevano essere saltati in blocco.
A parte queste note negative, il film si distingue per la bravura di alcuni protagonisti e per la realizzazione delle ambientazioni. Sussistevano dei problemi oggettivi per la recitazione simultanea di personaggi delle diverse razze descritte da Tolkien: un Uomo è alto circa 1 metro e 80, un Hobbit raggiunge solo 1 metro e 30 e un Nano circa un metro e 50. Per creare un differente rapporto di grandezza tra personaggi e ambiente - per esempio, a casa Baggins a Hobbiville - sono stati costruiti due set di diverse misure: in quello di grandezza normale hanno recitato gli Hobbit, mentre Gandalf, il magnifico Ian McKellen, ha recitato nella versione rimpicciolita. L'immagine finale è stata realizzata unendo i vari elementi filmati grazie al computer. In altri casi, si è ricorso al classico gioco della distanza degli attori dalla macchina da presa; ma in alcune scene questi si dovevano muovere, e per ciò sono state create delle piattaforme mobili in asse con la macchina da presa, che mantenevano inalterata la prospettiva dell'attore in movimento.
Fra gli attori, una menzione particolare va al già citato Ian McKellen, che ha dichiarato di essere un estimatore di Tolkien e che legge la celebre trilogia ogni anno; ma anche Orlando Bloom, che ha interpretato l'Elfo Legolas, impersonando molto bene il suo ruolo, e Hugo Weaving, che nel film è Elrond, re degli Elfi e maestro di sapienza della Terra di Mezzo. Inoltre, il giovane Sean Austin, l'Hobbit Sam, fedele e sottovalutato compagno di viaggio di Frodo (Elijah Wood), è adatto nel suo comportamento impacciato e risoluto al tempo stesso.
Le ambientazioni sono probabilmente il dato migliore del film. Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda, la cui natura pressoché incontaminata, ricca di creste, laghi e rigogliosi paesaggi, ben si prestava a ricreare l'universo fantastico immaginato nella trilogia. Il fatto che Jackson, neozelandese, non amasse Hollywood ha determinato la scelta di effettuare nel suo Paese anche le riprese in interni (gli studi di registrazioni sono stati ribattezzati Middle Earth, in relazione alla Terra di Mezzo in cui si svolge la storia della trilogia). Di grande effetto è Gran Burrone, sede del regno di Elrond, ricreata nel Kaitoke Regional Park, mentre Hobbiville è Matamata, nei pressi di Auckland.
Un'ultima notazione tecnica va fatta sulle scene di battaglia. Data l'impossibilità di ingaggiare migliaia di comparse, i combattimenti di massa sono stati realizzati grazie agli effetti speciali. In particolare, è stato preparato un software, il Massive, capace di creare migliaia di creature digitali dotate di intelligenza artificiale e di decine di movimenti di battaglia, diversi per ciascuna delle forze in campo. Inoltre, sono stati creati due tipi di armi: in plastica semirigida per le 2000 comparse; per i protagonisti sono state realizzate da armaioli e artigiani seguendo disegni e modelli antichi.
Per dare un giudizio complessivo si dovrà, comunque, attendere l'uscita degli altri due film Le due Torri e Il Ritorno del Re, previsti rispettivamente per dicembre 2002 e dicembre 2003. È prevista l'uscita dei Dvd dei tre film, che in futuro potrebbero confluire in un unico Dvd di 9 ore.
La saga continua...