Parla con lei
titolo originale: Hable con ella
origine e data: Spagna 2001
colore e durata: col. 112 min.
regia: Pedro Almodóvar
attori: Rosario Flores, Geraldine Chaplin, Adolfo Fernández, Darío Grandinetti, Leonor Watling, Javier Cámara
sceneggiatura: Pedro Almodóvar
fotografia: Javier Aguirresarobe
montaggio: José Salcedo
musica: Alberto Iglesias
scenografia: Antxón Gómez
costumi: Sonia Grande
produzione: Warner Bros.

Mentre assiste alla straziante rappresentazione teatrale della ballerina e coreografa Pina Bausch, Benigno si accorge che lo spettatore seduto al suo fianco piange commosso. E' Marco, un giornalista che Benigno avrà occasione di incontrare nuovamente nella clinica in cui lavora come infermiere, e tra loro nascerà una profonda amicizia.
Nella clinica entrambi accudiscono ed amano due donne ridotte allo stato vegetativo del coma: Alicia e Lydia. Alicia è una ragazza eterea, dai tratti delicati; prima di cadere in coma era una ballerina: Benigno ne ha cura e le parla come se davvero la ragazza, nello stato in cui si trova, possa capire ed ascoltarlo. Lydia ha, invece, un aspetto androgino, tratti forti e pelle scura; era una donna torero e finirà in coma dopo un incidente nell'arena. Da quel momento Marco non riesce più a parlarle, a considerarla "viva". Inoltre, dopo aver scoperto che prima dell'incidente Lydia aveva intenzione di lasciarlo per tornare alla sua vecchia relazione con un torero di gran fama, la lascia e parte. Tornerà solo in seguito per aiutare Benigno, il quale è stato arrestato per molestie sessuali ai danni di Alicia.
E' una storia semplice, dai toni delicati, senza eccessi, percorsa da una sottile e piacevole ironia. L'amicizia tra i due uomini ha sicuramente un ruolo centrale. Benigno, anche nell'aspetto, dimostra un candore e un'ingenuità quasi infantile; la nostra società lo definirebbe, con un termine abusato, un "diverso". Marco è un uomo sensibile che non ha vergogna di piangere, di mostrarsi vulnerabile e tuttavia è sicuramente più "conforme" alle norme che regolano la nostra società di quanto non sia l'amico. Lo vediamo anche da ciò che dicono di lui le infermiere in clinica e dal fatto che Benigno sia continuamente bollato come omosessuale o ritardato.
Nel finale del film, in particolare nella scena in cui Marco va a trovare l'amico in carcere, Benigno ama e si identifica talmente in lui da concedergli la possibilità di continuare a vivere la sua vita. Gli cede la sua casa, i suoi ricordi, la donna che lui stesso ama, eredità di una vita che, più che esser stata vissuta, è stata "sentita". Benigno non è "adatto" a vivere nella nostra società, ma anche per questo non si ha la forza ne' la capacità di giudicarlo e condannarlo. Egli ha il dono e il limite di poter comunicare con quella dimensione al confine tra vita e silenzio, tra ombra e luce, che è la dimensione propria del coma e forse -sembrerebbe suggerirci Almodòvar - la dimensione propria della donna.
La donna è da sempre uno dei temi centrali della filmografia di Almodovar, ma ora il regista focalizza la sua attenzione sul mistero che da sempre affascina e attrae l'uomo verso l'universo femminile. Nel bell'inserto che ricostruisce un film muto, un uomo rimpicciolitosi dopo aver bevuto una strana pozione, entra nella vagina della donna amata, nell'oscurità di quella fessura che dà la vita e la morte (l'atto sessuale non è forse definito la "piccola morte" dai francesi?). Almodòvar costringe la donna al silenzio facendosi saggiamente interprete dello stupore e delle emozioni maschili di fronte al suo mistero. Il suo sguardo accarezza la pelle nuda delle protagoniste, i loro seni, le loro gambe e non pretende di capire ma solo si accontenta di sfiorare. Alcune immagini sono davvero intense. Altre invece un po' compiaciute.
Tuttavia va anche rilevata la maniera - direi - molto "ortodossa" di trattare la storia, la narrazione è mossa da frequenti flash-back ma senza tocchi di particolare originalità. Nel complesso un bel film dai colori nitidi e dalle atmosfere calme, sicuramente da vedere.
Una curiosità: il regista avrebbe voluto nella parte di Benigno il nostro Roberto Benigni, da cui anche il nome del protagonista.

Valentina Abussi