In This World
Origine: GB, 2002
Regia: Michael Winterbottom
Sceneggiatura: Tony Grisani
Fotografia: Marcel Zyskind
Montaggio: Peter Christelis
Suono: Stuart Wilson
Musiche: Dario Marianelli
Interpreti: Jamal Udin Torabi, Enayatullah
Produttori: Andrew Eaton / Anita Overland
Produttori esecutivi: Chris Auty /David M.Thompson
Co-Produttori: Behrooz Hashemian
Produttori associati: Fiona Neilson
Produzione: Film Consortium / BBC Films / Revolution Films in associazione con
Film Council & The Works. Realizzato con il sostegno del Film Council
Distribuzione: Mikado
Durata: 90 min.
Colore
Digitale
Premi: Orso d'oro del Festival di Berlino 2003
Un viaggio interminabile verso una nuova vita, la disperata fuga da una realtà
rarefatta di disperazione.
Due giovani ragazzi, due rifugiati in un campo profughi a Peshawar, in Pakistan,
ai quali le rispettive famiglie decidono di regalare l'azzardo di un sogno difficile:
una vita migliore.
Una tormentata odissea degna di Ulisse, un pellegrinaggio senza tempo e senza
spazio che attraversa i limbi inaccessibili di mondi per lo più ignoti
all'uomo occidentale, pullulanti di vita propria, inspiegabile nella sua caotica
disperazione.
Michael Winterbottom è un regista coraggioso che da sempre tenta di esplorare
con autentica curiosità i contesti sociali più marginali con film
scomodi, difficili, pericolosi e più semplicemente veri. Già conosciuto
per intelligenti realizzazioni come: Butterfly Kiss, Go Now o il per il discusso
Benvenuti a Sarajevo, Winterbottom riesce a vincere la sua scommessa più
difficile con In Tthis World, tradotto in Italia col titolo: Cose di questo
mondo.
Il film girato completamente in digitale, impiegando attori non professionisti
e utilizzando la tecnica del documentario fiction riesce a raccoglie il riconoscimento
più importante, vincendo l'Orso d'oro all'ultimo Festival del cinema
di Berlino.
Il piccolo Jamal e il giovane Enayat decidono di raggiungere Londra via terra
in un viaggio che dal campo profughi Shamshatoo li porta a Quetta e successivamente
con il camion a Tartan per cercare di superare la prima frontiera con l'Iran,
dove sono fermati dall'esercito in un autobus e rimpatriati, così sono
costretti a raggiungere l'Iran attraverso sentieri segreti.
Sono bloccati di nuovo a Teheran, ma riescono a raggiungere la Turchia passando
attraverso le insidiose montagne turche. Giunti ad Istanbul sono imbarcati insieme
ad altri disperati in un traghetto, nascosti nella cella di un camion chiuso
ermeticamente, senza aria, luce, cibo e acqua.
Il traghetto approda al porto di Trieste, ma dal camion uscirà vivo soltanto
uno dei due ragazzi. Tutti gli altri sono morti soffocati.
Il viaggio continua, con molta fortuna, in treno fino a Sangatte, sulla costa
francese in prossimità del tunnel sotto il canale della Manica. La fuga
termina finalmente a Londra, attraversando il tunnel tra le ruote di un autocarro.
Più di trenta ore di filmati originali condensati in 88 minuti di lucida
freddezza visiva che istigano rabbia, tensione e senso di impotenza.
Paesaggi straripanti di infinito, fratelli poveri accomunati da un profondo
spirito di comune solidarietà, ma anche trafficanti di essere umani perfettamente
organizzati, militari corrotti e tanta indifferenza, è questo che incontrano
i due giovani fuggiaschi durante il loro infinito tragitto.
Le musiche di Dario Marianelli sono assolutamente straordinarie, perché
imprimono alle immagini uno forza espressiva estremamente intensa e non banalizzano
la serietà del tema trattano.