Dillo con parole mie

CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura: Stefania Montorsi -
Ivan Cotroneo
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografia: Giancarlo Basili
Costumi: Maria Rita Barbera
Montaggio: Angelo Nicolini
Musiche: Danilo Cherni -
Gianfranco Salvatore
Prodotto da: Studiocanal Urania
Origine: Italia. 2003
Durata: 108'
Distribuzione: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI
Stefania Montorsi: Stefania
Giampaolo Morelli: Andrea
Martina Merlino: Megghy
Alberto Cucca: Pippo


Daniele Luchetti ritorna alla regia dopo cinque lunghi anni di silenzio cambiando completamente registro. Dopo film legati a tematiche politico-sociali come: Il portaborse o Piccoli maestri, il regista realizza una commedia leggera, una moderna favola metropolitana, brillante specchio di un inevitabile confronto generazionale, eco lontana di fortunate commedie italiane fluttuanti tra vita dura, sogni, fantasie, coincidenze provvidenziali e tanto, tanto amore.
Il ritmo narrativo corre lungo l’estenuante confronto di idee e punti di vista tra Stefania e sua nipote Maggie, un confronto che ha come sfondo Ios, l’isola greca dell’amore e gli anni ottanta, sconfitti, stanchi, vituperati, malsani, depressi.
Le ambizioni delle due protagoniste sono differenti, come differenti sono anche le loro energie e le modalità di azione. Alla disperata e risoluta spavalderia ormonale della giovane nipote in cerca del primo rapporto sessuale si contrappone la sconnessa rigidità e l’infallibile saggezza di chi, come Stefania delusa dalla vita e stanca delle sue continue sfide, preferisce mostrare a se stessa e agli altri la dignità della sconfitta mangiando
cioccolata e scorazzando per l’isola coperta da caftani.
La sceneggiatura è stata scritta da Stefania Montorsi, protagonista del film, nonché compagna del regista Luchetti, e da Ivan Cotroneo, talento napoletano ormai affermato. Il contenuto, la tematica, il messaggio si rifanno ad una volontaria e spassionata voglia di leggerezza, di semplice analisi del gusto della vita, dello scorrere degli avvenimenti, senza spiegazioni, senza giustificazioni, senza moralistici messaggi di commiato. L’originalità, la freschezza del film deriva dalla forte presenza femminile. In questo senso è stato definitivamente sfatato il mito-pregiudizio che la donna nella commedia italiana possa avere soltanto funzioni secondarie, di spalla, di appoggio al protagonista per antonomasia: l’uomo italiano e le sue abitudini.
Non solo, ma attraverso l’universo femminile si riscoprono confronti, radici, abitudini, attitudini sociali e generazionali sotto una luce completamente diversa. Insomma commedia si, ma anche interessante esperimento di indagine antropologica. Cinema di frontiera, miscellanea socio-culturale e acido e divertente scambio di comicità.

Luciano Mallozzi