L'8ª Armata fu successivamente dislocata in Veneto, con quartier generale a Padova, per avviare la ricostruzione delle divisioni distrutte in Russia; l'opera di riorganizzazione delle formazioni era appena agli inizi quando, a seguito dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati e della conseguente invasione tedesca, l'armata e le unità aggregate furono sciolte il 10 settembre 1943[23]. Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione contro altri Paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia. The homicide occurred on 11 April 1990. Il primo attacco russo, proveniente dal saliente di Verchnij Mamon, fu respinto, ma il 17 dicembre i sovietici impiegarono le loro truppe corazzate e l'aviazione, travolgendo le linee della Ravenna e obbligandola alla ritirata. Al comando del generale Italo Gariboldi l'8ª Armata venne inquadrata all'interno dell'Heeresgruppe B di Maximilian von Weichs, e schierata sul medio Don a protezione dell'ala sinistra delle forze tedesche che in estate avevano dato il via all'assalto della città di Stalingrado. Ricostituito a Milano il 25 gennaio 1940 come Comando 8ª Armata ebbe inizialmente alle dipendenze il VI e il XIV Corpo d'armata. Inizialmente ha alle sue dipendenze il V e l'XI Corpo d'Armata e successivamente viene rinforzato con il VI e il XIV Corpo d'Armata. Fu l'armata che tra luglio 1942 e marzo 1943 operò sul fronte orientale, in appoggio alle forze tedesche della Wehrmacht impegnate sul fronte di Stalingrado. Andreucci si dovette dimettere dall'incarico di consulente rivestito presso la casa editrice «Il Ponte alle Grazie» che, a causa della perdita di credibilità subita[29], in breve subì un crollo di vendite e fu assorbita nel 1993 dalle «Edizioni Salani». Durante la battaglia di Vittorio Veneto l'armata al comando del tenente generale Enrico Caviglia assunse le funzioni di comando di gruppo di armate, avendo alle sue dipendenze anche la 10ª Armata britannica del tenente generale Frederick Lambart of Cavan. All'armata venne inoltre assegnata la divisione di fanteria "Vicenza", destinata alla sicurezza delle retrovie, due raggruppamenti di camicie nere ("23 Marzo" e "3 Gennaio"), mentre l'equipaggiamento di armi e veicoli consisteva in 224 mitragliatrici da 20 mm, 28 cannoni da 65/17, 600 pezzi d'artiglieria, 52 cannoni contraerei moderni da 75/46, 297 cannoni anticarro da 47/32 (di cui 19 semoventi) a cui si aggiunsero 36 pezzi da 75/32 del 201º Reggimento artiglieria motorizzato e 54 cannoni anticarro da 75 forniti dai tedeschi non appena questi vennero a sapere della vulnerabilità delle divisioni italiane agli attacchi dei carri armati[6]. Non sono per niente feroce, come tu sai. La mancanza di combustibile e il cattivo andamento del conflitto influirono pesantemente sulle attività dei mezzi italiani. ... Vi fu mandata Maria Antonietta nel 1793. Armata Italiana. La divisione "Tridentina", la prima delle divisioni alpine a partire dall'Italia il 17 luglio, il 10 agosto aveva cominciato la marcia dalla zona di radunata verso il fronte del Caucaso, ma il 14 ricevette ordine di arrestarsi e di mutare direzione, raggiungendo con una marcia di 300 chilometri il resto delle divisioni italiane schierate a difesa del fronte del Don[13]. [1], Allo scoppio della prima guerra mondiale venne inquadrata nella 3ª Armata,[2] mentre nella parte finale del conflitto il VI Corpo d'armata era inquadrato nella 4ª Armata del Grappa. I sommergibili continuarono ad operare con equipaggi italiani fino all'agosto del 1943 dalla base di Sebastopoli. Scoppiano violente liti tra italiani e tedeschi; questi ultimi non nascondono il loro disprezzo per un alleato impotente, ridotto allo stremo, gli italiani non possono ignorare che, a loro volta, i tedeschi hanno abbandonato a morte certa o alla prigionia migliaia di connazionali nella steppa gelata [...] In tanto sfacelo, con la marcia gravemente ostacolata dal gelo e dall'equipaggiamento, soprattutto le scarpe, che a oltre 30 gradi sotto lo zero non regge (si avvolgono i piedi in paglia e stracci per evitare il congelamento), il generale Nasci ebbe una piccola notizia positiva: i resti del XXIV Corpo d'Armata tedesco passano alle sue dipendenze con quanto si è salvato: quattro carri armati, due semoventi e alcuni cannoni. Nel settore dell'ARMIR, i russi erano riusciti a stabilire due teste di ponte nei villaggi di Bobrovskij (presso Serafimovič) e Kremenskaya (a circa 40 chilometri a est di Serafimovič) e da qui colpirono con tre divisioni (97ª, 203ª e 14ª della Guardia) la "Sforzesca", composta da elementi al battesimo del fuoco e sfiancati dalle estenuanti marce per raggiungere il fronte. Ne seguì una ritirata disordinata attraverso la pianura sovietica che anticipò di circa un mese il catastrofico ripiegamento del Corpo d'armata alpino a seguito della seconda offensiva invernale sovietica del gennaio 1943. Duramente provati tre dei cinque battaglioni della "Cuneense", privi ormai di artiglierie. Giorgio Scotoni in L'Armata Rossa e la disfatta italiana (1942-43) parla di circa 85mila morti e dispersi e poco meno di 30mila feriti e congelati. Alla fine il fronte venne mantenuto e le divisioni sovietiche, dopo aver perso metà dei loro effettivi, dovettero ritirarsi rinunciando all'obiettivo di raggiungere la rotabile Bolshoy-Gorbatovskij alle spalle della prima linea italiana, venti chilometri a sud del fiume Don. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 29 dic 2019 alle 15:06. armata italiana in russia: 3: fu la sigla dell armata italiana in russia: 4: armata in breve: 5: armata abbr. Inoltre Togliatti aveva continuato a scrivere: «[...] In fondo, coloro che dicono ai prigionieri, come tu mi riferivi: "Nessuno vi ha chiesto di venire qui; dunque non avete niente da lamentarvi", dicono una cosa che è profondamente giusta, anche se è vero che molti dei prigionieri sono venuti qui solo perché mandati. L'offensiva sovietica non coinvolse il Corpo d'armata alpino, che continuò a tenere le sue posizioni sul Don. * Si elencano di seguito alcuni lineamenti storici sulle armate della Prima guerra mondiale che costituiscono le partizioni del presente fondo. It was recreated in July 1942, when the Italian Expeditionary Corps in Russia was expanded by Mussolini and named Armata Italiana in Russia (ARMIR). Nello stesso tempo, a sud-est, vennero distrutti anche i resti della 3ª Armata rumena. È penetrato nel popolo, insomma. It was disbanded on 31 October 1940. Clicca qui … Gruppo d'armate B: Generaloberst Maximilian von Weichs, Corpo d'armata alpino: generale di corpo d'armata Gabriele Nasci, II Corpo d'Armata: generale di corpo d'armata Giovanni Zanghieri, XXXV Corpo d'Armata (l'ex CSIR): generale di corpo d'armata Giovanni Messe, poi Francesco Zingales, XXIX Corpo d'Armata tedesco: General der Infanterie Hans von Obstfelder, 71º Gruppo Autonomo Osservazione Aerea (71º Gruppo Volo), All'autunno del 1942 l'8ª Armata guidata dal generale Italo Gariboldi metteva quindi in campo circa 230.000 uomini (di cui circa 150.000 schierati in prima linea), 16.700 automezzi, 1.150 trattori d'artiglieria, 4.500 motomezzi, 25.000 quadrupedi e circa 940 cannoni di cui[N 2]. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti. Durante la sua attività, l'unità riuscì ad affondare 3 navi da trasporto e 3 sommergibili sovietici, oltre a danneggiare l'incrociatore Molotov e il cacciatorpediniere Kharkov. V-VI, pp. Da parte tedesca non si aveva una grande opinione delle capacità dei reparti alleati di resistere in modo autonomo, per questo solitamente venivano schierate in appoggio divisioni della Wehrmacht. L'azione aveva portato all'annientamento della 3ª Armata romena, schierata a sud-est dell'8ª Armata. Sigla dell'armata italiana stanziata in Russia. sopprimeva ogni riferimento alla politica imperialista fin lì seguita dall'Italia fascista per alludere a un generico e inevitabile destino di morte riservato agli Italiani. 6 divisioni (poi diventate 7), dando origine all’ARMIR (Armata italiana in Russia o 8a armata), comandata dal gen. Gariboldi, che, dopo alcuni duri1 1 G. Rochat, Recenti pubblicazioni sulla guerra italiana 1940-43, « Nuova Rivista Storica », 1964, fase. Il VI Corpo d'armata trae origine dal 6º Comando Generale di Napoli e venne istituito nel 1877, con quartier generale a Firenze, quando con decreto 22 marzo 1877 vennero istituiti i comandi di corpo d'armata, subentrando al 6º Comando Generale. La prima avvisaglia che quello degli italiani non sarebbe stato un settore facile avvenne tra il 30 luglio e il 13 agosto a Serafimovic (a circa 150 chilometri a nord-ovest di Stalingrado): qui, a un primo tentativo dei sovietici di oltrepassare il Don, si opposero tenacemente i bersaglieri della Celere (i sovietici persero la testa di ponte, ma il prezzo in vite umane per gli italiani fu alto). È un aiuto insperato, quando ci si prepara alla grande ritirata verso occidente...Ora si tratta di organizzare le colonne, con feriti e congelati caricati sulle slitte. Il 12 gennaio 1943 i sovietici diedero il via all'offensiva Ostrogorzk-Rossoš (seconda fase della Seconda battaglia difensiva del Don), travolgendo il 16 gennaio la 2ª Armata ungherese, schierata a nord del Corpo d'armata alpino. In testa alle colonne in ritirata si misero i reparti della "Tridentina" in grado di affrontare la battaglia. Ma la manipolazione della lettera (definita "falsificata" da alcuni ma che poi tanto falsa non era[27]) riportata sul settimanale, o meglio l'interpolazione[28] ovvero una sua consapevole alterazione[28] di alcune parole e frasi del testo, fu scoperta dieci giorni dopo: Andreucci aveva corretto una fotocopia venuta male e in parte incompleta fornitagli dallo storico Friedrich Firsov[27], dettandola via telefono al direttore di Panorama dalla casa del giornalista Francesco Bigazzi, corrispondente a Mosca per il quotidiano Il Giorno[27]. 1. Una Forza Armata (sigla) Cosa vedo? Come gesto di cortesia, vista la consuetudine scientifica che da sempre legava il Gramsci agli archivi moscoviti, Firsov gli sottopose la lettera di Togliatti che tanto scalpore aveva appena suscitato e a Pons parve di notare alcune significative discrepanze rispetto a ciò che era comparso sulla stampa italiana. VI Corpo d'armata Grande unità militare italiana che può riferirsi a: VI Corpo d'armata – Grande unità militare del Regio Esercito attiva nell prima e nella seconda guerra mondiale; VI Corpo d'armata – Grande unità militare dell'Esercito Italiano attiva dal 1952 al 1972 Il Comando Armata del Po si costituisce il 3 ottobre 1938 con il Corpo d'Armata Corazzato, quello Autotrasportabile e quello Celere. Veniteeee!!! Dopo l'inquadramento della Brigata paracadutisti la configurazione della grande unità era la seguente:[5]. L'ordine è distruggere gli archivi, abbandonare tutto il superfluo e mettersi in marcia». I tedeschi erano generalmente indifferenti alle proposte italiane, e rimandarono per parecchio tempo la decisione. corpo d'armata: army corps : lotta armata VI CORPO D'ARMATA (dal Monte Asolone escluso a Croce di Valpore, Ten. Le origini dell'8ª Armata risalgono alla prima guerra mondiale, quando il 1° giugno 1918 il Comando della 2ª Armata fu trasformato in Comando dell'8ª Armata, conosciuta colloquialmente anche come Armata del Montello, e schierata lungo il Piave nel tratto fra Pederobba e Palazzon. Intervista a Vincenzo Martucci. (Enzo Biagi. .. - Duration: 31:00. Il 30 gennaio i sopravvissuti del Corpo d'Armata alpino (insieme a 16 000 tra tedeschi ed ungheresi) si raccolsero a Šebekino, dove poterono finalmente riposare dopo 350 chilometri di marce estenuanti e dopo tredici battaglie. All'alba del 16 dicembre l'offensiva sovietica (operazione Piccolo Saturno, prima fase della seconda battaglia difensiva del Don) si scatenava anche contro le linee tenute dal II Corpo, che custodiva il settore centrale del fronte italiano; l'attacco sovietico non colse di sorpresa i reparti italiani, visto che già dall'11 dicembre erano in corso scaramucce e piccoli scontri lungo il fronte. In ogni caso, il 6 febbraio 1942, a una nota in cui il Comando supremo italiano faceva presente le carenze di automezzi e pezzi controcarro, i vertici militari tedeschi risposero che i materiali disponibili non erano sufficienti neanche per le unità tedesche. L'ordine di resistere a ogni costo su un fronte di 25 chilometri fu eseguito dalla "Sforzesca" con abnegazione, ma dopo due giorni di aspri combattimenti la divisione venne travolta e si sfaldò completamente in una precipitosa ritirata non autorizzata. Con la sostanziale distruzione dell'8ª Armata ebbe di fatto termine la partecipazione italiana alla campagna sul fronte orientale. Dato che l'esperienza aveva mostrato che un attacco contro Suez e il Medio Oriente era tutt'altro che facile dalla Libia, le uniche possibilità di successo potevano risiedere solo in un attacco concentrico che doveva muovere sia dalla Libia sia dal Caucaso. A parte i carri armati più moderni che erano riservati al fronte africano, l'8ª Armata disponeva delle artiglierie più moderne disponibili, mentre gli oltre 12.000 automezzi avrebbero garantito la mobilità dell'artiglieria e dei servizi logistici, anche se la maggior parte delle truppe non poté comunque essere motorizzata. All'atto dell'istituzione dei comandi di corpo d'armata (decreto 22 marzo 1877) il VI Corpo d'Armata subentra al 6° Comando Generale e trova sede stabile a Firenze. Gen. Giovanni Battista Chiossi) Brigata di Linea "Roma" 79° Reggimento Fanteria di Linea 80° Reggimento Fanteria di Linea. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Voci su unità militari presenti su Wikipedia, Ultima modifica il 29 dic 2019 alle 15:06, VII Comando militare territoriale - Regione Militare "Tosco-Emiliana", LA 1ª GUERRA MONDIALE L'Esercito al 24 maggio 1915, LA 1ª GUERRA MONDIALE L'Esercito al 4 novembre 1918, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=VI_Corpo_d%27armata_(Esercito_Italiano)&oldid=109713751, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, 6º Reggimento Artiglieria Pesante Campale, 18º Reggimento Artiglieria Controaerei Pesante di stanza a, VII Battaglione Trasmissioni di Corpo d'Armata, II Gruppo Artiglieria Pesante Semovente - su, VI Battaglione Genio Pionieri di Corpo d'Armata, VI Battaglione Trasmissioni di Corpo d'Armata. Sono umanitario quanto te, o quanto può esserlo una dama della Croce Rossa. Nel febbraio 1992, durante la campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche, lo storico togliattista Franco Andreucci pubblicò (in modo incompleto) sul settimanale Panorama, lo stralcio di una lettera olografa di Palmiro Togliatti (alias “Ercoli” cittadino sovietico dal 1930, membro della Commissione militare del comitato esecutivo del Comintern[26]) proveniente dagli archivi di Mosca, corrispondenza inviata da Ufa il 15 febbraio 1943[27] e scritta in risposta a una missiva del dirigente comunista Vincenzo Bianco che chiedeva d'intercedere presso le autorità sovietiche per evitare la morte dei prigionieri italiani dell'8ª Armata in Russia. Grazie a voi la base di definizione può essere arricchita. Alcune unità italiane continuarono comunque ad operare volontariamente sul fronte orientale, altri si unirono alla Resistenza o tentarono di raggiungere il sud Italia in mano agli Alleati, per unirsi all'Esercito Cobelligerante Italiano, mentre la maggior parte di loro furono deportati in Germania come "internati militari" e sottoposti a lavoro coatto nelle fabbriche tedesche. Il VI Corpo d'armata fu una grande unità militare dell'Esercito Italiano. Nella pratica, però, se un buon numero dei prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire, anzi e ti spiego il perché. La "Julia" invece partirà solo verso metà agosto a causa della necessità di ristabilire gli effettivi dopo le perdite subite in Grecia. Sciolta il 31 ottobre 1940 venne ricostituita il 1° aprile 1942; nella prima decade di giugno il II Corpo d'armata e il Corpo d'armata alpino, destinati insieme al Comando dell'8ª Armata sul fronte russo, iniziano il loro trasferimento per unirsi al Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) già zona d'operazioni, che sarebbe stato a sua volta inquadrato nell'8ª Armata. L'unità, designata come 4ª Flottiglia MAS e posta al comando del capitano di fregata Francesco Mimbelli, era inizialmente composta da quattro MAS (aumentati poi di sette), sei sommergibili tascabili classe CB, cinque motoscafi siluranti e cinque barchini esplosivi[25]. Il 19 dicembre le avanguardie corazzate sovietiche avevano già raggiunto Kantemirovka, a 40 chilometri all'interno della linea italiana del Don, trenta chilometri più a sud raggiunsero Čertkovo, e il 21 dicembre le due colonne russe provenienti da nord e da est si incontrarono a Dëgtevo, a circa settanta chilometri a sud di Sukhoy Donetz, chiudendo di fatto il XXXV Corpo d'armata italiano e il XXIX Corpo d'armata tedesco in un'immensa sacca. Nel 1963 nel VI Corpo d'armata venne incorporata anche la I Brigata paracadutisti che nel 1967 sarebbe diventata la Brigata paracadutisti "Folgore". VLEX-374164350 L'8ª Armata venne proprio in questo periodo posta alle dipendenze del Gruppo d'armate B[N 3]. Il 1º aprile 1972 il VI Corpo d'armata venne sciolto e le tre brigate e le truppe di corpo d'armata che erano inquadrate nella grande unità, sono passate alle dipendenze del VII Comando militare territoriale - Regione Militare "Tosco-Emiliana" costituitosi nel 1958 in seguito all'unificazione del VI Comando militare territoriale di Bologna e del VII Comando militare territoriale di Firenze. Costituzione dell'8ª Armata . Parlano i reduci. A dicembre, al momento dell'offensiva sovietica contro il settore italiano, a sostenere quel tratto di fronte insieme all'ARMIR resteranno solo le seguenti unità tedesche: la 298ª Divisione ed aliquote di scarsa consistenza della 385ª Divisione di fanteria e della 27ª Divisione corazzata. « [...] Stremati e ridotti i battaglioni della "Julia" a meno di 150 uomini ciascuno; con solo pochi mezzi, scarsamente munizionati, del Gruppo Conegliano. L'8ª Armata Italiana in Russia. La 6ª Armata italiana fu una grande unit ... Tra le file della 6ª Armata vi è stato, presso l'Ufficio informazioni, dal dicembre 1916 al luglio 1917, il Capitano pilota (ex del 6º Reggimento alpini e decorato anche nella Guerra italo-turca) Armando Armani futuro Capo di stato maggiore della Regia Aeronautica. Al generale Messe che, in base alle esperienze acquisite in un anno di comando del C.S.I.R. Il 20 maggio 1943 i MAS superstiti vennero ceduti alla Kriegsmarine, e gli equipaggi rimpatriati. Il 22 gennaio vennero annientati gli ultimi superstiti della "Julia", tra il 25 e il 26 fu la volta dei resti della "Cuneense" e della "Vicenza", catturati dai russi presso Valujki. Quindi seguiva il XXXV Corpo con la "Pasubio" e la 298ª Divisione di fanteria tedesca, e il XXIX Corpo tedesco con la divisione "Torino", la 62ª Divisione tedesca e la provata "Sforzesca" a contatto con la 3ª Armata rumena. L'armamento fu il meglio che il Regio Esercito poteva effettivamente offrire, e anche se la mobilità e la potenza di fuoco non erano certamente ottimali, l'8ª Armata non era di certo "carne da macello", considerando poi che le divisioni tedesche sul fronte avevano anch'esse grossi problemi nel parco automezzi ed erano generalmente molto provate e con organico incompleto. armata s. f. [der. armata brancaleone: ragtag army n noun: Refers to person, place, thing, quality, etc. Il giorno seguente investirono i resti delle fanterie italiane schierate insieme al XXIV Corpo d'armata tedesco sull'esile fronte di circa 40 chilometri tra la confluenza Kalitva-Don a nord e Kantemirovka a sud, puntando a ovest su Rovenki, dove erano trincerati i resti della Cosseria, e a nord-ovest sulla città di Rossoš, dove c'era il comando del generale Nasci. This article is about the Italian Royal Army (Regio Esercito) which participated in World War II.. . I MAS e i sommergibili italiani vennero subito coinvolti nelle operazioni contro la fortezza sovietica di Sebastopoli, attaccando il traffico da e verso la piazzaforte. Le riserve dell'armata erano costituite dalla 294ª Divisione di fanteria e dalla 22ª Divisione corazzata tedesca, a cui si aggiungeva la 3ª "Celere", che però era ancora molto provata dai combattimenti estivi. Dopo la sua costituzione la fisionomia organica era la seguente:[4]. 6: c e quello d armata: 7: pattuglia armata con funzioni di controllo: 8: designo l armata italiana in russia: 9: sigla dell armata italiana stanziata in russia: 10: frotte di gente armata: 11: la nostra armata … La trascrisse, dunque, e la trasmise a Giulietto Chiesa, allora corrispondente da Mosca per La Stampa. Anche i resti della "Vicenza" riuscirono in qualche modo ad aprirsi la strada verso ovest. Pagina ufficiale del clan Armata Italiana. Intanto sul Don, ormai coperto di ghiaccio resistente e quindi transitabile anche per i carri armati, i sovietici apprestavano la seconda fase dello sfondamento[19]. Gariboldi tentò di tappare le varie falle come meglio poté, spostando reparti da una posizione all'altra, ma il ripiegamento senza preavviso della 298ª divisione germanica, schierata tra la "Ravenna" a sinistra e la "Pasubio" a destra, finì per mettere ancora più in crisi il già traballante fronte. [...]», «Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione e il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia», «il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico». In particolare, per un giusto intendimento 1940 - Il 10 giugno 1940 la 2 a Armata è schierata sulla frontiera orientale ai confini della Jugoslavia nel settore compreso tra Tarvisio e Fiume. Capo di stato maggiore presso l'ufficio di collegamento: Raggruppamento a cavallo Barbò: generale di brigata, 201º Reggimento artiglieria motorizzato: colonnello, Comandante d'artiglieria: generale di brigata, Comandante del genio: generale di brigata, XXXII Gruppo cannoni da 149/40 del 9º Raggruppamento d'artiglieria di corpo d'armata, XXIV Gruppo cannoni da 149/28 del 9º Raggruppamento d'artiglieria di corpo d'armata, Capo di stato maggiore: colonnello Ugo Almici, Comandante d'artiglieria: generale di brigata Italo Giglio, Comandante del genio: generale di brigata Balilla Rima, 90º Reggimento fanteria: tenente colonnello Giacomo Lapenna, 108º Reggimento artiglieria: colonnello Ernesto Drommi, 37º Reggimento fanteria: colonnello Giovanni Naldoni, 38º Reggimento fanteria: colonnello Mario Bianchi, 2º Raggruppamento artiglieria di Corpo d'Armata: tenente colonnello Liberato Mascagna, Gruppo battaglioni "Leonessa": Console Graziano Sardu, Gruppo battaglioni "Valle Scrivia": Console Mario Bertoni, III Gruppo del 201º Reggimmento d'artiglieria motorizzato, XXXI Gruppo cannoni da 149/40 del 9º Raggruppamento d'artiglieria d'armata, Capo di stato maggiore: colonnello Gaetano Vargas, Comandante d'artiglieria: generale di brigata Paolo Perrod, Comandante del genio: generale di brigata Mario Tirelli, 79º Reggimento fanteria: colonnello Armando Mazzocchi, 30º Raggruppamento artiglieria di Corpo d'Armata: colonnello Lorenzo Matiotti, Gruppo battaglioni "Montebello" Console Italo Vianini, XXXIV Gruppo cannoni da 149/40 del 9º Raggruppamento d'artiglieria d'armata, L Gruppo cannoni da 149/28 del 9º Raggruppamento d'artiglieria d'armata, 81º Reggimento fanteria: colonnello Biagio Santini, XLVII Battaglione Bersaglieri motociclisti e LXVII Battaglione Bersaglieri corazzato, XIII Gruppo "Cavalleggeri di Alessandria", 53º Reggimento fanteria: colonnello Massimo Contini, 54º Reggimento fanteria: colonnello Mario Viale, 17º Reggimento artiglieria: colonnello Achille Tirindelli, LXXIII Gruppo obici da 210/22 del 9º Raggruppamento d'artiglieria d'armata, 277º Reggimento fanteria: colonnello Giulio Cesare Salvi, 278º Reggimento fanteria: colonnello Gaetano Romeres.