Vero è che, chiedendosi anche l'abrogazione dell'art. 138 della Costituzione, così come risulta a oggi formulato, si prefigge lo scopo di garantire un accordo sulle riforme il più ampio possibile fra le diverse compagini parlamentari; in assenza di questa larga intesa le modifiche costituzionali rischiano di essere bloccate dall'intervento popolare. 138, comma 2, Cost. Le leggi costituzionali richiedono la doppia deliberazione delle camere del Parlamento con intervallo di almeno tre mesi tra la prima e la seconda votazione. 138 Cost. L'autore mise al centro della propria indagine scientifica il secondo comma dell'art. Ri-Pensamenti - "Io Sono Femminista" di Teresa Rossano. Il Parlamento sarà vincolato dall'esito abrogativo del referendum e cioè sarà impossibilitato a disciplinare in maniera identica la materia così come abrogata dalla consultazione popolare "senza che si sia determinato, successivamente all'abrogazione, alcun mutamento né del quadro politico, né delle circostanze di fatto, tale da giustificare un simile effetto.". I quattro quesiti parziali erano invece possibili perché frutto di scelte legislative discrezionali. 138, comma 2, Cost. Una seconda osservazione critica è stata quella secondo la quale un atto sottoposto a controllo, ove quest'ultimo dia risultati positivi, produce sicuramente i suoi effetti con efficacia ex nunc e nei casi previsti dalla legge anche ex nunc, cioè dal momento della sua perfezione. In dottrina si era infatti messo in evidenza che il referendum "costituzionale", pur essendo stato pensato per le minoranze, poteva essere legittimamente richiesto dalla maggioranza governativa mediante la sottoscrizione della richiesta da parte di almeno un quinto dei membri di Camera o Senato; all'interno del dettato costituzionale non esiste nessuna disposizione (né alcuna norma) che vieta in maniera diretta o indiretta tale comportamento e la maggioranza potrebbe in tal modo ottenere l'avallo del corpo elettorale rispetto alla modifica costituzionale rafforzando così la propria legittimazione politica. In Italia esistono due tipi di referendum: quello confermativo costituzionale, contemplato dall’art 138, e quello abrogativo, previsto dall’art. Sempre con riferimento alla natura del tipo di referendum qui in esame è necessario dire che parte della dottrina e della giurisprudenza costituzionale lo definiscono come "confermativo". 138 Cost. Pirogassificatore, stravince il "sì". Queste sentenze respinsero tredici referendum presentati dalla Lista Bonino. Nel 1989 una legge costituzionale ha consentito che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse anche per un referendum di indirizzo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie. La legge costituzionale o di revisione costituzionale viene confermata se allo spoglio i sì superano i no anche di un solo voto. I soggetti contemplati dall'art. constitutional framework : Eravamo già persuasi del fatto che l'Unione ha bisogno del quadro costituzionale. Una seconda anomalia di questa consultazione è rappresentata dal fatto che un'ulteriore richiesta per la medesima proveniva si dalla minoranza ma non era stata formulata con la volontà di preservare, da eventuali modifiche, la Costituzione vigente ma solo per ostacolare l'entrata in vigore di una legge di riforma che la minoranza reputava inadeguata rispetto ai progetti revisione che essa auspicava. Altro elemento avvalorante la funzione garantistica del referendum "costituzionale" è il fatto che esso non si svolge sempre e comunque in occasione dell'approvazione di una legge costituzionale o di revisione bensì ha carattere eventuale e facoltativo: esso si terrà solo nei casi in cui ne facciano richiesta i soggetti legittimati previo il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata prevista dall'art. 138 della Costituzione. [30], Referendum sulla modifica delle circoscrizioni territoriali, Il dibattito, la dottrina, la giurisprudenza, Sentenze nn. Il referendum costituzionale è uno strumento previsto dai padri costituenti per il procedimento aggravato di revisione della Costituzione. Le tipologie di referendum ammontano a quattro: Altri referendum a livello comunale e provinciale sono poi previsti da fonti sub-costituzionali. Altri elementi, utili a comprovare questa funzione garantistica verso le minoranze, possono essere individuati all'interno della disciplina dell'istituto: il diritto d'iniziativa è infatti riservato a un quinto dei membri di Camera e Senato, a cinquecentomila elettori oltre che a cinque o più Consigli regionali. La creazione di questa nuova giurisprudenza ha tuttavia incontrato in molti casi la critica degli stessi ex presidenti della Corte Costituzionale oltre che di numerosi costituzionalisti. Il testo costituzionale prevede fondamentalmente tre tipologie di referendum: abrogativo, territoriale e costituzionale. Uno scopo di tale genere non sembra però conciliarsi con la definizione di "confermativo" data al referendum ex art. 3 Cost. referèndum s. m. [propr. Proprio questa caratteristica dell'eventualità è un'ulteriore dimostrazione che questo tipo di consultazione referendaria fu prevista dal Costituente a garanzia delle minoranze qualificate della società, delle autonomie locali e dell'opposizione parlamentare. Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: che cos'è e perché si vota 75 Cost. svolga più compiti, rimane comunque dominante il pensiero giuridico che attribuisce alla consultazione la funzione di garantire le minoranze contro modifiche costituzionali operate con il consenso della sola maggioranza. Il criterio dell'"omogeneità" veniva declinato nel criterio dell'"idoneità dell'abrogazione referendaria a raggiungere lo scopo", scambiandosi ormai in modo definitivo giudizio di ammissibilità e sindacato di ragionevolezza delle leggi. Articolo originale pubblicato su Money.it qui: L'approvazione della legge n. 352 del 1970 che disciplina il ricorso alle consultazioni referendarie previste dalla Costituzione si correla alle vicende connesse al movimento di opinione pubblica per l'istituzione della legge sul divorzio ed alla pressione sulla Dc di vasti settori del mondo cattolico contrari a essa. I referendum di tipo manipolatorio, con quesiti incomprensibili da parte del popolo sovrano, non realizzano la democrazia diretta; sono invece – palesemente – strumenti utili alle lobby e ai demagoghi". Le leggi costituzionali richiedono la doppia deliberazione delle camere del Parlamento con intervallo di almeno tre mesi tra la prima e la seconda votazione. La disciplina normativa dei requisiti e del procedimento è costituita, oltre che dalla Costituzione, anche dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, e da sentenze della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana. [26], Scrivono i costituzionalisti Augusto Antonio Barbera e Andrea Morrone sui nuovi limiti provenienti nelle sentenze del 1981, 1993, 1995, 1997 e 2000 di referendum radicali, che "categorie di giudizio distinte vennero utilizzate in modo scambievole, come quelle riferibili da un lato ad atti legislativi necessari e dall'altro a norme dal contenuto costituzionalmente vincolato. Nel caso del 2001, per la prossimità della prorogatio parlamentare ma anche in virtù del sistema elettorale maggioritario, la maggioranza di allora percepì sé stessa come insufficientemente rappresentativa del corpo elettorale e decise di chiedere lo svolgimento del referendum costituzionale sulla legge di revisione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 posta in essere dalla maggioranza stessa). Il referendum costituzionale ex art. La differenza fondamentale tra referendum costituzionale e referendum abrogativo è che in questo secondo caso è necessario il raggiungimento del quorum. In altri casi la Corte Costituzionale trasformava il giudizio di ammissibilità in un giudizio preventivo di legittimità, in cui rilevare il contrasto tra richiesta abrogativa e principi o valori costituzionali (anche non scritti), anche quando l'oggetto dei quesiti erano semplicemente le modalità stabilite in concreto per l'attuazione di quei valori o principi [...] In definitiva, anziché accogliere le indicazioni della dottrina favorevole a ordinare razionalmente in un'unica decisione-quadro i criteri del giudizio di ammissibilità, la Corte preferì procedere nel solco della parcellizzazione del controllo, valutando caso per caso l'ammissibilità di ogni singola richiesta referendaria, e accentuando, di conseguenza, sia l'indeterminatezza dei criteri di giudizio sia l'incertezza degli esiti decisori". Infatti il limite in questione, introdotto per la prima volta dalla sentenza n. 16 del 1978, è stato in seguito (1981, 1987, 1997, 2000) "oggetto di vari aggiustamenti e integrazioni".[14]. I referendum istituzionali non hanno un quorum minimo e sono una forma di referendum a cui si ricorre in eventi storici particolarmente importanti. Un ulteriore elemento che avvalora questa visione in chiave garantistica è possibile trarlo direttamente dal testo dell'art. Il referendum costituzionale Riguarda le leggi di revisione della Costituzione (come nel caso del ddl Boschi , su cui gli italiani si sono espressi il 4 dicembre 2016) e le altre leggi costituzionali. Invece per annettere Province o Comuni a una regione già preesistente, il referendum dovrà essere richiesto oltre che da 1/3 dei Consigli prov. Innanzi a casi di questo genere non sembra che possa trovare applicazione la tesi che attribuisce alla consultazione la funzione di tutelare le minoranze dai mutamenti costituzionali ove questi non abbiano incontrato un largo consenso in aula tale da escludere l'opposizione delle minoranze mediante il referendum. Il referendum costituzionale, invece, è stato indetto in due occasioni: nel 2001 in cui si chiedeva la modifica del Titolo V della Carta Costituzionale e nel 2006 in merito alla modifica della seconda parte del Documento. (art. in quanto essa sembra alludere a una funzione "omologante" che il voto popolare svolgerebbe nei confronti della deliberazione parlamentare modificatrice del testo costituzionale. La legge costituzionale entrerà in vigore se la maggioranza dei voti saranno stati espressi in suo favore, pur se questi rappresentino una minuscola frazione se comparati al numero dei cittadini aventi diritto di voto; questo meccanismo è una "sostanziale garanzia dei diritti della minoranza". 32), I referendum sono sottoposti a un duplice controllo di legittimità: al momento del deposito delle firme, a opera dell'Ufficio centrale per il referendum presso la, Le consultazioni referendarie possono svolgersi soltanto in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. La disposizione costituzionale cita espressamente "le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali". La Corte costituzionale ha ammesso quesiti che, invece, non dovevano essere ammessi per assoluta mancanza di chiarezza. Referendum costituzionale . 75 della Costituzione a tal punto da far passare in ombra le diversità di disciplina previste per i due istituti; in realtà è impossibile non notare come esistano diversità importanti tra la funzione esercitata dal referendum abrogativo e quello ex art. .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}La Corte costituzionale può essere adita se una nuova legge non rispetta gli esiti del referendum popolare. Il pensiero dottrinale che definisce oppositivo l'istituto qui in esame sembra essere maggioritario rispetto alle altre tesi proposte dalla scienza giuridica anche se non mancano posizioni piuttosto incerte che definiscono questa consultazione come avente natura approvativa od oppositiva. come espletante una funzione di garanzia perché volta a tutelare le minoranze nei confronti della maggioranza formatasi in Parlamento, rendendo così possibile un'azione dell'elettorato in difesa dei principi costituzionali oggetto di revisione; è necessario dire che qualsivoglia tipo d'istituto referendario, il quale si collochi all'indomani di una decisione adottata da un organo rappresentativo, funge sempre da strumento per verificare la corrispondenza fra la volontà popolare e quella espressa dai rappresentanti dei cittadini. È chiaro quindi come i cittadini, in casi come questi, non sono chiamati a far scelte o a dare le loro preferenze, tantomeno a sanzionare il lavoro delle Camere, essi possono solo respingere le riforme eventualmente deliberate. I motivi di ciò sembrano essere essenzialmente due: in primis bisogna evidenziare che il dettato costituzionale non richiede l'adesione del popolo e inoltre bisogna anche dire che la minoranza, la quale è invece maggioranza nella consultazione elettorale, non può di certo certificare la volontà maggioritaria del corpo elettorale.