The Renaissance Gardens tour: Palazzo Farnese and more (From $187.26) Shore excursion from Civitavecchia Port to Viterbo and its Villas (From $369.67) Private Full-Day Tour Civita di Bagnoregio with Wine Tasting and Lunch Included (From $1,716.28) Come testimoniato tanto da Bellori quanto dal Malvasia, infatti, Agostino Carracci anni addietro aveva ideato un'impresa familiare costituita dalle sette stelle dell'Orsa Maggiore. Scarso fu il contributo esecutivo di Annibale – ormai già malato – che forse si limitò solo alla preparazione del cartone della Vergine con l'unicorno, dipinta dal Domenichino, e all'ideazione delle altre scene, affrescate dagli allievi, tra i quali, oltre allo stesso Domenichino, pare sicura la presenza di Sisto Badalocchio e di Giovanni Lanfranco, mentre è discussa quella di Francesco Albani e di Antonio Carracci. L'efficace resa degli effetti luministici, d'altronde, è uno dei pregi riconosciuti dell'opera: la meticolosità con cui Annibale avrebbe studiato questo aspetto è testimoniata anche dal Bellori, a dire del quale il pittore avrebbe realizzato dei modelletti in creta delle scene da affrescare per rendere con la maggior verosimiglianza possibile gli effetti della luce che batte su una superficie (che si finge) tridimensionale. La tesi fa leva sulla ritenuta funzione celebrativa delle nozze Farnese-Aldobrandini, che parte della critica individua negli affreschi della volta della Galleria, e rileva che Claudiano è un autore "familiare" ad Annibale Carracci, da questi citato sia nella Venere dormiente con amorini, di poco successiva alla decorazione della volta farnesiana, sia nell'antecedente Venere abbigliata dalle Grazie di Washington (1590-95). Facciata di palazzo Farnese verso il 1527, vol. L'eroe si rivolge ai disperati genitori della principessa e promette loro di salvare Andromeda se essi gliela daranno in sposa. Nella figura di Polifemo, infine, si colgono più riprese dalla statuaria antica, come la citazione della figura di Dirce del gruppo scultoreo noto come Toro Farnese (ora a Napoli) o, per la posizione della gambe del ciclope, dal celeberrimo Laocoonte dei Musei Vaticani[46]. Concordia che trova la sua massima espressione nel riquadro principale della volta, dove è raffigurato il Trionfo di Bacco e Arianna (personificazioni di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini)[19]. A differenza del Tasso però il Carracci mette nelle mani del semideo un tamburello e non una conocchia. Galleria Borghese: biglietti e tour‎ ... Consigliamo di prenotare i tour di Palazzo Farnese in anticipo per trovare posto. Le pareti della Galleria furono decorate qualche anno dopo la conclusione dell'impresa della volta, a partire orientativamente dal 1603. È uno dei migliori esempi di dimora di epoca manierista.Fu costruito per la famiglia Farnese.Di proprietà della Repubblica Italiana, dal 2015 è gestito dal Polo museale del Lazio Forse proprio per questo gli affreschi farnesiani piacquero così tanto al giovane Bernini: lo scultore, che di Annibale (forse millantando) si dichiarò discepolo, volle dare la sua risposta nella sfida tra le arti. Fineo, zio e già promesso sposo di Andromeda, irrompe, col suo seguito di armati, nel palazzo reale dove stanno per celebrarsi le nozze tra Perseo e la principessa che l'eroe ha poco prima tratto in salvo[76]. Marco Aurelio compie un sacrificio, Musei Capitolini, La fortuna critica degli affreschi della Galleria Farnese, Sculture antiche riprese negli affreschi della Galleria, Tra le possibili fonti di influenza sugli affreschi di Annibale è spesso citata anche la, Tutti i riferimenti al Bellori contenuti nella voce sono relativi a quanto egli racconta a proposito della Galleria Farnese nelle. La galleria di Palazzo Farnese, decorata principalmente da Annibale, è considerata ancora oggi come il suo capolavoro. Secondo Bellori la tromba sottolinea che all'evento in corso – la consegna a Paride del pomo d'oro – seguirà la guerra. Il ciclo pittorico, il più importante della carriera di Annibale, è di carattere mitologico ed aveva come soggetto gli “Amori degli dei”. Galleria di Palazzo Farnese – Annibale Carracci 7 Dicembre 2014 La “Galleria di Palazzo Farnese” fu affrescato da Annibale Carracci su commissione del cardinale Orlando Farnese. Musei Civici di Palazzo Farnese piazza Cittadella 29 29121 - Piacenza - Italy (mappa e contatti) Altro chiaro segno della fama guadagnata al Carracci dal ciclo della Galleria[85]. Quando la giovane è già incatenata ad uno scoglio, sopraggiunge Perseo che se ne innamora all'istante. Nel racconto di Ovidio (Metamorfosi, Libro XIII, 873-897), infatti, Polifemo concluso il suo canto per l'amata si imbatte in Galatea ed Aci che amoreggiano. Infatti, in un disegno preparatorio (Albertina di Vienna) si osserva che l'idea originaria era quella di raffigurare l'incontro a Nasso tra Bacco trionfante di ritorno dalle Indie ed Arianna dormiente, appena abbandonata da Teseo. La "Galleria di Palazzo Farnese" fu affrescato da Annibale Carracci su commissione del cardinale Orlando Farnese. 4 Giovanni Pietro Bellori, Della riparazione della Galleria dei Carracci nel Palazzo Farnese, e della Loggia di Raffaelle alla Lungara, in Descrizione delle Pitture di … Per alcuni documenti relativi alla stuccatura delle pareti, eseguita da tale mastro Jacomo da Parma a partire dalla primavera 1603, cfr. Statua ripresa anche nel Pan che compare alla testa del corteo nel Trionfo di Bacco e Arianna. Pur tra i testi di apertura del filone classicista della pittura del Seicento, il Perseo e Fineo di Annibale, per la sua capacità eternare l'attimo che si evince nelle figure trasformate in pietra, ha avuto un rilevante influsso sulla scultura barocca romana. Apollo, non essendo riuscito a resuscitare Giacinto, lo trasformò nel fiore che a lui deve il nome. Così facendo il Bellori si uniformò ad una tradizione di pensiero – sorta durante il Rinascimento – che deformò in senso edificante la figura di Anterote[9]: nel mito classico, infatti, Anteros non è affatto il contraltare morale di Eros ma, rappresentando l'amore corrisposto, ne è piuttosto un completamento. Fautrice di questa rivalutazione è la studiosa Silvia Ginzburg, che argomenta diffusamente sul tema nel volume: Altro elemento su cui si fonda la datazione tarda delle pareti lunghe della Galleria. Per l'accostamento all'opera di Gabriello Chiabrera e per le derivazioni dal dipinto di Agostino Carracci, cfr. Galleria immagini Carrozze Share | Musei Civici di Palazzo Farnese piazza Cittadella 29 29121 - Piacenza - Italy (mappa e contatti) ). Le prime ad essere affrescate furono le pareti corte della Galleria dove, in due grandi riquadri che occupano quasi l'intera larghezza del muro, sono raffigurate le storie di Perseo. In altro a sinistra nel quadro vi è uno dei particolari più famosi della Galleria: due amoretti seminascosti tra le fronde spiano quanto sta accadendo. Secondo alcuni studiosi l'algida bellezza di Andromeda sarebbe stata il modello seguito da Bernini per la figura di Proserpina del gruppo scultoreo raffigurante il ratto della dea da parte di Plutone[75]. Il recupero critico degli affreschi farnesiani, e del valore artistico di Annibale in generale, si ebbe solo nel Novecento a partire dal pionieristico studio di Hans Tieze[88] (1906), consolidato dall'importante contributo di Denis Mahon (1947). Il Trionfo di Bacco e Arianna rappresenta un corteo nuziale, con i due sposi – Bacco e la mortale Arianna – seduti su due carri, uno dei quali è dorato e trainato da due tigri, l'altro argentato trainato da due arieti. Secondo il Malvasia uno di essi spetterebbe a Ludovico Carracci, eseguito durante una visita romana fatta al cugino Annibale. In particolare, la prima opera parmense del Carracci fu una grande pala d'altare raffigurante una Pietà con santi (1585), eseguita per la chiesa dei Cappuccini (ora nella Galleria della città). Nel 1597 Annibale, sempre con la collaborazione del fratello Agostino, iniziò gliaffreschi della Galleria, situata al piano nobile del palazzo… Nella figura di Arianna/Venere Celeste andrebbe colto, infatti, anche un intento celebrativo verso la sposa di queste aristocratiche nozze: l'incoronazione di Arianna con un diadema di stelle, si riferisce sì al mito della formazione della Costellazione di Arianna, ma sarebbe, allo stesso tempo, un'allusione alle stelle che compaiono nello stemma familiare[29] degli Aldobrandini[30]. 60 relazioni. Ne scaturisce una furiosa battaglia, al culmine della quale, Perseo, vedendosi ormai soverchiato dai numerosi nemici, estrae la testa di Medusa e li pietrifica. Per molto tempo ad imporsi è stata la visione del Bellori che, ne Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni (1672), ha fornito una lettura moralizzante degli affreschi della volta della Galleria Farnese[8]. I piccoli riquadri rammentano gli affreschi di Raffaello e bottega realizzati per una Loggia del Palazzo Apostolico in Vaticano, che in effetti erano stati integralmente riprodotti in incisione dal Lanfranco e il Badalocchio nel 1606[80]. Successive ipotesi hanno visto nel quadro una rappresentazione del mito di Glauco e Scilla[55], ovvero di un episodio delle storie di Teti e Peleo[56], ipotesi, quest'ultima, che poggia anche sulla circostanza che questo tema, in un affresco che presenta similitudini compositive con quello della volta Farnese, è stato affrontato da Agostino a Palazzo del Giardino, a Parma, poco dopo il suo congedo da Roma (1600 ca.). Il risultato finale fu un’originale combinazione di tre sistemi diversi: quello del fregio, quello architettonico e quello a quadri riportati, cioè racchiudendo le scene affrescate in illusionistiche cornici come se fossero delle tele appoggiate al muro[5]. Questi però ama Procri e cerca di sottrarsi all'abbraccio della dea. Più che dalla mitologia classica, Annibale ha derivato questa raffigurazione dalla Gerusalemme liberata del Tasso ed in particolare dal passo in cui (Canto XVI, 3) sono descritti i mirabili rilievi che istoriano il palazzo di Armida (talmente belli che loro: «Manca il parlar: di vivo altro non chiedi; Né manca questo ancor, s'agli occhi credi»), tra i quali la scena di Ercole e Iole che invertono i rispettivi ruoli. Palazzo Farnese Piazza Farnese, 67, 00100 Roma RM: Visite guidate. L'intuibile significato della scena è che la malìa d'amore può devirilizzare anche i più forti e ferini petti (per dirla con le parole del Bellori) e farli schiavi. In quest'ultima, anteposta a quelle di traduzione, compare anche l'incisione con l'apoteosi di Annibale – ideata dal Maratta – che, affiancato dal Genio, prende per mano la Pittura e la conduce verso Apollo e Minerva (tutori delle arti). Il classicismo viene èerò contraddetto dalla rappresentazioni dei corpi dei vari personaggi: infatti l'artista preferisce una rappresentazione più sensuale del reale a una più idealizzata e statica. Per il Bellori nel quadro riportato sarebbe celebrata la potenza di Eros (che infatti è presente), capace di signoreggiare anche Venere, dea dell'amore e sua madre. Con gli anni, tuttavia, tra le fine del Settecento e per gran parte dell'Ottocento, la complessiva fortuna critica di Annibale Carracci, e con essa quella della Galleria Farnese, calò di molto offuscata dall'accusa di eclettismo. Circostanza anche questa ritenuta incompatibile con la supposta funzione di celebrazione nuziale[18]. Il ciclo fu progettato con cura da Annibale (e, in parte, da suo fratello Agostino), come dimostra l'amplissimo numero di disegni preparatori conservatisi (le due maggiori raccolte di tali disegni si trovano al Louvre e nelle collezioni di Windsor Castle). Andromeda è una principessa etiope. Su entrambi i lati lunghi sono aperte delle nicchie in cui erano situate alcune delle celebri statue antiche di proprietà dei Farnese (in gran parte ora nel Museo archeologico nazionale di Napoli). Il tema della decorazione della volta della Galleria Farnese è gli Amori degli dèi e le singole scene raffigurate si basano in buona parte sulle Metamorfosi di Ovidio. Figura quest'ultima forse fonte ispiratrice di Bernini (la cui ammirazione per Annibale Carracci è documentata) per la sua Fontana del Tritone. Tour e attività al miglior prezzo per una visita indimenticabile di Roma! Il primo ambiente di Palazzo Farnese che Annibale Carracci effettivamente decorò è lo studio privato di Odoardo Farnese, noto come Camerino Farnese, in cui realizzò ad affresco un ciclo con le Storie di Ercole e per il quale dipinse anche la tela con Ercole al Bivio. La congregazione si era insediata a Parma proprio per volere dei Farnese e potrebbe essere stata questa l'occasione dell'instaurarsi del rapporto tra il pittore bolognese e la grande casata romana che avrebbe poi condotto, anni dopo, alla chiamata di Annibale da parte di Odoardo[3]. Nella lettura belloriana delle scene della volta la chiave che disvela il contenuto allegorico e morale del ciclo va individuata nelle quattro raffigurazioni (agli angoli) della lotta tra Eros e Anteros, figure che lo storico romano, interpreta (non senza qualche ambiguità in alcuni passaggi) come allegorie dell'amor profano (quindi lascivo e dannoso) e dell'amor sacro: l'ineluttabile vittoria di quest'ultimo è rappresentata nella scena in cui, secondo il Bellori, Anteros è cinto della corona della vittoria. Galleria immagini Carrozze Share | Musei Civici di Palazzo Farnese piazza Cittadella 29 29121 - Piacenza - Italy (mappa e contatti) ). L'affresco – da taluni messo in relazione ad un dramma di Gabriello Chiabrera[40] – ebbe grande fortuna a Roma, costituendo il modello di più opere di tema analogo realizzate da alcuni dei migliori artisti della scuola bolognese che operarono in città: è il caso dell'Aurora di Guido Reni nel Casino Rospigliosi-Borghese, di quella del Guercino nel Casino Ludovisi e, infine, del Carro di Apollo del Domenichino in Palazzo Costaguti[41]. La storia, tratta dalle Metamorfosi (Libro X, 176-219), narra dell'amore di Apollo per il giovane Giacinto e della disperazione del primo per aver involontariamente ucciso il suo amante in una gara di lancio del disco. Si tratta di un ambiente piuttosto stretto (all'incirca sei metri) e lungo (poco più di venti metri). Nel 1731 l’ultima discendente della famiglia, donna Elisabetta, sposò Carlo di Borbone, cui furono assegnati tutti i possedimenti romani. Completano il programma iconografico della volta dodici medaglioni in finto bronzo ossidato che si infrappongono ai quadri riportati. Il programma delle pareti lunghe è piuttosto articolato. La scena celebra la capacità seduttiva della bellezza muliebre, ma anche il lecito piacere dell'eros in una coppia, quale Giove e Giunone, unita in legittime nozze. Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario, Palazzo Ruccellai – Leon Battista Alberti – Analisi, Spedale degli Innocenti – Brunelleschi – Analisi. Per una prima, più risalente, tesi, Agostino avrebbe raffigurato un episodio tratto dall'Asino d’oro (o Metamorfosi) di Apuleio che ha per protagonisti le divinità marine Portuno e Salacia (Libro IV)[54]. La fonte di questo quadro è stata individuata nell'inno omerico ad Afrodite (184-195). Nelle intenzioni iniziali del suo nuovo mecenate la decorazione del Palazzo avrebbe dovuto riguardare la Sala Grande, cioè un grande salone di rappresentanza della dimora, da affrescare con le gesta militari di Alessandro Farnese – padre di Odoardo e Ranuccio – capitano delle armate ispano-imperiali di Filippo II alla guida delle quali, tra il 1577 e 1579, aveva ottenuto importanti vittorie nelle Fiandre a spese delle fazioni orangiste[1]. La composizione dell'affresco è stata messa in relazione ad un disegno di Raffaello raffigurante le nozze di Alessandro Magno e Rossane, dove un putto, con gesto prossimo a quello di Anchise, regge un piede della principessa persiana, a sua volta seduta in una posa molto simile a quella di Venere. Da questo celeberrimo precedente il Carracci mutuò innanzitutto la suddivisione dello spazio con una finta architettura. Sul piano iconografico questo quadro riportato segue pressoché alla lettera l'ekphrasis di un dipinto dello stesso soggetto che si trova nelle Immagini di Filostrato il vecchio, opera risalente al III secolo a.C. che contiene una serie di descrizioni di quadri (si ignora se reali o immaginari), tra i quali, per l'appunto, quello con Polifemo e Galatea (Libro II, n. XVIII). Quest'opera appare così reale e suggestiva che diventa il punto di riferimento per la successiva arte barocca. Palazzo Farnese: prenota i tuoi biglietti online con un clic e risparmia tempo all'ingresso! Anche in questo caso la fonte da cui sono tratte le scene sono le Metamorfosi ovidiane. Sul cornicione reale della Galleria, infatti, il Carracci collocò una serie di erme-telamoni (prolungamenti ideali delle vere paraste della stanza) che a loro volta reggono un architrave illusionistico: elementi derivanti dalle architetture dipinte che ripartiscono la volta Sistina[5].