[105] [35] La creazione di Corrado Guzzanti divenne in breve tempo molto nota, dando vita ad un tormentone lessicale durato a lungo e ritornato in auge anche qualche anno dopo, quando le affermazioni più ricorrenti del personaggio, riproposto nel nuovo spettacolo L'ottavo nano, erano ripetute dal pubblico in studio. Il 23 novembre 2003, durante la serata di solidarietà verso Sabina Guzzanti per la censura del suo programma televisivo Raiot, tenutasi presso l'Auditorium di Roma, salì sul palco vestito da Barbagli e criticò aspramente alcuni dei provvedimenti attuati dal governo Berlusconi II, tra cui la legge Cirami e il lodo Schifani.[97]. [85], In seguito, a seconda del ruolo, cambia il grado di memorizzazione del testo; quando la macchietta deve sostenere un dialogo con un interlocutore (per esempio, tutte le volte che nei panni di un personaggio, Guzzanti viene intervistato da Serena Dandini) è fondamentale ripetere con estrema precisione la frase come era stata inserita nel discorso, (anche se questo porta una forte riduzione della possibilità di digressioni estemporanee) per non rischiare asincronie e nonsensi che porterebbero la battuta immediatamente successiva all'incomprensione e al fallimento.[85]. L'incongruenza più evidente riguarda l'ultima parte del copione, il quale narra il dialogo tra il poliziotto e Quelo che manca invece nel DVD, la cui ultima scenetta ha come protagonista Lorenzo che tenta col suo stile inconfondibile di superare con un voto positivo l'interrogazione di Dio per avere in premio una donna con la quale ripopolare il mondo; infatti il personaggio era rimasto l'unico sopravvissuto del genere umano dopo che si era scatenato sul pianeta il diluvio universale. Corrado Guzzanti prepara ogni sua interpretazione con grande cura dei dettagli; ogniqualvolta Guzzanti lavora alla costruzione di un nuovo personaggio (seguendo un metodo caro a molti colleghi imitatori), per approfondirne le dinamiche mentali - con l'intento di una vera e propria ricerca psicologica - ne studia attentamente le registrazioni, così da svilupparne al meglio la personalità. Il fine ricercato da Guzzanti è proprio quello di non cercare affannosamente un effetto, una conseguenza pratica, ma quello di esprimere una critica e stimolare la consapevolezza.[78]. Corrado Guzzanti l’ha immaginata, divertito e complice, con Mattia Torre. Pandemia: 1 donna su 2 costretta a rinunciare al futuro, Marilyn Manson: l’arrivo del nuovo disco «We Are Chaos», Abbonati e regala Vanity Fair! A sedici anni coltivava il sogno di diventare da adulto disegnatore professionista di fumetti di fantascienza, ma dopo che la rivista a cui aveva mandato alcuni disegni per esaminarli non gli rispose mai, abbandonò il disegno per riprenderlo poi ai tempi di Avanzi quando, a lato di ogni copione, lasciava uno spazio per il fumettume. [13], Dopo avere frequentato il liceo scientifico (dove raccolse una bocciatura)[14] e la facoltà di Filosofia presso l'Università "La Sapienza" di Roma,[15] senza però conseguire la laurea, esordì come autore scrivendo un pezzo per un provino della sorella Sabina. Di sicuro, però, è tutt'altro che in «grossa crisi». A precederlo, la moglie dell'attore, Sagitta Alter, e le due figlie Susanna e Carlotta. [81] Per promuovere la creatività bisogna abbandonare la figura del comico che ci fa fare quattro risate, parlando di temi popolari e neutri, come il calcio, il sesso ed il traffico[82] ed invece, sostenere artisti come Maurizio Crozza,[81], Neri Marcorè[81] Gene Gnocchi,[79] Daniele Luttazzi,[81] Paola Cortellesi,[81] e la sorella Caterina,[80] che suscitano l'ammirazione del comico romano ed incarnano alla perfezione il modello di satira che lo ispira maggiormente. Realizzò in tre anni la trasposizione cinematografica degli sketch sull'invasione fascista di Marte già trasmessi in televisione, arricchita da scene girate tra il 2004 e il 2005 in una cava alla periferia di Roma e modificate digitalmente. img [14], Per quanto riguarda il cinema, Guzzanti apprezza il genere della commedia all'italiana e stima attori come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e in campo internazionale, Michael Caine. Corrado Guzzanti in La seconda che hai detto dal palco del #vanityfairstories. [89] La contestazione di Guzzanti si riferiva soprattutto all'idea degli autori di far interagire telefonicamente i conduttori in studio con il pubblico a casa, con elargizioni di premi in denaro per il semplice fatto di assistere alla trasmissione; relativamente a questo fatto, l'attore parlò apertamente di corruzione, e rivendicò a sé e al gruppo di Avanzi il merito di avere saputo coinvolgere i telespettatori senza cadere in comportamenti immorali e diseducativi. Fascisti su marte è il titolo del cofanetto edito dalla BUR nel 2007 e contenente, nello stesso formato delle opere precedenti di Guzzanti, un DVD (il film Fascisti su Marte uscito al cinema l'anno precedente) e un libro di 48[74] pagine con numerose foto del set di registrazione e le bozze originali realizzate dall'addetto alla cura degli effetti speciali. L'esordio in qualità di attore teatrale avvenne l'anno successivo, quando ottenne una parte nello spettacolo Il fidanzato di bronzo, prodotto dalla sorella e da David Riondino;[16] entrato nel gruppo comico di Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini nel 1989,[17] debuttò in televisione all'interno della trasmissione Scusate l'interruzione, dove portò in scena il suo primo personaggio, il regista di film horror Rokko Smithersons. La Terra è piatta, da Roma a New York non c’è nemmeno mezz’ora di volo, ma lo stato si è messo d’accordo con le compagnie aeree e così a nostra insaputa ci fanno girare in tondo per venti ore. Gossip. L'unica sostanziale novità introdotta da Guzzanti è stata l'imitazione di Antonio Di Pietro, interpretata non dal vivo ma registrata e mostrata al pubblico mediante un maxischermo collocato sullo sfondo del palco. Questo volume risale al 1998 e incorpora i due lavori precedenti, unificando in un singolo tomo le originali poesie de Kipli e le taglienti affermazioni di grande attualità di Rokko Smithersons, agli effervescenti motti di spirito del guru con il camice bianco.[68]. [96] Corrado Guzzanti si dichiara ateo: cfr. Benché nel marzo 2001 Silvio Berlusconi avesse definito «fantastica»[106] la comicità dei fratelli Guzzanti, successivamente incluse la satira di Corrado nel novero degli artisti della Rai, come Serena Dandini, Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi, Enrico Bertolino e Dario Vergassola, che con il loro lavoro attaccavano quotidianamente la figura del Presidente del Consiglio.[107]. [14], A otto anni era autore di una striscia a fumetti che aveva come protagonista un dinosauro buono chiamato "Buonannosauro",[14] dal momento che le creature preistoriche avevano attirato immediatamente la sua attenzione. (Daniele Luttazzi) ... A mia moglie Marina, che il destino ha voluto colpire, ponendomi sulla sua strada. Il libretto che si trova all'interno della confezione è di 111 pagine e contiene diversi copioni dei testi originali scritti da Guzzanti.[70]. (da "POE'SIE, ANGOSSIE & ALTRE STORIE") "BUON NATALE". [36] Tornò poi al teatro Jovinelli, dove lavorò ancora una volta insieme alla sua più importante collaboratrice, Serena Dandini, da poco nominata direttore artistico della stessa struttura. Qualche settimana dopo lo stesso Guzzanti, insieme a Neri Marcorè, Giobbe Covatta e Francesco Paolantoni, fu subissato di critiche da parte di una vasta fetta del mondo cattolico per avere offeso e dileggiato la figura di Padre Pio, del quale i quattro attori vestirono i panni durante l'intera terza puntata del programma satirico citato in precedenza. Terminato Il caso Scafroglia decise di raccogliere i contenuti più significativi e divertenti della saga sull'invasione fascista di Marte in un cortometraggio di quarantacinque minuti, presentato nella sezione Nuovi Territori alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2003. Corrado Guzzanti truffato per otre dieci anni: "un buco da oltre 900mila euro. [79] Considerando la propria posizione consapevolmente pessimista, l'attore romano ritiene che, generalmente, il pubblico televisivo sia sprofondato in questi anni in un «amarissimo e malinconico»[87] letargo e dia pochissimi segni di risveglio, anche se, come già detto, ne percepisce una latente voglia di riscatto. Corrado Guzzanti (Roma, 17 maggio 1965) è un comico, imitatore, attore, sceneggiatore, regista e cantante italiano. Così come la posizione di Guzzanti sulla necessità di codificare in qualche modo la satira è fortemente scettica, allo stesso modo dubita di chi difende la satira sempre e comunque, di chi non la considera sufficientemente pungente se non ferisce od offende, ritenendo falsa questa equazione. [85] Molte battute e gag vengono pensate per essere inserite in un momento ben preciso della rappresentazione, definendone così i tempi comici; in questo modo si crea una struttura in cui viene lasciato dello spazio all'improvvisazione, che secondo il comico è importantissima in quanto arricchisce il pezzo con ulteriori spunti e ne scongiura la parvenza di meccanicità che lo farebbe scivolare nello scontato e nel noioso. Dieci anni di irresistibile comicità, Era polare. Trasmesso in prima serata su Rai 2[34], il programma si reggeva prevalentemente sulle gag dei fratelli Guzzanti. Nel biennio 1992/1993 Guzzanti abbandonò alcune delle sue classiche gag per dedicarsi alle parodie di personalità della politica italiana - uscita malconcia dal caso Tangentopoli e dall'inchiesta Mani Pulite - come Ugo Intini, ex portavoce del PSI, (partito pesantemente coinvolto nei vari scandali) e successivamente tornato all'attività pubblica nelle file dell'Ulivo. Il conduttore, impersonato dallo stesso Guzzanti, questa volta senza l'ausilio di trucco o travestimenti, partendo dal caso, si dilungava in digressioni andando ad analizzare la situazione politica italiana, in quel momento caratterizzata dalla presenza di Silvio Berlusconi alla presidenza del consiglio. Ad esse si aggiungono quelle di Giampiero Mughini ed Umberto Bossi, quest'ultimo dipinto come un personaggio all'apparenza blasfemo e rivoluzionario, ma in realtà schiavo del mezzo televisivo e dei suoi padroni. Alcune di queste battute hanno dato luogo a forti polemiche, tra le quali: «Il Papa è un immigrato che ruba il lavoro ai Papi italiani! HOME AUTORI CATEGORIE FRASI PIÙ VOTATE AGGIUNGI UNA FRASE AL TUO SITO CONTATTI. [78] Al contrario di quanto pensano la sorella Sabina e Beppe Grillo, per Corrado Guzzanti l'attività satirica non si deve prefiggere obiettivi di tipo politico, anche perché «con la satira non si spostano voti»[80] ed essa deve stare molto attenta al modo con cui si trasmette un messaggio, in quanto è reale il rischio di scivolare nell'ambiguità ed essere criticati per una parolaccia o per un giudizio troppo pesante. Questa lista raccoglie i personaggi creati da Corrado Guzzanti dal 1990 a oggi, con una scheda di presentazione per ognuno di essi. Ad accompagnarlo nel tour, l'amico e collega Marco Marzocca, che ha interpretato i ruoli dello schietto e risoluto Ermes Cassiodoro, del "picciotto" agli ordini del Mafioso e soprattutto -in una riedizione de Il caso Scafroglia- di Padre Federico, e la sorella Caterina, nei panni di una tormentata Mariastella Gelmini, di una Miss Italia ignorante e di un angelo mendicante dall'accento est-europeo.[64]. [76] Il resto del libretto contiene il copione dello spettacolo teatrale, nel quale si riscontrano diverse incorrispondenze tra testo e DVD, date per scontate da Guzzanti che nel prologo del libro scrive: «Ciò che segue è il copione originale qui riproposto nel suo caos filologico.[...] e sostenendo l'anno dopo Walter Veltroni per la sua intenzione di smuovere la sinistra dall'immobilismo e di «inventare qualcosa di nuovo». Le sezioni seguenti comprendono, in ordine di lettura, i testi delle canzoni Muco nasale e Modella, interpretate una tantum in studio dalla macchietta; i copioni dei due interventi di Lorenzo nelle trasmissioni successive Tunnel e Pippo Chennedy Show (in una nota si racconta che a Tunnel lo sketch, nel quale il personaggio doveva irrompere sul palco alla fine dell'esibizione dei Nirvana, fu rovinato da un improvviso "ripensamento" dei componenti della band)[72]; un racconto pulp dove Lorenzo racconta con un italiano molto zoppicante l'uccisione di una donna e del figlio, padrone del bar dove si consuma la "tragedia"; infine, prima dell'appendice finale sono riportate due digressioni, ad opera di Marco Lodoli e Valeria Parrella, dove viene compilato un resoconto sul significato del personaggio, cosa rappresenta e come è riuscito Guzzanti ad illustrare con esso il carattere e il modo di fare dei giovani di oggi. [6] Tra il 2002 e l'anno successivo condusse insieme a Marco Marzocca Il caso Scafroglia, corrosiva striscia satirica quotidiana in cui Guzzanti chiarì definitivamente al pubblico le sue convinzioni politiche. Il comico lanciò nuovi e inediti personaggi, come il presentatore Pippo Chennedy, Gianfranco Funari, del quale caricaturò lo stile verbale, rendendolo ancor più rozzo e volgare, Romano Prodi, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti (protagonisti questi ultimi dei numerosi contrasti dentro la coalizione di centro-sinistra del governo Prodi I) e il santone Quelo, profeta della nuova era informatica che si serviva di una connessione internet ante litteram per diffondere la parola di un semplice parallelepipedo di legno, simulacro di una divinità, proposto come l'unico mezzo per combattere e sconfiggere il dolore e la violenza imperanti nel mondo moderno. Per quanto riguarda le parodie dei giornalisti, si contano Emilio Fede e Paolo Liguori, di comprovata fede conservatrice, ed Enrico Mentana, il cui rapporto con Berlusconi, proprietario delle reti televisive Mediaset per le quali ha lavorato per molto tempo fin dall'inizio degli anni 1990, è stato caratterizzato da non pochi screzi. [42], In primavera conobbe Alex Britti e gli fece da spalla nel corso della tournée musicale estiva, irrompendo sul palco e interpretando alcuni "classici" del suo repertorio satirico quali Quelo e Lorenzo. Sempre nell'analisi della situazione, Guzzanti arriva a considerare l'ignoranza come caratteristica onnipresente nei programmi televisivi e che «da handicap è stata promossa a modello di vita».[88]. In occasione della manifestazione di Piazza Navona dell'8 luglio 2008, organizzata dall'Italia dei Valori, ha appoggiato Beppe Grillo e le sue battaglie, pur avendo dei dubbi sul fatto che le sue iniziative di coinvolgimento popolare servano a qualcosa, non avendo cassa di risonanza per il comportamento oscurantista dei mass media.[99]. Si tratta di un bimbo musulmano e l’accaduto darà vita ad un dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside (Corrado Guzzanti), la maestra (Lucia Mascino), il bidello e sua moglie (Valerio Aprea e Iaia Forte) e naturalmente la mamma del bambino, insieme a sua suocera (Kasia Smutniak e … Liv Liberty ha nove anni, Lars Lincoln sette e Liam Lexington quattro. [24], Nell'autunno del 1992 riprese a collaborare alla stesura dei testi della nuova edizione di Avanzi, sempre condotta da Serena Dandini, con la quale instaurò un rapporto di stima professionale e personale, forte a tal punto da creare un sodalizio destinato a durare moltissimi anni. Infine, buona parte degli spezzoni inseriti nel supporto video vertono su temi di attualità politica, che Guzzanti ha voluto far prevalere per realizzare un'analisi, il più possibile completa e aderente alla realtà, dell'Italia e dello scenario internazionale tra il 2002 e il 2003. Fortemente esplicativo è l'esempio dell'imitazione di Gianfranco Funari, nella quale il movimento delle mani e delle dita è continuo e fedele all'originale. Imbuti è il titolo del quinto libro di Guzzanti, il primo ad essere corredato di un supporto video (formato VHS) montato direttamente dal comico, contenente le performance più divertenti dei personaggi portati in televisione negli ultimi dieci anni - da Avanzi a L'ottavo nano: Rokko Smithersons, Vulvia, Brunello Robertetti e le parodie di Antonello Venditti, Francesco Rutelli e altri ancora. Scopo della satira è, al contrario, «esprimere ed articolare una critica» per stimolare le coscienze del pubblico e portarlo ad una maggiore consapevolezza attraverso diversificati punti di vista riguardo ad un fatto o ad una decisione, che comporti conseguenze nella società alla quale appartiene. L'oggetto della satira sa di non ricevere critiche che possano intaccare la sua reputazione e ne gode perché questo tipo di comicità riesce ad «umanizzarlo ed assolverlo». Corrado Guzzanti ha scritto e inserito nelle sue prime opere diverse "massime", impartite in maniera ironica e riguardanti in particolare la politica. Essa è inevitabilmente di parte; infatti, recitando un brano di satira, ogni attore esprime sul fatto di cui parla un chiaro punto di vista, che dipende dalle sue idee e dal suo carattere. Post su Corrado Guzzanti scritto da Guido. Per quanto riguarda l'aspetto conferito al personaggio, Guzzanti vi ripone grande attenzione e, se l'originale si distingue per qualche stranezza nei movimenti e nei gesti, il comico cerca di esagerare queste caratteristiche, secondo i classici canoni della caricatura. Dal titolo dell'omonima trasmissione di Raitre, Il caso Scafroglia è costituito da un cofanetto con un libro (108 pagine) e due DVD di 240 minuti complessivi, nei quali si trovano gli sketch più divertenti e graffianti del programma. Il comico «alla Zelig»[79] è per Guzzanti un semplice intrattenitore che non sfrutta appieno le sue potenzialità e si limita all'utilizzo dei meccanismi consolidati della comicità, come la semplicistica caricaturizzazione dei difetti (molto spesso, banalmente, quelli fisici), più facilmente riconoscibili del potente o famoso di turno, oppure delle più insolite ma riconosciute abitudini che la società ha fatto proprie; fin quando un attore basa la sua esibizione su queste strutture generiche e superficiali, questo riscontrerà nel gruppo sociale o dell'individuo che viene satirizzato una forma di approvazione. [27] Nello stesso anno fece parte del Cast di Tunnel, programma televisivo ideato come sempre dal trio di autrici della TV delle Ragazze/Avanzi Valentina Amurri, Linda Brunetta e Dandini, che si distinse dal precedente per l'alternarsi delle esibizioni dei comici con quelle di protagonisti del panorama musicale italiano e internazionale: infatti, oltre ad artisti come Francesco De Gregori e Tazenda, furono invitati anche i Sonic Youth e i Nirvana, che proprio a Tunnel fecero la loro ultima apparizione televisiva,[22] a causa del suicidio di Kurt Cobain, frontman della band, avvenuto poche settimane dopo l'esibizione sugli schermi della Rai. Nel 1996, Corrado Guzzanti attaccò pubblicamente le trasmissioni televisive della domenica pomeriggio (non citò testualmente Domenica In e Buona Domenica, benché si riferisse chiaramente ad esse), accusandole di generalizzazione; contemporaneamente, invitò le produzioni ad insistere su trasmissioni di satira per contrastare il monopolio dei programmi citati in precedenza, facendo i complimenti a Fabio Fazio per il suo Quelli che il calcio. Omaggio a Corrado Guzzanti, comico romano. Corrado Guzzanti Frasi Celebri dei comici di Corrado Guzzanti frasi famose, aforismi, citazioni e ancora Frasi Celebri dei comici di Corrado Guzzanti. [87], Secondo l'attore, le responsabilità vanno ripartite in parti uguali tra Rai e Mediaset, che «impostano un modello di tv al ribasso»[79] in una concorrenza che non lascia spazio a digressioni creative, trasmettendo invece programmi «degradanti» per l'educazione dei ragazzi; a tal proposito, Guzzanti afferma che, se avesse un figlio, preferirebbe che guardasse cassette porno o che fosse un «teppistello» piuttosto che guardare in tv i reality show, ritenuti pericolosi perché «esercitano un'azione depressiva». Intervistato dalla giornalista del Corriere della Sera Maria Volpe, Liguori rivelò di non apprezzare la parodia per i toni a suo dire «dispregiativi» usati dal comico romano nei confronti suoi e del telegiornale di cui era responsabile. Le massime di cui si parla in precedenza servono ad alleggerire il carico della parte in rima e risalgono, da quanto scrive Guzzanti all'inizio del libro, al «periodo ingrato» di Kipli, quando quest'ultimo esercitava la professione di scrittore di biglietti per cioccolatini, con uno stile pungente e dissacrante, molto apprezzato dai proprietari della fabbrica. Corrado Guzzanti prese soprattutto di mira due personaggi chiave della politica e del giornalismo italiani nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica: Ugo Intini, di cui aveva già sperimentato la parodia nelle battute finali di Avanzi ed Emilio Fede, passato da qualche tempo a Mediaset e divenuto uomo di fiducia di Berlusconi. Poco dopo, insieme a Marco Marzocca, scrisse il copione della nuova pièce teatrale ... La seconda che hai detto! Analizzando realisticamente e con un velo di rimpianto l'impossibilità di tornare ad essere una tv educativa, definisce come «diabolico» il riuscire a renderla «addirittura diseducativa». Qualche tempo prima, in una puntata de Il caso Scafroglia, aveva scagliato una pesantissima invettiva contro Berlusconi e la popolazione italiana, rea di non «prenderlo sul serio» e di non rendersi conto di quanto il Presidente del Consiglio stesse operando per «fare a pezzi la democrazia», ricordando le leggi sul legittimo sospetto, l'immunità parlamentare, la cosiddetta "salva-Previti"[98] e altri provvedimenti che secondo lui avrebbero fatto diventare Berlusconi un dittatore. [100]», Bossi dimostrò di non apprezzare il proprio clone, dando vita ad una controversia destinata a durare qualche settimana. [43], In autunno Guzzanti tornò in televisione con Neri Marcorè e la sorella Sabina, partecipando a L'ottavo nano, trasmissione satirica condotta, come gli show degli anni precedenti, dalla Dandini. Le volgarità fanno raramente parte dei manoscritti di Guzzanti, che evita quasi sempre la battuta con la "parolaccia" improvvisa, usualmente molto efficace a suscitare la risata dell'ascoltatore. Tra i motti più ricorrenti di Quelo, «La seconda che hai detto!» e «C'è grossa crisi!», che ritornano inesorabilmente in moltissime "spiegazioni". [108], In considerazione delle sue idee politiche, la comicità di Corrado Guzzanti viene spesso considerata di parte, in quanto andrebbe a prendere di mira soprattutto le personalità della destra per favorire i rappresentanti della sinistra. Un altro termine, perplimere,[102] come indicato dalla Accademia della Crusca, va a riparare un'espressione mancante ereditata dal latino, quella cioè di «rendere perplessi»; Guzzanti, con questo suo vocabolo, ha colmato un vuoto lessicale e anche per tale ragione questo termine ha poi incontrato una grande diffusione. Si tratta di un bimbo musulmano e l'accaduto darà vita ad un dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside (Corrado Guzzanti), la maestra (Lucia Mascino), il bidello e sua moglie (Valerio Aprea e Iaia Forte) e naturalmente la mamma del bambino, insieme a sua suocera (Kasia Smutniak e … Il libro di Quélo e di altra gente in grossa crisi, Lorenzo e la maturità. [22][29], Guzzanti interpretò l'ex-collaboratore di Bettino Craxi in diversi sketch, in studio oppure registrati; celebre fu quello in cui il finto Intini tormentava una spaventatissima Francesca Reggiani uscendo di notte e all'improvviso dai luoghi più disparati, come cassonetti della spazzatura, frigoriferi e perfino vasi sanitari, rassicurandola che il periodo di Tangentopoli era terminato e che la politica italiana era cambiata, pronta a tornare più forte di prima. C.F E P.IVA reg.imprese trib. Così come il lavoro mal realizzato di un artigiano viene contestato sulla base di un progetto precedente, un'espressione di comicità satirica può essere censurata o bandita sulla base di canoni già configurati: è con questo paragone che Guzzanti esprime la sua diffidenza nei confronti di qualsiasi definizione della satira.[78]. Diffida di chi ti da' consigli e poi ti insulta, stronzo! Niente catechismo, niente comunione né cresima. Nella stagione 1995/1996, fece il suo esordio in Mediaset nella trasmissione della Gialappa's band Mai dire gol, dove propose l'imitazione di Paolo Liguori, all'epoca direttore di Studio Aperto. Le varie riflessioni, sempre critiche, sull'attività politica del governo erano intervallate dagli sketch del comico, che propose nel programma caricature come il Mafioso, ritratto nella sua arroganza e nei suoi poteri per nulla affievoliti dal carcere (e dunque in aperta polemica con le presunte inefficienze dell'articolo 41 bis), la figura del Massone, l'imitazione dell'allora Ministro delle Finanze Giulio Tremonti (presentato come uno scialacquatore del denaro pubblico e sfrenatamente dedito al gioco d'azzardo) e il gerarca fascista Barbagli, leader di un manipolo di uomini partiti alla conquista del Pianeta rosso nella striscia satirica Fascisti su Marte, trasmessa all'interno di ogni puntata. [23], Poco dopo, nel mese di giugno, debuttò nel cinema insieme a Stefano Masciarelli con il film Prima le donne e i bambini, per la regia dell'esordiente Martina D'Anna. [30], Oltre a quelle già citate, Guzzanti interpretò (una sola volta) anche l'imitazione del calciatore Roberto Baggio, in quel periodo protagonista di uno spot per la compagnia petrolifera dell'Ip. La vita sentimentale di Corrado Guzzanti è sempre avvolta da un'aura di mistero. Divenuto famoso nel 1992 come comico di punta dello show televisivo Avanzi,[5] da allora Guzzanti ha partecipato a quasi tutte le trasmissioni satiriche di Serena Dandini, con la quale ha realizzato e prodotto programmi come Tunnel, Maddecheao', Pippo Chennedy Show e L'ottavo nano. [32] In una delle puntate della nuova edizione di Mai dire gol, Guzzanti si travestì anche da Ugo Intini, interpretando un'ironica canzone su Tangentopoli: quella fu l'ultima apparizione nelle vesti del politico dell'ex-PSI. Milano n. 00834980153 società con socio unico, People Andrebbero curate con l'olio di ricino!». Come secernere agli esami è il titolo di un cofanetto, pubblicato dalla BUR senza filtro nel 2005, contenente il meglio della trasmissione Maddecheao' (datata giugno 1993), sia su supporto cartaceo che video. Alcune di queste nuove parole sono, per esempio: antiproibizionale, cartone animale, psicoanale, sospensionismo e sopravvolare. [49], Guzzanti fu poi ospite del divano del talk show Parla con me, la nuova trasmissione di Serena Dandini, in sole due occasioni: la prima vestendo nuovamente i panni di Giulio Tremonti[50], la seconda irrompendo in studio a bordo di una camionetta e relativi squadristi, con la divisa di Barbagli e recitando un monologo sulla recente situazione politica italiana, dal punto di vista di una persona trasportata nel 2000 direttamente dal Ventennio. Guzzanti, quando al telefono ho sentito le voci di bambini ho pensato ai nipoti, invece sono i suoi figli…Una famiglia estesa abbastanza fuori epoca… Siccome i miei figli grandi non mi hanno fatto la grazia di diventare genitori, mi sono dovuto “nonnificare” da solo. [101], Per quanto riguarda le invenzioni linguistiche, Corrado Guzzanti ha introdotto nel lessico comune alcuni neologismi funzionali per le sue gag, specialmente quelle di Rokko Smithersons dove il personaggio in questione storpiava titoli di film, nomi di celebrità, o parole appartenenti a linguaggi settoriali.