Cercate di capirmi, sono tornato a Torino dopo aver lavorato lontano per due anni e abbiamo subito rivinto lo scudetto, una soddisfazione grandissima. Davide Ballardini e la panchina del Genoa sembrano incatenati l’uno all’altro. Da questo momento la Juventus congela la partita e allunga un orecchio al risultato dell’Olimpico, dove praticamente in contemporanea Vieri porta in vantaggio l’Inter, facendo durare il sorpasso della Juventus appena 10 minuti. inter-bologna live "Non hanno massacrato solo me, tutta la squadra è stata massacrata": il 5 maggio 2002 è una ferita ancora aperta, per i protagonisti di quell’ Inter . Pur essendo un giocatore di alto livello il suo periodo in Italia verrà ricordato solo per questa partita. Certo, andare a riposo con il risultato favorevole sarebbe stato meglio: nella ripresa abbiamo dovuto ricominciare da capo e siamo stati frenati dall’ansia». Intervistato da Il Giornale, Vratislav Gresko ha parlato così del 5 maggio 2002, e dello Scudetto perso dall’Inter con la Lazio. Quello che appare evidente dallo stadio è che i tifosi della Lazio sono lì quasi solo per tifare Inter. I protagonisti: Ronaldo, Poborsky, vendetta di Mourinho, Conte e Inzaghi Gli animi sono tranquilli e le telecamere inquadrano lo spettacolo della sciarpata nerazzurra della Curva Sud da dove sventola anche qualche bandiera tricolore. Finisce quindi per appoggiarsi ai senatori dello spogliatoio, anche se non va sottovalutato il merito di aver capito prima di tutti gli altri che l’erede di Nedved era già in casa, ovvero Stankovic. : «Yo estoy contigo» (cioè: “Sono qui con te”), ma evidentemente  il messaggio e le parole dell’allenatore non arrivano alla testa dei giocatori che dal rientro in campo appaiono evidentemente troppo tesi. La prima partita contro l’Inter arriverà nel marzo 2007, vestendo la maglia del Milan nel suo primo derby dal ritorno a Milano, segnerà il gol del momentaneo vantaggio. I nerazzurri raggiungono la Fiorentina al terzo posto dell'albo d'oro: solo Juventus e la stessa Roma ne hanno vinte di più, 9 a testa. In sostanza l’Inter ha paura che l’Udinese sarà troppo arrendevole, vista anche la salvezza conquistata la settimana prima grazie ad una vittoria all’ultimo minuto contro il Lecce, e la Lazio troppo motivata. Il giorno dopo Ronaldo, che è volato subito a Rio de Janeiro per iniziare la preparazione il Mondiale 2002, sembra aver riordinato le idee e assume un profilo più istituzionale: «Sono dispiaciuto per la mancata vittoria: per me, per i miei compagni e tutta la società, per il presidente e per i tifosi che comunque ringrazio per il sostegno in tutta la stagione. , con una parte della stampa e dei tifosi pronta a chiederne l’esonero. Il gemellaggio tra le due tifoserie resiste a questo trauma, addirittura il presidente Cragnotti si lamenta a fine gara dei tifosi della Lazio che hanno tifato contro. Ad inizio stagione le cose però non girano come dovuto: per mesi Lippi si trova in bilico, accusato di essere una minestra riscaldata, con una parte della stampa e dei tifosi pronta a chiederne l’esonero. Nessuna delle due squadre ritiene il centro del campo la zona preferita per lo sviluppo della manovra e preferiscono giocatori in grado di dare copertura e sostanza. Successivo LAZIO-INTER 2-2 AL TERMINE DELLA PRIMA FRAZIONE DI GIOCO. Una rimonta che, nonostante tutto, lascia ancora all’Inter il destino nelle proprie mani. L'Inter vince la sua sesta Coppa Italia battendo nella finale di Roma i giallorossi per 1-0. Una delle più grandi delusioni della mia vita». In tribuna viene inquadrato il presidente Moratti che sorride e si fa il segno della croce. 5 maggio 2002, l’Inter perde con la Lazio e lo scudetto va alla Juve: storia di un crollo (e di una lite infinita) Sono passati 18 anni dallo storico tracollo dei nerazzurri. Le lacrime di Ronaldo fanno da … Era lontanissimo per ideologia politica da quei tifosi che ci chiedevano di perdere, e altrettanto distante dalla maniera italiana di vivere le partite». Ma le altre non sono da meno e fanno riferimento al fatto che proprio contro la Lazio all’Olimpico è arrivato l’infortunio che gli ha cambiato la carriera: «Doveva essere un sogno. Non ha ancora compiuto 18 anni ma sembra già un giocatore maturo. Invece è un incubo. Credo che siamo entrati in campo troppo convinti di vincere. Lazio-Inter: Simone Inzaghi e il 5 maggio 2002, quel 4-2 che segnò la storia nerazzurra La squadra di Spalletti si gioca l'accesso alla Champions League 2018-2019 con i biancocelesti all'Olimpico all'ultima giornata: una gara decisiva come quella del 5 maggio 2002 che si trasformò in una delusione sportiva storica per l'Inter, sconfitta e sorpassata da Juventus e Roma. Chiunque alimenta sospetti ha delle responsabilità, il calcio è una materia pulita. La mossa forzata di Zaccheroni avrà maggiore successo di quella di Cúper, nonostante inizialmente sembra il contrario visto che il brasiliano non tiene un pallone nei primi minuti, mentre Dalmat in conduzione sembra poter saltare sempre il marcatore diretto. Il cross di Fiore è perfettamente calibrato per finire sulla testa di Simeone che sovrasta Cristiano Zanetti sul secondo palo, Toldo può solo guardare la palla che va in porta. Il 5 maggio le partite iniziano tutte in contemporanea alle 15 e dopo appena due minuti la Juventus passa in vantaggio col capocannoniere del campionato David Trezeguet, che viene lasciato completamente solo su di un cross a difesa schierata da rimessa laterale e può colpire facilmente di testa. Semplice, il 5 maggio 2002. team Leggi. Ronaldo viene più incontro, giocando da seconda punta, mentre Vieri si muove nei pressi dell’area, ma è evidente come provino a vincere la partita più che altro relazionandosi con gli altri compagni che li servono a turno. Dopo il gol del 4-2 si moltiplicano le crudeli inquadrature della Curva Sud ora ammutolita e della disperazione dei singoli tifosi. Un’impresa incredibile che porta la firma di grandi uomini, campioni, fuoriclasse. Lippi racconta la cavalcata della Juventus verso il tricolore. Questa è l’azione che ne segna l’esperienza interista e in parte la carriera. Protagonisti della mattinata i bambini di 5, 6 e 7 anni hanno partecipato all’evento organizzato dalla Romulea in collaborazione con il Settore Giovanile INTER. : «Penso che almeno la palla al centro l’abbia battuta la Juventus oggi. Un 4-4-2 che vuole arrivare il prima possibile all’area di rigore avversaria, con la coppia Vieri-Ronaldo davanti, il rifinitore Recoba sulla fascia sinistra e l’ala pura Sérgio Conceição su quella destra. Pur essendo un giocatore di alto livello il suo periodo in Italia verrà ricordato solo per questa partita. Notizie correlate. Il possesso si impantana sulla trequarti dove la Lazio riesce a recuperare e ripartire, dando l’idea di poter essere pericolosa nonostante sia l’Inter a dover fare la partita. Nonostante i richiami di Cúper per alzare il baricentro alla linea difensiva, la squadra finisce con attaccare con solo 4 uomini nella trequarti avversaria, mentre il centrocampista Di Biagio è a sostegno alle loro spalle e Cristiano Zanetti bloccato a proteggere la linea difensiva. Anche se la scena più curiosa è quella di Di Biagio che appena l’Inter recupera palla chiede calma ai compagni della difesa, per poi provare alla prima occasione utile qualche secondo dopo un tiro da 35 metri che finisce in curva per il disappunto di Cúper. Le due tifoserie, inoltre, erano gemellate, e una parte dei tifosi laziali considerava anche che, in caso di sconfitta dell’Inter, ci sarebbe stata la remota possibilità di una vittoria della terza classificata e rivale storica, la Roma. Cosa pensa Stephen King delle serie tratte dalle storie di Stephen King. Il 5 maggio le partite iniziano tutte in contemporanea alle 15 e dopo appena due minuti la Juventus passa in vantaggio col capocannoniere del campionato David Trezeguet, che viene lasciato completamente solo su di un cross a difesa schierata da rimessa laterale e può colpire facilmente di testa. È l’ultima partita per Zaccheroni, arrivato alla quinta giornata per sostituire Dino Zoff dopo un inizio di campionato da incubo con 3 punti nelle prime 4 giornate e il terzultimo posto in classifica. Il gol arriva per un errore di Peruzzi, che in uscita sul primo calcio d’angolo dell’incontro si perde il pallone che finisce sul sinistro di Vieri dopo un tocco di Di Biagio. Dopo il gol Poborsky si rivolge alla curva Nord che con parole che non conosciamo ma che possiamo immaginare, ricevendo solo un veloce abbraccio dei compagni. Ronaldo tornerà a giocare all’Olimpico per la prima volta solo nel dicembre del 2004, segnando anche nella vittoria per 3-0 contro la Roma nel girone di Champions League. Una delle immagini che più rimarranno nella memoria vede un Antonio Conte fradicio di spumante che viene trascinato dai compagni nello spogliatoio mentre urla la sua gioia ai microfoni «Stiamo godendo» dice ricordando quanto successo nel diluvio di Perugia due anni prima. A fine partita, dopo che tutto il mondo ha visto le sue lacrime, Ronaldo preferirebbe non parlare, riescono a strappargli qualche frase inseguendolo con i microfoni, quella che ne racchiude il pensiero è. : «Ormai l’ho capito: la delusione, nel calcio, è diventata la mia compagna». Poco dopo viene inquadrato con la testa sorretta solo dalla mano sinistra, forse inconsapevolmente a coprirsi gli occhi che fissano terra. In ballo c’è un gemellaggio tra le due tifoserie, ma anche il fatto che una vittoria dell’Inter scongiurerebbe l’infausta opzione di uno nuovo scudetto della Roma. Quando ricevono il pallone nei pressi dell’area guardano la porta e non dove si trova il compagno di reparto. 5 maggio 2002 - 3000 - Campionato di Serie A 2001/02 - XXXIV giornata. Era lontanissimo per ideologia politica da quei tifosi che ci chiedevano di perdere, e altrettanto distante dalla maniera italiana di vivere le partite». Abbonati al Post per commentare le altre notizie. accederebbero direttamente alla Coppa UEFA come sesta, invece di giocarsi l’accesso con quel torneo infernale che è l’Intertoto, che vorrebbe dire anche rivedere i programmi per le vacanze. Ad aprile la coppia Vieri-Ronaldo è finalmente in campo e contribuisce alla vittoria contro il Brescia e quella contro il Piacenza, mentre Vieri salta la trasferta a Verona contro il Chievo in cui 1 gol e 1 assist di Ronaldo non bastano però per andare oltre il pareggio. Anche per questo nei primi minuti il pallone è più in aria che sul terreno di gioco, con le due squadre che verticalizzano rapide con lanci dalla difesa o dal centrocampo nella speranza di trovare lo spazio giusto. Il gol del pareggio proprio alla fine del primo tempo diventa una mazzata psicologica inaspettata per l’Inter, che fino ad allora sembrava effettivamente in controllo della situazione e che invece deve passare quindici minuti negli spogliatoi sapendo che la Juventus gli è davanti. Mentre all’Olimpico ci si dispera, a Udine c’è l’invasione di campo di tifosi e giornalisti per circondare la squadra vincitrice. È bastato un gol prima dell’intervallo per fare a pezzi la psiche della squadra. Diventò d'obbligo una data simbolo del calcio italiano. Un primo sguardo alle avversarie delle italiane. Inter, Ronaldo: "Il 5 maggio del 2002 la mia più grande delusione" ... "Penso che Cuper abbia sbagliato la formazione, mettendo un giocatore di troppo a centrocampo. Da adolescente ho consumato quel CD: ho provato a rivincere lo scudetto con la Roma di Totti e Cassano, vincerlo con l’Inter del tridente Ronaldo, Vieri e Recoba, vincerlo con il Milan di Shevchenko e Rui Costa, o con il Parma di Nakata e Di Vaio, oppure fare meglio della fantastica stagione del Chievo neopromosso, far tornare grande il Bologna di Nervo e Signori o la mia preferita, provare a salvare una Fiorentina in piena crisi economica ma con a disposizione Chiesa e Adriano in attacco. In quella settimana si parlava troppo dell’acquisto di Nesta, che sembrava fatto e che forse non avrebbe giocato. Quando gli chiedono del perché non abbia sostituito Gresko a fine primo tempo, in un momento di evidente difficoltà mentale, l’allenatore fa capire con una punta di amarezza che dopo è sempre facile parlare: «Adesso si possono dire tante cose, quel che è certo è che sono scesi in campo gli uomini migliori. Questa è l’ultima partita alla Lazio per Poborsky, arrivato a gennaio 2001 dal Benfica, a stagione in corso litiga con dirigenza e ambiente e decide di tornare a Praga per terminare a casa la carriera. Nonostante mancano ancora 70 minuti, la reazione dell’Inter è immediata e rabbiosa. Nonostante alla ripresa della stagione prometta vendetta, in realtà si è convinto che non vuole più vestire la maglia dell’Inter: durante il precampionato si rivela non riconciliabile il rapporto con Hector Cúper, il giocatore chiede e ottiene proprio l’ultimo giorno di mercato la cessione al Real Madrid. Quel 5 maggio 2002. I giornalisti scrivono». È sempre dietro la bellezza che si nascondono le tenebre. Il 5 maggio, sul piano sportivo, sarà sempre ricordato come l’anno della sconfitta nell’ultima partita di campionato per l’Inter che, battuta a Roma dalla Lazio, consegnò lo scudetto alla Juventus. Il 5 maggio 2002 è una data che per i tifosi dell’Inter evoca un vero e proprio incubo. L’Inter parte ogni anno col vento in poppa ma con destinazione isola di Sant’Elena, suo malgrado.