Immagina un pomeriggio d'estate, un prato verde brillante senza orizzonte,
il cielo terso con nuvole di mille forme che giocano a creare fantasie, il
vento lieve e caldo...il vento lieve e caldo che muove l'orlo di un
vestitino azzurro di lino, con bordi di pizzo sottile.
Immagina una bimba con gote accaldate e capelli castani, mossi in morbidi
ricci sulle spalle, che osserva intimidita ma eccitata, con la testa
appoggiata ad una staccionata, uno splendido puledro nero come la notte.
Immagina la sua criniera nodosa e selvaggia, i suoi occhi pungenti e
umidi...scalpita, galoppa a tratti, sbuffa...troppo limitante quel recinto
per la sua furia interna...vuole correre via, sospeso sull'orlo dell'erba,
fuggire verso la sua affannosa libertà e chiede un alleato coraggioso.
Occhi negli occhi, sudore nel sudore; due corpi vibrano della stessa
frenesia...due essenze diverse sono attratte dallo stesso richiamo...si
incontrano...si compenetrano...è l'attimo dell'unisono.
Irresistibilmente incosciente è la bimba che scavalca le assi di legno;
furiosa è la bestia davanti a quell'esserino così piccolo, ma pericoloso ai
suoi occhi...è l'attimo della paura.
Due corpi si toccano...lisce e sudate le manine di lei...ispido e pungente
il pelo del muso di lui...è l'attimo del contatto.
Adesso corre libero, verso la sua paurosa libertà, vola nel vento lieve e
caldo...il vento lieve e caldo che muove l'orlo di un vestitino azzurro di
lino, con bordi di pizzo sottile.
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