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Nuove Poesie 2

Mercoledì 01 Dicembre 2010 20:48 Marco Saya
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Sono la matricola 524

Dunque ho un nome



Mi chiamo Cinquecentoventiquattro...



Non sono allora un numero!

Come sono contento!

E pensare che ero convinto

Di essere un codice fiscale

Il numero di un citofono

L’Ehi tu...detto da un passante

Una carta di credito

Una password con

Una data di scadenza

Sono la matricola 524

Dunque ho un nome



Mi chiamo Cinquecentoventiquattro...



*



Mi chiama il momento

Mi dice di aspettare la risposta

Nella pausa dell’intervallo troppo

Breve per un caffè non consumato

E il tempo riprende a lavorare



*



Oggi splende il sole e

Mi apparto a riflettere

Sul mio non capire la

Mia donna - ora di un altro –

Che l’ha rapita per un sogno

Che le avevo promesso e

Le sabine non anelavano

Essere rapite e consumate.



*



Quando incontri qualcuno

Ti sembra di fare un passo avanti

E un nuovo pezzetto si aggiunge al tuo

Puzzle incompiuto dalle troppe assenze

Per i tasselli mancanti e l’abbandono

Successivo aumenta i buchi che pensavi

Di chiudere e allora aspetti il nuovo errore

Pronta a ricominciare il gioco ormonale che

Illude per poco tra risa e baci diversi e la testa

Ti segue ricordando il passato che non

Puoi più riprendere...



*



Cerchiamo un corpo più giovane

Dimenticando che il nostro non lo è

Più e gli ultimi fuochi reclamano

Un pompiere che accorra con calma

E spenga l’immaginazione di noi

Bambini che sognamo quel vecchio

Ancora lontano e quando si avvicina

Scappiamo e fingiamo di essere altri...



*



Non mi stancherò mai di ripetere

L’assurdità del nostro vivere tra

L’indifferenza di tutti e un morto

Per strada non attira l’attenzione

Perchè è successo a lui e a me

Non potrà mai succedere...



*



L’unica vera malattia inguaribile

È il sesso che miete miliardi di

Vittime che non possono essere

Curate e manca l’antidoto perchè

I sensi si moltiplicano e sono

Resistenti agli antibiotici e poi

Perchè resistere?



*



La poesia, sempre il solito ritornello

Di gabbiani sparuti che chiedono

All’alba dov’è il mare perchè la

Petroliera l’ha nascosto e quando

Giunge sera il colore è sempre uguale!





*



Ritornare a essere semplici, veri nei

Pensieri , nello scrivere di un mondo

Che non ci appartiene ma lo subiamo

E il suo coraggio ci porterà nella fossa

Che spegnerà quella voce che

Passeggiava distratta...



*



I massimi sistemi, una gran bella puttanata!

Loro sono sempre lì, statici, da millenni

Non dicono, siamo noi che chiediamo e

Ci diamo le risposte che vogliamo per

Gratificarci di una merda di vita spesa

Tra le nostre miserie e l’essere così

Fragili , figli di un disegno che non

Esiste , esiste solo che ora ci sei e dopo non più.



*



Non dobbiamo pensare a un perchè!

Così è tutto più facile e possiamo

Dire che l’evoluzione della specie

Non vi è stata e due cellulari in più

Ci collegano con l’infinito...



*



La sensibilità improvvisamente

Dimentica che hai fatto parte di

Un breve tragitto con chi

Ti ha portato sul palmo della mano

Come la persona migliore al mondo

In quel momento spezzato da lieve

Brezza indecisa



*



Essere in balia di tutti

Di tutto non vi è ragione

Provo una grande pena

Per chi risolve il rebus

Ma l’anagramma è di troppe

Lettere e il malcapitato accorcia

L’alfabeto così è tutto a posto...



*



Ritorno a dire che l’amore si

Rinnova nello scazzo quotidiano

Di quando ti svegli e fuori ti

Aspetta quella donna che

Alla fermata ti guarda e sorride

Per il pensiero che potrebbe essere

Diverso e poi scendi prima sperando

Che il mattino successivo quel sorriso

Ti dia il buongiorno e scenda assieme a te!



*



E...parliamo un pò di questi anni

Ammuffiti e sotterrati dalla noia

Di chi si non si dà pace al grigiore

Di un cielo, una volta azzurro, che

Non si guarda più perchè attraversiamo

Strade con sguardi abbassati e un cane

È l’unico animale che riusciamo

Ad accarezzare perchè i morsi li

Abbiamo già presi da altre bestie

Che ringhiano e vomitano parole

E non si riconoscono più

E più non si amano

E più sono soli

Aspettano sempre di essere morsi

Di mordere perchè la dentiera ancora tiene

E gli anni passano così...

Tra i contorni di una forma e il nulla dentro il vuoto







*



Ci si lamenta di tutto e di tutti

Perchè non capiscono che il silicone

Non allunga la vita e le rughe dentro

Ci corrodono assieme alla Coca light

E allora ci si lamenta di un tale che

Non riesce a darti l’amore chiuso

Nell’ottuso egoismo di soddisfare

Una voglia primordiale e di nuovo

Ci si lamenta degli altri sbagliati

Nel pilotare un’arca che affonda

Perchè il mare è mosso e il

Conducente ti butta a mare perchè

Non sai nuotare!



Ci si lamenta di NOI

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