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"Scipioni il sempreverde" intervista di Raffaele Calafiore

Martedì 16 Novembre 2010 15:18 Admin -
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SCIPIONI IL SEMPREVERDE
di Raffaele Calafiore




La fiera del libro, luogo di promozione libraria, vendita di libri ma anche dibattiti e incontri, in senso lato. Girando un po' qua e la, tra le tante proposte editoriali e tanti editori, vecchi o nuovi, piccoli o grandi, ci siamo imbattuti nei libricini, libricini perchè piccoli di formato, dell'anomalo editore Felice Scipioni che si è reso disponibile alle nostre domande e non ha perso occasione anche per qualche sfogo.





Scipioni, una casa editrice anomala nel senso che pur non essendo una casa editrice “a pagamento”, pur non servendosi di distributori, riesce a vendere 5.000/6000 copie di ogni titolo, toccando anche la cifra delle oltre ventimila copie per alcuni titoli della collana “Curiosità del Giardino di Epicuro”. Dov’è il segreto?


Allorchè qualche “folle” decide di diventare editore (ogni anno ne nascono circa 100 e ne muoiono 99), si preoccupa subito di contattare un importante distributore e appena controfirmato il contratto, si rallegra molto e sogna gente fuori dalle librerie, in fila per acquistare la primizia editoriale. Si aggira invasato per la tipografia alla quale ha commissionato la sua “creatura”. La tocca, la sfoglia, l’annusa . E’ raggiante e appagato.

Se è vero che gran parte degli editori nascenti sono squattrinati, dopo un anno sono anche pieni di debiti e sull’orlo del fallimento. Invocano contributi e sottoscrizioni per poter continuare a indebitarsi sempre di più.

Il distributore diventa il capro espiatorio e il novello Gutemberg stenta a comprendere che distributori e librai non hanno alcun interesse a promuovere un editore appena nato e con tanti grilli in testa.

Per quanto mi riguarda ho capito fin dall’inizio che per sopravvivere bisogna stare alla larga dai distributori e dalle librerie, soprattutto – per quest’ultime - da quelle con apparati burocratici, con i direttori, i vice direttori….Qualcuno scoprirà che “i libri si vendono anche in libreria”, ma non basta la scoperta, occorre passare all’azione…Purtroppo chi è stato contagiato dal fascino della carta stampata, è facile che si senta troppo importante e sufficientemente megalomane per rimboccarsi le maniche e adattarsi alle mansioni più umili che la povertà del libro richiederebbe.

E’ poi di primaria importanza che i titoli , i sottotitoli, le copertine, i contenuti, gli argomenti trattati e lo stile espositivo debbono essere tali da catturare l’attenzione e la simpatia di quell’esercito smisurato costituito dai non lettori, attirati da ben più seducenti sirene che non siano i libri.


Una scelta di marketing precisa quindi, quella di essere presente con la vendita di libri, in posti insoliti per questi prodotti, come possono essere le tabaccherie, le trattorie o i bar?


- Aggiungerei anche gli Alberghi, gli Agriturismi e le Edicole di alcune stazioni ferroviarie . Si noti che questa diffusione alternativa è limitata soltanto ad una parte della costa tirrenica tosco-laziale. Di più non è consentito alle limitate forze di un pensionato che intende divertirsi oltre che divertire.


E perché le librerie non dovrebbero dare spazio ad un piccolo editore di

libri che si vendono?


- Risponderò adducendo qualche esempio personale. Alcuni anni fa ero riuscito – a seguito di un buon rapporto

instaurato con il Direttore – ad introdurre , in conto deposito , i volumetti della collana “Curiosità”, negli scaffali d’ingresso della libreria Feltrinelli di Firenze, in via Cerretani. Allora la collana era costituita da 40 titoli ( meno della metà di oggi) dal prezzo medio cadauno di L.4.500. Ebbene, il fatturato del venduto reale dei primi nove mesi del 1997, raggiunse la cifra di L.5.120.000 ( al netto dello sconto del 45%) . In tempi più recenti il nuovo direttore ha inteso far piazza pulita nella “sua” libreria ed unilateralmente e senza preavviso mi ha inviato, fino all’ultima copia, tutti i titoli del conto deposito. I “libri spazzatura” non si addicono al nome prestigioso di sì altisonanti fucine del sapere. Naturalmente il Sig. Direttore non si è degnato neanche di rispondere alla mia lettera di risentimento.

- Tutte le librerie della catena Feltrinelli (eccezion fatta per quella di Pisa) attualmente si limitano a chiedermi una copia di quei titoli che qualche sciagurato e malcapitato cliente insiste nel volere ad ogni costo. Come quando, nello scorso giugno, dopo che Montanelli ebbe a dichiarare sul “Corriere” di leggere, alla sera, un capitoletto dei miei libri prima di addormentarsi. In questo caso troppe persone si riversarono a chiedere i libri Scipioni nelle librerie. E non si potè a tutti dire che si trattava di un piccolo editore, introvabile, e comunque non era il caso (si consigliò ad alcuni, ed ho le prove) di prendere in considerazione le affermazioni di un ultranovantenne un po’ rincoglionito. Fatto sta che da tutte le librerie Feltrinelli pervennero richieste che ho regolarmente evaso. Ma non finisce qui, perché a tutt’oggi i “signori del libro” – quasi tutti – debbono ancora saldare le fatture dei libri inviati e venduti da un anno.


- Lettura come piacere, lettura come godimento. Non a caso il sito della casa editrice www.leggendogodendo.com è un chiaro programma, già nel nome, di restituire piacere e godimento al libro. Ma con quali contenuti?


- Il libro vince soltanto quando si riesce a far comprendere che la lettura è un piacere, un godimento; quando il libro

è una medicina. Smettiamola di raccontare panzane: il libro eleva lo spirito, arricchisce, nobilita…tutti sanno che un buon pranzo, una bella donna, una nuova casa in campagna sono preferibili a qualsiasi libro.

Scoprire il piacere inesprimibile del leggere, andare in libreria come in farmacia, con la ricetta che soltanto un innamorato del libro e del sapere può dare. La passione e l’emozione per la lettura si trasmette soltanto per contagio. E quando il “morbo” ti afferra , la tua vita subisce un cambiamento radicale; quando sei preso dalla passione dell’apprendere e del conoscere, dimentichi gli affanni , non avverti la vecchiezza , ti senti immortale. Anche se il libro ti dà la coscienza dei nostri limiti e della nostra pochezza.

Pessimo è soltanto quel libro che vorrebbe sciorinarti e riempirti di certezze. Buono è il libro che ti solleva dubbi.

“Da dove veniamo, chi siamo, dove andremo”. Non sappiamo rispondere con la logica a queste domande e forse non lo sapremo mai , anche se ci fosse consentito leggere tutti i libri. Eppure queste sono le domande che i libri ci pongono. E questi sono i contenuti delle “Curiosità del Giardino di Epicuro”.

So di aver detto una scemenza e una bestemmia, almeno per i librai delle librerie Feltrinelli. Però prima di scagliare la scomunica , mi facciano il piacere, lorsignori, di leggerne qualcuno di questi libri volutamente goliardici, libertini , eretici , anticlericali, religiosi… che vogliono essere tutto e il contrario di tutto. Datemi almeno atto che sono concepiti con passione . E voi che avete estromesso questi libri dai luoghi deputati al sapere, avete commesso un delitto: il delitto di lesa passione.

Ma forse l’aver letto tanti libri mi dà la capacità di sopravvivere ai vostri tentati omicidi, facendomi sentire come Shaharazad che riuscì a sopravvivere al re Shahriyar.



-

- Una domanda un po’ personale. Per essere editori, passo essenziale credo sia l’amare i libri. Ed in quanto all’amore per i libri, la sua collezione che ormai vanta più di 35.000 titoli, la dice lunga. Dove e come è nata questa passione?


- E’ nata a Farfa, nel 1955. Facevo l’istitutore nel Collegio dei Benedettini. Era preside Don Oddone Ballesio, rettore don Giovanni Franzoni (il futuro abate di San Paolo). Il primo innamorato del sapere, il secondo della vita : amori complementari. In quell’atmosfera di silenzio interiore , di pace, ho incominciato a prendere familiarità con quel meraviglioso giocattolo costituito dal nostro cervello ed ho iniziato a riconsiderare il libro: da strumento di tortura a veicolo principe per acquisire la conoscenza. Mi sono reso conto con rammarico del tempo sprecato sui banchi di scuola. La mia ignoranza era ed è immensa, ma oggi ne sono consapevole. E la ricca biblioteca che possiedo mi fa da paravento, da salvacondotto : mi sembra di essere in paradiso, quando posso godermela. Sorge su di un grande casolare di campagna, in un terreno ereditato da mio nonno, sordo e analfabeta, che dopo venticinque anni di lavoro duro nelle piantagioni dell’America latina ha potuto mettere da parte 200.000 lire (anno 1928), fare ritorno al paesello e comperarsi un appezzamento di 30 ettari di terreno. E’ su questo terreno che ho potuto edificare la casa ove oggi ha sede un centro culturale , la mia biblioteca e la casa editrice. Sono fiero di questa nemesi storica: tutto deriva dalla forza della volontà e delle braccia di un povero emigrante.


- Un’ ultima domanda. Premettendo che i consigli non sono mai buoni e meno che mai quelli per gli acquisti, cosa si sentirebbe di consigliare a chi dalla lettura non è proprio catturato ….


- Tutti sanno che il mangiare e bere è un piacere, tutti sanno che fare all’amore è una cosa bella, ma pochissimi sanno che leggere è un grande godimento. Si campa lo stesso, certo, ma con un piacere in meno. E non inquiniamo questo piacere ammantandolo di funzionalità pragmatiche. Leggere non per sostenere un esame, per vincere un concorso, per trovare lavoro: leggere soltanto per godere. Tutto il resto verrà automaticamente, come un corollario.

Non c’è niente di nuovo sotto il sole: queste cose le aveva già intuite quattro secoli prima di Cristo , il filosofo del piacere, Epicuro. Il personaggio più insultato e travisato dai posteri. Più o meno così si espresse: in ogni impresa si raggiunge un po’ di soddisfazione soltanto dopo averla portata a termine; nella lettura, invece, la gioia procede di pari passo con il conoscere; infatti il godimento non viene dopo l’apprendere, ma l’apprendere e il piacere sono concomitanti.

Io ho provato e provo questo piacere.

Chi desidera altrettanto mi segua. La mia biblioteca è a disposizione.

-

30/05/02
 

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