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Un menestrello lirico: Salvatore Di Giacomo di Reno Bromuro

Martedì 16 Novembre 2010 15:11 Admin -
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Salvatore Di Giacomo nacque a Napoli il 13 marzo 1860. Dopo la licenza liceale fu avviato, per volontà del padre, agli studi di medicina, perché continuasse la tradizione dei medici nella famiglia Di Giacomo, ma abbandonò l'università al terzo anno, dopo aver assistito ad una lezione di anatomia, come racconta egli stesso, in una famosissima pagina autobiografica.
Cominciò a collaborare, al Corriere del Mattino, e poi, come poeta, narratore e giornalista al Pungolo, al Corriere di Napoli e ad altri quotidiani e riviste del tempo. S’impiegò, poi, come bibliotecario, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, presso la sezione Lucchesi-Palli, della quale divenne direttore nel 1903.

La sua prima raccolta di poesie, Sonetti, che conteneva soltanto dodici composizioni, fu pubblicata nel 1884 per l'editore Tocco. Fu nominato accademico d'Italia nel 1929, dopo che nel 1924 era stata bocciata la sua candidatura al Senato. Morì a Napoli il 5 aprile 1934.
La fortuna critica del poeta Salvatore Di Giacomo comincia con Benedetto Croce che gli dedica, nel 1903, un importante saggio sulla Critica.Tuttavia, nonostante Croce, Russo, De Robertis, e Flora, ancora non si è arrivati a comprenderne fino in fondo la grandezza. E' certo che Salvatore Di Giacomo, al di là dell'angustia e della stucchevolezza di improbabili etichette, rimane uno dei più importanti lirici europei dell'Otto-Novecento. Lirico nel senso melodico per la musicalità e la bellezza formale del verso e nel senso primordiale per la semplicità e la chiarezza dei temi trattati. Poesia universale, quindi, totalmente al di fuori di ogni bozzettismo, vero o presunto, della poesia dialettale. Sarebbe interessante, a questo punto, fare uno studio comparativo fra l'opera poetica digiacomiana e quella di alcuni poeti europei dello stesso periodo. Ho parlato a lungo di questo menestrello lirico e del suo ideale antagonista Ferdinando Russo nel mio libro «Narciso e la totalità dell’Esistere nella poesia di Giuseppe Selvaggi ed altri saggi» Ursini Editore Catanzaro.
 

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