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Intervista a Lorenzo Mazzoni di Donatella Placidi

Martedì 16 Novembre 2010 14:53 Admin -
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Qualche domanda a Lorenzo Mazzoni, scrittore di Ferrara, autore del romanzo “Il requiem di Vallesecca” Tracce Edizioni.

Come nasce “Il requiem di Vallesecca”?
Volevo partecipare ad un concorso indetto dal Quartiere Navile di Bologna che garantiva la pubblicazione dell'opera vincitrice. Avevo da poco finito di scrivere un romanzo, tuttora inedito, che superava abbondantemente il numero massimo di cartelle richiesto per partecipare a questo concorso. Dovevo inventarmi qualcosa di nuovo, dovevo scrivere un'opera nuova. Così ne ho approfittato per raccogliere tutti gli appunti, i racconti lasciati nel cassetto, quelli scartati da vecchi concorsi letterari, ho rispolverato vecchi quaderni pieni di frasi, annotazioni. Ho cercato un filo logico è l'ho trovato grazie alla notizia che a Ferrara volevano (vogliono...) costruire una centrale Turbo-Gas da aggiungere al già abbastanza venefico Polo Chimico. Le descrizioni di Ryzard Kapuściński sulle fabbriche siberiane, gli articoli di Internazionale sulle condizioni disumane dei minatori nei vari Sud del Mondo e qualche libro sulla costruzione della bomba atomica hanno creato una cornice alla mia "fiaba al plutonio". I miei improbabili vicini di casa si sono adattati perfettamente a diventare i personaggi surreali che popolano Valle Secca. Insomma, il Requiem nasce e si sviluppa grazie ad un mix di letture, appunti sparsi e quotidianità.
A quale genere letterario potresti ricondurre il tuo romanzo?
Non saprei. Nella quarta di copertina e nella prefazione il Requiem viene collocato fra il cyber-punk e il surreale. Non ho mai letto nulla di cyber-punk, non sono un amante della tecnologia e di terminologie futuristiche. Surreale lo è senz'altro, anche se si tratta di un surreale con fortissime connotazioni reali... disperatamente reali. Mi piacerebbe collocarlo in un non-genere letterario che va da Italo Calvino a Paco Ignacio Taibo II, passando per Boris Vian e Queneau.
Parlaci del personaggio di Asdrubale, antieroe come raramente capita di incontrarne…
Asdrubale è un ciccione colossale di 153 chili che gestisce un sito internet pornografico, vive insieme alle sue schizofreniche zie, si innamora di una particolare ragazza dai lineamenti asiatici e ascolta incessantemente Patty Pravo. Asdrubale è un martire per disgrazia, un tenero ciccione che per inseguire l'Amore mette a soqquadro l'ordine costituito. Asdrubale è un antieroe che nonostante la gigantesca mole riesce a svolgere azioni da equilibrista... Asdrubale è un simpatico e geniale catalizzatore di reietti. Originariamente era una donna di 151 chili (diventando uomo ha preso due chili), che girava il mondo su una bicicletta. Si trattava di un racconto, o meglio di una traccia per un racconto. Mi ero innamorato dell'idea di scrivere una storia che ruotasse intorno ad una persona obesa, una persona goffa e delicata, con una spiccata auto-ironia e una certa propensione al martirio. Così nasce Asdrubale. L'idea di fargli gestire un sito pornografico mi è venuta curiosando su internet. La rete è piena di siti "letterari" erotici. Centinaia di persone senza nessuna capacità letteraria inviano racconti, poesie, reportage con protagonista assoluto l'atto sessuale. Devo dire che mettono molta tristezza. Ho pensato che non potevo inventare lavoro più triste al mio protagonista: il curatore di un sito pornografico comprende la lettura dei testi inviati dagli scrittori provetti, il sorbirsi frustrazioni sessuali di gente che non sa coniugare i verbi e che non riesce ad azzeccare due parole di seguito. La folle ed estatica passione di Asdrubale per Patty Pravo viene dalla folle ed estatica passione del sottoscritto per Patty Pravo; inoltre nel periodo in cui ho scritto il Requiem un Live di Patty suonava continuamente in casa, è stato l'accompagnamento quasi costante della stesura del libro. Hai pubblicato alcuni e-book su www.kultivirtualpress.com “Privilegi”, “Le bestie”, e, insieme a Tommy Graziani, “Il Sole sorge sul Vietnam”. Cosa ne pensi degli e-book? Come mai la scelta di pubblicare on line?
Diffido degli e-book ma adoro KultVirtualPress. Sono molto bravi. Nonostante l'handicap del virtuale riescono a confezionare ottimi prodotti, inoltre la selezione dei testi è fatta in modo molto rigido, difficilmente i loro e-book sono brutte e pasticciate opere di serie z; Kult pubblica buona letteratura e buona saggistica... e poi non potrei mai parlare male di una redazione che ha deciso di mettere in e-book Emilio Salgari. Però, nonostante ammetta che la divulgazione degli e-book gratuiti sia un'apprezzabile forma di democrazia del sapere, credo che la mancanza del contatto con il libro faccia perdere all'opera molto del carisma e della forza che solo la carta può dargli. Un libro è magico, si apre, si sfoglia, si annusa, si legge, si chiude con rabbia, lo si porta in giro, si consiglia, si regala, si ama... l'e-book non avrà mai questa potenza. Permette una diffusione più ampia dell'opera ma non riesce a trasmettere la stessa passione che può dare un meraviglioso, dignitoso e spiegazzato tascabile.
La scelta di pubblicare on-line è dovuta a diversi fattori. Il sole sorge sul Vietnam è un'opera complessa, nel senso che il suo insieme di foto e parole la rende un'opera poco appetibile (soprattutto se sei il signor nessuno) per un editore che lavora sul cartaceo. Inoltre avevamo molta fretta: volevamo che il lavoro uscisse per il 30 aprile del 2005, trentennale della liberazione di Saigon.
Abbiamo proposto il lavoro a Kult e loro sono stati molto bravi ad impaginarlo e a metterlo in rete in concomitanza con quella data. Il sole sorge sul Vietnam nasce come prodotto per la rete, anche se non mi dispiacerebbe vederlo su cartaceo con belle foto patinate e con la possibilità di sfiorare i caratteri, le frasi.
“Privilegi” è una raccolta di racconti, “Il requiem di Vallesecca” e “Le bestie” sono invece romanzi, mentre “Il Sole sorge sul Vietnam”, un reportage di immagini e parole. Quale è tra queste, l’esperienza per te più interessante, dal punto di vista della scrittura?
Privilegi e Le bestie sono lavori che considero inferiori. Non credo abbiano abbastanza forza per poter essere pubblicati su carta, anche se non li trovo così orribili da non essere letti... diciamo che la forma e-book è stato un ripiego. Le Bestie nel tempo è stato ritoccato e corretto e adesso ha raggiunto abbastanza forza per poter essere trasformato in un libro nuovo... l'ho intitolato Kinshasa Serenade e sono tentato di mandarlo in giro per una lettura.
Il Sole sorge sul Vietnam mi ha dato la possibilità di lavorare con un'altra persona. Tommy Graziani ed io ci conosciamo dai tempi dei Campi Ricreativi Estivi (avevamo dieci anni) e insieme abbiamo fatto molti viaggi. Abbiamo vissuto esperienze intense, a volte molto difficili. Mi è piaciuto lavorare sulle sue foto, usarle per illustrare il Vietnam che abbiamo visitato e amato. E' molto interessante scrivere aiutandosi con delle fotografie. E' un metodo che uso anche nella stesura dei romanzi. Prendo foto scattate da Tommy in viaggi passati e le descrivo... in questo modo sono riuscito a raccontare ampiamente la Turchia, Parigi, Londra, il Vietnam, il Laos, il Marocco. In ogni modo è il romanzo la forma che prediligo. Mi piace l'idea che su un libro ci sia un'unica storia con un inizio e una fine. Non amo particolarmente i racconti. E' una forma troppo breve, non riesco ad appassionarmi. In quali momenti preferisci scrivere?
Il mattino, il tardo pomeriggio, la prima sera. Musica bassa, la vista sugli orti, la mia compagna che passa, sorride, corregge, mi bacia, borbotta... i momenti della quotidianità sono i momenti migliori per scrivere. Quando viaggio scrivo molto ma in modo disordinato, le trasformazioni definitive avvengono sempre qui, in questa casa, nella sedentarietà e nella tranquillità di Ferrara Hai vissuto all’estero e hai viaggiato molto, alcuni tuoi scritti sono ambientati in altri Paesi. Pensi che ci sia un rapporto tra i viaggi e la scrittura?
Assolutamente sì, anche se nel Requiem la dimensione del viaggio reale non è molto intuibile, direi piuttosto che è più evidente una dimensione di viaggio sognato,
Viaggiare ti permette di conoscere persone, di ampliare il tuo campo visivo, ti dà stimoli alla creatività. Se poi hai una fantasia fuori dal comune come aveva Salgari allora puoi anche rimanere comodamente seduto nello studio è inventarti il mondo senza averlo mai visto.... per quel che mi riguarda credo che viaggio e sedentarietà vadano di pari passo. Ho bisogno dell’uno e dell’altra.
Quali sono i tuoi autori preferiti? C’è un genere letterario che preferisci?
Graham Greene, Nagib Mahfuz, Emilio Salgari, Paco Ignacio Taibo II, Tom Robbins, Michel Houellebecq, Emile Zola, Erri De Luca, Wu Ming. Gregory Roberts, e poi Kapuściński, Tiziano Terzani, Charles Duchaussois, Ho Chi Minh. Amo i libri di viaggio, i libri farciti di descrizioni geografiche e storiche, amo le spy-story, i saggi politici degli anni ’60 e '70, quei libroni fuori moda e pieni di polvere che parlano di guerriglia nella Guinea Bissau, dell'industrializzazione polacca, delle rivolte malesi... amo il marginale, amo lo il dimenticato.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho fatto la prima presentazione del Requiem ed è andata molto bene. Adesso sto cercando di organizzarne altre. La settimana prossima andrò a Roma a discutere con un editore per pubblicazione di due miei romanzi. Speriamo... inoltre c'è la tesi da preparare (è la seconda) e, insieme alla mia Compagna, dobbiamo decidere dove rifugiarci: un mesetto fuori dalla sonnacchiosa Ferrara... Paris? Sicilia? Lago Maggiore? Grecia? Slovenia? Portogallo? Marocco? Inch Allah...
Grazie per questa intervista e un sincero in bocca al lupo!



***
Lorenzo Mazzoni, “IL REQUIEM DI VALLE SECCA”
Tracce Edizioni (Pescara, 2006)

Valle Secca è un micromondo apocalittico. Il collasso dell'ambiente e della natura postcapitalista ha generato una società abitata da mutanti,
modificata dalla genetica impazzita, governata da lugubri burocrati
senz'anima, popolata di reietti e meticci avvelenati dall'uranio. In questo caos concentrazionario si muove Asdrubale, editore porno, fan accanito di Patty Pravo, con qualche problema di obesità e un destino da martire.
Giocata sui paradossi, sulle iperboli, sul gusto dell'assurdo, questa storia reinterpreta in chiave onirica i temi del cyberpunk. L'effetto è ironico, demenziale, come le fughe nel tempo di un improbabile Carlo Marx.

* * *

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha viaggiato in Vietnam, Laos, Nord Africa, Kurdistan, Yemen. I suoi racconti 'Il sicario', 'Impossibilitato ad agire' e 'Il racconto di Danimarca' sono stati recensiti da Enzimi, Il Vascello di Carta e Storie. Vincitore dell'edizione del 1998 del concorso 'Nuova Poesia Italiana' indetto da LIE Editore con il libro in versi ‘Lo scarafaggio sul comodino blu’. Ha pubblicato il racconto 'La nonna cocalera dei desperados' sull'antologia Natale che palle! (Leconte Editore, Roma 2004). Collabora al sito www.viaggiatorionline.com per il quale ha scritto i reportage Quang Ngai e Makady Bay corredati dalle fotografie di Tommy Graziani; Quang Ngai è uscito anche in versione cartacea sul numero 56 di Storie.
Ha pubblicato il racconto 'Eskimo Blu Day' in Spazio Autori, il
contenitore virtuale di Stampa Alternativa; ha pubblicato gli e-book 'Il
sole sorge sul Vietnam' (insieme a Tommy Graziani e recensito da Francesca Mazzucato su La Repubblica del 3 maggio 2005 ) 'Le bestie' e 'Privilegi', tutti e tre con www.kultvirtualpress.com; ha pubblicato il racconto 'Espropri' sulla rivista www.rottanordovest.com.
Vive a Ferrara insieme alla sua Musa e alla sua collezione completa dei
testi di Ho Chi Minh.

 

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