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W.Burroughs: pensieri su di uno stato gay di Massimo Consoli

Martedì 16 Novembre 2010 14:50 Admin -
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W.Burroughs: pensieri su di uno stato gay  di Massimo Consoli

Il 5 febbraio del 1914 nasceva a St. Louis, nel Missouri, quello che sara’ definito il “profeta della societa’ maschile”, William Seward Burroughs. Autore di “Junkje” (in italiano “La scimmia sulla schiena”) e del “Pasto nudo” (“The Naked Lunch”) era stato uno dei personaggi piu’ importanti del movimento beat, insieme a Ginsberg, Kerouac, Corso. Quando morira’ (nel Kansas il 2 agosto 1997) i giornali lo ricorderanno con abbondanza di particolari e di informazioni curiose ma, i piu’, “stranamente” dimenticheranno di accennare alla sua identita’ gay: una parte della sua personalita’ di estrema importanza che, in un individuo, ne influenza gli affetti, il sesso, le relazioni.

Vi ripropongo questi suoi appunti sull’argomento, sicuro che saranno di vostro interesse.





PENSIERI SU DI UNO STATO GAY

di

William S. Burroughs



traduzione di Massimo Consoli

gia’ pubblicato su

Rome Gay News N. 145, 6 agosto 1997

e su

La Repubblica, 8 agosto 1997



dal libro di Mark Thompson

“Gay Spirit, Mith and Meaning”

St. Martin's Press, 1987



Nel passato ho spesso fatto dei confronti con Israele quando auspicavo l’esistenza di uno Stato gay. Una simile istituzione avrebbe bisogno di una localizzazione geografica, cioe’ di un territorio. Ma pensandoci bene, capisco che le complicazioni che sorgerebbero nel costituire uno Stato sovrano gay potrebbero anche dimostrarsi insormontabili mentre i vantaggi sarebbero dubbiosi. Piuttosto, dobbiamo prendere in considerazione, all’interno dello Stato esistente, un’organizzazione che si possa metter su’ dovunque. Il modello piu’ vicino al quale mi viene da pensare e’ quello dei Cinesi Tong.

I Tong provvedono servizi molto importanti e validi per i propri membri: protezione fisica contro la violenza, il furto e l’estorsione; aiuto legale in caso di denuncie penali o civili contro di loro, o in caso siano loro a dover denunciare qualcuno; aiuto medico gratuito o a prezzi ridotti; assistenza e consulenza nei problemi del lavoro e della casa; un luogo d’incontro dove i membri della comunita’ possano avere rapporti sociali o di affari; locali di intrattenimento in un contesto protetto.

Questi servizi sono forniti da Tong medici, avvocati, amministratori, e da pattuglie di volontari, ed il pagamento avviene in base alla possibilita’ del singolo individuo. I Tong costituiscono organizzazioni potenti. Possono promuovere un boicottaggio contro bar, ristoranti ed altri tipi di business o contro singoli individui che li discriminano o li imbrogliano.

Pensate ad un esempio del genere. Ecco Wong Lee, che arriva in una nuova citta’ senza un lavoro od un luogo dove stare. Cosa fa? Va subito dal Tong locale e gli mostra le sue lettere di presentazione. Il Tong gli trovera’ immediatamente un posto da dormire, poi un lavoro, e lo proteggera’ dalla violenza, dal furto, dalle estorsioni. E’ dato per scontato, negli ambienti criminali, che non si puo’ rapinare un Cinese. Preferira’ farsi ammazzare piuttosto che cedere il portafogli. Ed altri cinesi correranno subito in sua difesa, magari con mazze da baseball o mannaie da macellaio. Cosi’, di norma i ladri lasciano in pace i Cinesi. Se Wong Lee si ammala, i Tong si occuperanno della sua assistenza medica e si prenderanno cura della sua famiglia. Puo’ fare amicizia con altra gente che la pensa come lui in un ambiente protetto composto tutto di Cinesi.

Ora, applicate lo stesso modello a un Tong gay. Ecco Greg, che arriva in una nuova citta’ e va subito dal Tong locale. Cosi’ facendo ha immediatamente a sua disposizione tutti i servizi offerti dalla comunita’. Puo’ essere indirizzato ad una grande casa comunitaria gay o ad un hotel gay o ben disposto verso i gay. Puo’ trovare lavoro, ricevere aiuto medico e legale. Sara’ protetto contro la violenza da speciali pattuglie in servizio 24 ore su 24. Se qualcuno cerchera’ di ricattarlo potra’ rivolgersi ad un apposito dipartimento di consigli legali (non c’e’ dubbio che i Tong organizzerebbero un servizio di contatti all’interno della Polizia).

I Tong si dimostrerebbero organizzati cosi’ bene da poter mettere in atto boicottaggi contro ogni ristorante, bar o albergo che si rifiuti di servire i gay. I Tong rappresenterebbero un pacchetto di voti con un forte impatto sui politici e potrebbero sponsorizzare candidati gay per certe cariche. Naturalmente, in cambio tutti i membri sono tenuti a dare il loro contributo in base alle loro capacita’. Il nostro Greg, per continuare con lo stesso esempio, che e’ un esperto di arti marziali, fara’ parte di una pattuglia di protezione. Oppure, se e’ un medico o un avvocato, sara’ collegato con l’apposito dipartimento al quale fornira’ i suoi servizi professionali.

Le pubbliche relazioni sono un’area importante per gli scrittori gay, e per tutti quei personaggi che si muovono nel mondo della radio, della TV, della carta stampata. Si potrebbe dire che il ghetto gay sia gia’ impegnato in cose del genere, e senz’altro c’e’ chi si sta muovendo in questa direzione. Tuttavia, per quanto ne so io, non c’e’ un programma nazionale organizzato per difendere i gay contro la violenza.

Metter su’ e far funzionare questa sorta di gay-Tong richiede disciplina e duro lavoro. E rappresenta una vera sfida per la comunita’. I gay possono proteggersi e, allo stesso tempo, restare in pace? Possono funzionare in maniera efficace in un contesto organizzato? Possono organizzare unita’ operative lungo un certo periodo di tempo? Possono estendere i servizi dei gay Tong su tutto il territorio degli Stati Uniti?

Le dimostrazioni contro il vergognoso verdetto Dan White (*) sono salutari ma sporadiche. Cio’ di cui si sente il bisogno e’ la capacita’ di esercitare una pressione disciplinata e implacabile, e l’organizzazione. Solo se i gay Tong saranno organizzati in modo tale da poter funzionare per tutta la nazione come un unico blocco, potranno cominciare a far sentire il loro potere. Si dice che i gay siano il 10% della popolazione - se un blocco del genere potesse esercitare una pressione concentrata, questa pressione si farebbe sentire in tutto il Paese.

Pensate alle Pattuglie di Protezione Gay: GPP. La loro funzione e’ di proteggere i gay contro la violenza nelle strade. Vi porto un esempio traendolo da un caso veramente accaduto: Tre gay passeggiavano a braccetto lungo la Christopher Street, a New York City. Una banda di ragazzi li prese di mira, aggredendoli e insultandoli: «Siamo stufi di voialtri gay nelle nostre strade!» Uno dei gay si ritrovo’ con la mascella fratturata. La polizia arrivo’ un’ora dopo. Ma supponete che una delle vittime avesse chiamato il numero di protezione Tong. Cinque GPP sarebbero arrivati in dieci minuti, mentre i coatti stavano ancora sul posto, e avrebbero potuto dimostrargli che non erano di certo i ragazzi i proprietari della strada. Avrebbero potuto costringerli ad uno scontro fisico o ad una ritirata vergognosa.

E’ ovvio che una rissa del genere puo’ portare a complicazioni legali. Gli aggressori possono lamentarsi di essere stati aggrediti senza provocazione e far loro una denuncia penale e richiedere il risarcimento dei danni subiti. Ed e’ qui che interviene il dipartimento legale, e magari anche quello delle pubbliche relazioni. Se i gay non reagiscono, continueranno ad essere vittimizzati. Ricordatevi dello Stonewall.

I gay non sono soli in questa lotta. La violenza nelle strade e’ un problema nazionale, e la risposta e’ semplice. I Guardian Angels ci hanno mostrato cosa dobbiamo fare, quello che tutti i cittadini dovrebbero fare: pattugliare le strade e le metropolitane e dare un alt al crimine violento - se necessario con la forza.

Supponete che ogni uomo capace, tra i 18 e gli 80 anni, dopo un periodo di training venisse arruolato in una pattuglia di volontari in servizio all'aperto. Potrebbe dare otto ore del suo tempo, ogni due settimane, in lavoro volontario. Pattuglie del genere libererebbero dal crimine le strade della nazione, visto che supererebbero in numero tutti i rapinatori, i violentatori e gli aggressori dei gay. E li supererebbero 20 a 1. Cosi’, gay, entrate a far parte di uno sforzo esteso a tutto il Paese per eliminare la violenza dalle strade, indipendentemente da chi potrebbe essere il bersaglio di questa violenza! E’ un fatto di pubbliche relazioni e di buon senso.



(*) Nota: Il 27 novembre del 1978 il coraggioso assessore comunale gay di San Francisco, Harvey Milk, viene massacrato a colpi di rivoltella insieme al sindaco George Moscone da un ex-poliziotto ed ex-assessore omofobo: Dan White. L’assassino riceve una condanna ridicola, visto che la giuria prende per buona la sua tesi difensiva allucinante: lo zucchero contenuto nella coca-cola che ha bevuto e nei Twinkie che ha mangiato (una sorta di panetto dolce e morbido molto popolare negli USA), ne hanno alterato le capacita’ di intendere e di volere! E’ quella che passera’ alla storia come la “Twinkie Defense”! Quando la folla di gay e lesbiche in attesa del verdetto fuori la Corte conosce la sentenza, esplode in una furia mitica, distruggendo tutte le vetrate del tribunale, del palazzo del Municipio e di numerosi altri edifici pubblici (nota di Consoli).



Un’altra importante ricorrenza di oggi e’ del 5 febbraio 1991, quando i militanti di Act Up!, Scott Sensenig, Dorice Meieran, e Christiane San Miguel, sono arrestati per aver scritto, sul marciapiede di fronte alla casa del Cardinale di New York, John O’Connor (personaggio ambiguo e malvagio), che “O’Connors diffonde l’aids”, per sottolineare la responsabilità della politica della chiesa cattolica nel dilagare dell’epidemia.



Massimo Consoli
Roma, 5 febbraio 2006

 

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