"Zona
rossa" , girotondi e impunita
di Raffaele Calafiore
Rete No Global
ZONA ROSSA
Le quattro giornate di Napoli contro il Global forum
Derive Approdi edizioni
Roma, 2001
ISBN88-87423-65-2
pp.224
€ 10.30
Dopo gli avvisi di garanzia per sei agenti e successivamente per altri tredici, dopo i "girotondi eversivi" da parte delle forze dellordine in solidarietà con i colleghi inquisiti, ricordiamo, per sequestro di persona, violenze e lesioni (laccusa di sequestro di persona è stata derubricata dal tribunale del riesame, 10/05/2002 n.d.r.), avvisi di garanzia scaturiti in seguito ad indagini per accertare le reali responsabilità degli abusi o della cattiva gestione dellordine pubblico, il libro "Zona rossa" curato dalla rete no Global campana, edito da Derive Approdi, torna prepotentemente dattualità, con tutto il suo carico di testimonianze. Rileggerlo mette i brividi. Ma cio che lascia perplessi è la protesta, lesibizione del malumore dinanzi allipotesi di indagini ed arresti dei tutori dellordine inquisiti. Girotondi con tanto di manette, tuttintorno alla questura di Napoli eppure, se solo un 10% delle testimonianze raccolte nel libro bianco sugli abusi delle forze dellordine in quel 17 marzo a Napoli risultasse vero (ma le inchieste ed i processi servono anche a questo: fare luce sui fatti, attribuire le colpevolezze o sancire le innocenze. In ogni caso sgombrare il campo dai dubbi) sarebbe un qualcosa di allucinante, al di fuori di ogni logica di stato democratico basato sul diritto. Eppure a centinaia i poliziotti hanno manifestato il malumore contro le inchieste quasi a voler sancire uninattaccabilità delle forze dellordine. E no! Non è con limmunità che si guadagna la fiducia dei cittadini, non è col sopruso e con la forza che si stabilisce lordine in uno stato democratico. Se ci sono state violenze ed eccessi, di qualunque natura, questi devono venire fuori e condannati come si condanna qualunque eccesso, qualunque atto di violenza. Non è certo con i girotondi di protesta contro gli arresti, il tentativo di fermare il naturale e doveroso corso della giustizia nel far luce su fatti recenti, oscurati da comportamenti anomali delle forze in campo e, oserei dire, anche del comando, di chi quelle forze doveva coordinarle e sorvegliarle, che si guadagna credibilità.
Quel 17 marzo, in tanti, con le scene delle cariche della polizia, carabinieri e finanza dinanzi agli occhi, i pestaggi dei piccoli gruppi di manifestanti, perlopiù giovanissimi, erano tentati di prendere il telefonino e comporre il 113 o il 112. Ma le forze dellordine erano li. E chi chiamare allora? A chi rivolgersi? Cari poliziotti, che ogni giorno mettete a rischio la vostra pelle, vi sottoponete a turni estenuanti e stressanti per il bene e la sicurezza della collettività, non è con lo spettacolo indegno dei pestaggi di piazza, lontani dagli scontri della testa del corteo, i dubbi sulle sevizie fisiche e psicologiche, oggetto di inchiesta, e nemmeno con i girotondi di protesta contro gli arresti dei colleghi inquisiti che, si guadagna la fiducia dei cittadini. Solo una polizia, e mi riferisco a tutti i corpi, sgombera da dubbi e ombre di ogni tipo e natura, si guadagna la fiducia del cittadino. Ma, meno che mai, si puo generalizzare laccusa, quando nelle stesse polizie, forte e saldo è il senso della democrazia e non pochi sono i poliziotti o carabinieri e finanzieri, anche se i girotondi fanno pensare al contrario, che mal sopportano le posizioni "violente" di alcuni colleghi.
Il libro "zona rossa", grave atto di accusa su quello che è stata "la tonnara" napoletana con la sua agghiacciante sequela di testimonianze, oltre allescursus sulle testimonianze, è costituito, nella parte iniziale, da un diario di viaggio su quelle che sono state le iniziative antecedenti gli incontri di Napoli, per finire con una interessante appendice a piu voci, tra cui Salvatore Palidda, sociologo, Enzo Albano, magistrato e Maurizio Zanardi, editore, che riflettono sui processi di "fascistizzazione" degli organi preposti allordine pubblico, per finire poi con una riflessione sulle tecnologie e nuovi mezzi di comunicazione a cura della rete NoGlobal.
Un libro ahime nato per testimoniare quanto prodotto e successo, nel bene e nel male, in quei giorni del raduno del Global Forum a Napoli e destinato, sebbene non ancora vecchio di un anno, a tornare alla ribalta della cronaca.
30/04/2002
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