Tina
Cosmai «Ritmi dell’anima»
NonSoloParole Edizioni – pagg. 36 - euro 4,00
Recensione di Reno Bromuro
La Poesia di Tina Cosmai è moderna di contenuto e di forma; affronta la condizione attuale dell’umanità mettendo a nudo la coscienza di ognuno di noi. Noi tutti dove «esistono terre/ che non si abbandonano mai».
Il mondo poetico di Tina, è preparato e puntualizzato attraverso
il lungo lavoro di «cesello», e in ciò trova la sua espressione
più bella e compiuta.
La vicenda in cui la raccolta è ambientata non trova riscontro in nessuna
opera del passato, eccetto un cenno sporadico all'intimo del proprio io:
«Perché la mia vita sia un disegno
c’è bisogno dei tuoi occhi scuri
che si posano
lenti e sicuri
lievi e stanchi
sulla pelle candida
e odorosa del tuo odore…»
Al centro della raccolta sta il suo mondo d’amore, che si distingue per l’aristocratico distacco di cui l’autrice l’ha investita. La verità è che si tratta di un'opera attraente e conciliante per la tematica classica, ma di un classicismo che sarebbe potuto anche scivolare sconsolatamente nel disinteresse, invece, si manifesta, elaborata minimamente, perciò capace di esaltare il lettore. E lo fa risvegliando il senso della solidarietà universale nella condanna da tutti i tempi a un destino di dolore, di sofferenza senza ragione, per l’uomo.
«La morbidezza
del tuo viso
è calda
alla mia bocca
che dalla tua bocca…»
L'esempio della Cosmai sta all’umanità, come l’umanità sta all’amore erotico e, nello stesso tempo all’amore universale, che altro non è se non il canto che ogni poeta dovrebbe cantare se vogliamo veramente che l’amore universale riviva per far camminare gli uomini mano nella mano come fratelli figli dello stesso Padre.
Dalla precisione del contenuto (ricerca di parole semplici, comprensibili anche ai bambini), alla forma che sottolinea con precisione l'autoritratto e l'autocoscienza che è la forza delle grandi tradizioni letterarie moderne.
Le liriche si orientano intorno a due temi dominanti, in una scansione intima e personale, il primo in echi di nostalgia, con la più vasta umana partecipazione; il secondo dalla memoria dell’amore, che scaturisce da una lunga profonda meditazione, che si fa parola lasciando al lettore l’immaginazione del completamento del ritratto, che nel destino delle cose «passa», con la leggerezza dei segni assunti a simboli di un eterno fluire. Il Poeta ripete a se stessa questa necessità e questa certezza che la coinvolgono, quasi un voler alleviare il dolore nella prospettiva di un comune esito.
Non mi piace parlare molto, specialmente di poesia perché per convinzione sento che la Poesia non va spiegata, ma letta. Ecco, letta, sì! Questo è un discorso che amo, leggete la Poesia di Tina Cosmai e poi, quando c’incontreremo la prossima volta, sarete voi a parlarmene.
Reno Bromuro
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