LUCIO SAVIANI (a cura di)
POROS
Idee su Napoli e variazioni sul tema del Mediterraneo
Marco Valerio Editore, 2002
ISBN 88-88132-04-X
pp.132
Prezzo € 11.00


POROS E LA NAPOLETANITA'
Di Raffaele Calafiore

Le scienze esatte ci hanno abituato alla classificazione degli esseri viventi e degli elementi. Ed è, pur movendoci in altri ambiti, quello che si è tentato di fare con il convegno Lettres de Naples ospitato dall'Istituto Italiano di Cultura a Parigi nel 2000. Un convegno incentrato sulla indagine di una presunta napoletanità, come specifico antropologico, nella sua affermazione o negazione, attraverso l'analisi e gli approcci, rispetto alla "porosità", all'essere "soglia", della città in rapporto alla sua storia, alla ubicazione geografica ed alla struttura morfologica oltre che umana.
Un volume curato da Lucio Saviani per i tipi di Marco Valerio Editore, che nasce proprio da quel convegno parigino a cui hanno partecipato Eleonora Puntillo, Umberto Curi, Francesco Forlani, Aldo Masullo, Matteo Palumbo, Sergio Piro, Ciro Sbailo' e Mimmo di Laora per le illustrazioni.
Un volume che sicuramente non vuole essere la risposta ai molti interrogativi circa la napoletanità, passata, presente e futura, anche in rapporto ai processi di mondializzazione, ma che rappresenta lo strumento divulgativo di quanto detto e dibattuto nel convegno. Un'occasione in piu' per ampliare la riflessione su quella che piu' volte, citando Benjamin, viene definita la "città porosa" o, come dice lo stesso Saviani citando Nietzsche, Napoli, "ultima città europea e prima città Mediterranea": la soglia.
Soglia quindi, accesso, luogo di transito dove i conflitti non si annullano ma è la città stessa a nutrirsene. Non costruita per durare, ma per continuare ad assorbire ed integrare nelle sue viscere, fisiche e culturali, nuove contraddizioni. E in questo movimento verticale, il sopra e il sotto, il dentro ed il fuori, la mitologia e la realtà, in una continua rappresentazione e scambi di ruoli, rimane comunque soglia, testimone di un flusso continuo di pensieri ed energie, triturati ed assorbiti.
Ma oltre alla città spugna, alla città porosa, a volte è la stessa porosità ad essere ostruita. Pur nella diversità di approccio il prof. Masullo pone l'accento sull'espulsione di Napoli dalla storia e molto efficace è l'accostamento del napoletano alle anime del purgatorio, tanto venerate, ma sarebbe meglio dire "accudite", nei quartieri popolari. Forse uno specifico antropologico, oltre quell'essere palcoscenico e platea nello stesso momento, uno spettacolo che integra tutto al suo interno, va ricercato anche in tal senso.
Nell'ottica di una riscoperta di Napoli, di una mai sopita discussione circa il suo specifico antropologico, di Napoli come città europea ma anche capitale del mediterraneo, il volume POROS trova una sua naturale collocazione. Non vi sono delle risposte univoche e certe, meno che mai è una guida agli usi e costumi della città, ma sicuramente un felice tentativo di comprensione e discussione circa la napoletanità

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