“Mosca
più balena” di Valeria Parrella
Minimum Fax
Recensione a cura di Donatella Placidi
Ho letto il libro di Valeria Parrella “Mosca più balena”, incuriosita dai commenti sentiti e dalle recensioni uscite.
Mi è piaciuto. Mi piaciuto al di là delle storie raccontate, per la scrittura veloce ed essenziale, per l’attenzione ai dettagli e l’ironia, e per l’atmosfera un po’ malinconica che si respira scorrendone le pagine.
La protagonista assoluta è Napoli, bellissima e terribile nello stesso tempo, col suo calore, la sua vita, e il suo degrado. Sei racconti molto diversi tra loro, sei modi di raccontarla.
Leggendo ed entrando nelle storie, mi colpisce la scelta dei personaggi femminili, per le differenze nel modo di essere e per la loro intensità.
“Dritto dritto negli occhi” racconta di una ragazza di quartiere, lucida e disincantata, che per diventare quella che vorrebbe essere, decide di diventare l’amante di chi conta.
La protagonista di “Scala quaranta” è una donna che vive come guardandosi dall’esterno, quasi che la sua vita le fosse estranea, concentrandosi su dettagli insignificanti, per poi pensare subito ad altro.
“Montecarlo” parla della lotta contro i mulini a vento di un’impiegata comunale ostinata e rigorosa, che rimane impigliata nei tentacoli della burocrazia e della camorra.
L’ultimo racconto, “Il passaggio” è forse il più interessante, quello più lungo e articolato. Un inno alla vita per quello che è, al di là di tutto. Divertente e disarmante la protagonista: una maestra elementare precaria che sogna di passare di ruolo, che accoglie in casa sua un’immigrata spacciatrice e il suo bambino, che si innamora di un ombelico, e che rimane incinta per caso.
Una bella scrittura quella di Valeria Parrella, delicata e pungente al tempo stesso. Frequenti incursioni nel dialetto napoletano la rendono fresca e immediata, e non ci fanno accorgere dell’attenzione e della precisione nascoste nella scelta di ogni parola.
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