Recensione al libro giallo Commissariato
di Polizia "La Bella Napoli" di Ugo
Mazzotta
A cura della redazione di NonSoloParole.com
Dopo il siciliano Montalbano un altro commissario meridionale si affaccia
sulla scena del romanzo giallo italiano Si chiama Andrea Prisco, ha 41 anni,
è napoletano e lavora (a differenza di Montalbano che opera nella "sua"
Sicilia) in un immaginario paese dell' Appennino abruzzese, Rocca di San Severo.
Anche lui ha una fidanzata che non abita con lui anche se, in questo caso,
vive in una città poco distante. E' il protagonista del primo libro
di Ugo Mazzotta, "Commissariato di Polizia la Bella Napoli". Forse
lo stesso Prisco ha bonariamente battezzato a quel modo il suo commissariato,
o forse gli abitanti del paese con un pizzico di malizia nei confronti di
un pugno di poliziotti quasi tutti campani ma, probabilmente, senza volontà
di offenderli. Giornate che si susseguono tranquille in un commissariato di
montagna, al limite della noia, fino al giorno in cui questa tranquillità
non viene turbata da un misterioso assassinio. Da quel momento Prisco, protetto
da uno scudo di flemma tutta napoletana, ma solo apparente, non si da pace
fino a quando, dando fondo a tutte le proprie notevoli capacità deduttive
e, a volte, lottando anche contro superiori e colleghi che per stupidità,
vanità o, più semplicemente, cattiveria, remano contro, non
riesce a risolvere, brillantemente, il caso. E per risolvere questo caso il
commissario napoletano deve rispolverare le sue conoscenze tecniche del mondo
della chat su internet, canale attraverso il quale pare che l' assassino abbia
conosciuto la vittima, ma anche confrontarsi con anziani personaggi residenti
in quei paesini sperduti, personaggi per i quali sembra che il tempo si sia
fermato a parecchi decenni prima, lontani, lontanissimi dal nuovo mondo della
Grande Rete. Ed e' proprio questa capacità dell' autore napoletano
Ugo Mazzotta, quella di descrivere così realisticamente mondi vecchi
e nuovi, persone fortemente ancorate al presente ed altre per le quali sembra
che il tempo non sia mai trascorso, che rende il libro giallo "Commissariato
di Polizia la Bella Napoli" una lettura piacevole, leggera, sempre estremament
fluente. Una lettura che, al di la della trama appassionante, tiene gli occhi
del lettore incollati alle pagine, quasi a voler finire il libro tutto d'
un fiato. Ugo Mazzotta non nasconde il suo piacere nel leggere i libri di
Andrea Camilleri e la sua passione, più in generale, per i romanzi
gialli e, confessa, "l' idea di scrivere un po' mi è venuta leggendo
le sue storie (di Camilleri, n.d.r.) attente all' ambiente ed ai personaggi
di provincia" e, anche se nel suo romanzo non si concede più di
tanto agli aspetti medico-legali, anche la sua professione (Mazzotta è,
appunto, un medico legale, pur lavorando nel settore previdenziale) lo ha
aiutato all' essere scrupoloso e preciso nella descrizione tecnica di alcuni
dettagli medici. Che dire poi dell' immersione nel mondo della chat su internet?
Mazzotta descrive sapientemente coloro che ne prendono parte, riproduce con
dovizie di particolari un mondo dove l' essere "nascosti dietro un monitor"
porta spesso a mettere a nudo i propri istinti più bassi, ma anche
i più timidi ad aprirsi ed a fare nuovi incontri, anche di persona
nei loro "meetings". Un piacevole modo di comunicare con persone
anche lontanissime per alcuni, che per altri (molti, purtroppo) può
diventare un' insostituibile droga (e non nel peggiore dei casi!).
In definitiva "Commissariato di Polizia la Bella Napoli" è
un giallo cha ha molto da dire oltre lo svolgersi degli eventi polizieschi,
una lettura che consigliamo.
La redazione di NonSoloParole.com (p.m.)
Dall'
ultima di copertina
Un commissariato di polizia sonnecchiante in una vallata
dell'Appennino, composto quasi esclusivamente da funzionari e agenti di origine
meridionale, che per questo motivo viene chiamato - affettuosamente dagli
abitanti, un po' meno dai colleghi - La Bella Napoli; un omicidio la cui vittima,
una donna uccisa da un amante occasionale conosciuto in chat, ha una personalità
ed una sensualità ambigue ed inquiete, oltre ad un passato oscuro.
Su questo sfondo si muove il commissario Prisco, al suo primo caso importante,
che sembra disimpegnarsi senza troppi problemi sia quando interroga un pastore
che quando s'immerge in una chat insidiosa alla ricerca di un'ombra. Attorno
a lui si disegnano personaggi, caratteri e atmosfere che sono, forse più
della complessità dell'intreccio, la materia prima di questa storia,
portata da una narrazione leggera e spesso ironica fino alla soluzione del
caso.
Ugo Mazzotta è nato nel 1956 a Napoli, dove vive ed eservita la professione
di medico legale.
Sempre attratto dalle manifestazioni della creatività narrativa, musicale
e grafica, si è negli anni interessato alle interazioni fra arte, informatica
e telematica. Questo romanzo rappresenta il suo esordio nella narrativa d'
azione.
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