Recensione
al libro illustrato Attraversamenti (AA.VV.) - a cura di Donatella
Saccani
Michele Di Salvo Editore
pp. 120
prezzo € 9,50
ISBN: 88-87452-71-3
A cura di Michele Di Salvo (La redazione ha chiesto direttamente all' editore
di presentare il volume, curato da Donatella Saccani, che ne è anche
l' autrice delle fotografie)
Noi siamo portatori di messaggi…
Questo titolo mi viene suggerito da Giangiacomo Feltrinelli,; una espressione che usò circa quarant’anni fa, quando le sue librerie erano quattro o cinque ed erano uno strumento per far conoscere i titoli proposti da questo trentenne editore che Enrico Cuccia presentò come “un’industriale con l’hobby dell’editoria”…
Sono passati da quella frase molti anni, ed anche oggi, quando l’ultimo dei grandi Mondatori, Leonardo, è scomparso, probabilmente il grande vuoto in quelle Case Editrici è dato proprio dalla mancanza dell’Editore, del “portatore del messaggio”.
L’amico Calafiore, che annovero anche tra i miei autori, mi ha chiesto di presentare questo testo, questo progetto, “Attraversamenti”… così impegnativo e vasto già dal testo.
Ebbene la prima cosa che può apparire guardando il catalogo della casa Editrice che porta il mio nome, è che forse un testo così “sperimentale” (come qualche intellettuale usa definire ciò che non riesce lui stesso a definire e non sempre perché davvero non definibile) in quel catalogo “non c’entra molto”.
E’ quindi utile fare un passo indietro e porsi una domanda che forse non troverà mai davvero una risposta: cosa induce un editore a dire si ad un testo ed a pubblicarlo?
Ebbene, io posso rispondere per me e non so fare di meglio che rubare un concetto a Roberto Calasso quando afferma che ogni libro è come un capitolo di un unico libro che è il catalogo di una casa editrice, e che infondo ognuno di questi libri compone immancabilmente la grande biblioteca dell’umanità.
In questa luce ogni libro da me viene scelto per il tassello che porta, per la “sua parte” che racconta e per le sfide di riflessione che vuole lanciare, non solo per il tema ma anche, forse per lo stile.
E dunque Attraversamenti, che forse per lo stile, o meglio sarebbe dire per gli stili che mette i comune, rappresenta un tassello importante anche di questo percorso.
Non è la prima volta che pubblichiamo dei “testi collettivi”; lo abbiamo fatto nel 2000, con “Cesare perduto nella pioggia” per i cinquant’anni dalla morte di Cesare Pavese e nel 2001 con i racconti degli autori e dei lettori del “Rifugio degli esordienti.
Due esperimenti che ci hanno portato a raccontare nel primo caso il cambiamento della città e della campagna in questo primo cinquantennio di vita del nostro Paese; nel secondo, abbiamo cercato di raccogliere una sfida: rendere cartaceo l’incontro virtuale di chi aveva la passione (talvolta insana ma sempre sensata) di scrivere e raccontare e raccontarsi.
Questa volta è come se invece avessimo aggiunto una sorta di “terza dimensione” ad un libro.
Attraversamenti infatti non è solo un libro, non è solo un insieme di stili che si fondono per raccontare il divenire in un’unica forma (anche questa al di fuori delle normali concezioni degli spazi di un libro), e non è solo un percorso di fotografia e di rappresentazione fotografica, in cui ciascun autore si spersonalizza, si smaterializza per fondersi in quello che ciascuno ha in comune con l’altro oltre le differenze: il proprio corpo.
E’ quindi un testo nel quale i visi, le espressioni, che non ci sono nelle immagini, vengono rappresentati per sensazioni, rappresentazioni e sentimenti nei testi e dai testi.
E questo doppio binario di interpretazione e rappresentazione della realtà non può tuttavia essere ricompresso in questi due strumenti di comunicazione, ossia la scrittura e l’immagine.
La vera chiave di lettura di questo testo vuole essere la “rappresentazione” corporea, tridimensionale, che viene “messa in scena” durante i reading e le presentazioni…
…è un testo che è teatro, ed al contempo la musica delle vite e delle storie che vuole rappresentare.
Ritengo che l’uomo del nostro tempo debba sapere che se da un lato i normali mezzi di comunicazione, come la stampa pubblicista, o la televisione, o il libro, o la radio, sono in crisi, è perché comunque sia hanno avuto la pretesa di essere esaustivi nella loro rappresentazione e manifestazione.
E’ un testo che quasi con Kafka vuole dire a tutti noi che siamo al contempo dei signori K e contestualmente che “ciascuno sia il benvenuto” in questo grande circo ed in questa grande giostra vorticosa.
E ciascuno deve avere il proprio ed unico strumento per comunicare se stesso, le proprie ansie, le proprie angosce adoperando lo strumento della comunicazione che più è idoneo a rappresentarlo, senza che ciò debba essere un elemento di crisi per gli altri.
Ho letto personalmente questo testo come uno sfogo, un urlo munchiano che però riesce quasi a trovare un esito finale anche solo nel semplice fatto di aver urlato, non come momento liberatorio, ma come attimo di manifestazione.
Un editore…
…un editore è un semplice portatore di messaggi…
…e questo libro è uno di questi messaggi.
In omaggio a questa concezione del ruolo e della figura dell’Editore non potevamo che presentare questo testo in una Libreria Feltrinelli.
E proprio per il senso che ha per la casa editrice questo testo, non ho ritenuto utile essere presente a questa presentazione; abbiamo lanciato un messaggio, come ,con una bottiglia, che in questo caso è il libro stesso… ha senso che il costruttore ostenti una sua etichetta oltre il dovuto ed il giusto ed il saggio, sapendo che alla fine il compito della bottiglia è essere rotta perché esca fuori il messaggio e che alla fine il mare staccherà quel po’ di colla che da un etichetta alla bottiglia?
Michele Di Salvo
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