ANDATA
& RITORNO
Massimo Consoli
Recensione di
Luigi Ferdinando
E' uscito il nuovo libro di Massimo Consoli, "Andata & ritorno",
Edizioni
Libreria Croce, Roma, 2003, pp. 128, e che e' un romanzo dove lui racconta
la storia della sua malattia e della sua guarigione. Tenuto conto che due
anni fa ha avuto un tumore al colon abbastanza grave, da cui a fatica e'
sopravvissuto: ma non e' di questo che volevo parlare...
Piuttosto, oltre alle sue doti narrative già conosciute prima, mi
interessano di piu' le storie che lui riporta della sua "iniziazione
sciamanica", gia' accennate nelle sue memorie precedenti. E questo perche'
il Consoli non e' un individuo qualsiasi, ma un "iniziato": vale
a dire che
segue una certa via di sviluppo o di realizzazione spirituale, e che deve
risultare per forza ignota alla gran massa di gente che non la conosce per
esperienza, ridendone magari come per delle fantasie poetiche. E che puo'
essere invece conosciuta solo da chi e' come lui. O come ben diceva Dante
Alighieri, parlando delle sue esperienze nei Fedeli d'Amore: "comprender
non
lo po' chi non lo prova!"
Per cui, in breve, le cose principali che ho notato sono le seguenti. E
intanto mi ha colpito il fatto della sua "coscienza distaccata dai sensi",
a
cui si collegano tutte le altre relative esperienze: visione al buio,
catalessi e percezione di misteriose "presenze" accanto a se'. Circa
la
prima, questa e' una dote assai frequente fra gli iniziati, come Gustav
Meyrink e Carlos Castaneda, che appunto talvolta "vedevano" al buio,
con un
misterioso senso "psichico" che non era quello visivo normale. E
assai
acutamente il Consoli lo collega col colore "rosso", e si chiede
se per caso
non fosse all'"infrarosso"...
Circa la terza, la percezione di misteriose "presenze" attorno a
se', e
magari al buio, e' pure frequente fra gli iniziati, anche se puo' assumere
forme diverse. Per esempio, Meyrink ne parla come dei "guardiani"
o delle
"forze del destino" che sorvegliano sempre gli individui, che non
le vedono
mai: tranne gli iniziati, in certi particolari momenti della loro vita.
Circa la seconda, infine, che e' la piu' importante, lo stato di
"catalessi", o l'impossibilita' di muoversi poco prima del risveglio...
beh,
potrei dire che proprio questo e' lo stigma dell'"uomo pneumatico",
per
usare la terminologia medioevale! Difatti, se gia' sappiamo che fra i primi
cristiani i fedeli si dividevano in due categorie, "pistikos", colui
che
crede, e "gnostikos", colui che sa, ce n'era anche un'altra in tre
parti, di
cui la terza e' proprio quella sopra, e a cui il Consoli appartiene di
diritto!
Difatti, il "distacco dai sensi" e' una dote naturale dell'iniziato,
che
magari esiste in germe anche nelle persone normali, pur se portate per lo
spirito: come ad esempio mia nonna materna, e che aveva il sonno cosi'
profondo che una volta, mentre dormiva, il suo letto venne colpito da un
fulmine, e lei neanche se ne accorse... Per cui, il fatto che tale dote in
Consoli sia "ereditaria", e sia tanto frequente da avere un nome,
il
"grippo" o il "lengo", non meraviglia!
E infine potrei dire che il segreto dell'iniziato e' nel "fare la
ricapitolazione della propria vita": cosa che fan tutti negli ultimi
istanti
ma lui sempre, scrivendo o tenendo un diario. Fornendo allo spirito la
"copia" delle proprie esperienze personali (magari in "formato
computer",
come lui acutamente fa notare...).
Luigi Ferdinando
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