Editoria: come orientarsi nella ricerca di lavoro
di Francesca Pacini

ORIENTAMENTO

Finito un corso inizia la parte più ardua, la ricerca di lavoro.
Oggi c’è un sovraffollamento che colpisce tutti i settori, compreso quello dell’editoria. Dunque occorre muoversi con astuzia e saggezza, sviluppando un atteggiamento propositivo. Non siamo più a scuola, dove si “ricevevano” le informazioni che venivano poi metabolizzate e trasformate in esame, magari spesso pappagallesco. Ora l’esame è…costante. Nel mondo del lavoro si è esaminati ogni minuto, ogni istante. Con la differenza che dobbiamo intuire, di volta in volta, quale “materia” ci verrà richiesta. Non ci sono pacchetti studio preconfezionati, si interagisce con l’ambiente che di volta in volta ci richiede prestazioni diverse. Quindi la flessibilità, l’apertura mentale, l’intelligenza lungimirante costituiscono i cardini, le chiavi necessarie per fronteggiare l’ambiente professionale. Spesso occorre essere quasi dei “veggenti”, giocare cioè d’anticipo intuendo situazioni (sia vantaggiose che svantaggiose).
Forti di ciò, il primo passo da compiere è la scrematura delle possibilità.
Giornali:
Obiettivo lavoro, Lavorare (più altre pubblicazioni sul mondo delle professioni) e tutte le pagine che quotidiani e settimanali riservano alle offerte e alle possibilità professionali. Leggendo anche le evoluzioni del settore che ci interessa. Ma direi, più in generale, di stare sempre attenti a un largo settore, che comprende il mondo della comunicazione, del multimediale ecc…oltre al monitoraggio, ovvio, dell’area editoriale e giornalistica.
Il redattore è una persona che opera sui contenuti, questo può essere allargato e “rivenduto” in vari contesti. Quindi non fermarsi solo alla classica casa editrice ma valutare anche altri contesti, soprattutto se si ha una formazione specifica.
Internet:
Alla luce di quanto detto, è bene fare ricerche (ottimo Google) attraverso varie combinazioni, dall’editoria alla comunicazione al multimediale, dalle riviste (anche quelle online) ai portali dell’area culturale, editoriale e letteraria. Poi, naturalmente, agenzie letterarie, service editoriali.
Tenere sotto controllo Alice.it e Il Rifugio degli esordienti, che segnalano diverse iniziative.

Ricordiamoci che si può tentare un Ufficio stampa, se si hanno le doti necessarie (capacità relazionale, organizzativa ecc…). Per chi conosce bene le lingue, è interessante la via dell’editor traduttore e del talent scouting.
A questo proposito, chi viaggia può fare attenzione alle letterature del paese in cerca di inediti, o scrittori poco famosi, da proporre a una casa editrice valutando sempre la sintonia con le collane. Insomma, fare talent scouting. Ci vuole fiuto. Poi si può tradurre un capitolo e segnalarlo alla casa editrice proponendosi come traduttori, oltre che “promotori” del testo. Fare attenzione alle letterature straniere emergenti. Tutta l’area spagnola desta interesse, ma anche la letteratura sudafricana, ad esempio, si sta muovendo in modo soddisfacente. Insomma, cercare cercare cercare…Si può anche fare l’agente letterario free-lance, appunto proponendo nuovi autori stranieri attraverso una rete di contatti che intesseremo.
In Italia: Fiere, Ambasciate, centri culturali (prendere appuntamento con l’addetto culturale) possono essere strumenti interessanti. Piccolo esempio: 2 anni fa l’addetto culturale della repubblica ceca mi suggerì un certo Joachim Topol, a suo parere molto interessante. A Praga ebbi conferma del suo valore grazie a un’amica italiana che vive lì. Comprai una copia in inglese di un suo testo. Poi mi sono dovuta occupare di altro, per cui il testo è rimasto nel malloppo di letture da fare. Adesso Mondadori ha comprato i diritti.
Questo episodio per suggerirvi di essere propositivi, andare voi a cercare il lavoro e non lasciare che sia questo a cercarvi (anche perché ha troppe cose da fare…!).
Chi ha una vocazione (e un talento) giornalistico può cercare di scrivere sulle riviste. Ma, anche qui, bisogna essere propositivi. Conoscere bene le testate, e magari proporre una rosa di articoli o interviste a vostro avviso molto interessanti per quel giornale. Per quanto riguarda i siti, si possono ideare rubriche da proporre dopo un attento monitoraggio della struttura e dei contenuti. Ad esempio un ex allievo napoletano ha proposto una rubrica per Il Danaro, giornale campano, strutturata intorno ai misteri e ai luoghi segreti di napoli. L’idea è piaciuta, e la collaborazione si è sviluppata.
Ecco dunque che emerge un attivismo propositivo, ricco di idee per rompere il muro di gomma che separa dal mondo del lavoro. Infatti…
Idee e Creatività
sono i punti vincenti, oggi, in un mondo professionale in cui la competenza non è più sufficiente. Ricordiamoci che siamo nell’Italietta dei nepotismi, dei feudi, dei compromessi democristiani, delle raccomandazioni, dei rapporti d’amicizia e di letto. A maggior ragione, bisogna distinguersi attraverso una ferrea professionalità accompagnata però dalle IDEE.
Curriculum:
Breve, professionale. Inviarlo via mail o per posta. MAI, dico Mai, via fax, perché si intasa una redazione con improperi da parte di chi ha cose più importanti da fare.
Stage:
All’inizio il tirocinio serve a costruire un curriculum, necessario per competere meglio attraverso l’esperienza. Vagliare sempre situazioni e benefici. Insomma, non essere prede dello sfruttamento più bieco, ma fare il bilancio costi/ricavi in termini di esperienza che si matura. Ecco perché la capacità di discriminare diventa importante. Non ci sono ricettari né bibbie: ogni tirocinio, ogni situazione va vista singolarmente.
Ricordiamoci che l’Italia è un paese che va a nozze col lavoro nero.. Per un po’ va bene, ma quando si acquisisce una competenza professionale è bene chiedere il famoso co.co.co. Contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Purtroppo i lestofanti italiani l’hanno sostituito al contratto di assunzione senza però assumere i vantaggi per il free-lance/co.co.co. In altre parole, non si pagano i contributi, le tredicesime, le malattie, il fondo T.F.R. (trattamento fine rapporto, la famosa liquidazione), non si maturano gli scatti di anzianità, gli aumenti…ma non si lasciano liberi i co.co.co che per DIRITTO possono gestirsi il tempo, quindi non sono vincolati a orari. (mentre spesso…timbrano il cartellino!). Fare attenzione al netto e al lordo quando si pattuisce un compenso: la differenza del 20% non è cosa da poco!
Con il contratto la professionalità viene riconosciuta. Il lavoro nero va bene agli inizi…poi no. Ma, anche qui, ogni situazione va vista a sé stante. Attenzione però a farsi mettere i piedi in testa.
Ricordiamoci anche, però, che la presunzione è un atteggiamento da eliminare. Non fa crescere.
Umiltà:
All’inizio, in un posto di lavoro, per imparare dobbiamo essere umili. Questo non implica il cilicio e la fustigazione. Ma nessun corso, nessuna teoria vale quanto l’esperienza. In un mondo di tuttologi (tutti sanno tutto di tutto. E’ il famoso: “e lei signor Rossi che ne pensa?” di tanti talk show) manteniamo il timone sull’umiltà. Ascoltare, essere ricettivi, abbandonare la presunzione e fare la gavetta cominciando dal basso (oggi, troppo spesso, è una scala…rovesciata). Significa fare ANCHE fotocopie, telefonate di ruotine, attaccare francobolli. Non arricciare il naso davanti a questo. Ma se si tratta SOLO di questo, dire “grazie, arrivederci”. Insomma, ancora una volta calibrare, vagliare, discriminare. In media stat virtus, antica sapienza. In una redazione, casa editrice, società ecc…la professionalità si conquista pian piano, con la disponibilità. Quindi si fanno lavori più…di routine assieme a responsabilità crescenti. Ovvio, dobbiamo anche crescere e garantire la nostra affidabilità proprio misurandoci in ruoli man mano più “delicati” e impegnativi. Ascoltare chi ha più esperienza. Le orecchie acute come radar e gli occhi aperti come falchi ci fanno assorbire l’esperienza di chi ne sa più di noi.
Osare:
Proporre, avere idee, stimolare è una dote vincente. Naturalmente, con saggezza. Ma se, ad esempio, il sito di una struttura è carente, possiamo proporre rubriche e iniziative. Questo è di solito bene accetto. Persone intraprendenti (non tracotanti) diventano preziose in contesti nei quali troppo spesso si procede lentamente proprio perché vige l’abitudine, specie per i figli dei sessantottini, all’ “imboccamento”, alla “pappa confezionata”. Atteggiamento che non paga.
Diventare preziosi, indispensabili è lo strumento vincente.
Stutture medie-piccole:
Spesso ci consentono di crescere. Società grandi sono solitamente gerarchizzate, settorializzate in modo capillare per cui si fa una cosa e solo quella. Se il posto che abbiamo non è il nostro sogno...ci sono minori speranze di fare esperienza in altri contesti della struttura.
Le strutture minori, anche se spesso sono dei veri far-west, offrono la possibilità di fare più cose. Questo, agli inizi, rappresenta un’ottima palestra che permette di acquisire competenze.
Colloqui di lavoro:
Trascurando le perversioni del marketing (dagli head-hunters alla programmazione neurolinguistica che verifica le persone in base a modelli gestuali e linguistici), un atteggiamento disinvolto e soprattutto ONESTO è la chiave di un buon colloquio. Non vantiamoci, non contrabbandiamo esperienze o competenze che non abbiamo…tanto le bugie hanno le gambe corte. Cerchiamo di essere disponibili e aperti, tutto qui.
Armi da affinare:
Oltre all’imperativo Leggere leggere leggere! Non trascurare un continuo aggiornamento tramite giornali, fiere, ecc…coltiviamo le LINGUE e miglioriamo l’USO DELL’INFORMATICA.
Spesso fanno la differenza. L’ editing di un libro straniero comporta anche la verifica della traduzione. E allora?

Detto tutto questo…BUONA CACCIA!

Francesca Pacini è consulente editoriale dell'agenzia letteraria iL segnalibro

Clicca per inviare questo articolo ad un tuo amico segnala questo articolo ad un amico Clicca per stampare l' articolo stampa  inviaci un commento a questo articolo