I libri introvabili
di Francesca Pacini

Le librerie pullulano di libri. Eppure, in mezzo a tanti volumi che sgomitano per farsi largo tra i banconi ci sono anche testi introvabili. E non parliamo dell'ultima opera del macellaio di Canicattì, pubblicato a sue spese presso una casa editrice semi-clandestina con distribuzione condominiale, ma di testi "d'autore", di letteratura che dovrebbe esistere, oggi, ed essere alla portata di tutti i lettori. Capita spesso, poi, che alcuni libri siano introvabili a causa delle ristampe, e va bene, ma capita anche che queste ultime si trasformino poi in…croniche latitanze. Qualche anno fa, ad esempio, era difficilissimo procurarsi "L'odore dell'India" di Pasolini, o "Vento cardinale" di Octavio Paz. Chissà se oggi sono reperibili…Ma tale sorte capita anche ai best seller di largo consumo: il pluri-venduto "La profezia di Celestino" è oggi difficilmente recuperabile negli scaffali con le edizioni Corbaccio. Strano, in effetti, dato che l'epurazione dai cataloghi è figlia del marketing americano, che scommette solo su pubblicazioni di largo portafoglio. Dunque se un libro non "tira" abbastanza, meglio cancellarlo dalla collana. Così successe una ventina di anni fa alla Random House, colosso a stelle e strisce che subì l'egida di un direttore editoriale poco avvezzo…alla letteratura, e molto incline alla cancellazione degli "sconosciuti", come una tal Natalia Ginzburg. Quell'anno, il libro di punta diventò "Vedette", rassegna fotografica della Barbie.
Insomma, se i libri non vendono in modo più che soddisfacente, fanno una brutta fine davanti a certi somari che fanno somme, e nient'altro. E allora diventa impossibile recuperare una copia di "Il gioco del mondo" di Julio Cortazar, o certi titoli della Fallaci (prima della sua "folgorazione" sulla via di New York), e, ancora, "Piacere del testo" di Rolhand Barthes , "Bonjour ristesse" della Sagan…Molti sono i testi che, periodicamente, diventano introvabili finché l'editore non si decide a darlo di nuovo alle stampe. Può anche capitare che, comunque, nelle stampe un testo non finisca più. Mai più. Ecco allora folle di lettori delusi, a volte inferociti, che trottano nelle librerie marginali o vagano nelle bancarelle di testi usati. I criteri con cui avvengono queste "sparizioni"sono comunque un mistero: il marketing non basta a salvare o sommergere la letteratura. E perfino il "Mein Kampf" di quel dolce signore baffuto che era Adolf Hitler deve essere reperibile, invece che fuori mercato (specie se poi si pubblicano altri tipi di pamphlet conditi con giustificazioni "razziste").
Per fortuna le assenze stimolano invece altri editori, come la Editrice Bibliografica, che con l'iniziativa Lampi di stampa pubblica libri su richiesta utilizzando la tecnologia digitale. Il buffo rimane che le domande di stampa sono più che legittime, e diventano invece quasi delle "pretese". Dovrebbe essere un diritto, per il lettore, trovare in libreria certi testi, come il "Dialogo sui massimi sistemi" di quell'oscuro scienziato di provincia che si chiamava Galilei…"Lettori di tutto il mondo unitevi", verrebbe da dire parafrasando il buon Marx, e chiedete il diritto di pubblicazione per quegli "introvabili" che non lo meritano davvero. Fahrenheit 451, trasmissione radiofonica che si dedica ai libri, si occupa con successo di questi testi scomparsi. Un'idea, che può forse piacere ai navigatori, può essere la segnalazione di titoli che non si trovano, compilando una sorta di Biblioteca degli Scomparsi. E magari, qualche "amico" di internet potrebbe anche fornire utili indicazioni. La caccia è aperta?

Francesca Pacini è addetto stampa dell'agenzia letteraria iL segnalibro

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