Fenomeno click lit
Il web sta finalmente incidendo nel rapporto scrittore-lettore?
di
Giuliano Boraso

Senza volere apparire troppo ottimisti, pare proprio che anche in Italia qualcosa stia finalmente cambiando nel tormentato rapporto tra editoria e nuove tecnologie. Un recente articolo, datato 5 febbraio 2004, apparso sulla prima pagina culturale de la Repubblica a firma Loredana Lipperini descrive una tendenza in voga al momento ribattezzata Click Lit: ossia, il nuovo utilizzo delle potenzialità del web fatto da lettori, scrittori ed editori che pare possa, in prospettiva, cambiare i meccanismi della comunicazione che si raccolgono intorno all’oggetto libro.
Fino a ieri, alla domanda “come sfruttare le nuove tecnologie in ambito editoriale?” si rispondeva essenzialmente in 2 modi:
§ Incentivando il più possibile le librerie on line e la vendita di libri sul web;
§ Immettendo in maniera definitiva sul mercato lo strano oggetto del desiderio denominato e-book.

Sappiamo oggi come entrambe queste due strade siano state fortemente ridimensionate: anche se nel 2002 i dati sono un po’ più incoraggianti, la vendita on line incide sul mercato del libro in percentuali ridicole (ma la considerazione potrebbe essere estesa per la stragrande maggioranza dei settori merceologici). L’e-book, dopo anni di sperimentazioni e di forti investimenti indirizzati a un suo definitivo inserimento nel mercato, sembra naufragare in mille difficoltà e in una generale diffidenza da parte del pubblico di lettori.
Ecco che dunque alla precedente domanda oggi si danno risposte forse meno pretenziose, ma indubbiamente più efficaci: oggi le nuove tecnologie vengono utilizzate in ambito editoriale prima di tutto per creare COMUNICAZIONE nel senso letterale del termine, ossia per fare in modo che sempre più persone possano incontrarsi in rete mediante forum, blog, comunità virtuali, newsletter e far sì che attraverso questi canali si parli di letteratura, di libri, di autori, di progetti editoriali, e chi ne ha più ne metta. Incentivando così quell’affascinante e potentissimo meccanismo comunicativo che conosciamo sotto il nome di passaparola, meccanismo che più di ogni altro può determinare il successo o il fallimento di un prodotto culturale.
Niente di particolarmente eclatante, è vero; ma in tempi di telecrazia imperante, in cui la televisione sembra vedere nel libro la peggiore delle infezioni tanto da tenersene bene alla larga, le comunità del click lit stanno davvero cambiando i rapporti tra scrittore e pubblico, portando un po’ di aria fresca e qualche novità in un panorama un po’ stagnante.

C’è chi, ad esempio, si è convinto del fatto che non sia più un crimine pubblicizzare il proprio libro utilizzando forme di comunicazione che molto si avvicinano ai videoclip musicali.
Negli Stati Uniti, ma anche in Italia, alcuni scrittori – tra cui Douglas Copland, Salam Pax e il nostro Romolo Bulgaro – presentano al pubblico di naviganti il loro libro ‘raccontandolo’ tramite musica e immagini in movimento, con risultati davvero apprezzabili. Internet, quindi, inteso non più e non solo come statica vetrina dove esporre copertine, recensioni e biografie degli autori, ma come efficacissimo strumento per mettere in comunicazione tra loro e nella maniera più accattivante possibile scrittori, lettori ed editori; ovvero, i principali protagonisti dell’industria editoriale.
Allo stesso fine mirano iniziative se vogliamo più ortodosse rispetto ai ‘videoclip letterari’ ma non meno efficaci: pensiamo ai numerosissimi blog ideati e gestiti da scrittori ed editori, veri e propri terreni di confronto diretto, strumenti di comunicazione assai efficaci per chiunque voglia interagire con i propri riferimenti culturali e discutere in prima persona con loro di tendenze, scelte editoriali, novità, progetti e quant’altro.
Circoli virtuosi, comunità di utenti che interagiscono i maniera attiva e propositiva: sembra essere questa la vera rivoluzione apportata dal web nel mondo dell’editoria. Una rivoluzione che, ovviamente, può giovare soprattutto a quanti non possono godere di spazi di manovra molto ampi all’interno dei classici circuiti di comunicazione; scrittori ai primi passi, piccoli editori che non possono permettersi investimenti pubblicitari di un certo spessore, trovano invece nella rete terreno fertile per guadagnare spazio in termini di riconoscibilità. E non è un caso che le iniziative più interessanti in tal senso siano appunto opera di soggetti e realtà medie e piccole (date un’occhiata alla lista di siti, blog e newsletter a fine articolo).
La rete, quindi, intesa come comune terreno di scambio, come luogo di flussi bidirezionali di comunicazione, privi di gerarchia e capaci di mettere finalmente in crisi il predominio assoluto di istituzioni classiche in termini di mediazione culturale come quelle del libraio e del critico letterario.

Alcuni riferimenti

Per ciò che riguarda i ‘clip letterari’:
§ www.heynostradamus.com
§ www.thebaghdadblog.com/promo
§ http://pi.canongate.net/life_of_pi.htm
§ www.dallapartedelfuoco.net

Blog e web comunità:
§ http://giuliomozzi.clarence.com
§ www.marsilioblack.it
§ www.wumingfoundation.com
§ www.nazioneindia-na.com
§ www.miserabili.com

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